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Tra Kyoto e Osaka non solo tataki di wagyu

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Tra Kyoto e Osaka
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, cucina giapponese
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (48 Recensioni)

Nel cuore pulsante di Osaka, famosa per la sua vivace scena culinaria, ho avuto il piacere di esplorare una varietà straordinaria di street food. Tra i numerosi sapori e profumi che ho assaggiato lungo le strade affollate, un piatto ha catturato in modo speciale la mia attenzione e il mio palato: il Tataki di Wagyu.

Osaka, con la sua atmosfera elettrizzante e la sua cultura culinaria ricca e diversificata, offre un’esperienza unica a chiunque ami il cibo. Durante il mio viaggio, ogni angolo della città sembrava raccontare una storia diversa attraverso i suoi piatti. Ma è stato il Tataki di Wagyu a lasciare un’impressione indelebile.

Questo piatto, che combina la raffinatezza della cucina giapponese con la semplicità dello street food, è una vera celebrazione del gusto. Il Wagyu, rinomato in tutto il mondo per la sua incredibile marmorizzazione e tenerezza, viene leggermente scottato e poi tagliato in fette sottili, mantenendo al suo interno una succulenza impareggiabile. Ogni boccone era un mix perfetto di sapori, con la salsa Ponzu che aggiungeva un tocco di acidità e freschezza, bilanciando magnificamente la ricchezza della carne.

Ricetta tataki di wagyu

Preparazione tataki di wagyu

  • Tirare fuori il Wagyu dal frigo 20 minuti prima di cucinarlo. Questo permette alla carne di cucinare più uniformemente.
  • Condire la carne con sale su entrambi i lati. Il sale non solo esalta il sapore, ma aiuta anche a creare una crosticina dorata.
  • Scottare il Wagyu per 30 secondi per lato in una padella rovente. Questo metodo, chiamato “tataki”, sigilla i succhi, mantenendo la carne incredibilmente tenera.
  • Avvolgere la carne in alluminio e lasciarla riposare per 10 minuti. Questo passaggio è cruciale per una carne succosa.
  • Scolare il daikon grattugiato, per rimuovere l’acqua in eccesso, e affettare finemente i cipollotti.
  • Tagliare il Wagyu in fette sottili e condire con erba cipollina, salsa Ponzu, semi di sesamo e daikon.

Ingredienti tataki di wagyu

  • 600 gr. di Wagyu
  • q.b. di salsa ponzu
  • 200 gr di daikon grattugiato
  • 4 cipollotti
  • un cucchiaio di semi di sesamo
  • una manciata di crescione
  • q.b. sale

Osaka, in mezzo al mare tra street food e wagyu

Nella nostra tappa a Osaka, una grande città portuale dell’isola di Honshu abbiamo potuto apprezzare il loro cibo di strada e il tataki di wagyu. Passeggiata serale rilassante durante la quale abbiamo visitato Dotonbori, un quartiere pieno di immense e variopinte insegne pubblicitarie. Quella che ci ha colpito di più è stata quella con un enorme granchio meccanizzato del ristorante Kani Doraku che è in grado di muovere le chele e le zampe. Una meraviglia!

Osaka è molto famosa per il suo street food locale con tantissimi chioschetti presenti tra i canali di Dotonbori. Noi però abbiamo cenato a base di wagyu in un ristorantino locale. L’abbiamo già mangiato diverse volte in questo viaggio nipponico ma ogni volta è sempre una novità. In Giappone questa carne è pregiatissima al pari del pesce ed è un vero must, impossibile dunque non provarla secondo le diverse varianti locali.

I segreti dell’eccellenza della carne di Wagyu

La carne di Wagyu probabilmente, saranno in tanti tra noi a non conoscerla. Il Wagyu è un termine giapponese con il quale si fa riferimento al “manzo giapponese”, da intendere, però, in un’accezione decisamente più ristretta che sta ad identificare alcune razze bovine giapponesi attentamente selezionate, con caratteristiche decisamente uniche, che ne fanno probabilmente il miglior tipo di carne al mondo.

