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Estate in piscina: cloro, pelle sensibile e solari giusti

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
08/07/2019 alle 07:00

Tiziana a bordo piscina applica la crema solare senza entrare nell’acqua con cloro1

Estate in piscina, quando cloro e sole mettono alla prova la pelle

Estate in piscina per molti vuol dire relax, bambini che giocano, qualche ora di fresco e una giornata più leggera. Per chi ha la pelle sensibile, però, non è sempre così semplice. Io, per esempio, non posso entrare in una piscina con il cloro: mi riempio di bolle e la pelle reagisce subito. Non è una cosa che prendo alla leggera, perché quando la cute manda segnali così chiari bisogna ascoltarla.

Negli anni ho imparato che il problema non è solo “andare o non andare in piscina”, ma capire come proteggersi prima, durante e dopo. La pelle reattiva ha bisogno di attenzioni vere: prodotti scelti con cura, doccia fatta bene, abiti freschi, occhialini, cappello e soprattutto una protezione solare adatta. Nel mio caso, quando prendo il sole, devo usare una protezione 100. Non è una regola per tutti, ma è il mio modo per evitare guai e godermi l’estate con più serenità.

Consiglio della nonna: se dopo la piscina compaiono bolle, prurito forte, occhi gonfi o respiro corto, non basta cambiare crema o fare una doccia veloce. Meglio parlarne con il dermatologo o con il medico, perché ogni pelle racconta una storia diversa.

Nel sito ho già parlato spesso di pelle allergica e reattiva, perché chi convive con allergie, intolleranze e dermatiti sa bene quanto i piccoli gesti facciano la differenza. Anche una giornata in piscina può diventare pesante se non si parte preparati: il costume bagnato lasciato addosso, il sole nelle ore sbagliate, il detergente troppo aggressivo o una crema non adatta possono peggiorare tutto.

Questo non significa vivere l’estate con paura. Significa scegliere con più attenzione. La cucina inclusiva, per me, non riguarda solo quello che porto in tavola: è anche un modo di pensare il benessere quotidiano, con rispetto per il corpo e per i suoi limiti. Ecco perché, quando parlo di piscina, sole e pelle, penso anche a chi deve proteggersi dal nichel, dal lattosio nei prodotti cosmetici, dai profumi troppo forti e da tutte quelle formule che sulla carta sembrano innocue, ma sulla pelle possono dare fastidio.

In breve: l’estate in piscina può essere piacevole anche per chi ha la pelle sensibile, ma serve qualche attenzione in più. Il cloro aiuta a mantenere l’acqua pulita, però in alcune persone può favorire irritazioni, secchezza, prurito e arrossamenti. Prima del bagno è utile fare la doccia, dopo il bagno bisogna risciacquare bene la pelle e applicare prodotti delicati. Il sole va affrontato con una protezione molto alta, scelta in base alla propria pelle, e gli alimenti ricchi di acqua e colore possono aiutare a vivere meglio le giornate calde, senza mai sostituire la crema solare.

Costume asciutto e prodotti delicati preparati per il dopo piscina

Estate in piscina senza irritare la pelle

Cloro in piscina: irritazione o vera allergia?

Quando si dice “allergia al cloro” bisogna fare un po’ di ordine. Molte reazioni che compaiono dopo il bagno in piscina sono irritazioni della pelle, non sempre allergie vere e proprie. Il cloro viene usato per disinfettare l’acqua, ma quando entra in contatto con sudore, creme, residui corporei e altre sostanze può formare composti irritanti. Ecco perché a volte si sente quel classico odore forte di piscina: non è un segnale di acqua più pulita, anzi spesso indica che qualcosa nell’equilibrio dell’acqua non va.

La pelle può reagire con prurito, rossore, secchezza, pizzicore e piccole bolle. Gli occhi possono diventare rossi e lacrimare. In alcune persone si possono avere anche fastidi al naso o alla gola, soprattutto nelle piscine chiuse e poco arieggiate. Chi ha già dermatite, allergie cutanee o pelle molto chiara può accorgersene prima degli altri, perché la barriera della pelle è più fragile.

Nel mio caso la reazione è evidente: se entro in una piscina con il cloro mi riempio di bolle. Per questo non mi basta dire “metto una crema e passa”. So che il mio corpo non lo tollera e quindi mi regolo di conseguenza. Questa esperienza personale può essere utile a chi legge, ma non deve diventare una diagnosi fai da te. Se la pelle reagisce in modo forte, bisogna capire con uno specialista se si tratta di irritazione, dermatite da contatto, allergia o altro.

