Crostata tricolore, un dolce per festeggiare il 25 aprile
Crostata tricolore, un impasto particolare
La crostata tricolore è una torta davvero speciale in cui il tratto che spicca maggiormente è l’aspetto cromatico, ossia la varietà di colori. Le banane, i lamponi e i kiwi creano un caleidoscopio di bianco, rosso e verde davvero gradevole alla vista. Se questa combinazione vi ricorda la bandiera dell’Italia, avete proprio ragione, lo scopo è quello! La crostata tricolore è pensata per rappresentare i colori del nostro Paese, dunque la consiglio in occasione del 25 aprile. Ovviamente è in primo luogo una torta, perciò deve essere soprattutto squisita, e in effetti lo è! Il merito non è solo della frutta, ma anche e soprattutto di una farcitura semplice e genuina, nonché di una frolla diversa dal solito.
Abbiamo utilizzato una frolla consentita, priva di conservanti, coloranti, grassi idrogenati e lattosio, dunque può essere consumata da chi è affetto da disturbi di assorbimento legati a questa sostanza. Impasti che stupiscono anche per il gusto e per la leggerezza, delle caratteristiche davvero uniche, che non fanno rimpiangere gli impasti “standard”. La base è realizzata con ingredienti semplici, che testimoniano l’attenzione verso prodotti genuini e con un approccio fedele alla tradizione. Nello specifico, il prodotto è realizzato con farina di frumento, grassi e oli vegetali (non idrogenati), zucchero, acqua e agenti lievitanti.
Ricetta crostata tricolore
Preparazione crostata tricolore
- Per la preparazione della crostata tricolore iniziate trasferendo tutti gli ingredienti per la preparazione della crema dentro una ciotola, poi mescolateli con una spatola fino a ricavare un composto dalla consistenza cremosa.
- Ora riponete in frigo il preparato e tiratelo fuori solo al momento del suo utilizzo.
- Stendete la pasta frolla su una teglia conservando la carta da forno.
- Intanto lavate la frutta e tagliatela. Le banane, però, versatele ben affettate dentro una ciotola con il succo di limone, un accorgimento necessario affinché non anneriscano.
- Create dei buchi superficiali sulla frolla usando i rebbi di una forchetta e mettete sopra dei legumi secchi. E’ un trucco necessario per evitare che la pasta acquisisca troppo volume.
- Infine cuocete la frolla al forno per circa 25 minuti. Ora preparate la gelatina sciogliendo l’amido di mais in acqua fredda.
- Poi prendete un pentolino e scaldate a fiamma dolce una soluzione di acqua e zucchero.
- Unite l’amido di mais e fate sobbollire per pochi minuti, infine lasciate raffreddare.
- Quando la frolla è pronta toglietela dal forno, fatela raffreddare e farcitela con la crema che avevate preparato e riposto in frigo.
- Guarnite con la frutta, poi spalmate uno strato di gelatina con un pennello. E ualà, la crostata tricolore è pronta!
Per la base:
- 1 base frolla consentita
Per la crema:
- 400 gr. di formaggio fresco cremoso senza lattosio,
- 80 gr. di zucchero a velo,
- 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
Per la decorazione:
- succo di mezzo limone,
- q. b. di kiwi lamponi e banane,
- q. b. di legumi secchi
Per la gelatina:
- 150 ml. di acqua,
- 40 gr. di zucchero,
- qualche goccia di succo di limone,
- 1 cucchiaino di amido di mais
Quale formaggio usare per questa crostata tricolore?
Tra i punti di forza della crostata tricolore spicca il ripieno, che è realizzato essenzialmente con formaggio cremoso, vaniglia e zucchero; alla lontana il ripieno ricorda quello della cheesecake. Per l’occasione vi consiglio di usare un formaggio cremoso di qualità, che si faccia apprezzare non solo per la genuinità, ma anche per la neutralità dal punto di vista del gusto. Il formaggio si deve sentire, ma allo stesso tempo deve essere capace di interagire con gli ingredienti dolci.
Se soffrite di intolleranza al lattosio utilizzate dei formaggi cremosi delattosati. Questi sono sostanzialmente identici al prodotto originale, tuttavia possono avere un gusto leggermente più dolce per effetto della rimozione del lattosio, che viene scisso in glucosio e galattosio (degli zuccheri semplici più facilmente avvertibili al palato).
