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Pisco sour con chips, il cocktail preferito dai cileni

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pisco sour
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina Cilena
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Il pisco sour con chips di cochayuyo è un cocktail cileno, molto conosciuto anche nel resto del sud America. Incarna lo spirito dell’enogastronomia locale che declina in modo lampante alcuni principi, tra cui l’abbondanza di ingredienti e l’uso significativo delle spezie, oltre alla presenza di abbinamenti all’apparenza arditi e trasversali. Il pisco sour ne è la dimostrazione più limpida. Infatti, tra gli ingredienti troviamo il merquen, un mix di spezie, frutto dell’unione tra il peperoncino e il coriandolo. Altra caratteristica emblematica è la presenza di  accompagnamenti molto suggestivi, come sono le chips di alga cochayuyo.

Il sentore che emerge maggiormente è quello del pisco. Si tratta di un distillato prodotto in Cile, sebbene alcuni ne assegnino la paternità al Perù. E’ un distillato che non viene sottoposto a invecchiamento, dunque non può essere considerato un brandy, sebbene ne rievochi solo in parte il sapore. Il pisco viene in genere consumato liscio e senza ghiaccio. Anzi, è usanza trattenerlo in bocca per qualche secondo, in modo da apprezzarne la pienezza, e solo dopo inghiottirlo. Ovviamente può dare vita a numerosi cocktail, il più importante dei quali è proprio il pisco sour.

Ricetta del pisco sour con chips di cochayuyo

Preparazione pisco sour

Per la preparazione del pisco sour iniziate ammollando per qualche ora le alghe in acqua, infine asciugatele con cura. Poi friggete le alghe nell’olio ben caldo, scolatele sulla carta da cucina ed aggiungete un po’ di sale e una punta di merquen.

In uno shaker mettete l’albume, il pisco, il succo di limone, lo sciroppo di zucchero e i cubetti di ghiaccio. Agitate con forza, poi versate il cocktail nei bicchieri e aggiungete poche gocce di angostura. Accompagnate il cocktail con le chips di alghe cochayuyo e servite.

Ingredienti pisco sour

  • 4 dl. di pisco
  • 1 albume
  • 2 dl. di sciroppo di zucchero
  • 1 dl. di succo di limone
  • q. b. di cubetti di ghiaccio
  • 2 gocce di angostura
  • 100 gr. di alghe cochayuyo
  • una punta di cucchiaino di merquen
  • q. b. di olio per friggere
  • q. b. di sale.

Cos’è il cochayuyo?

Il cochayuyo, utilizzato nel pisco sour, è un ingrediente poco conosciuto in Italia, sebbene non sia molto complicato reperirlo. Di fatto è una specie di alga che cresce esclusivamente nell’emisfero australe e precisamente a ridosso delle coste cilene, soprattutto quelle vicine alla zona antartica. In genere viene essiccata e venduta a mazzetti. Il suo uso in cucina è ben attestato in Cile, ma anche in altre zone del sud America. Viene impiegata soprattutto per insaporire le zuppe e le minestre, e non di rado per arricchire pietanze di carne in umido. Tuttavia, in virtù di una spiccata versatilità, può essere impiegata anche come “snack”. In questo caso è sufficiente ammollarla e friggerla, proprio come viene fatto nella ricetta del pisco sour con chips di cochayuyo.

Pisco sour

L’alga ha un sapore leggermente più sapido rispetto alle alghe più conosciute (quelle asiatiche). Dal punto di vista nutrizionale, però, sfiora livelli di eccellenza. Il riferimento è soprattutto alla presenza di antiossidanti, di gran lunga superiore alla media, come anche di sali minerali. Si segnalano in particolare abbondanti dosi di zinco e magnesio.

Perché abbiamo usato l’angostura?

L’angostura, utilizzata nel pisco sour, è una vecchia conoscenza degli amanti dei liquori e degli alcolici in generale. E’ infatti un ingrediente importante di alcuni famosi drink, come il Manhattan o l’Old Fashioned. Nondimeno, viene sorseggiata in solitaria, nonostante un sapore decisamente forte e amaro. E’ infatti un bitter, per giunta tra i più alcolici in assoluto. In virtù di questo sentore spiccato, viene impiegato per armonizzare le bevande alcoliche, soprattutto quelle che potrebbero essere considerate eccessivamente dolci.

L’angostura è frutto della commistione tra vari elementi di origine naturale, il ché ne testimonia la genuinità. Nello specifico, è realizzata con la corteccia della pianta Cusparia Febrifuga, arricchita da chiodi di garofano, radice di genziana, cardamomo ed essenza di arance. La peculiarità organolettica dell’angostura porge il fianco ad abbinamenti suggestivi, anche in campo strettamente culinario. Infatti, può essere aggiunta ad alcuni antipasti, in particolar modo per armonizzare ingredienti troppo dolci o troppo acidi. E’ perfetta sul gorgonzola, in combinazione con il miele e negli hambuger, inoltre può essere impiegata persino per marinare la carne.

Ricette cilene ne abbiamo? Certo che si!

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