Japan Gourmet: tra Kyoto e Osaka non solo gastronomia

Sesto giorno tra Kyoto e Osaka: una full immersion spirituale

Sesto giorno in Giappone tra Kyoto e Osaka. In questa primavera 2019, a cavallo tra aprile e maggio, mi sono concessa una vacanza nella terra del Sol Levante. Un itinerario che come vi ho spiegato nei miei precedenti racconti si è diviso tra cibo, storia, cultura e tradizione. Un viaggio per assaporare da un lato il gusto raffinato della cucina nipponica e per esplorare, dall’altro, delle terre a noi tanto lontane.

Il questo sesto giorno di viaggio trascorso ancora a Kyoto vi voglio raccontare il lato spirituale e religioso del Giappone con il quale ci siamo confrontati. Sì perché il Lontano Oriente è bello e affascinante anche per questo: per la sua religione politeista e animista nata proprio in queste terre. Qui gli spiriti naturali o semplicemente le presenze spirituali sono delle vere divinità e i monumenti a loro dedicati sono dei veri capolavori.

Un tuffo nella religione giapponese tra Fushimi Inari e Todaiji

La giornata è iniziata con la visita a Fushimi Inari, il più importante e antico santuario shintoista del Giappone, costruito prima ancora della nascita di Kyoto e dedicato al dio Inari protettore del riso e dell’agricoltura e oggi anche dei commerci. È la divinità più venerata nel Paese e tantissimi sono gli edifici a lui dedicati ma questo di Fushimi Inari è senza dubbio il più amato e visitato. Il motivo? È il “regno” delle porte torii, il tradizionale portale d’ingresso sacro giapponese dipinto di colore vermiglio. Circondati dal glicine in fiore ci siamo addentrati in un singolare tunnel costruito con migliaia di porte torii di color rosso acceso che dal tempio conduce nella foresta e poi fino alla cima del monte Inari.

Il parco di Nara è, invece, la nostra seconda tappa. Qui abbiamo visitato il Todaiji, antico tempio buddista costruito circa 1300 anni fa e tra i più conosciuti del Giappone. Al suo interno è custodita una vera meraviglia: la statua di Buddha in bronzo più grande del mondo, alta ben 15 metri! All’interno della sala, alla base di un pilastro in legno, un piccolo “buco” per il quale è prassi cercare di oltrepassarlo per avere la buona sorte. Impresa quasi titanica da fare, bisognerebbe avere una costituzione fisica non troppo elevata e ovviamente io non ho nemmeno pensato di entrare!

Osaka, in mezzo al mare tra street food e wagyu

Ultima tappa della giornata a Osaka, una grande città portuale dell’isola di Honshu. Passeggiata serale rilassante durante la quale abbiamo visitato Dotonbori, un quartiere pieno di immense e variopinte insegne pubblicitarie. Quella che ci ha colpito di più è stata quella con un enorme granchio meccanizzato del ristorante Kani Doraku che è in grado di muovere le chele e le zampe. Una meraviglia!

Osaka è molto famosa per il suo street food locale con tantissimi chioschetti presenti tra i canali di Dotonbori. Noi però abbiamo cenato a base di wagyu in un ristorantino locale. L’abbiamo già mangiato diverse volte in questo viaggio nipponico ma ogni volta è sempre una novità. In Giappone questa carne è pregiatissima al pari del pesce ed è un vero must, impossibile dunque non provarla secondo le diverse varianti locali.

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