Il famosissimo manzo di Kobe, noto anche dai meno esperti del settore, è proprio un tipo di Wagyu, allevato appunto nella regione di Kobe. Ancora oggi i bovini di Kobe sono di razza purissima e conservano il patrimonio genetico di questa antichissima razza giapponese. La carne di Wagyu è considerata la migliore in assoluto e, proprio per questo, fra le più care. Per il metodo di allevamento, particolare, e la rarità di esemplari, come prevedibile, ha infatti un costo decisamente superiore alle tradizionali bistecche di carne.

Una carne dalle caratteristiche organolettiche uniche al mondo

Ciò che colpisce, a prima vista, sono le venature intramuscolari del grasso presenti all’interno e nella parte esterna di questa preziosa carne di Wagyu. Queste sembrano tipiche di un prodotto di bassa qualità. In realtà, sono proprio tali venature a rendere questa carne particolarmente tenera nella consistenza ed insuperabile nel gusto.

La carne di Wagyu, per le sue caratteristiche, ben si adatta alle diete ipocaloriche ed è consigliata a chi ha problemi di colesterolo. Il manzo di Wagyu, infatti, ha pochi grassi saturi, circa la metà di quelli presenti nei manzi magri che riempiono la nostra tavola. Già di per sé queste sono ragioni più che sufficienti a giustificare la particolarità di questa carne, annoverabile tra i prodotti al mondo più ricercati.

Impossibile resistere alla carne di Wagyu

Oramai riuscire a provare questa prelibata carne non è fantascienza, visto che essa è sempre più presente nei migliori ristoranti di quasi tutte le città. E’ possibile inoltre degustarla in proposte tutte diverse e per tutti i palati. La carne di Wagyu, infatti, è un particolare tipo di carne che si presta a tante diverse preparazioni, è versatile e facile da abbinare con alti ingredienti, più o meno insoliti.

Almeno una volta nella vita va provata. Siamo in presenza di una carne unica al mondo, quella che gli stessi giapponesi definiscono la “bistecca perfetta” che è possibile tagliare con le bacchette per la valutazione della quale esiste addirittura un disciplinare estremamente rigoroso definito dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e delle Acque

Nel sito trovate molte ricette con questo tipo di carne come lhamburger di wagyu con piadina croccante. Un esempio emblematico di come una preparazione tutto sommato popolare, a suo modo semplice, possa essere elevata a piatto elegante e gourmet. La mia preferita resta la tartare di wagyu davvero eccellente, sia per il gusto che per l’aspetto. Vi parlo anche del Sukiyaki che viene preparato in Giappone, per tradizione, per la festa di fine anno, ma è un piatto unico che tutti gli orientali amano preparare molto spesso, specie nelle fredde giornate invernali.

Se sei un appassionato di carne, probabilmente hai già sentito parlare del tataki di wagyu. Questo piatto giapponese è diventato sempre più popolare negli ultimi anni e molti ristoranti lo hanno inserito nei loro menù. Ma cosa rende il tataki di wagyu così speciale? E come si prepara in modo perfetto? In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere su questo prelibato piatto, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con intolleranze alimentari. Scoprirai le sue origini, la sua evoluzione culinaria e come gustarlo al meglio in giusta quantità. Pronto per imparare a preparare il tataki di wagyu perfetto?

tataki di wagyu

Come preparare il tataki di wagyu perfetto

Per preparare il tataki di wagyu perfetto, è importante scegliere un taglio di carne di alta qualità e di provenienza controllata. La carne deve essere tagliata in fettine sottili e poi brevemente cotta su entrambi i lati in padella. L’obiettivo è quello di creare una crosticina esterna mantenendo la parte interna ancora cruda. Dopo aver cotto la carne, lasciala raffreddare leggermente e poi affettala sottilmente. Infine, condisci con una salsa a base di salsa di soia, zenzero grattugiato e succo di limone. Il tataki di wagyu si può gustare da solo o come accompagnamento a un piatto principale. Ecco come preparare questo piatto prelibato a casa tua!