La crostata di frutta, se ben bilanciata, è un dolce relativamente leggero. La presenza della frutta fresca aumenta il volume senza aggiungere molte calorie, mentre la base di frolla e la crema sono dosate. Rispetto ad altri dessert più ricchi di grassi o zuccheri, offre una sensazione di sazietà maggiore. Ovviamente tutto dipende dalle porzioni e dagli ingredienti utilizzati, ma nel contesto di una dieta equilibrata non è un dolce eccessivo.
Qualche consiglio per valorizzare la frutta
Come avrete intuito, la frutta ricopre un’importanza fondamentale nella nostra crostata tricolore. Del resto, è proprio la frutta a formare, con i suoi colori, la bandiera dell’Italia che guarnisce questo delizioso dolce. Tuttavia, va gestita con una certa perizia. In primis va scelta solo frutta soda e non troppo matura, in caso contrario la torta potrebbe deteriorarsi prima del tempo. Rinunciate anche alla frutta sciroppata, che conferirebbe una carica dolciastra eccessiva alla crostata, rendendola di fatto immangiabile.
Inoltre, prestate particolare attenzione alla banana. Infatti, più di ogni altro frutto, rischia di annerirsi in fretta. Un problema da non sottovalutare se lo scopo è replicare il bianco della bandiera italiana. Esiste un metodo semplice per scongiurare questo rischio: immergere la banana già tagliata nel succo di limone. Se notate che anche gli altri frutti si stanno scurendo, ripetete il procedimento per i kiwi e i lamponi.

Fragole, kiwi e banane: una splendida combinazione
Questa crostata è tricolore in virtù della guarnizione, che è formata da tre frutti di colore diverso: verde, bianco e rosso. Sto ovviamente parlando dei kiwi, della banana e della fragola.
Questi tre frutti interagiscono efficacemente tra di loro anche dal punto di vista organolettico. La dolcezza della banana, infatti, si sposa alla perfezione con il sapore acidulo e quasi acre dei kiwi, adattandosi al meglio al gusto più complesso della fragola.
Insieme migliorano lo spessore nutrizionale della ricetta, infatti sono ricchi di vitamina C (che giova al sistema immunitario), potassio e svariati antiossidanti. La fragola contiene, per esempio, lo xilitolo e il licopene, mentre il kiwi la vitamina E. Infine sono poco calorici, infatti non vanno oltre le 50 kcal per 100 grammi.
Il ruolo della vaniglia sulla crostata tricolore
La vaniglia, sotto forma di estratto, gioca un ruolo fondamentale nella crostata tricolore, trasformando il formaggio cremoso in un vero e proprio ripieno per dolci. D’altronde la vaniglia ha un sapore dolce, delicato e floreale, valorizzato da note calde e leggermente speziate. Il merito di ciò va soprattutto alla vanillina, che è il suo principale composto.
Dal punto di vista nutrizionale la vaniglia è povera di calorie e grassi, ma contiene piccole quantità di minerali come calcio, magnesio e potassio. E’ anche una buona fonte di antiossidanti, che aiutano a combattere i radicali liberi e a proteggere le cellule dai danni ossidativi. Tuttavia, essendo utilizzata in piccole quantità, il suo impatto nutrizionale complessivo potrebbe risultare inferiore rispetto ad altri alimenti.
Le alternative allo sciroppo
La crostata tricolore è particolare in quanto i colori sono resi principalmente dalla frutta, che viene arricchita con una glassa a base di sciroppo “gelatinoso”, realizzato con acqua, zucchero e amido. Si può pensare a una guarnizione più complessa ma ugualmente efficace? Certamente si! In ogni caso si dovrebbe lavorare su soluzioni che non abbiano solo una funzione estetica e protettiva, ma che contribuiscano in modo più marcato anche al gusto e alla struttura del dolce. Una prima alternativa è rappresentata dalle glasse a base di frutta. Basta frullare una parte della stessa frutta utilizzata per la decorazione e legarla con una minima quantità di addensante naturale, in modo da ottenere una copertura coerente e più aromatica rispetto allo sciroppo neutro.
In questo modo il colore viene intensificato e il sapore risulta più pieno, senza introdurre elementi estranei. Si tratta di una soluzione particolarmente interessante soprattutto quando si lavora con frutti dal profumo intenso, che meritano di essere valorizzati anche oltre l’aspetto visivo. Un’altra possibilità è l’uso di una gelatina leggera a base di succhi naturali. In questo caso il succo, ovviamente filtrato e concentrato, sostituisce l’acqua dello sciroppo classico. Il risultato è una glassa più vivace e meno piatta, che aggiunge una nota gustativa riconoscibile. Questa tecnica permette anche di modulare l’acidità o la dolcezza in base al tipo di frutta utilizzata, il ché rende la crostata più equilibrata nel suo insieme.
