Le straordinarie potenzialità delle barbabietole rosse

barbabietole rosse
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Scoprendo le barbabietole rosse

Le barbabietole rosse sono tra gli ingredienti principali delle nostre ricette. La versatilità di quest’ortaggio è tale, che desideriamo sottolinearla in un articolo dedicato, ecco lo scopo di questa pagina! Le barbabietole rosse, dette anche rape rosse o carote rosse, sono tuberi straordinari.

Questo ortaggio è adattabile alla preparazione di insalate, primi piatti, salse, verdure, centrifugati e perfino dolci. Consumabili sia cotte che crude, le barbabietole sono un prodotto straordinariamente benefico per la nostra salute.

Come cucinare le barbabietole rosse

Tra le ricette presenti su nostro sito potrete senz’altro scoprire in dettaglio le numerose preparazioni possibili con la barbabietola. Intanto, vi diciamo che potrete prepararla al cartoccio, in padella, al forno, al vapore e persino al microonde. Oltre, ovviamente, a poterla consumare anche cruda. Nei negozi è possibile acquistare barbabietole fresche oppure precotte, queste ultime sicuramente più pratiche per coloro che hanno poco tempo a disposizione. Il prodotto fresco richiede un accurato lavoro di pulizia preliminare dell’ortaggio. Per completare la pulizia della barbabietola, si consiglia l’uso di guanti perché può macchiare la pelle. Si comincia tagliando le radici e lavandola in acqua tiepida per rimuovere residui di terra. Per ammorbidirla, si lessa in acqua bollente per circa 30 minuti. La barbabietola rossa è ottima anche a crudo, in carpaccio, purché sia tagliata in maniera molto sottile e condita con prezzemolo tritato, olio, limone o aceto.

barbabietole rosse

La barbabietola rossa è anche utile per preparare centrifugati, magari in abbinamento con altri ingredienti ed in aggiunta a zucchero, acqua, latte o succo d’arancia. Frullando la rapa rossa si può ottenere un delizioso condimento da pasta o risotto, oppure una base per eccellenti vellutate, creme, hummus o salse d’accompagnamento. Il colore particolarmente intenso delle barbabietole rosse le rende utili anche come colorante naturale, utilizzabile per la panna montana o per pani, gnocchi, paste e tagliatelle. Oltre che nelle tradizionali insalate, uno degli usi tipici vede la barbabietola protagonista di deliziose insalate russe o shuba. La cottura al microonde accorcia sicuramente i tempi. In questo caso la rapa va posta in un recipiente e cotta a 700 watt per circa 20 minuti. Un’altra opzione da considerare per la barbabietola è l’essiccazione che consente la produzione di deliziose chips o comodissime polveri.

Possibili abbinamenti

Il sapore peculiare della barbabietola può necessitare di condimenti differenti, a seconda della ricetta di destinazione. Nel caso delle insalate, per esempio, l’ideale sarà condire con un filo d’olio, del sale, dell’aceto (o del succo di limone). Nel caso di ricette che prevedano la barbabietola abbinata ad altre verdure, salumi o formaggi, sarà meglio evitare l’aspro del limone o dell’aceto perché potrebbero non sposarsi bene.

Le barbabietole rosse, cotte in padella, sono un contorno perfetto per carne o pesce. In questo caso la scottatura andrà fatta con un po’ d’olio d’oliva, un trito di cipolla, sale e pepe. Volendo dare un tocco in più si può aggiungere del rosmarino o eventualmente altre spezie a piacere.

Potete preparare anche la maionese di barbabietola. E’ un’alternativa preziosa alla normale maionese. Si caratterizza, oltre che per la presenza della barbabietola, anche per l’assenza delle uova. Una differenza vistosa con la maionese normale è anche il colore, infatti si presenta con un bel colore violaceo, dovuto in parte dalla barbabietola rossa. E’ proprio quest’ultima, comunque, ad incidere maggiormente lato gusto e sulle proprietà nutrizionali. Una scelta ben precisa, che ha voluto premiare la genuinità e, soprattutto, un alimento prezioso come la barbabietola.

Una buona idea è il pesto di barbabietole rosse

Il pesto di barbabietole rosse è un’alternativa da prendere in considerazione al normale pesto di basilico. Sia chiaro, non è completamente diverso dal pesto cui siamo abituati. Presenta infatti solo poche differenze, ma che incidono in maniera determinante sul sapore, sull’aspetto, sulle caratteristiche nutrizionali e persino sulla texture. Ovviamente, l’impiego è il medesimo del pesto di basilico, per esempio può essere utilizzato come condimento della pasta, o anche per fare delle lasagne, farcire cannelloni, tortellini etc.

Ad ogni modo, le differenze principali con il pesto tradizionale sono due. La prima consiste nella presenza dei pinoli di cedro anziché dei pinoli “di pigna”. Dei pinoli di cedro parlerò in un prossimo paragrafo, ma intanto sappiate che il loro sapore emerge chiaramente a fine preparazione, nonostante la presenza di tutti gli altri ingredienti. La seconda differenza risiede nella presenza della barbabietola che non sostituisce bensì integra quella del basilico. Insomma, anche nel pesto di barbabietole è presente il basilico.