La prima regola, quindi, è non minimizzare. Una pelle che brucia, tira o si copre di bolle sta chiedendo aiuto. Meglio evitare nuove esposizioni finché non si è capito cosa succede. Anche il prodotto solare, il doposole, il costume, il detersivo usato per lavarlo o gli accessori metallici possono avere un ruolo, soprattutto in chi è sensibile al nichel.

Pelle sensibile in piscina, cosa fare prima del bagno

Prima di entrare in acqua, la doccia non è solo una formalità. Serve a togliere sudore, residui di crema, profumo e impurità dalla pelle. Questo gesto aiuta anche a ridurre ciò che finisce nella vasca e può contribuire alla formazione di sostanze irritanti. Per chi ha la pelle sensibile in piscina, la doccia dovrebbe essere breve, tiepida e fatta con acqua pulita, senza usare detergenti aggressivi ogni volta.

Un altro gesto utile è bagnare bene pelle e capelli prima di entrare. La pelle già umida tende ad assorbire meno acqua della piscina, e questo può rendere il contatto meno fastidioso. Non è una soluzione miracolosa, ma è una piccola abitudine intelligente. Anche legare i capelli, usare una cuffia morbida e scegliere occhialini comodi può fare la differenza, soprattutto se gli occhi si arrossano in fretta.

Te lo dico io: quando la pelle è reattiva, non bisogna arrivare in piscina già “carichi” di profumi, oli, spray e prodotti diversi. Meno strati ci sono sulla pelle, più è facile capire cosa dà fastidio davvero.

Chi sa di avere reazioni forti dovrebbe evitare tentativi improvvisati. Meglio portare con sé un asciugamano morbido, un detergente delicato, una crema lenitiva già tollerata e un cambio asciutto. Il costume bagnato lasciato addosso per ore non aiuta, perché mantiene la pelle umida e può aumentare il fastidio nelle pieghe, sotto il seno, sulle cosce e nella zona dell’elastico.

Attenzione anche agli accessori. Cerniere, bottoni, fibbie, occhiali, fermagli e dettagli metallici possono creare problemi a chi è allergico al nichel. In estate la pelle suda di più e il contatto con il metallo può diventare più irritante. In questi casi conviene scegliere accessori semplici, leggeri e già provati sulla propria pelle.

Tiziana a bordo piscina applica la crema solare senza entrare nell’acqua con cloro

Crema solare e nichel tested, come scegliere

La crema solare in piscina non è un dettaglio. È una protezione necessaria, soprattutto quando si resta all’aperto per molte ore. Chi ha la pelle sensibile, molto chiara o soggetta a eritemi deve scegliere prodotti adatti, senza affidarsi alla prima confezione trovata in borsa. Nel mio caso la protezione deve essere altissima: uso una protezione 100, perché la mia pelle non perdona leggerezze.

Per molti lettori una protezione SPF 50+ può essere già una scelta molto alta, ma non esiste un numero valido per tutti. Fototipo, storia personale, farmaci, macchie, dermatiti, allergie e indicazioni del dermatologo contano molto. La cosa importante è non pensare che una sola applicazione basti per tutta la giornata. In piscina la crema va rimessa dopo il bagno, dopo aver sudato e nel corso della giornata, anche quando il prodotto è resistente all’acqua.

Per chi è sensibile al nichel, la dicitura nichel tested può essere utile. Non significa “zero rischi”, ma indica che il prodotto è stato controllato rispetto alla presenza di nichel entro certi limiti. Chi ha avuto reazioni importanti dovrebbe provare i prodotti con cautela, magari su una piccola zona di pelle, e seguire sempre le indicazioni del medico. Anche profumi, conservanti e alcuni filtri possono non essere tollerati da tutti.

Un buon solare, da solo, non basta se poi ci si espone nelle ore più forti. Cappello, occhiali da sole, maglietta leggera, ombra e pause sono parte della protezione. La pelle sensibile non va sfidata: va accompagnata. E quando si parla di bambini, anziani o persone con pelle molto reattiva, la prudenza deve essere ancora maggiore.

