Sensibilità all’alcol: una condizione da non sottovalutare

Cos’è la sensibilità all’alcol

La sensibilità all’alcol è una condizione più diffusa di quanto si possa pensare. Anche perché molti la fraintendono, derubricando i disturbi a una ipotetica incapacità di “reggere l’alcol”. In realtà si tratta di una condizione che può avere delle conseguenze nefaste, sia sullo stato di salute che sulla probabilità di incorrere in incidenti di ogni tipo (non solo stradali). Ovviamente, la questione coinvolge solo chi consuma abitualmente l’alcol, sebbene le probabilità di assumerne dosi minime riguarda anche chi non beve alcolici ma consuma certe tipologie di produzioni dolciarie. Pensiamo al classico babà, che contiene il rum.

La sensibilità all’alcol, è bene chiarirlo, non c’entra nulla con il concetto di allergia. Quest’ultima è una condizione potenzialmente fatale, e che comunque dà il via a una sintomatologia più complessa e più grave. Ciò non toglie, ovviamente, che la sensibilità all’alcol vada presa seriamente in considerazione e debba essere oggetto di analisi approfondite, nonché di contromisure finalizzate a ridurre gli effetti. In ogni caso, si tratta di una sensibilità che presenta tratti di discontinuità rispetto alle più diffuse sensibilità alimentari, come quella al glutine al lattosio, soprattutto per la natura dei sintomi, che sono solo parzialmente gastrointestinali.

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I sintomi della sensibilità all’alcol

Quali sono i sintomi della sensibilità all’alcol? In realtà, almeno parzialmente, sono sovrapponibili a quelli attribuiti alla generica condizione di “incapacità nel reggere l’alcol”. Ovvero, chi è sensibile all’alcol tende ad ubriacarsi prima e con quantità molto basse di alcolici. La condizione, a questo livello di gravità, è spesso sottovalutata, anche perché oggetto di ironia da parte degli amici, che spesso con una battuta manifestano una sorta di invidia per la capacità di raggiungere lo stato di ebbrezza spendendo poco.

Più spesso, la sintomatologia è grave: si verificano improvvisi rossori della pelle, nausea, mal di testa intenso, dolori intestinali. Un importante campanello d’allarme è rappresentato anche dal naso che cola. La sensibilità all’alcol è un disturbo di origine genetico. Chi soffre di questa condizione, infatti, non riesce a produrre quantità sufficienti dell’enzima alcol-deidrogenasi, che è appunto deputato all’assorbimento dell’etanolo. L’alcol rimane in circolo nel sangue, e produce la sintomatologia legata allo stato di ubriachezza per un tempo molto più lungo e, soprattutto, in seguito all’ingestione di quantità modeste di alcolici.

Come scoprire se si è sensibili all’alcol

Se amate gli alcolici ma lamentate la sintomatologia appena descritta, ignorare il disturbo può portare a conseguenze molto gravi. In primis, compromette la qualità della vita proprio in quei momenti genericamente deputati al divertimento; secondariamente, aumenta il rischio di andare incontro ad incidenti. Il consiglio è, innanzitutto, verificare con tempestività la presenza di una più o meno marcata sensibilità all’alcol. Come fare? Semplicemente rivolgetevi a centri specializzati privati. Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, non mette a disposizione analisi diagnostiche riguardanti questo tipo di sensibilità.

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Fate attenzione a chi vi rivolgete. Alcuni centri possono rivelarsi poco competenti, mentre altri sono inutilmente costosi. Per fortuna conosco un centro che brilla sia per convenienza che per competenza. E’ Lifebrain, che, tra le altre cose, propone un test innovativo: il cliente-paziente riceve a casa un kit con tampone buccale, lo utilizza secondo le istruzioni e attende che arrivi il corriere e riprenderlo. Dopo sette giorni, può leggere il referto direttamente online, nella sua area riservata all’interno del sito. Provare per credere!

In collaborazione co Lifebrain

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