Tarassaco sott’olio, un’alternativa alle classiche conserve

Tarassaco sott’olio

I mille usi del tarassaco sott’olio

Lo stesso concetto di tarassaco sott’olio potrebbe sorprendere i più, o chi è semplicemente abituato alle classiche conserve, magari quelle realizzate con i pomodori secchi, il tonno o il peperoncino. D’altronde, questo particolare vegetale è considerato – impropriamente – più un prodotto di erboristeria che un alimento da consumo. E invece il tarassaco sott’olio può riservare parecchie sorprese.

Per esempio, può essere preso in considerazione per antipasti gustosi e sani, magari accompagnati da altre verdure o, perché no, da salumi. Ovviamente, può essere gustato anche da solo. Questa erba selvatica, infatti, è di per sé un alimento saporito, ma che assume un gusto ancora più buono grazie all’olio e a un trattamento tutto particolare (di cui parleremo nei prossimi paragrafi).

Il tarassaco, un alimento nutriente e terapeutico

Il tarassaco è conosciuto fin dall’antichità. Nasce come erba selvatica, e tutt’ora viene vista come tale, sebbene ovviamente possa essere coltivata in maniera abbastanza semplice; si adatta, infatti, a molte tipologie di terreno. Il tarassaco è percepito essenzialmente come un prodotto da erboristeria in quanto offre numerosi benefici all’organismo.

Tarassaco sott’olio

Per esempio, esercita una funzione depurativa e diuretica. Preserva inoltre la salute del fegato e svolge una funzione debolmente lassativa, comunque in modo non fastidioso e tutt’altro che invasivo. Non è un caso che il tarassaco venga consumato soprattutto sotto forma di decotto. Molto diffuso è anche il succo di tarassaco, che viene ricavato principalmente dai fiori di questa pianta.

Lo speciale ruolo dell’aceto e del vino

Uno dei punti di forza del tarassaco sott’olio risiede nel ruolo giocato dal vino bianco e dall’aceto di vino bianco. Il primo conferisce gusto, il secondo dona invece una piacevole nota acidula. Inoltre, entrambi contribuiscono ad aumentare il tempo di conservazione, funzione che va a rafforzare quella naturalmente svolta dall’olio.

L’aceto di vino bianco e il vino bianco sono chiamati in causa nel trattamento pre-invasamento, ovvero nella fase di scottatura del tarassaco. Questa consiste in una leggera bollitura in acqua mista ad aceto e vino.

Non si tratta di una cottura vera e propria, dal momento che secondo la ricetta l’alimento dovrebbe rimanere solo qualche minuto in ebollizione, ma è sufficiente a garantire gusto e tempo di conservazione. Il risultato è una conserva molto saporita, dai sentori complessi e adatta a tutti i palati, inoltre può essere considerata a tutti gli effetti “terapeutica”.

Ecco la ricetta del tarassaco sott’olio

Ingredienti:

  • 500 gr. di gambi di tarassaco
  • 500 ml di aceto di vino bianco
  • 30 gr. di sale grosso
  • 500 ml di vino bianco
  • 500 ml di acqua
  • 2 rametti di timo
  • q. b. di olio di semi di girasole

Preparazione:

Mondate e lavate con cura il tarassaco. Separate i gambi dalle foglie. Utilizzate i primi per questa ricetta, mentre con i secondi potete fare dell’ottimo pesto. Fate bollire dell’acqua in una pentola capiente, poi versate l’aceto e il vino. Quando l’acqua riprende a bollire salate e aggiungete i gambi. Dopo pochi minuti, scolate i gambi e disponeteli sulla carta assorbente. Lavate e tritate i timo.

Usate altra carta assorbente per coprire il tutto e fate riposare per una notte. Ora pulite e sterilizzate i vasetti e i tappi. Ricavate dai gambi dei pezzi di 5 cm circa e inseriteli nei vasi, aggiungete il timo e versate l’olio fino a mezzo cm dal bordo. Chiudete ermeticamente e lasciate riposare per circa una settimana prima di consumarlo.

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


14-07-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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