Bavarese alla pesca, un dolce speciale adatto ai celiaci
Tutta la bontà del bavarese alla pesca
Avete voglia di un dolce speciale? La bavarese alla pesca è quello che ci vuole per uscire dalla routine e per soddisfare ogni palato. Fa parte dei dolci al cucchiaio e useremo ingredienti deliziosi come appunto le pesche, ma anche il limone, la panna fresca e lo zucchero, e il risultato sarà sorprendente!
Questo dolce al cucchiaio piace praticamente a tutti e vi permette di fare ogni volta una bellissima figura, anche perché utilizzeremo un alimento molto speciale: la pesca. La pesca è il frutto del Prunus persica vulgaris, un albero originario della Cina e diffuso da tempi remotissimi in altre parti dell’Asia, e in seguito anche in Europa. Viene oggigiorno estesamente coltivato in diverse parti del mondo.
Le numerose varietà conosciute si possono dividere in due categorie: pesche a buccia vellutata, o propriamente dette, e pesche a pelle liscia, o pesche noci. Tanto le une che le altre si dividono in due classi distinte: pesche spiccagnole, o spaccarelle o partitoie, nelle quali il nocciolo è libero e si stacca facilmente dalla polpa, e pesche duracine, nelle quali il nocciolo aderisce tenacemente alla polpa.
Nei nostri mercati si trova da fine maggio a settembre. Scegliete frutti da abbastanza sodi a leggermente maturi, di colore proprio delle varietà. Evitate frutti molto duri, immaturi o troppo maturi e con scorticature o segni di deterioramento. Lasciate maturare i frutti a temperatura ambiente finché risultano abbastanza soffici da essere mangiati.
Ricetta bavarese alla pesca
Preparazione bavarese alla pesca
- In un pentolino fate scaldare poca acqua e scioglietevi il kuzu (circa 3 minuti). Lavate e asciugate velocemente le pesche, poi togliete il nocciolo e tagliate a tocchetti.
- Nel bicchiere del frullatore mettete le pesche, lo zucchero e il succo di limone.
- Aggiungete ora il kuzu che avete sciolto.
- Montate la panna ben fredda e incorporatela delicatamente al composto.
- Spolverizzate con lo zucchero a velo 8 stampini monoporzione e versatevi il composto ottenuto. Lasciate in frigorifero almeno 4 ore.
- Al momento di servire sformate le bavaresi su piatti da dessert e decorate con fettine di pesca a piacere.
Ingredienti bavarese alla pesca
- 400 gr. di pesche
- 150 gr. di zucchero
- 1 cucchiaio di kuzu
- 1 limone spremuto
- 5 dl. di panna fresca consentita
- q. b. di zucchero a velo
Le qualità del kuzu
Il kuzu è un amido ricavato dalla radice della Pueraria Japonica, pianta rampicante che cresce nei terreni vulcanici. Lo si compera in tocchetti (simile a gessetti bianchi) o in polvere, e viene utilizzato in cucina per addensare zuppe, minestre e dolci, ma soprattutto per usufruire delle sue grandi proprietà curative.
L’amido del kuzu, che possiamo usare per la preparazione della bavarese alla pesca, può disinfiammare, lenire e stimolare la guarigione di tutto il tratto digerente. Inoltre svolge un’attività trofica e tonificante a livello del colon ed è utilissimo per controllare anche le forme di diarrea più resistenti.
Insomma, il kuzu è davvero un ingrediente interessante e un rimedio vincente per molte problematiche: provatelo in questa buonissima ricetta della bavarese alla pesca e fatemi sapere che ne pensate!
La bavarese alla pesca è adatta a chi soffre di intolleranze alimentari?
La bavarese alla pesca, nella variante che vi presento qui, è adatta ai celiaci ma non agli intolleranti al lattosio. I celiaci infatti si avvantaggiano dell’assenza della farina, che viene sostituita dal kuzu, un amido che come abbiamo visto svolge una funzione addensante. Gli intolleranti al lattosio, invece, trovano problematica la presenza della panna che di norma è ricca di lattosio.
