Pelle allergica e reattiva: che creme utilizzare

Pelle allergica

Allergie, intolleranza e reattività della pelle

Oggi parliamo di pelle allergica e reattiva. Sempre più persone manifestano i sintomi di allergie e intolleranze. Questo è un problema serio, in quanto può incidere in maniera significativa sulla qualità della vita. Con le allergie e intolleranze, come forse hai sperimentato in prima persona, non si può scherzare. Le manifestazioni cutanee sono molto visibili, fastidiose, in alcuni casi persino dolorose. Giusto per citarne alcuni: eritemi, papule, rossori, il tutto accompagnato da prurito dal moderato all’intenso e da una spiacevole sensazione di rossore.

Nella maggior parte dei casi, allergie e intolleranze disegnano un quadro irreversibile. In buona sostanza, non è possibile guarire. Ecco, dunque, che l’unica soluzione praticabile ed efficace consiste nell’evitare gli allergeni. Spesso mettere in atto questa soluzione è semplice, in altri casi – come nell’intolleranza al nichel – è più complicato.

Le creme da utilizzare se sei hai una pelle allergica o intollerante

Chi ha una pelle allergica o intollerante, e ha a malincuore subito gli effetti cutanei dell’esposizione all’allergene, può essere soggetto a dinamiche di cronicizzazione. In parole povere, possono comparire effetti più o meno permanenti, sebbene non proprio visibili o solo leggermente fastidiosi. Tra questi spicca la secchezza cutanea o un aumento significativo della reattività della pelle ad agenti non allergenici ma ugualmente irritanti. Cosa fare in questi casi? Una soluzione consiste nell’applicazione delle creme notte, ovvero dei prodotti che rafforzano la cute e la proteggono.

Pelle allergica

Una delle creme migliori in assoluto è la Toleriane Ultra Notte di La Roche Posay. Non a caso, è stata pensata per pelli straordinariamente sensibili, come sono quelle delle “vittime” di intolleranze e allergie. Toleriane Ultra Notte contiene il complesso Carnosine – Vitamina E, il quale contribuisce a restituire il giusto livello di idratazione e riduce drasticamente la sensazione di disagio che chi ha la pelle sensibile sperimenta nelle prime ore del mattino. Il tutto è valorizzato dalla combinazione acqua termale – neurosensine, che sortisce un importante effetto lenitivo.

Un caso particolare: l’intolleranza e/o allergia al nichel

Toleriane Ultra Notte è un prodotto utile soprattutto per chi ha una pelle allergica e reattiva e devi imparare a gestirla visto, che più delle altre possono danneggiare la pelle in maniera permanente. Il riferimento è in particolare all’intolleranza al nichel, che è incredibilmente diffusa e allo stesso tempo molto fastidiosa. Lo è in primis perché il nichel si trova quasi ovunque, negli alimenti, nei vestiti, negli accessori, nei cosmetici. Dunque è difficile da evitare. Difficile, ma non impossibile.

Ovviamente, occorre imparare a convivere con questa intolleranza, e il primo passo è conoscere le sostanze, e in particolare i cibi, che contengono il nichel. In queste pagine trovi tutte le informazioni necessarie. Trovi anche molte ricette a base di alimenti a basso contenuto di nichel, a dimostrazione che persino in presenza di questa intolleranza è possibile mantenere un tenore di vita normale e soddisfacente.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).


18-08-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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