Allergia alla soia: ecco tutto quello che dovreste sapere

Allergia alla soia: fin da piccoli può essere un problema

L’allergia alla soia è più comune di quello che possiamo pensare. Infatti, questo alimento, insieme a latte vaccino, uova, arachidi, noci, grano, pesce e frutti di mare, è una delle cause più comuni di allergie alimentari, almeno per quanto riguarda neonati e bambini, i più sensibili a questo allergene. Negli adulti, infatti, questo tipo di allergia è abbastanza rara: si stima che ne soffra solo lo 0,5% della popolazione mondiale.

Per fortuna, è una delle numerose allergie alimentari che iniziano presto nella vita. Quindi, pur riguardando principalmente i bambini piccolissimi (di solito si sviluppa all’età di tre mesi), si può risolvere crescendo. Di norma, dai 3 anni inizia a svanire, per poi scomparire totalmente verso i 10 anni. Ma andiamo a conoscere nel dettaglio questo tipo di allergia alimentare.

Ecco come riconoscere l’allergia alla soia e come limitare i disagi

Come tutte le allergie alimentari, anche in questo caso le responsabili sono le proteine, in particolare quelle presenti nei semi della soia. I sintomi di questa condizione sono numerosi, possono variare da lievi a molto gravi e comprendono: diverse reazioni cutanee quali orticaria, eczema, prurito e gonfiore; dolore addominale, diarrea, nausea o vomito; problemi respiratori, affanno e naso che cola; febbre, congiuntivite e shock anafilattico (per fortuna molto raro).

Nei neonati, questi sintomi dell’allergia alla soia si associano al pianto e all’irritabilità. Per evitare problematiche, è opportuno sapere che la soia si trova in molti alimenti trasformati e a volta inaspettati, come ad esempio: brodi vegetali e amidi, condimenti, surgelati, aromi naturali e artificiali, carni congelate, numerosi cibi asiatici e in alcune marche di cereali.

In etichetta potrebbe essere presente in diverse forme e riportata come: salsa di soia, proteine di soia, farina di soia, fibra di soia e noci di soia. Evitare gli alimenti sopra elencati e leggere la lista degli ingredienti può rivelarsi la soluzione per sfatare il rischio dei numerosi sintomi. Pertanto, soprattutto quando si tratta di bambini, queste accortezze sono fondamentali.

Allergia alla soia: ecco i consigli finali

In poche parole, l’unico modo per evitare i sintomi di questa allergia è di tenersi lontano dalla soia e da tutto ciò che la contiene.  Le persone affette da questa condizione e i genitori dei bambini con questa problematica devono sempre leggere le etichette e familiarizzare con gli ingredienti che contengono soia, senza dimenticare di chiedere gli ingredienti dei prodotti serviti nei ristoranti.

Tuttavia, prima di limitare la propria alimentazione per via dell’allergia alla soia, è opportuno avvalersi della corretta diagnosi. In questa eventualità è possibile, rivolgersi ad un medico allergologo, che ovviamente è la soluzione più giusta. In alternativa, è utile sapere che fare un’auto-diagnosi è abbastanza semplice e che il metodo più efficace consiste nell’eseguire una dieta ad esclusione.

In pratica, quello che dovrete fare è smettere di mangiare i cibi sospetti per un paio di settimane (o evitare di offrirli ai più piccoli) e poi aggiungerli nuovamente nella dieta, uno alla volta, prendendo nota di tutti i sintomi. Questo può essere molto d’aiuto per capire se si tratta proprio di un’allergia a questo vegetale, ma si tratta comunque di un percorso da non fare da soli: la diagnosi fatta da un professionista è sempre la migliore soluzione.

 

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