Risciacquo della pelle con acqua dolce dopo il contatto con l’acqua della piscina

Estate in piscina, cosa fare dopo il bagno

Dopo il bagno, il primo gesto è risciacquare bene la pelle con acqua dolce. Non bisogna aspettare di tornare a casa, perché lasciare il cloro sulla pelle per ore può aumentare secchezza e prurito. La doccia deve essere dolce, senza strofinare troppo. Meglio tamponare con un asciugamano morbido, invece di sfregare con forza, perché la pelle già irritata non ama i gesti bruschi.

Subito dopo, se la pelle la tollera, si può applicare una crema idratante o lenitiva semplice. Io preferisco ragionare sempre per sottrazione: pochi prodotti, scelti bene, già provati. Non è il momento di sperimentare profumi nuovi, oli essenziali o formule troppo ricche. Quando la pelle è calda, arrossata o pizzica, anche un prodotto “naturale” può dare fastidio.

Il cambio asciutto è importante. Restare con il costume bagnato mentre si pranza, si legge o si prende il sole può sembrare normale, ma per chi ha pelle reattiva può diventare un problema. Umidità, elastici, sfregamento e residui di acqua della piscina possono creare un mix fastidioso. Un costume di ricambio occupa poco spazio, ma può salvare la giornata.

Se compaiono bolle, prurito forte o rossore che non passa, meglio evitare di coprire tutto con creme a caso. Bisogna osservare la pelle, fare foto se serve per mostrarle al medico e non tornare subito in acqua “per vedere se succede ancora”. La pelle non va messa alla prova come se fosse un esperimento.

Occhialini, asciugamano e crema solare

Occhi rossi e cloro, piccoli gesti utili

Gli occhi rossi dopo la piscina sono un classico, ma non vanno dati per scontati. Spesso il fastidio nasce dal contatto con acqua trattata, clorammine e residui presenti in vasca. Gli occhialini da piscina aiutano molto, purché siano comodi e non troppo stretti. Devono aderire bene, ma non lasciare segni profondi o irritare la zona delicata intorno agli occhi.

Chi usa lenti a contatto deve essere ancora più attento. In piscina è facile che acqua e lenti diventino una coppia poco felice. In questi casi conviene chiedere consiglio all’oculista e seguire regole precise, senza improvvisare. Gli occhi sono delicati e un’irritazione trascurata può rovinare non solo la giornata, ma anche i giorni successivi.

Piccolo gesto utile: porta sempre una bottiglietta d’acqua pulita, un asciugamano solo per il viso e occhialini già provati. In piscina non è il momento migliore per testare accessori nuovi.

Dopo il bagno, risciacquare il viso con acqua dolce può aiutare a togliere residui dalla zona degli occhi. Meglio non strofinare con l’asciugamano e non usare salviette profumate. Se il bruciore è forte o dura a lungo, serve il parere di un medico. Anche qui vale la stessa regola: un fastidio lieve può capitare, una reazione intensa va ascoltata.

Le piscine coperte e poco arieggiate possono dare più fastidio rispetto agli spazi aperti. Chi avverte irritazione al naso, tosse o senso di peso al respiro dovrebbe prestare attenzione all’ambiente, non solo all’acqua. Odore molto forte, aria pesante e occhi che bruciano appena si entra sono segnali da non ignorare.

Acqua e frutta fresca per una giornata estiva trascorsa a bordo piscina

Cosa mangiare e bere nelle giornate in piscina

L’alimentazione non sostituisce mai la crema solare, e questo va detto con chiarezza. Nessun frutto, nessuna verdura e nessuna bevanda proteggono la pelle come un solare adatto e applicato bene. Però una giornata calda si affronta meglio se il corpo è idratato e se nel piatto ci sono alimenti freschi, colorati e leggeri.

Anguria, melone, cetrioli, zucchine, pesche, albicocche, pomodori e frutti di bosco sono perfetti per l’estate. Portano acqua, gusto e colore, senza appesantire. Una macedonia semplice, un’insalata di riso ben bilanciata o una ciotola di frutta fresca possono diventare una pausa piacevole tra un bagno e l’altro. Sul sito trovi anche tante idee con ingredienti estivi, come i mirtilli, utili per piatti dolci e salati.

