Tanti semi per tante pietanze diverse!

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I semi da portare in tavola e come li possiamo usare al meglio?

Inutile dire che gli ingredienti da usare in cucina sono numerosi! Abbiamo proprio l’imbarazzo della scelta e, a volte, anche i più piccoli semi possono valorizzare i nostri piatti. Infatti, sul mercato ci sono innumerevoli alimenti “di base” che possiamo utilizzare per la preparazione delle nostre pietanze.

Abbiamo la carne e il pesce, la pasta, il riso, le verdure… Questo, però, è solo l’inizio: questi cibi sono un po’ le fondamenta dei nostri pasti e possiamo elevarne il sapore e il valore nutritivo, ma anche renderli più speciali, proprio scegliendo i giusti abbinamenti di semi.

Molte ricette vedono i semi come protagonisti e ce ne sono tantissimi che possiamo adoperare. Sicuramente, alcuni di essi li avete già usati almeno una volta e altri li utilizzate con costanza e con tranquillità, proprio perché ne conoscete bene il sapore… Con la nostra scuola di cucina, andremo a conoscerli tutti (o quasi!) e impareremo a sfruttarne le peculiarità. Pronti per questo viaggio? Andiamo a scoprire quali sono gli ingredienti che diventeranno ben presto i protagonisti delle vostre tavole.

Anice stellato

Dall’anice stellato ai semi di finocchio: non solo sapore…

In questa sezione della scuola di cucina di NonnaPaperina.it, andremo alla scoperta delle spezie e dei semi più amati e più utilizzati nel mondo. Tra questi, troveremo l’anice stellato, ma anche gli affascinanti e speciali chiodi di garofano, entrambi molto utili quando ci mettiamo all’opera di fronte ai fornelli e preziosi per chi predilige un’alimentazione sana e al tempo stesso sfiziosa.

Chiaramente, andremo alla scoperta degli ingredienti più noti, ma anche di quelli che stanno tornando in voga negli ultimi anni o che usiamo con gioia fin dall’antichità, e rivisiteremo le ricette in modo da poter preparare pietanze adatte anche agli intolleranti.

Parleremo di tanti ottimi alleati in cucina, quali i semi di sesamo, quelli di zucca, di chia, di papavero, di lino, di girasole e di finocchio. Passo dopo passo, vi renderete conto che questi alimenti ci aiutano a svecchiare il nostro consueto menu e a preparare piatti nutrienti, gustosi, semplici e raffinati come ad esempio il pane ai semi di lino o di zucca, oppure il budino di chia. Alcuni semi sono inoltre l’ideale per preparare insalate deliziose, salse come la tahina o la senape e numerosi prodotti da forno per tutti i gusti… In questa sezione scoprirete proprio ogni dettaglio!

semi di papavero

Dall’antichità ad oggi: il benessere apportato dai semi usati in cucina

Forse non ci avevate mai pensato, ma molti degli ingredienti vengono usati fin dall’antichità, proprio perché si rivelano dei validi alleati, sia dal lato del gusto che per quanto riguarda il nostro benessere. Infatti, i versatili semi che andremo a conoscere sono ricchi di macro e micronutrienti, in particolare di vitamine, minerali e antiossidanti.

Molti di essi sono persino carichi di omega 3 e di altri grassi sani in grado di favorire la salute dell’apparato cardiovascolare (soprattutto quelli di chia e di lino). Alcuni sono altamente consigliati all’interno di un’alimentazione vegana e vegetariana in quanto possono fornire un notevole apporto di proteine, soprattutto se vengono consumati abitudinariamente. Insomma, i semi sono decisamente molto utili in cucina e si presentano come un ingrediente prezioso sotto diversi punti di vista. Perciò, iniziamo a usarli insieme e con più costanza!

I chiodi di garofano meritano due parole

Il chiodo di garofano è una tra le più note spezie. È originario delle isole dell’Asia sudorientale, ma era già usato in Cina diversi secoli prima di Cristo ed era ben noto ai romani. È una delle spezie prodotte nell’Isola delle Spezie e un tempo era monopolio dei portoghesi e degli olandesi. Nel XVIII secolo la sua coltivazione venne estesa ad altri paesi tropicali, soprattutto Zanzibar, Madagascar e Indie Occidentali. I chiodi di garofano fioriscono soltanto vicino al mare, e oggi l’isola di Zanzibar è la più famosa per questa produzione. Se in una notte calda e afosa, quando i venti leggeri passano tra gli alberi, ci si avvicina all’isola controvento, si può sentire l’odore dei chiodi di garofano prima ancora d’avere avvistato la terra.

La pianta del chiodo di garofano è alta circa 9 metri; è un semplice sempreverde con grappoli di fiori cremisi. In pratica fiori se ne vedono pochi perché, nonostante tutta la pianta sia aromatica, i germogli lo sono particolarmente e vengono colti prima che si schiudano. I germogli freschi sono rosa. Fatti essiccare attentamente su foglie di palma o a calore moderato, assumono un colore marrone rossiccio: diventano cosi quei chiodi di garofano che siamo abituati a vedere.

I chiodi di garofano variano molto per dimensioni, aspetto e sapore piccante a seconda dell’età e del luogo di provenienza. Dovrebbero avere una forma ben determinata ed essere oleosi e pienotti, non raggrinziti e polverosi. Comunque i chiodi di garofano hanno un aroma talmente forte che non è necessario comprarli freschi ogni volta come invece può essere necessario per altre spezie.

Non sono buoni solo in cucina!

Il particolare aroma dei chiodi di garofano è dovuto a un olio essenziale che purtroppo è ben noto a chi va dal dentista. È un antisettico potente e penetrante, il che rende il chiodo di garofano doppiamente prezioso nei sottaceti, nelle marinate, nei brodi e nei curry.

I chiodi di garofano vanno acquistati interi e non polverizzati; se c’è bisogno d’averne un po’ in polvere si possono facilmente schiacciare. Si adoperano spesso conficcati in una cipolla e in mille altri modi, dai brodi agli intingoli, dal coq au vin al prosciutto con chiodi di garofano e zucchero nero. Si adoperano anche con le mele, e a volte si eccede. In Oriente rientrano in molti tipi di curry, spesso insieme al cardamomo e alla cannella, e in ogni tipo di salamoia.

In Italia sono un ingrediente essenziale del salmi ed entrano in molti altri piatti. Infine i chiodi di garofano sono compresi in quasi tutte le ricette per i vini speziati e per molti liquori. In un certo senso si tratta di un ingrediente difficile da adoperare perché è facile esagerare un po’ e allora l’aroma diventa troppo forte e invadente.

Ma è una spezia di cui è difficile fare a meno; per dare un esempio della giusta dose si pensi che un solo chiodo di garofano è sufficiente per uno stufato di manzo. Il manzo risulta molto meno saporito senza di esso. D’altra parte l’impiego del chiodo di garofano con l’aceto, sia nei sottaceti sia mischiato ad altre spezie per il pesce marinato, può dare un aroma piuttosto fastidioso.

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02-06-2017
Scritto da: Tiziana Colombo
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