Zuppa di frutti rossi con gelato alla vaniglia e menta

Tempo di preparazione:

Era quello che tutte le mamme, premurose delle condizioni di salute dei propri figli, piccoli o adolescenti che siano, attendevano da tempo: grazie ad un nuovo protocollo la diagnosi della celiachia potrà essere affrontata in maniera più tempestiva e meno invasiva.

Quando la malattia è in fase iniziale diverrà più semplice identificare i soggetti celiaci ed iniziare ad apprestare tutte le terapie e gli accorgimenti del caso.

Il merito è da attribuire al frutto dell’accordo tra Stato e Regioni, le cui risultanze sono state pubblicate sul sito del ministero della Salute.

Diagnosi più rapide e semplici per i novelli pazienti

Il protocollo intende dissipare ogni ragionevole confusione circa il riconoscimento della malattia in età più precoce, una fase di vita questa in cui, più di ogni altra, si rivela arduo distinguere i sintomi della celiachia dai più comuni disturbi a carico del tratto gastrointestinale rendendo possibile neutralizzare tutte le diagnosi errate.

Se per gli adulti le diagnosi restano le solite -screening iniziale con l’esecuzione dei test sierologici sul sangue e biopsia intestinale per la conferma diagnostica- per i più piccini sono stati messi a punto trattamenti meno invasivi in grado di diagnosticare la malattia tramite un semplicissimo esame del sangue.

Addio endoscopia per i più piccoli … e non solo

Al menzionato Protocollo non si deve solo in merito di aver reso molto meno invasivo il test della celiachia in favore dei più piccoli, ma anche quello di aver dato indicazioni utili circa l’approccio diagnostico da perseguire nel tempo tenendo conto anche dell’età del presunto paziente intollerante al glutine.

Questa nuova metodica va a vantaggio della sicurezza della diagnosi, consentendo di mettere fine al fenomeno dei falsi malati, oltre che di evitare disagi inutili e cure inappropriate, e, il più delle volte, ingiustificate che, per altro, si traducono anche in costi più contenuti per la spesa pubblica.

Un vantaggio di non poco conto, non già solo per i pazienti ma anche per le tasche della sanità, sempre più tediate da malesseri diffusi ma spesso non giustificati e frutto piuttosto di mero allarmismo.

Dopo che avete letto di questo nuovo esame non invasivo fate una buona Zuppa di frutti rossi con gelato alla vaniglia e menta. E’ una ricetta dello Chef Circiello Alessandro

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 gr di lamponi 
  • 40 gr. di more
  • 40 gr. di ribes 
  • 40 gr. di mirtilli  
  • menta fresca  q.b.
  • 50 gr. di zucchero di canna 
  • 200 gr di gelato alla vaniglia  

per la realizzazione del gelato:

  • 200 gr di latte intero
  • 1 tuorlo d’uovo 
  • vaniglia  q.b.
  • 50 gr. di zucchero semolato
  • 4 gr. di agar agar

Preparazione:

Frullate tutti i frutti rossi con menta e zucchero fino a creare una zuppa densa.   Per la preparazione del gelato fate bollire il latte con la vaniglia e aggiungete il tuorlo d’uovo, lo zucchero e l’agar agar. Mescolate accuratamente e fate raffreddare in freezer.

Disponete sulla base del piatto la zuppa, i mirtilli, le more e una pallina di gelato al centro. Decorate con menta fresca.

Come gelificante è stata utilizzata l’agar agar, in alternativa si può utilizzare anche la farina di carrube.

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