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Brown sauce al miele e latte : salsa gustosissima

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

brown sauce al miele e latte
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 15 min
cottura
Cottura: 10 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (7 Recensioni)

Brown sauce al miele e latte: una salsa da provare!

Brown sauce al miele e latte : salsa gustosissima. Non avete idea di come accompagnare un secondo di carne? Oggi vi chiarisco i dubbi al proposito dandovi un consiglio gustosissimo. Di cosa si tratta? Della ricetta della brown sauce al miele e latte. Salsa deliziosa perfettamente adatta agli intolleranti al lattosio, rappresenta un vero e proprio tocco di classe che renderà i vostri secondi davvero unici.

Non vi resta che provare a prepararla. Prima, però, è il caso di fare il punto della situazione sulle proprietà dei suoi ingredienti. Seguitemi per saperne di più!

Ricetta brown sauce al miele

Preparazione brown sauce al miele

Mettete in un pentolino in brodo di carne ed il latte Granarolo Accadi, portatelo ad ebollizione. In una padella antiaderente mettete la fecola di patate ed il cucchiaio di senape in polvere e fatele tostare a fuoco medio mescolandole con un cucchiaio di legno fino a farle brunire. Fate attenzione a non bruciarle.

Versate poco liquido per volta sulla farina continuando a mescolare con una frusta, facendo attenzione a non formare grumi. Aggiungete il miele di acacia e continuate a cuocere su fuoco basso fino a farla addensare. Regolate di sale. Utilizzate la salsa per accompagnare delle polpette di carne.

Ingredienti brown sauce al miele

  • 200 ml brodo di carne
  • 2 cucchiai fecola di patate
  • 100 ml latte Granarolo Accadi
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 1 cucchiaino di senape in polvere
  • 3 g sale

Alla scoperta delle proprietà del miele di acacia, ricchissimo di sostanze nutritive

Iniziamo a parlare della bontà della brown sauce al miele e latte partendo proprio dall’ingrediente principale, ossia il miele di acacia. Popolarissimo in tutto il mondo per il fatto di non cristallizzare mai, è caratterizzato da importanti proprietà nutritive. Ricordiamo prima di tutto la presenza di sostanze nutritive fondamentali come vitamine e minerali.

Eccellente dolcificante, il miele di acacia è ricco di fruttosio e di altri enzimi. In tutti i casi, si distingue per l’alto livello di digeribilità. Considerato uno dei più efficaci rimedi naturali contro il mal di gola, è antisettico e disinfettante.

Il suo sapore dolce lo rende adatto all’alimentazione di persone di tutte le età. Capita, in alcuni casi, che i pediatri lo raccomandino per i bambini piccoli. Non c’è che dire: stiamo parlando di un fantastico regalo della natura, che ci accompagna fin dalla più tenera età permettendoci di dare vita a meraviglie in cucina!

Il miele è la sostanza edulcorante più antica; infatti, soltanto negli ultimi duecento anni lo zucchero raffinato è diventato abbastanza a buon mercato da entrare nell’uso comune. I metodi per fare il miele vanno dai moderni procedimenti altamente industrializzati alla raccolta del miele selvatico nelle foreste del Sunderbans o a quella compiuta faticosamente dai pigmei del Congo. Spesso nelle società primitive le api vengono allevate in tronchi d’albero scavati e in alcune zone – a esempio nelle foreste della Persia settentrionale – è necessario appendere gli alveari in alto, sugli alberi, fuori dalla portata degli orsi.

Un miele medio contiene il 38% di fruttosio, il 31 % di glucosio e il 7 % di maltosio. Ma queste percentuali variano, e quanto piii è alta quella del glucosio tanto piii facilmente il miele si cristallizza. In ogni modo il miele col tempo si cristallizza quasi sempre e il processo può essere accelerato rimescolandolo. D’altra parte se il miele cristallizzato si conserva per mezz’ora a temperatura appena troppo calda esso si liquefa, e dopo è difficile che si cristallizzi di nuovo. L’industria tende a produrre il genere di miele più richiesto dal mercato. Il saccarosio, sia detto per inciso, non è presente nel miele, perché, pur essendo contenuto nel nettare dei fiori, gli enzimi della saliva delle api lo trasformano in glucosio e in fruttosio.

Il miele contiene inoltre sostanze volatili resinose e odorose, acidi organici e solitamente anche grani di polline, e vi sono differenze enormi di carattere e di qualità a seconda dei fiori da cui proviene. Il colore può variare dal bianco o crema, al marrone, rosso, purpureo, nero e perfino verde mare. Anche quando è fresco può essere sia denso sia molto liquido, come accade spesso coi mieli selvatici o tropicali. Ma a noi interessa soprattutto l’aroma, che può variare enormemente. Il miele più comune proviene dai prati di trifoglio e affini, dal trifoglio bianco a quello odoroso, all’erba medica e cosi via. Il miele di trifoglio è delicato ed è il migliore da usare normalmente in cucina; ma ne esistono qualità speciali aromatizzate, il miele ricavato dai fiori d’arancio, di pompelmo, di salvia, di eucalipto, di lampone, dalle conifere. Il miele di rosmarino proviene dai pendii mediterranei, i mieli resinosi dalle foreste di pino, quelli con profumo di fiori da Grasse presso Nizza e dalla Riviera italiana, oppure dai fiori alpini. Si può trovare miele di grano saraceno, di acacia, di uva spina, di sicomoro e perfino, come m’è capitato di leggere, miele verde contenuto in favi rossi e proveniente dall’Africa, e miele nero che arriva dal Brasile. Se qualcuno adopera in cucina queste ghiottonerie deve tener presente che non vanno cotte, perché questo farebbe disperdere gli aromi.

Il miele di certi fiori, come ad esempio quello dell’oleandro, è velenoso, e altri hanno effetto narcotizzante. Il miele derivato .dall’erica è diverso dagli altri essendo gelatinoso, e il migliore è pieno di bolle d’aria e non sgorga quando si taglia il favo. Esistono anche tipi di miele derivati da altre eriche; sono rossi e profumati, ma di una fluidità normale.

Quando cucinando si riscalda il miele, non solo se ne disperde il delicato aroma, ma si fa caramellare lo zucchero. Nei piatti crudi in cui è contemplato il miele, la scelta del tipo adatto è ardua, e c’è molto spazio per iniziative personali.

Un’eccellenza italiana per gli intolleranti al lattosio

Come non parlare poi del latte Granarolo Accadì? Perfetto per gli intolleranti al lattosio, è un esempio di come oggi, dopo la diagnosi, sia possibile continuare a mangiare con gusto! Il lattosio, infatti, viene scisso nei suoi zuccheri costituenti, ossia glucosio e galattosio.

In questo modo il latte, che contiene comunque una bassissima percentuale di lattosio, diventa più digeribile.

Detto questo non resta che provare a preparare la salsa. Impreziosita dalla senape in polvere, la brown sauce al miele e latte Granarolo Accadì è una vera delizia! Gustosa e profumata, riesce a dare carattere ai secondi di carne soddisfacendo perfettamente le esigenze degli intolleranti al lattosio. Provare per credere!

Ricette salse ne abbiamo? Certo che si!

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