Ecco 10 cibi insospettabili in cui è presente il glutine

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Celiachia: ecco i cibi insospettabili dove si puo’ trovare il glutine

Oggi parliamo di cibi insospettabili dove puoi trovare il glutine. In questi ultimi anni sempre più persone, tra adulti e bambini, scoprono di essere intolleranti al glutine, ovvero devono escludere in modo permanente dalla loro dieta tutti quei cibi che contengono questa sostanza proteica che è notoriamente presente nel grano, nell’orzo, nel frumento, nel kamut e nella segale.

Per evitare l’insorgere di disturbi legati all’assimilazione di glutine, non basta però eliminare quegli alimenti come pane, pasta, pizza, biscotti: se si vuole essere certi di nutrirsi in modo adeguato, è infatti necessario prestare molta attenzione anche a tutti quei cibi che contengono nella loro preparazione anche solo una minima parte di questa proteina del grano.

Ecco perché è molto importante conoscere l’abc della dieta del celiaco e leggere sempre, su tutti i prodotti alimentari, l’etichetta sulla quale vengono scritti gli ingredienti, in cerca della scritta “senza glutine”. Alcuni cibi insospettabili, infatti,  potrebbero “nascondere” tracce di glutine e il rischio di contaminazione è elevato.

Glutine? No, grazie!

Ecco la lista di dieci cibi in cui forse non sai che ci potresti trovare tracce di glutine:

    • Salsa di soia: potrebbe essere ingannevole il suo nome, ma fate attenzione non sempre infatti è composta da sola soia (talvolta contiene grano e orzo). Leggete con attenzione che sull’etichetta ci sia scritto “gluten free”.
    • Ghiaccioli: ebbene sì proprio loro, il simbolo dell’estate per eccellenza! Al loro interno potrebbero nascondersi tracce di glutine utilizzato come addensante.
    • Bevande alcoliche: partendo dalla vodka fino ai distillati bisogna stare attenti perché potrebbero essere aggiunti aromi e sostanze a rischio, quindi sono idonei solo se puri, cioè tal quali senza aggiunta di aromi, coloranti o altri additivi. Mentre i liquori sono sempre a rischio.
    • Barrette di cioccolato: tra i loro ingredienti può celarsi amido o farina di grano.
    • Caramelle: bisogna sempre assicurarsi che non contengano aromi e altre sostanze ricche di glutine.
    • Prosciutto cotto: in questo caso il glutine viene apportato in fase di lavorazione come salagione a secco o in salamoia per mezzo di additivi. Accertatevi di acquistarne uno gluten free.
    • Condimento per insalate: vengono usati spesso amido e farina di mais per aumentarne la cremosità.
    • Gelati: ricordatevi di assicurarvi che non sia presente il glutine come agente legante e che sia presente la scritta SENZA GLUTINE sulle confezioni.
    • Formaggi fusi, a fette e spalmabili: spesso ricchi di addensanti e aromi, potrebbero essere il trionfo del glutine.
    • Curry: le spezie tale e quali sono idonee, ma il curry, essendo un mix di spezie addizionato con amidi, inseriti per prevenire  agglomerazioni, è un prodotto a rischio.

Il consiglio finale è sempre e soltanto uno:  è indispensabile imparare l’ABC della dieta gf e consumare gli alimenti a rischio solo se mostrano la dicitura “senza glutine”, oppure se sono presenti nel Prontuario tenuto aggiornato costantemente punto dall’associazione stessa, ed è consultabile online.

Cibi insospettabili ? Un aiuto arriva dal prontuario

Si ringrazia Sara Quartarella (Responsabile Comunicazione presso AIC Umbria) per la preziosa collaborazione

Liquori
Sono ottenuti con trasformazione a freddo (macerazione, infusione, ecc.) partendo dall’alcol etilico o da altri liquidi alcolici, mescolati con sciroppo di zucchero ed aromatizzati, chiarificati, colorati, ecc.
Questa categoria è considerata ”a rischio”. Pertanto possono essere consumati con tranquillità solo quei liquori che sono presenti in Prontuario degli Alimenti, o riportanti la dicitura “senza glutine” ai sensi del Reg. 41/2009, o che sono prodotti artigianalmente in casa e di cui pertanto si possono controllare il processo produttivo e gli ingredienti utilizzati.