Tuttavia basta sostituire la panna con una versione delattosata per risolvere il problema, a tal proposito potete trovarla con facilità in tutti i supermercati. Il processo di delattosamento consiste nella disgregazione (tramite enzima lattasi) del lattosio in due zuccheri semplici. Proprio per questo motivo il prodotto delattosato potrebbe risultare un po’ più dolce rispetto al prodotto standard. Tuttavia non si tratta di un difetto, ma di un valore aggiunto, visto che stiamo comunque parlando di un dessert.
La conservazione della bavarese alla pesca deve avvenire in frigorifero a una temperatura tra i due e i quattro gradi. Risulta necessario proteggere la superficie con pellicola o contenitori ermetici per evitare l’ossidazione della frutta e l’assorbimento di odori. La struttura, stabilizzata dalla gelatina, mantiene le caratteristiche per un massimo di quarantotto ore. Il congelamento è sconsigliato poiché la fase di decongelazione compromette la stabilità dell’emulsione tra panna e crema, causando una sgradevole perdita di siero e compattezza.
Come arricchire la bavarese di pesca
La ricetta della bavarese alle pesche consta di una manciata di ingredienti. Ciò non implica però che non possa essere ulteriormente arricchita, aggiungendo ad esempio nell’impasto la cannella, la vaniglia, lo zenzero e l’anice stellato.
La cannella conferisce al dessert una nota aromatica spiccata, calda e avvolgente, che ne amplifica la dolcezza. Badate bene, la cannella è una delle spezie più forti in assoluto, dunque impiegate quantità davvero minime. La vaniglia invece aggiunge una nota morbida e spiccatamente dolce, inoltre è una spezia molto versatile che si abbina indistintamente ai latticini, al cioccolato e alla frutta.
Lo zenzero infine aggiunge un tocco pungente e quasi piccante, ma anche una certa freschezza che conferisce al dessert un leggero carattere esotico. Per concludere, l’anice stellato garantisce una dolcezza aggiuntiva e un carattere erbaceo che aumenta la profondità organolettica del budino, creando un bel contrasto con le note più fruttate.
Cosa bere con la bavarese alla pesca?
Per individuare l’abbinamento corretto della bavarese alla pesca è necessario tenere conto di un particolare: la presenza della pesca conferisce una spiccata componente aromatica e un’acidità naturale. Questo aspetto deve essere bilanciato da un vino con caratteristiche specifiche, ovvero dotato di un residuo zuccherino adeguato e di una freschezza capace di pulire il palato dalla componente grassa della panna.
A tal proposito può andare bene un Moscato d’Asti, le cui note di fiori bianchi e salvia si integrano con il profilo del frutto. Inoltre il Moscato d’Asti vanta una bassa gradazione alcolica e una spiccata presenza di anidride carbonica naturale, che permettono di valorizzare la consistenza vellutata del dolce, garantendo una persistenza gustativa che non copre la delicatezza della pesca gialla o bianca.
Tuttavia, se la bavarese viene preparata con pesche nettarine o varietà particolarmente mature e dolci, si può optare per un vino da vendemmia tardiva o un passito leggero, come il Moscato di Pantelleria. In questo caso si segnala una maggiore concentrazione di zuccheri del vino, che interagisce bene con la densità del dessert. Parallelamente le note di albicocca e miele tipiche del passito creano un legame diretto con la componente fruttata della preparazione. Mi raccomando, evitate spumanti secchi o classici brut, poiché producono una sensazione di eccessiva asprezza a contatto con la dolcezza del dessert, alterando la percezione degli aromi naturali del frutto.
Per un abbinamento non alcolico vi consiglio un tè Oolong ad ossidazione leggera. Questo tipo di tè presenta sfumature floreali e una naturale dolcezza, che accompagna la bavarese senza l’aggiunta di ulteriori zuccheri. Occhio alla temperatura di servizio della bevanda, che deve essere mantenuta tiepida o fresca, ma mai ghiacciata per evitare uno shock termico che renderebbe la gelatina della bavarese troppo rigida durante la deglutizione.
Quali spezie integrare nella bavarese alla pesca?
Ebbene si, la bavarese alla pesca può trarre beneficio dall’aggiunta delle spezie. Essa permette di elevare il profilo aromatico della preparazione, trasformando un classico della pasticceria in una variante più complessa. Ovviamente la scelta della spezia deve avvenire in funzione della varietà di pesca utilizzata e del risultato gustativo desiderato. Di base si potrebbe dare una possibilità a vaniglia, zenzero, cardamomo, anice stellato e fava di Tonka.