E se si desidera una guarnizione più ricca per la crostata tricolore?
Per chi desidera una guarnizione più ricca, ma sempre elegante, vi consiglio soluzioni a base di creme leggere. Penso, per esempio, a una crema neutra ma molto fluida, stesa in uno strato sottilissimo sotto la frutta e capace di svolgere una doppia funzione: fissare la decorazione e aggiungere morbidezza. In questo caso basta una semplice spennellatura per ottenere l’effetto lucido e quindi rinunciare allo sciroppo gelatinoso senza rimpianti. E’ interessante anche l’uso di confetture setacciate e scaldate leggermente. Passate al colino diventano lisce e lucide, perfette per essere pennellate sulla frutta.
Queste confetture, rispetto allo sciroppo classico, offrono una maggiore complessità aromatica e una dolcezza più naturale. Vanno comunque scelte con attenzione, in quanto devono essere poco zuccherate ed esprimere un gusto compatibile con la frutta fresca della crostata. In tutti i casi la logica non cambia: la guarnizione non deve coprire o appesantire, ma proteggere e valorizzare. Le alternative allo sciroppo funzionano quando rispettano la centralità della frutta e mantengono il dolce fresco, leggero e leggibile.
Per una frolla adatta ai celiaci si possono usare farine naturalmente senza glutine, come farina di riso e di mandorle, bilanciate con amidi per ottenere friabilità. È importante lavorare l’impasto il meno possibile e farlo riposare bene, poiché queste farine assorbono i liquidi in modo diverso. Il risultato è una base più delicata ma perfettamente adatta a sostenere una crostata di frutta senza comprometterne il gusto.
Dolci tricolore: non ci sono solo le crostate
Quando si parla di dolci tricolore la crostata di frutta è forse la preparazione più immediata, ma non è certo l’unica. Il concetto di tricolore può essere declinato in molti altri modi, giocando su colori, consistenze e ingredienti diversi. L’importante è che i colori non siano artificiali, ma derivino da materie prime riconoscibili. Un esempio classico è quello dei dessert al bicchiere, in cui strati di creme e composte di frutta creano l’effetto tricolore in modo ordinato e moderno.
Idem per torte fredde, mousse o semifreddi, che possono essere costruiti a strati, mantenendo una distinzione cromatica netta. In questi casi il tricolore diventa parte della struttura, e non solo della decorazione. Esistono poi dolci da forno, come plumcake o ciambelle, che possono diventare tricolori giocando su impasti diversi. Qui la sfida è tecnica, perché serve mantenere separati gli strati senza comprometterne la cottura.
Infine va segnalata anche la pasticceria mignon, anch’essa può giocare sul tricolore con monoporzioni curate ed eleganti. In sintesi la crostata resta un grande classico, ma il tema si presta a molte interpretazioni creative.
FAQ sulla crostata tricolore
Che frutta usare per la crostata?
Per la crostata si può usare una grande varietà di frutta, come mele, pere, albicocche, pesche, mirtilli, lamponi e ciliegie. Nella crostata tricolore ho impiegato kiwi, banane e fragole per richiamare ai colori della bandiera italiana.
A cosa servono le strisce sulla crostata?
Le strisce di pasta sulla crostata non sono solo decorative, ma servono anche a stabilizzare la crostata durante la cottura, distribuendo uniformemente il calore sulla superficie. Inoltre aiutano a mantenere compatta la farcitura, impedendo che si sposti o si espanda durante la cottura in forno.
Che tipo di farina si usa per la crostata?
Per la crostata si usa solitamente farina zero, che è leggera e fine, ideale per ottenere una pasta frolla morbida e friabile. Alcune ricette fanno uso di farina di mandorle o di mais per aggiungere texture e sapore, oltre che per renderle adatte ai celiaci.
Quanto dura la crostata?
La crostata si conserva bene per circa 3-4 giorni a temperatura ambiente, coperta con un contenitore ermetico. Se contiene frutta fresca è meglio conservarla in frigorifero, dove può durare fino a 5 giorni.
Perché la crostata diventa dura?
La crostata può diventare dura per vari motivi, come una cottura eccessiva o l’uso di troppa farina nella preparazione della pasta frolla. Anche una manipolazione eccessiva dell’impasto può sviluppare troppo il glutine, rendendolo più denso e meno friabile.
Ricette di crostate ne abbiamo? Certo che si!
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