Soffri di sensibilità alla caffeina? Un test per capirlo

Sensibilita alla cafferina
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Cos’è la sensibilità alla caffeina

La sensibilità alla caffeina spesso non viene riconosciuta. Chi sperimenta effetti indesiderati dopo il consumo del caffè, in genere, tende a evitarlo o semplicemente sceglie la variante decaffeinata.

Tuttavia, per chi è amante del caffè e odia il sapore di quello senza caffeina, la condizione di sensibilità può recare parecchio fastidio, fino a compromettere la fruizione di quello che, per molti, è un piacere quotidiano.

Tuttavia, è lecito porsi la domanda: cosa è nello specifico la sensibilità alla caffeina? Il quesito è più che legittimo. Infatti quella alla caffeina è una sensibilità “strana”. Si caratterizza  per una eziologia genetica spiccata, e per sintomi che si discostano da quelli in genere attribuiti alle altre sensibilità alimentari.

Ad ogni modo, la causa della sensibilità alla caffeina va rintracciata nelle dinamiche del gene CYP1A2. Di norma, ognuno possiede due copie del gene: una proviene dal padre e l’altra proviene dalla madre.

Può capitare, però, che una delle due copie manchi o che sia inattiva. In questo caso, la metabolizzazione della caffeina avviene molto più lentamente, e si manifesta quella che viene chiamata – appunto – sensibilità alla caffeina.

I sintomi

Come già accennato, i sintomi della sensibilità alla caffeina sono strani, almeno rispetto a quelli che si manifestano in caso di intolleranza al glutine, al lattosio, al nichel etc. Infatti, non sono gastrointestinali. Piuttosto, si caratterizzano per una natura sistemica.

Si parla infatti di mal di testa, ansia, difficoltà di concentrazione, palpitazioni, nervosismo, fatica, dolore muscolare generalizzato. Nei casi più gravi vengono segnalati problemi alla vista, orticaria, gonfiore alle ghiandole e in particolare alla gola.

Questi sintomi, per quanto potenzialmente gravi, sono aspecifici: possono essere collegati a molte patologie. Ciò rende difficile anche solo intuire la presenza di una sensibilità alla caffeina.

Un errore comune è scambiare i sintomi legati alle patologie gastriche per i sintomi della sensibilità alla caffeina. Il riferimento è alla classica acidità di stomaco.

Molti “bevitori di caffè” lamentano dolore alla bocca della stomaco, che magari si irradia fino alle spalle e alla schiena, e lo attribuiscono a una ipotetica sensibilità alla caffeina. Ovviamente, si tratta di un abbaglio.

Piuttosto, questi disturbi vanno correlati alla gastrite, al reflusso gastroesofageo e, nei casi più gravi, all’ulcera.

Come si diagnostica la sensibilità alla caffeina

Diagnosticare clinicamente la sensibilità alla caffeina, quindi senza l’utilizzo di strumentazioni o il ricorso a test specifici, è complicato, se non impossibile.

Come abbiamo visto, i sintomi sono correlati a tante altre patologie. Tuttavia, se soffrite di questi disturbi da molto tempo, indagate in questo senso e verificate la presenza di tale sensibilità.

Come fare? Semplice: rivolgetevi a un centro specializzato. Non a uno qualunque, però, bensì a un centro competente e che non imponga spese eccessive.

Per fortuna ne conosco uno molto particolare: Lifebrain. Questo centro propone una variante comoda ed efficace del test per la sensibilità alla caffeina. Avviene tutto a domicilio: si riceve un kit con tampone buccale, lo si usa come da istruzioni e lo si consegna al corriere.

Dopo una settimana, i risultati vengono pubblicati nell’area riservata della persona analizzata, nel sito di Lifebrain. Semplice, vero?

Allergia ed intolleranza al caffè.

Ricaricarsi senza caffè: l’allergia che non t’aspetti. Un’allergia piuttosto rara, va detto, ma possibile e presente, soprattutto in coloro che maneggiano caffè in chicchi verdi o la loro polvere. L’allergia al caffè ed alla caffeina può talvolta palesarsi come intolleranza oppure sfociare in reazioni più intense. Imparare a riconoscere questo disturbo può essere importante per isolare i sintomi ed evitare il loro protrarsi nel tempo. L’allergia al caffè può manifestarsi con disturbi ai danni dell’apparato intestinale, come per esempio nausee, vomito, diarrea o crampi addominali.

In altri casi, la caffeina, agisce invece sull’apparato circolatorio e cardiaco manifestandosi con picchi di pressione sanguigna, pulsazioni alterate o deboli e perdita di coscienza. Ma non finisce qui, questa allergia può essere talvolta causa di respiro difficoltoso, sibilante o rush cutanei, pallori o perfino shock anafilattico. I soggetti che sono solamente intolleranti al caffè patiscono in maniera ben più lieve questi disturbi ed essi cessano immediatamente con la sospensione dell’assunzione. In questi casi i soggetti, bevendo caffè, vedono l’acutizzarsi di problemi gastrointestinali solo preesistenti, con l’accentuarsi di episodi di reflusso o acidità.

Per chi la giornata non comincia senza un buon caffè

Siete dipendenti dal caffè e non vorreste mai immaginare una vita senza? Avete notato qualche sintomo simile a quelli poc’anzi descritti in concomitanza con l’assunzione di caffè, in maniera ripetuta e frequente? Il primo passo da fare, nel caso di dubbi sull’eventuale presenza di allergia o intolleranza al caffè, è quella di rivolgersi ad un medico specializzato in allergologia che possa diagnosticarla con certezza.

Qualora venga riscontrato un effettivo problema legato all’assunzione di caffè non disperate! Alternative ad un buon caffè mattutino ci sono e non sono nemmeno male. Che ne direste di un tè matcha energizzante? Uno smoothie? Uno yogurt o un latte vegetale? Il tutto, ovviamente, in abbinamento a qualche ricetta per la nostra colazione.

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22-11-2019
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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