La vaniglia rappresenta l’opzione fondamentale per creare un raccordo tra la base di crema inglese e la polpa del frutto. Lo zenzero fresco, invece, specie se lasciato in infusione nel latte caldo prima della filtrazione, apporta una nota pungente e agrumata che bilancia la dolcezza del dessert. La componente piccante dello zenzero, per quanto paradossale possa sembrare, garantisce una sensazione di freschezza che valorizza la natura estiva della pesca.
Il cardamomo verde costituisce una soluzione suggestiva, particolarmente indicata per pesche a polpa bianca. I semi estratti dai baccelli devono essere pestati finemente e aggiunti alla base liquida. La loro nota balsamica e leggermente mentolata pulisce il palato e sottolinea le sfumature aspre del frutto. Dal canto suo l’anice stellato, magari inserito in infusione singola, apporta un aroma di liquirizia molto delicato, capace di rendere più profondo il sapore della pesca nettarina. Infine la fava di Tonka grattugiata in piccole dosi inserisce sentori di mandorla e tabacco, che si sposano bene con la componente grassa della panna, fornendo una perfetta chiusura gustativa.
Mi raccomando, prestate attenzione alle dosi poiché un eccesso di spezie potrebbe coprire completamente l’aroma della pesca, che deve rimanere il fulcro della preparazione. Nondimeno le spezie non devono essere aggiunte direttamente alla purea di frutta a freddo, ma preferibilmente durante la cottura della crema. Solo in questo modo si ottiene una trasmissione corretta degli aromi.
FAQ sulla bavarese alla pesca
A cosa fa bene la pesca?
La pesca è ricca di vitamina A, C ed E, che favoriscono la salute della pelle e rafforzano il sistema immunitario. Contiene anche fibre utili per migliorare la digestione e per regolare il transito intestinale. Grazie al potassio supporta la salute cardiovascolare e il controllo della pressione del sangue. Inoltre, con l’ausilio degli antiossidanti, protegge le cellule dall’invecchiamento e dai danni ossidativi.
Qual è la migliore pesca per i dessert?
La pesca gialla è ideale per i dessert grazie alla sua polpa succosa e saporita, che resiste bene alla cottura e mantiene il suo gusto intenso. Per preparazioni più delicate, come gelati o mousse, si preferisce la pesca bianca, che ha un sapore più dolce e aromatico.
Cos’è il kuzu?
Il kozu, o più precisamente kuzu, è un amido estratto dalla radice della pianta Pueraria lobata. È utilizzato nella cucina giapponese per addensare salse, zuppe e dessert grazie alla sua capacità di creare una consistenza vellutata e trasparente. Ha proprietà digestive ed è apprezzato anche in ambito fitoterapico.
Che dessert è la bavarese alla pesca?
La bavarese alla pesca è un dessert cremoso a base di crema inglese, gelatina e panna montata, che le conferiscono una consistenza soffice e vellutata. Può essere aromatizzata con vaniglia, cioccolato o frutta. Inoltre può essere servita fredda ed è spesso accompagnata da salse dolci e frutta fresca per esaltarne il sapore.
Ricette con pesche ne abbiamo? Certo che si!
TI POTREBBE INTERESSARE
Panna cotta alla menta con glassa al cioccolato,...
Panna cotta alla menta con glassa al cioccolato e intolleranze alimentari La panna cotta alla menta con glassa al cioccolato è un dessert elegante, fresco e scenografico, ma dal punto di vista...
Torta di liquirizia e carruba: dolce per la...
Torta di liquirizia e carruba: come si comporta con le intolleranze La torta di liquirizia e carruba può trovare spazio in una cucina inclusiva, ma va valutata con attenzione in base agli...
Torta langarola di nocciole, dal Piemonte un dolce...
Torta langarola di nocciole: senza glutine, senza lattosio e vegetariana Se devo dirvi qual è la cosa più importante di questa torta, è proprio la sua “inclusività”: la torta langarola di...




















