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Pastel de nata, una delizia tipica del Portogallo

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
29/04/2020 alle 07:00

pastel de nata
Ricette per intolleranti, Cucina portoghese
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 20 min
cottura
Cottura: 15 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.5/5 (4 Recensioni)

Pastel de nata: perché piace così tanto ancora oggi

Il pastel de nata, che trovate scritto anche come pastel de Belém o pastéis de nata, è uno di quei dolci che restano in mente dal primo morso. Ha una base di pasta sfoglia, una crema piena e profumata, una superficie scura al punto giusto e un equilibrio che sorprende sempre. Quando lo assaggiate per la prima volta vi chiedete subito come faccia a essere così semplice e così ricco nello stesso tempo.

È un piccolo simbolo del Portogallo e, anche se in Italia non si vede spesso fatto come si deve, vale la pena conoscerlo meglio. Il bello è che non serve andare per forza a Lisbona per portarlo in tavola: con qualche attenzione nella crema e nella cottura potete preparare a casa un dolce che sa di viaggio, di forno acceso e di merenda fatta con cura.

Quando preparo il pastel de nata in chiave di cucina inclusiva, punto sempre su pochi passaggi fatti bene: crema liscia, sfoglia ben fredda e forno già molto caldo. È qui che il risultato cambia davvero.

In questa versione vi propongo un equilibrio pensato anche per chi cerca un dolce più gentile da digerire, grazie alla panna delattosata. Il gusto resta pieno, la crema resta avvolgente e il risultato non perde il suo fascino. Anzi, spesso è proprio questa piccola scelta a rendere il dolce più facile da offrire a tutta la tavola.

Il passaggio che chiede più attenzione non è tanto l’impasto, ma il momento in cui spegnere il forno. Il pastel de nata viene bene quando la crema prende colore in superficie, resta morbida al centro e la sfoglia si apre in piccoli strati friabili. È un dolce che non ama le mezze misure: o lo tirate fuori al punto giusto, oppure perde una parte del suo carattere.

Ricetta pasteis de nata o pastel de nata

Preparazione pastel de nata

  • Srotolate la pasta sfoglia, arrotolatela su se stessa e tagliate 8 dischetti uguali.
  • Sistemate i dischetti negli stampini e schiacciateli con le dita per rivestire fondo e bordi.
  • Mescolate in una casseruola i tuorli, lo zucchero, la maizena e l’amido di riso.
  • Versate il latte e la panna delattosata a filo, poi unite la scorza di limone e la cannella.
  • Cuocete a fuoco basso mescolando fino a ottenere una crema liscia e più corposa.
  • Lasciate intiepidire la crema per pochi minuti e distribuitela negli stampini senza riempirli fino all’orlo.
  • Infornate a 220°C per circa 15 minuti, finché la superficie prende un bel colore scuro a chiazze.
  • Sfornate, fate riposare pochi minuti e servite i pastel de nata tiepidi.

Ingredienti pastel de nata

  • 250 g di pasta sfoglia consentita
  • 4 tuorli d’uovo
  • 125 g di panna fresca delattosata consentita
  • 125 g di latte intero consentito
  • 50 g di zucchero semolato
  • 8 g di maizena
  • 8 g di amido di riso
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di cannella in polvere.
In breve: Il pastel de nata è un dolce portoghese con pasta sfoglia e crema di tuorli, latte e panna delattosata. Per questa ricetta potete calcolare circa 45 minuti in tutto, con una difficoltà media e un risultato adatto anche a chi deve fare più attenzione al lattosio. Il segreto sta nella crema ben liscia e nella cottura finale, che deve lasciare la superficie ben dorata e il cuore ancora morbido.

Pastel de nata, il dolce portoghese che mette d’accordo sfoglia e crema

Che cos’è davvero il pastel de nata

Il pastel de nata è un dolce da forno nato in Portogallo e legato nell’immaginario di molti al quartiere di Belém, a Lisbona. È piccolo, rotondo e si mangia in pochi bocconi, ma dentro racchiude un gioco di consistenze molto chiaro: sotto e ai bordi c’è la sfoglia, sopra c’è una crema che ricorda la famiglia delle creme all’uovo, ma con un gusto più pieno e più rotondo.

Chi lo vede per la prima volta pensa a un pasticcino semplice, quasi vicino a certe tartellette casalinghe. In realtà il suo fascino nasce dal contrasto tra la base croccante e il ripieno morbido. La superficie, poi, non deve essere pallida: quelle macchie scure sono un segno cercato e danno al dolce quel tocco che lo rende vivo, goloso e subito invitante.

