Il gelato di qualità che fa bene alla silhouette

gelato di qualità
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Per non mettere a rischio il peso forma (e non solo!), possiamo contare su un gelato di qualità

Il gelato artigianale è un gelato di qualità, ma anche un’ottima scelta per la salute, per la silhouette e per il palato. Tuttavia, bisogna stare attenti e imparare a riconoscere il migliore, ovvero quello preparato attraverso le lavorazioni più idonee e con gli ingredienti più qualitativi. Pertanto, non basta leggere la parola “artigianale”: bisogna ricercare qualche dettaglio e requisito in più.

A questo proposito, sappiate che la prima regola per parlare di un buon gelato di qualità consiste nel mangiarlo non appena viene messo nel banco frigo. Chiaramente, non possiamo sapere con certezza quando è stato preparato il gelato. Potremo anche chiederlo, ma non è detto che ci venga detta la verità! Tuttavia, assaporarlo quando la sua consistenza risulta morbida è sempre una buona idea: quando viene messo sul banco frigo e per le successive 7 ore (circa), il gelato è più morbido e facilmente digeribile.

gelato

Gelato artigianale o industriale? Anche le gelaterie possono farci brutti scherzi…

Come abbiamo detto, il gelato di qualità, quello che ci nutre e che fa bene alla linea, è artigianale. Tuttavia, prestare attenzione è importante proprio perché alcuni prodotti in vaschetta che troviamo al supermercato possono essere artigianali, mentre non tutti quelli presenti nelle gelaterie sono preparati in loco, con ingredienti freschi e di qualità. Perciò, sarà importante “studiare” una gelateria prima di entrarci e leggere le etichette dei prodotti confezionati.

Generalmente, il gelato artigianale è composto da una buona parte di latte fresco e contiene molti meno grassi rispetto a quello industriale. In quest’ultimo, tra l’altro, una percentuale del contenuto lipidico si concretizza spesso in grassi idrogenati, nocivi per l’organismo. Inoltre, solitamente, il gelato industriale viene preparato con latte normale miscelato con latte in polvere, e propone un’elevata percentuale di aria, incamerata durante la mantecatura, che può causare gonfiore addominale.

Altri consigli per la scelta di un gelato di qualità che faccia bene al palato, alla linea… e all’organismo!

Con queste consapevolezze, sicuramente potrete scegliere un gelato di qualità con una maggiore sicurezza. Tuttavia, ricordatevi sempre che, ovviamente, la vera qualità si riconosce dalle materie prime utilizzate. A questo proposito, il consiglio da seguire quando vi trovate in gelateria è di non puntare sui gusti dai colori troppo “finti” o eccessivamente accesi, che potrebbero contenere coloranti. Un’altra indicazione da tenere a mente consiste nello scegliere i gusti in base alla stagione

Naturalmente, se in autunno chiediamo ad esempio il gelato alla fragola, non potremo mai mangiare un prodotto preparato con la frutta fresca! È chiaro che questa è la preoccupazione minore, mentre la cosa più importante è sapere in che locale stiamo andando a mangiare. Al giorno d’oggi, possiamo contare su recensioni e su siti web dettagliati, che ci consentono persino di farci un’idea degli ingredienti utilizzati e di scegliere un gelato di qualità, che faccia bene all’organismo e che non metta a rischio la linea. Tuttavia, non dovete fidarvi troppo: provate per credere!

Gelato al salmone con anetoGelato gastronomico al salmone con aneto, una creazione gourmet

Il gelato gastronomico al salmone con aneto è una piccola opera d’arte, una testimonianza vivida di come si possa sperimentare in cucina e proporre abbinamenti coraggiosi. Infatti, sono abbastanza sicura che non abbiate mai provato un gelato al salmone. Alcuni potrebbero storcere il naso, d’altronde se per il palato medio l’accoppiata parmigiano-pesce è da evitare, figuriamoci l’abbinamento tra salmone e latte! Cionondimeno, è a partire dal salmone e dal latte che si prepara questo interessante quanto suggestivo gelato. Affinché il composto sia realmente omogeneo, e dunque idoneo alla lavorazione in gelatiera, è bene effettuare numerosi passaggi al frullatore man mano che si procede con l’integrazione degli ingredienti. A conti fatti, e per quanto possa sembrare strano, il gelato e il salmone sono alimenti conciliabili. Ovviamente, dovrete seguire alla lettera le indicazioni per ottenere un risultato soddisfacente.