Distillati
I distillati o acquaviti sono ottenuti tramite distillazione:
assenzio, brandy, cachaça, calvados, cognac, gin, grappa, rum, tequila, vodka, whisky, ecc.
Questa categoria è libera se il distillato è puro (tal quale) senza aggiunta di aromi, coloranti o altri additivi. Quindi, facendo un esempio: la vodka è libera, ma la vodka alla pesca è a rischio. Non sempre la presenza di altre sostanze si rende evidente dalla semplice lettura del nome del prodotto, come in questo caso, pertanto si consiglia di leggere attentamente l’etichetta prima di consumare un distillato.
Ovviamente, un prodotto “derivato” da distillato e contenente anche altri ingredienti (es. prodotti “a base di …”) ricadrebbe ugualmente tra le bevande alcoliche a rischio e può essere consumato solo se presente in Prontuario o se riporta la dicitura “senza glutine” ai sensi del Reg. 41/2009.

Whisky, vodka e gin: i recenti risultati degli studi promossi dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti) e finalizzati alla ricerca dell’eventuale presenza di tracce di glutine nei distillati da cereali contenenti glutine ne hanno confermato l’assenza in queste bevande. Il processo produttivo tramite distillazione, infatti, è tale per cui il prodotto finito non può contenere glutine né esserne contaminato. provenienza sito AIC

E un aiuto da Nonnapaperina con questa ricetta! Il cartoccio di sgombro al vapore

Fra i cibi insospettabili anche il tabasco.

Il cartoccio di sgombro al vapore è un secondo piatto che rivisita leggermente – ma in modo intelligente – la tradizione dei cartocci. Di base l’unico elemento di differenziazione, che incide sul risultato finale, riguarda la modalità di cottura. In questo caso si usa il vapore al posto del forno. Nello specifico i cartocci, dopo essere stati accuratamente preparati e porzionati, vengono poggiati su una graticola, adagiata sui bordi di una pentola con acqua in ebollizione. Ovviamente a rendere possibile questo metodo, e la sua efficacia in tempi relativamente brevi, sono le caratteristiche dei due pesci, che presentano carni tenere e delicate. A emergere è soprattutto il sapore dello sgombro. Si tratta di un pesce davvero salutare, molto reperibile e relativamente poco costoso.

Assomiglia molto al tonno da questo punto di vista, benché proponga un sapore più delicato e meno corposo. Per il resto stiamo parlando di un pesce azzurro, dunque di un pesce con il più elevato apporto calorico. Nella fattispecie, un etto di sgombro (al netto della pulitura) apporta circa 260 calorie, un contenuto quasi pari alle migliori carni rosse. Per il resto lo sgombro è ricco di acidi grassi omega tre, che fanno bene al cuore, alla vista e alle performance cognitive. Buono è anche il contenuto di fosforo, che esercita il medesimo affetto. L’unico difetto dello sgombro, come abbiamo visto, risiede nella portata calorica. Tuttavia, basta non esagerare per ottenere degli eccellenti benefici.

Un approfondimento sui gamberetti

Un’altra specie ittica protagonista del cartoccio di sgombro al vapore sono i gamberetti. I gamberetti sono tra i crostacei più amati, che spiccano per un sapore delicato e per una certa versatilità. Nonostante un’elevata concentrazione di acidi grassi omega tre, che fanno decisamente bene alla salute, i gamberetti sono moderatamente leggeri. Un etto di gamberetti, infatti, raramente supera le 100 kcal. Contengono anche tanta vitamina D, come buona parte dei crostacei. La vitamina D, per inciso, rappresenta un vero toccasana per il sistema immunitario, rafforzandolo sotto molti punti di vista.

I gamberetti rappresentano una discreta fonte di proteine, che formano il 17% della loro struttura. Discorso simile per i sali minerali, e in particolar modo per il già citato fosforo. In occasione di questa ricetta i gamberetti vanno semplicemente spezzettati, inseriti nei cartocci con lo sgombro e cotti al vapore.