E’ difficile realizzare il pesto di barbabietole rosse? Il nome potrebbe suggerire una preparazione sui generis, e per questo motivo complicata. Tuttavia, come abbiamo visto, le differenze rispetto al pesto tradizionale sono poche, per quanto capaci di incidere profondamente sul risultato finale. Insomma, non ci sono grandi differenze, in termini di difficoltà, tra il presto tradizionale e il pesto di barbabietole. Si tratta di frullare gli ingredienti, ovviamente previo trattamento “in separata sede”, dove necessario; le barbabietole, infatti, vanno lessate prima di essere passate al mixer.

Le peculiarità nutrizionali dei pinoli di cedro

I pinoli di cedro sostituiscono i pinoli di pigna in questo speciale pesto di barbabietole rosse. Cosa cambia? Beh, innanzitutto il gusto. I pinoli di cedro si caratterizzano per un sapore ben diverso dalla controparte “normale” (ovvero quella più consumata in Italia), decisamente più intenso ma anche parecchio aromatico. Gode della stessa potenza organolettica di una spezia. A differenza dei pinoli normali, che nel classico pesto alla genovese emergono in sottotraccia, l’aroma dei pinoli di cedro permea il pesto di barbabietole senza però coprire gli altri sapori. Ovviamente, il gusto non è l’unico tratto distintivo di questo ingrediente.

pesto di barbabietole

I pinoli di cedro si caratterizzano per esempio per la presenza di una certa quantità di grassi “buoni”, ovvero in grado di fare del bene all’organismo. Il riferimento è in particolare agli acidi grassi omega sei, che contribuiscono a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre, caratteristica piuttosto rara per la frutta secca, i pinoli di cedro contengono molte proteine, oltre che una quantità significativa di fibre. Eccellente è anche l’apporto di vitamine, e in particolare la E, la PP e quelle del gruppo B. Stesso discorso per i sali minerali, con esplicito riferimento al calcio, al fosforo, al magnesio, al ferro, allo zinco e soprattutto al potassio.

Parmigiano reggiano, un classico intramontabile

Un ingrediente che non può mancare in alcun pesto, a prescindere dalla variante, è il parmigiano reggiano. Il pesto di barbabietole rosse, ovviamente, non fa eccezione. Quale tipo di parmigiano privilegiare? Una domanda lecita, d’altronde la stagionatura ne modifica la consistenza e in parte il sapore. Il consiglio è di optare per stagionature molto lunghe, in quanto sono più facili da grattugiare e quindi si amalgamano meglio con gli altri ingredienti. Ovviamente, vanno “abbastanza” bene anche le altre stagionature. Se avete un problema con il lattosio, ovvero siete intolleranti a questa sostanza, non avete nulla da temere: nessuna delle varianti la contiene.

Tutte le varianti, poi, vantano grossomodo le stesse caratteristiche nutrizionali. Per esempio, sono una straordinaria fonte di calcio, forse la fonte più pura e abbondante di questo minerale. Stesso discorso per le proteine, che superano – e di gran lunga – quelle presenti nella carne. Il parmigiano reggiano, poi, è un toccasana per il sistema immunitario. Il riferimento è alla varietà e quantità di vitamine, e in particolare di quelle del gruppo B. Ovviamente, nemmeno del parmigiano reggiano è permesso abusarne, anche perché l’apporto calorico è significativo. Tuttavia, si caratterizza anche per un buon indice di sazietà.

Vi consiglio di prova anche la chutney di barbabietole rosse

La chutney di barbabietole rosse è una rivisitazione di un classico piatto indiano. Con il termine chutney, infatti, si indica una famiglia di salse realizzate con le spezie, le quali fungono da accompagnamento per primi e secondi, per pietanze a base di riso, carne e pesce. La ricetta di oggi può essere definitiva una “rivisitazione” in quanto viene impiegata la barbabietola, alimento che in genere non viene integrato nelle classiche chutney. La presenza della barbabietola ha comunque una sua ragion d’essere, in quanto rende più corposa la preparazione, sempre in una prospettiva di equilibrio tra i sapori, e in particolare di equilibrio con l’azione aromatica delle spezie.

La barbabietola, poi, per quanto nell’immaginario collettivo sia considerata un alimento povero, merita un certo apprezzamento. E’ infatti salutare e apporta alcuni benefici per l’organismo. Il riferimento è all’apporto di vitamine, e in particolare di quelle del gruppo B. Stesso discorso per i sali minerali, come potassio, sodio, calcio, ferro e fosforo. La barbabietola, poi, contiene alcuni antiossidanti, i quali contrastano l’effetto dei radicali liberi e contribuiscono alla salute dell’apparato cardiocircolatorio. Tra i benefici della barbabietola spicca, poi, la capacità di attenuare gli effetti dell’ipertensione e dell’anemia.