Il tataki di wagyu ha origini antiche in Giappone, dove la carne veniva tagliata a fettine sottili e poi brevemente cotta su entrambi i lati su una piastra calda. Questo metodo di cottura permetteva di mantenere la carne tenera e succosa al suo interno, mentre creava una crosticina croccante all’esterno. Nel corso degli anni, il tataki di wagyu ha subito diverse evoluzioni culinarie, con l’aggiunta di nuove spezie e salse per esaltare il suo sapore unico. Oggi, questo piatto prelibato è diventato sempre più popolare in tutto il mondo, grazie alla sua delicatezza e alla sua versatilità in cucina.

Il tataki di wagyu: un piatto pregiato da gustare in giusta quantità

Il tataki di wagyu è un piatto pregiato da gustare con moderazione, soprattutto per coloro che seguono una dieta equilibrata o hanno intolleranze alimentari. La carne di wagyu è ricca di grassi saturi, pertanto è consigliabile consumarla in piccole quantità e accompagnata da verdure fresche o cereali integrali. Inoltre, se si soffre di allergie o intolleranze, è importante prestare attenzione agli ingredienti utilizzati nella preparazione della salsa, evitando quelli che potrebbero scatenare una reazione allergica. In ogni caso, il tataki di wagyu rappresenta una delizia per il palato, da gustare in occasioni speciali o come alternativa alle classiche preparazioni a base di carne.

Il tataki di wagyu è un piatto prelibato che richiede una preparazione accurata e una degustazione consapevole. Grazie alle sue origini antiche e alla sua evoluzione culinaria, questo piatto rappresenta un’esperienza sensoriale unica, da gustare con moderazione e accompagnato da verdure fresche o cereali integrali. Se sei appassionato di carne, non esitare a provare il tataki di wagyu in uno dei numerosi ristoranti che lo propongono. Con le giuste precauzioni e una corretta alimentazione, potrai godere del suo sapore intenso e della sua tenerezza senza alcun rischio per la tua salute!

Tra Kyoto e Osaka: una full immersion spirituale

In Giappone tra Kyoto e Osaka. In questa primavera 2019, a cavallo tra aprile e maggio, mi sono concessa una vacanza nella terra del Sol Levante. Un itinerario che come vi ho spiegato nei miei precedenti racconti si è diviso tra cibo, storia, cultura e tradizione. Un viaggio per assaporare da un lato il gusto raffinato della cucina nipponica e per esplorare, dall’altro, delle terre a noi tanto lontane.

Il questo sesto giorno di viaggio trascorso ancora a Kyoto vi voglio raccontare il lato spirituale e religioso del Giappone con il quale ci siamo confrontati. Sì perché il Lontano Oriente è bello e affascinante anche per questo: per la sua religione politeista e animista nata proprio in queste terre. Qui gli spiriti naturali o semplicemente le presenze spirituali sono delle vere divinità e i monumenti a loro dedicati sono dei veri capolavori.

Un tuffo nella religione giapponese tra Fushimi Inari e Todaiji

La giornata è iniziata con la visita a Fushimi Inari, il più importante e antico santuario shintoista del Giappone, costruito prima ancora della nascita di Kyoto e dedicato al dio Inari protettore del riso e dell’agricoltura e oggi anche dei commerci. È la divinità più venerata nel Paese e tantissimi sono gli edifici a lui dedicati ma questo di Fushimi Inari è senza dubbio il più amato e visitato. Il motivo? È il “regno” delle porte torii, il tradizionale portale d’ingresso sacro giapponese dipinto di colore vermiglio. Circondati dal glicine in fiore ci siamo addentrati in un singolare tunnel costruito con migliaia di porte torii di color rosso acceso che dal tempio conduce nella foresta e poi fino alla cima del monte Inari.

Il parco di Nara è, invece, la nostra seconda tappa. Qui abbiamo visitato il Todaiji, antico tempio buddista costruito circa 1300 anni fa e tra i più conosciuti del Giappone. Al suo interno è custodita una vera meraviglia: la statua di Buddha in bronzo più grande del mondo, alta ben 15 metri! All’interno della sala, alla base di un pilastro in legno, un piccolo “buco” per il quale è prassi cercare di oltrepassarlo per avere la buona sorte. Impresa quasi titanica da fare, bisognerebbe avere una costituzione fisica non troppo elevata e ovviamente io non ho nemmeno pensato di entrare!

Ricette giapponesi ne abbiamo? Certo che si!

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