Chi ha intolleranze deve organizzarsi prima. In piscina non sempre si trovano alternative adatte, e spesso i bar propongono panini, gelati, snack confezionati o piatti poco chiari negli ingredienti. Portare qualcosa da casa permette di evitare errori e vivere la giornata con meno ansia. È lo stesso spirito con cui parlo di pelle e intolleranze: prevenire è più semplice che rimediare.

Bere acqua resta la cosa più importante. Le bibite zuccherate danno una sensazione di fresco, ma non sostituiscono l’idratazione vera. Anche tè freddo fatto in casa, acqua con frutta in infusione o una bevanda leggera senza ingredienti problematici possono aiutare, purché siano adatte alla propria tolleranza.

Errori da evitare quando si passa la giornata in piscina

Il primo errore è pensare che “tanto è solo una giornata”. La pelle sensibile non ragiona così. Basta poco per ritrovarsi con prurito, bolle o rossori che durano più del previsto. Entrare in acqua senza doccia, lasciare il cloro sulla pelle, restare con il costume bagnato e prendere il sole nelle ore più calde sono abitudini comuni, ma poco amiche della pelle.

Il secondo errore è cambiare troppi prodotti insieme. Nuovo solare, nuovo detergente, nuovo doposole, nuovo costume, nuovo profumo: se poi la pelle reagisce, diventa difficile capire il responsabile. Chi ha una pelle reattiva dovrebbe provare le novità una alla volta e con calma, non durante una giornata intera al sole.

Il terzo errore è usare il cibo come scudo contro il sole. Pomodori, anguria, frutti rossi e verdure colorate sono ottimi in tavola, ma non autorizzano a ridurre la crema o a saltare l’ombra. La protezione vera nasce dalla somma di più gesti: solare, cappello, acqua, pause, indumenti leggeri e buon senso.

Da ricordare: se una piscina ti provoca sempre bolle o irritazioni forti, non è questione di resistere. Il corpo sta dicendo che quel contatto non va bene per te. Meglio scegliere alternative più sicure e parlarne con uno specialista.

Il quarto errore è vergognarsi dei propri limiti. Io so che il cloro mi crea problemi e so che devo usare una protezione altissima. Non lo vivo come una rinuncia, ma come un modo per stare meglio. L’estate deve restare un piacere, non una prova di forza. A volte basta cambiare abitudini, scegliere luoghi diversi, stare più all’ombra o preferire momenti meno affollati per ritrovare serenità.

FAQ su estate in piscina

Il cloro in piscina può causare bolle sulla pelle?

Sì, in alcune persone il contatto con l’acqua clorata può favorire irritazioni, prurito, rossore e bolle. Non sempre si tratta di allergia vera, per questo è meglio chiedere un parere medico se la reazione è forte o si ripete.

Chi ha la pelle sensibile può andare in piscina?

Dipende dalla persona. Alcuni riescono con doccia prima e dopo, solare adatto e crema lenitiva. Altri, come me, non tollerano il cloro e devono evitarlo. La pelle va ascoltata.

Che crema solare usare in estate in piscina?

Serve una protezione alta o molto alta, scelta in base al proprio fototipo e alla storia della pelle. Chi ha pelle reattiva dovrebbe valutare prodotti delicati, nichel tested se necessario, e chiedere consiglio al dermatologo.

La crema solare resistente all’acqua va rimessa dopo il bagno?

Sì. Anche se il prodotto è resistente all’acqua, dopo il bagno, il sudore o l’asciugamano è bene riapplicarlo. Una sola applicazione al mattino non basta per tutta la giornata.

Gli alimenti possono proteggere la pelle dal sole?

No, non sostituiscono il solare. Frutta e verdura aiutano a idratarsi e a portare in tavola nutrienti utili, ma la protezione dal sole resta affidata a crema, ombra, cappello e buone abitudini.

Cosa fare se dopo la piscina compaiono prurito e rossore?

Bisogna risciacquare bene la pelle, togliere il costume bagnato e usare solo prodotti già tollerati. Se compaiono bolle, gonfiore, bruciore forte o sintomi respiratori, meglio contattare il medico.

Fonti utili per approfondire

Per capire meglio il ruolo delle clorammine nelle piscine puoi leggere la spiegazione del CDC sulle irritazioni da prodotti chimici in piscina. Per la protezione dai raggi solari puoi consultare anche la pagina della Regione Veneto sull’esposizione al sole e l’approfondimento AIRC su come proteggersi dai raggi nocivi.

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