Ad ogni modo, perché abbiamo scelto proprio il salmone affumicato? Ebbene, il salmone è un pesce d’acqua dolce, e, in quanto tale, conserva un sapore più delicato e abbinabile con i derivati del latte. E poi è un alimento molto nutriente, il riferimento è in particolare alla presenza di acidi grassi omega tre, che da un lato aumentano l’apporto calorico e dall’altro agiscono a protezione dell’apparato cardiovascolare, della funzione visiva e di quella cognitiva. Il salmone è apprezzato anche per il contenuto di proteine e di fosforo. Quali sono le applicazioni del gelato gastronomico al salmone con aneto? La domanda è più che legittima se si considera la lista degli ingredienti. In genere, la ricetta può essere considerata più un antipasto che un dessert. Un antipasto sui generis, che come minimo propone sentori agrodolci.

A cosa serve l’inulina?

Tra gli ingredienti più strani di questo particolare gelato al salmone con aneto spicca l’inulina. Molti di voi la conosceranno per i suoi usi terapeutici. Si tratta di una fibra alimentare che si ricava da alcune verdure, in primis la cicoria. Il suo ruolo principale consiste nell’equilibrio della flora intestinale e nell’apporto di fermenti e batteri utili all’organismo. Viene spesso impiegata a mo’ di integratore per risolvere i problemi di digestione, piuttosto che per regolare la presenza del colesterolo nel sangue. Insomma, siamo di fronte a qualcosa di più simile a un medicinale.

Dunque, cosa ci fa l’inulina nella ricetta di un gelato, per  quanto strano possa essere? In realtà, l’inulina ha anche un aspetto gastronomico, ovvero viene impiegata in alcune applicazioni in cucina. Infatti, consente di rendere cremosi determinati ingredienti, come il latte per esempio. E’ l’ideale, quindi, per produrre gelati morbidi, che generano una gradevole sensazione al palato. Tra l’altro, l’inulina è giustificata dalla presenza del salmone, che potrebbe fungere da ostacolo alla creazione di un composto sufficientemente cremoso.

Il contributo organolettico dell’aneto

Anche l’aneto gioca un ruolo fondamentale nel gelato al salmone. In primo luogo, conferisce un ulteriore profondità organolettica al gelato, ossia un aroma fresco che si sposa bene con quello del salmone. Certe tipologie di aneto, poi, hanno un sapore pungente, ma anche in questo caso si avrebbe un impatto positivo sul risultato finale. L’aneto può essere considerato una spezia, vista la capacità insaporente, anche perché proprio come spezia esercita alcune funzioni interessanti. L’aneto, infatti, è un antispasmodico, utile soprattutto in caso di dolori allo stomaco. E’ anche un buon carminativo, un efficace diuretico e un blando antinfiammatorio.

In questa ricetta, comunque, viene impiegato per il suo sapore, per quanto venga inserito a fine preparazione, quasi come guarnizione. Nello specifico, vengono utilizzate le foglie, che si caratterizzano per delle dimensioni davvero contenute, valorizzate da un colore che va dal verde brillante al verde scuro. Ricordatevi, però, che l’aneto è abbastanza forte, quindi ne basta giusto un pizzico per cambiare il volto della ricetta e renderla semplicemente più buona.

Ecco la ricetta del gelato gastronomico al salmone con aneto:

Ingredienti:

  • 250 gr. di latte intro consentito,
  • 50 gr. di panna consentita,
  • 100 gr. di salmone affumicato,
  • 30 gr. di inulina,
  • 30 gr. di maltitolo,
  • 0,5 gr. di guar,
  • 0,5 gr. di sale,
  • q. b. di aneto fresco,
  • q. b. di crostini di pane tostato.

Preparazione:

Per la preparazione del gelato al salmone con aneto iniziate versando il latte in una pentola, poi aggiungete il salmone affumicato e frullate con il frullatore ad immersione. Inserite gli altri ingredienti, mescolate, accendete a fiamma sostenuta e portate il composto a 85 gradi. Frullate nuovamente e fate riposare per 12 ore o più. Infine, frullate ancora una volta. Tutti questi passaggi con il frullatore servono a rendere omogeneo il composto, ad unire i grassi del latte con quelli del salmone e ad insufflare l’aria. Ora versate il composto nella gelatiera e spegnetela solo quando il gelato risulta piuttosto compatto. Infine, adagiate piccole quantità di gelato sui crostini e guarnite con foglie di aneto.

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09-09-2018
Scritto da: Tiziana Colombo
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