I benefici nutrizionali dei chiodi di garofano

Non esiste chutney senza spezie, e la chutney di barbabietole non fa eccezione. Tra le spezie impiegate per questa preparazione figurano i chiodi di garofano. Essi sono il frutto dell’essiccazione dei boccioli ancora chiusi. Come buona parte delle spezie, vantano caratteristiche che sfociano nell’ambito terapeutico. Il merito è in particolare dei flavonoidi, che impattano in maniera positiva sull’apparato cardiocircolatorio e aiutano a prevenire le malattie cardiache. Dei chiodi di garofano si apprezzano in particolare le proprietà analgesiche, conosciute fin dall’antichità, a tal punto che i chiodi di garofano sono stati considerati per molto tempo non solo un alimento, ma anche un farmaco.

Chutney di barbabietole

Gli usi dei chiodi di garofano sono molteplici. Vengono per esempio utilizzati anche al fine di conservare gli alimenti, dunque inseriti all’interno delle conserve. Il merito va alla presenza degli antiossidanti, che appunto rallentano il processo di ossidazione della materia organica. I chiodi di garofano agiscono anche in funzione depurativa, soprattutto se consumati sotto forma di infuso. L’impiego dei chiodi di garofano nella ricetta del chutney di barbabietole è piuttosto intuitivo. Vengono messi a “bollire” insieme agli altri ingredienti, per poi essere rimossi una volta che il procedimento è giunto a termine. Il loro scopo, infatti, è semplicemente quello di aromatizzare, ma non vanno consumati.

Un focus sul pepe di Timut

Il pepe di Timut è un alimento con funzione di spezia dal carattere marcatamente esotico che si sta diffondendo anche in Italia. In realtà, non si tratta di un pepe, bensì di una bacca. Anzi, nello specifico della buccia della bacca di Timut, essiccata e tritata. Viene chiamata “pepe” in quanto ne ricorda un po’ l’aspetto, oltre che per il suo potere aromatico. Il pepe di Timut conferisce un tocco esotico alla chutney di barbabietole, oltre a caratterizzarne il sapore. A esso viene riservato il trattamento delle altre spezie: viene fatto bollire insieme alle spezie, per un paio d’ore.

Il pepe di Timut ha un sapore particolare, che si differenzia nettamente dalle altre tipologie di pepe (anche perché da un punto di vista biologico appartiene a tutt’altra specie). Se il pepe tradizionale, nero o bianco che sia, ha un sapore pungente e forte, il pepe di Timut si caratterizza per un sapore agrumato, certo acidulo ma anche delicato. Il pepe di Timut viene ampiamente utilizzato per le preparazione che vedono come protagonista la frutta, quindi per le preparazioni dolciarie. In realtà, può essere impiegato con successo anche per i piatti salati, in quanto fautore di un approccio che vira maggiormente sull’agrodolce. Sicuramente è in grado di valorizzare la barbabietola, e di dare vita a un chutney diverso dal solito ma gradevole.

Ecco la ricetta del chutney di barbabietole:

Ingredienti:

  • ½ kg di barbabietole rosse;
  • 4 cipolle;
  • 200 gr. di zucchero di canna finissimo;
  • 200 ml. di aceto di vino bianco;
  • 1 cucchiaino di semi di coriandolo, semi di senape e pepe di Timut;
  • qualche chiodo di garofano;
  • un pizzico di sale fino.

Preparazione:

Per la preparazione del chutney di barbabietole iniziate sterilizzando i vasetti e i tappi. Lavate con attenzione la barbabietola ed eliminate sia le estremità che la buccia esterna, poi riducetela a dadini. Rimuovete l’estremità e la buccia anche dalle cipolle e tagliatele finemente. Versate tutto in una pentola capiente con l’aceto di vino bianco, lo zucchero, il sale e le spezie (compresi i chiodi di garofano). Portate ad ebollizione e continuate a cuocere per due ore circa, in questo modo la barbabietola sarà ben cotta e assorbirà gli aromi delle spezie. Rimuovete i chiodi di garofano e versate il composto nei vasetti, sigillateli per bene e lasciateli raffreddare capovolti. A questo punto mettete il chutney in un posto fresco e asciutto, potrete consumarlo dopo un mese.

Ecco la ricetta del pesto di barbabietole:

Ingredienti:

  • 300 gr. di barbabietole rosse;
  • 25 gr. di pinoli di cedro;
  • 40 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 6 foglie di basilico;
  • q. b. di olio extravergine d’oliva;
  • q. b. di sale e di pepe.

Preparazione:

Lavate accuratamente le barbabietole, poi riducetele a piccoli pezzi. Cuocete le barbabietole a vapore fino a quando non si saranno completamente ammorbidite. Fate raffreddare e solo allora rimuovete la buccia. Ora prendete il mixer e mettete nel bicchiere tutti gli ingredienti, a cominciare dalle barbabietole, poi aggiungete l’aglio, i pinoli e le foglie di basilico. Unite poi anche un po’ di sale, pepe, quattro cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato e un po’ di olio extravergine d’oliva. Continuate a frullare fino a quando il pesto non sarà diventato cremoso e morbido. A questo punto il pesto è pronto per essere consumato. Potete utilizzarlo come qualsiasi altro pesto, magari per condire la pasta e realizzare così un primo diverso dal solito.

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Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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