Cartoccio di sgombro al vapore

Scalogno o cipolla per il cartoccio di sgombro al vapore?

La ricetta del cartoccio di sgombro al vapore prevede l’impiego dello scalogno al posto della cipolla, in genere indicata in questi casi. Perché abbiamo optato per questa scelta? Per rispondere alla domanda è necessario comprendere le differenze tra cipolla e scalogno. Di norma il sapore della  cipolla è pungente e deciso (specie nella varietà dorata), invece lo scalogno è più aromatico e delicato. Dunque si può affermare che lo scalogno sia più adatto in questo tipo di preparazioni, poiché capace di valorizzare il sapore delicato delle due specie ittiche chiamate in causa. Dal punto di vista nutrizionale, invece, vi sono poche differenze tra lo scalogno e la cipolla. Entrambe presentano una discreta dose di antocianine, che agiscono a protezione dei meccanismi di riproduzione cellulare, riducono lo stress ossidativo e aiutano a prevenire il cancro.

Lo scalogno è ricco di vitamina C, anch’essa capace di esercitare una funzione antiossidante e in grado di potenziare il sistema immunitario. Lo scalogno contiene anche la vitamina A, che fa bene alla vista e non solo. Inoltre è un toccasana per la circolazione, in quanto aiuta a prevenire l’arteriosclerosi e a risolvere eventuali stati ipertensivi L’apporto calorico, infine, è estremamente basso, pari a 72 kcal per 100 grammi.

L’importante contributo del tabasco

Uno dei punti di forza del cartoccio di sgombro al vapore risiede nei condimenti. Essi sono abbondanti e ben selezionati. In parole povere valorizzano lo sgombro e i gamberetti, senza coprirne il sapore. Tra i condimenti utilizzati nella ricetta spicca il tabasco. Si tratta di una salsina molto liquida di origine messicana, realizzata con svariati ingredienti, tra cui l’aceto e il peperoncino. Il peperoncino, se assunto nelle dosi giuste, fa bene alla salute in quanto giova all’apparato cardiovascolare gravato da ipertensione.

Il tabasco conserva alcune proprietà del peperoncino, il riferimento è in particolar modo alla capsaicina, un potente antiossidante che aiuta a prevenire il cancro. La capsaicina è la sostanza responsabile del sentore piccante del tabasco, che ha un sapore moderatamente acre. Di base è una salsa semplice da realizzare in grado di regalare ottime soddisfazioni, soprattutto se viene abbinata con lo sgombro e i gamberetti, tuttavia viene in genere impiegata per le carni rosse.

Ecco la ricetta del cartoccio di sgombro al vapore:

Ingredienti per 4 persone:

  • 450 gr. di filetti di sgombro,
  • 120 gr. di gamberetti puliti,
  • 1 scalogno,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 2-4 gocce di tabasco,
  • 1 cucchiaino di pasta di acciughe,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione del cartoccio di sgombro al vapore iniziate pulendo lo scalogno e facendolo a fette sottili. Poi spezzettate i filetti di sgombro e i gamberetti, infine trasferiteli in una ciotola e integrate l’aglio tritato, lo scalogno, il tabasco, la pasta di acciughe e un po’ di sale. Mescolate il tutto con cura, poi ritagliate la carta forno in modo da ricavare quattro rettangoli da 25 x 35 cm. Su ognuno di essi distribuite un quarto del composto. Poi chiudete i rettangoli formando un classico cartoccio e poneteli sulla graticola.

Versate in una grande pentola dell’acqua in modo da raggiungere i tre quarti della capienza, poi riscaldate l’acqua e poggiate la graticola sui suoi bordi. Coprite il tutto con un coperchio sufficientemente grande e cuocete i cartocci al vapore a fuoco moderato per un’oretta. Se l’acqua evapora troppo in fretta, integrate il tutto aggiungendone un altro po’. Quando i cartocci sono cotti, apriteli e distribuiteli subito nei piatti. Buon appetito.

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02-08-2016
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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