Se amate i dolci da viaggio, da vetrina e da colazione lenta, qui trovate un piccolo capolavoro. Non è un dessert pesante, non è una torta da grandi occasioni e non è neppure un semplice biscotto ripieno. Sta nel mezzo, e forse è proprio questo il suo bello: sa essere elegante ma resta un dolce di casa, concreto e pieno di gusto.

pastel de nata

Perché il pastel de nata è così buono al primo morso

Il motivo per cui il pastel de nata conquista subito è che ogni parte del dolce fa il suo dovere senza coprire l’altra. La sfoglia porta friabilità, la crema porta rotondità, il limone dà slancio e la cannella chiude con una nota calda che resta in bocca con garbo. Nulla è messo lì per caso e nulla deve spingere troppo.

Un altro punto forte è che gli ingredienti sono comuni, ma la resa è diversa da molti dolci italiani a base di crema. Qui non trovate una farcia ferma come in una crostata classica e non trovate neppure una crema da cucchiaio. Il centro resta più morbido, quasi setoso, e per questo il morso cambia dal bordo al cuore in modo netto e piacevole.

Conta molto anche la dimensione. Il pastel de nata è piccolo e questo aiuta il bilanciamento. In un formato più grande la crema rischierebbe di stancare, mentre così resta un dolce che invoglia a prenderne un altro. È uno di quei casi in cui misura, calore e consistenza lavorano insieme e fanno sembrare tutto più semplice di quanto sia.

Un trucco utile è spolverare un poco di cannella solo dopo la cottura. In questo modo il profumo resta più netto e non copre il gusto della crema.

Pastel de nata e panna delattosata: una scelta che funziona

In questa ricetta la panna delattosata non è una scorciatoia e non è un’aggiunta messa lì per moda. Serve a dare alla crema pienezza e morbidezza, ma rende il dolce più adatto anche a chi convive con la intolleranza al lattosio o vuole un dessert che pesi meno dopo il pasto. Il risultato resta ricco, ma più gestibile.

Molti pensano che usare una panna di questo tipo cambi troppo il sapore. In realtà, se la crema è fatta bene, il gusto resta armonioso e pulito. Il limone, i tuorli e la cottura danno già al dolce una firma molto chiara, quindi la panna lavora più sulla struttura che su altro. È una di quelle scelte che si sentono nel benessere dopo aver mangiato, più che nel primo assaggio.

Questo è anche un buon esempio di come la cucina inclusiva possa entrare nei dolci senza togliere piacere. Non state rinunciando a qualcosa: state solo adattando una ricetta amata a esigenze vere della tavola di oggi. E quando un dolce riesce a mettere insieme gusto, leggerezza e condivisione, merita un posto fisso tra le ricette da tenere care.

La maizena nel pastel de nata e il ruolo degli amidi

Tra gli ingredienti che incuriosiscono di più c’è la maizena. In realtà non è altro che amido di mais e, dentro il pastel de nata, ha un compito molto chiaro: aiutare la crema a prendere corpo senza farla diventare pesante. Lavora in punta di piedi, ma fa una grande differenza nella consistenza finale.

Accanto alla maizena, in questa versione trovate anche l’amido di riso. L’unione dei due amidi rende la crema più liscia e più stabile, con una sensazione meno compatta rispetto a quella che darebbe la sola farina. È una strada utile quando volete una crema che resti morbida anche dopo il raffreddamento e che non abbia un gusto “farinoso”.

La maizena, di suo, è senza glutine, quindi può entrare bene in molte preparazioni pensate per chi evita il frumento. In questa ricetta, però, va ricordato che la pasta sfoglia scelta deve essere adatta alle vostre esigenze, altrimenti il dolce non diventa davvero coerente con quel tipo di tavola. È sempre l’insieme della ricetta a fare la differenza, non il singolo ingrediente preso da solo.

Se volete una crema ancora più pulita al taglio, sciogliete bene gli amidi con un poco di latte freddo prima di unirli al resto. Bastano pochi secondi e vi togliete il rischio dei grumi.

La cottura del pastel de nata decide il risultato finale

La fase più delicata del pastel de nata è il forno. La crema deve gonfiarsi appena, prendere colore e restare morbida, mentre la sfoglia deve salire bene lungo i bordi. Se tirate fuori i dolcetti troppo presto, la superficie resta chiara e il sapore perde profondità. Se li lasciate troppo, la crema si asciuga e perde quella bella morbidezza che la rende speciale.

Per questo conviene usare un forno già ben caldo e stampi piccoli, così il calore lavora in modo rapido. La crema non va versata fino all’orlo, perché in cottura si muove e si alza un poco. Anche la sfoglia deve essere ben fredda quando entra in forno: il contrasto tra freddo iniziale e calore forte aiuta a creare i bordi friabili che cercate.

