Chutney piccante all’ananas: la salsa perfetta

Chutney piccante all’ananas

Dalla cucina indiana Chutney piccante all’ananas

Ci sono situazioni che risultano particolarmente difficili per chi soffre d’intolleranza al lattosio o al glutine. Una di queste riguarda le salse, che spesso sono caratterizzate proprio dalla presenza di latte o besciamella nella ricetta.

Come risolvere la situazione? Aguzzando un po’ l’ingegno, armandosi di amore per la cucina e cercando alternative utili senza sacrificare il gusto.

Tutto questo oggi per fortuna è molto facile e oggi voglio aiutarvi ancora una volta a capire perché parlandovi del chutney piccante all’ananas.

Cos’è il chutney?

Il chutney – termine che deriva dalla parola araba ‘chatni’, il cui significato è ‘fortemente speziato’ – è una salsa agrodolce tipica della cucina indiana. Importata in territorio europeo attorno al XVII secolo, la ricetta di questa salsa è una vera e propria manna per chi ama lasciarsi andare alla creatività in cucina.

La variante più celebre è a base di mango ma, come è chiaro dalla ricetta di cui sto parlando oggi, le alternative sono tantissime.

L’ingrediente principale si può ovviamente scegliere mixando frutta e verdura, ma quello che non deve mai mancare sono le spezie, fondamentali per insaporire il mix.

Il chutney può essere apprezzato in un ristorante indiano ma anche preparato a casa – è molto più divertente – a patto di fare attenzione a non utilizzare pentole di ferro od ottone, per non rischiare che la salsa assuma un sapore eccessivamente metallico.

Le soluzioni per mangiare bene quando si soffre d’intolleranza al lattosio sono davvero tantissime e buonissime, non c’è che dire!

Chutney piccante all’ananas

Benefici dell’ananas, alleato della digestione

Questa salsa agrodolce non è solo caratterizzata da un mix inconfondibile tra sapori diversi, ma anche dalla presenza di un ingrediente super benefico come l’ananas.

Quali sono le principali proprietà di questo frutto tropicale? Inizio a ricordare prima di tutto i vantaggi per la digestione, legati in particolare alla presenza di un enzima noto come bromelina.

Ottima soluzione diuretica, l’ananas contiene anche tanta vitamina C, che aiuta tantissimo a prevenire l’invecchiamento agendo anche sull’efficienza del sistema immunitario.

La ricetta di questa salsa arriva da lontano e ha avuto successo in Occidente grazie a uno straordinario incontro tra sapori diversi, in questo caso ingentilito dal gusto dell’ananas.

Realizzata con ingredienti che oltre ad essere buoni fanno anche bene, questa meravigliosa salsa agrodolce ci aiuta a ricordare che la cucina per gli intolleranti al lattosio non è affatto sinonimo di sacrifici alimentari! Provare per credere!

Ingredienti

  • gr 250 di ananas pelato e privato del torsolo
  • gr 125 di zucchero di canna bianco
  • gr 80 di aceto di riso
  • gr 5 di zenzero fresco e grattugiato
  • Qualche fettina di peperoncino fresco a seconda dei propri gusti

Preparazione

Tagliate l’ananas a cubetti di circa 1 cm e uniteli ai restanti ingredienti avendo l’accortezza di mescolare bene il tutto prima di mettere a cuocere il Chutney.

Con l’aiuto di un tegame, mettete il tutto su fuoco vivo e cuocete fino a raggiungere i 105°C.

Ora versate il chutney ancora caldo in un vaso di vetro con chiusura ermetica e chiudete il coperchio. In questo modo, potrà durare diverso tempo, anche a temperatura ambiente.

Una volta aperto il vaso conservate in frigorifero.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


20-09-2015
Scritto da: Tiziana Colombo
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