Non spaventatevi se vedete qualche macchia più scura sopra la crema. Fa parte del dolce, anzi spesso è proprio quel segno a far capire che siete vicini al punto giusto. Lasciateli riposare qualche minuto prima di sformarli e resistete alla tentazione di toccarli subito: il cuore, appena uscito dal forno, è ancora in fase di assestamento.

pastel de nata lisbona

Come servire e conservare il pastel de nata

Il pastel de nata dà il meglio quando è ancora tiepido oppure a temperatura ambiente, mai troppo freddo di frigo. Il freddo, infatti, indurisce la crema e spegne un poco il profumo del limone e della cannella. Se li avete preparati in anticipo, basta scaldarli per pochi minuti in forno prima di portarli in tavola.

A casa li potete servire con una leggera spolverata di cannella, con un caffè o con un tè nero non troppo forte. Non hanno bisogno di salse, panna montata o guarnizioni vistose. Sono dolci che vivono bene di equilibrio, e aggiungere troppo finirebbe per rompere la loro identità. Meglio lasciar parlare crema e sfoglia.

Per conservarli, teneteli in un contenitore chiuso per un giorno. Il giorno dopo sono ancora buoni, ma la sfoglia perde una parte del suo slancio. Se volete prepararli per ospiti o colazione, il consiglio è fare la crema, sistemare la sfoglia negli stampi e cuocere vicino al momento in cui li servirete. In questo modo avrete il meglio del dolce senza compromessi.

Per una tavola più ricca, servite i pastel de nata su un vassoio semplice e lasciate accanto solo una ciotolina con cannella. Ognuno si regola da sé e il dolce resta pulito anche alla vista.

Dove assaggiare i pastel de nata a Lisbona

Se state pensando a un viaggio, Lisbona è il posto giusto per capire fino in fondo questo dolce. I nomi che ricorrono più spesso sono Fábrica dos Pastéis de Belém, Pastelaria Santo António e Fábrica da Nata. Ognuno ha i suoi estimatori e ogni assaggio cambia un poco per sfoglia, crema e tostatura della superficie, ma il fascino resta sempre quello.

Il mio consiglio è non fermarvi a un solo assaggio. Provate il dolce in quartieri diversi, magari in momenti diversi della giornata, e fate caso a un dettaglio: quando è appena sfornato la crema sembra quasi più viva, mentre dopo un po’ si compatta e diventa più rotonda. Anche questo fa parte del gioco e rende il pastel de nata ancora più interessante da capire.

Se volete organizzare bene una tappa golosa, potete dare un’occhiata al portale ufficiale del turismo del Portogallo Approfondisci qui e al sito dedicato alla città di Lisbona Approfondisci qui. Vi aiutano a orientarvi tra quartieri, tappe e soste, così il vostro giro tra i dolci portoghesi diventa ancora più piacevole.

Dove trovare i pastel de nata migliori? Ve lo dico subito

  • Fabrica dos Pastéis de Belém
  • Pastelaria Santo António:
  • Fabrica da Nata

FAQ sul pastel de nata

Il pastel de nata e il pastel de Belém sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune vengono spesso avvicinati molto. In pratica si parla sempre di un dolce portoghese con sfoglia e crema, anche se il nome legato a Belém richiama la sua zona più famosa.

Il pastel de nata si può fare senza lattosio?

Sì, questa versione nasce proprio con panna delattosata. Dovete però controllare anche il latte e, se serve, scegliere una pasta sfoglia adatta alle vostre necessità.

Perché il pastel de nata deve avere le macchie scure sopra?

Quelle chiazze sono un buon segno. Vogliono dire che la crema ha preso il calore giusto in superficie e ha sviluppato un gusto più pieno senza perdere morbidezza al centro.

La maizena nel pastel de nata si può sostituire?

Si può lavorare solo con un altro amido, ma la resa cambia un poco. La maizena aiuta a dare corpo alla crema in modo pulito e, insieme all’amido di riso, mantiene una bella morbidezza.

Il pastel de nata va mangiato caldo o freddo?

Il momento migliore è tiepido oppure a temperatura ambiente. Troppo freddo perde profumo e la crema tende a diventare più rigida del dovuto.

Quanto dura il pastel de nata fatto in casa?

Dà il meglio in giornata. Potete conservarlo fino al giorno dopo, ma conviene passarlo pochi minuti in forno per ridare un po’ di slancio alla sfoglia.

RIcette dolci dal mondo ne abbiamo? Certo che si!

4.5/5 (4 Recensioni)
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