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Farina di teff – un cereale senza glutine poco conosciuto

filone di pane rustico fatto con farina di teff

Farina di teff:  se vi capita di leggerlo in etichetta, sappiate che non è una moda del momento. È un cereale minuscolo, macinato fine, che dà impasti dal colore caldo e dal sapore pieno. E quando in casa c’è qualcuno che deve stare attento al glutine, avere una farina “diversa dal solito” può fare davvero comodo.

Qui la usiamo con buon senso: non per fare la gara alla farina più strana, ma per portare in tavola pane, dolci e piatti semplici con una resa concreta. Se vi piace l’idea di una dispensa senza glutine più varia, date un’occhiata anche a questa guida alle farine senza glutine. E se volete un esempio goloso da tenere come ispirazione, vi lascio i muffin con farina di teff (giusto per capire che sapore può dare).

Consiglio della nonna: se vi serve una farina adatta a una dieta senza glutine, controllate sempre che in confezione ci sia la dicitura “senza glutine”. Anche quando un cereale nasce senza glutine, la sicurezza passa dall’etichetta.

La farina di teff è bella proprio perché “sta in mezzo”: è più rustica della farina di riso, meno neutra degli amidi, e spesso dà una spinta in più a profumo e colore. Nelle torte ci regala una nota che ricorda cacao e frutta secca; nei pani dà una crosta più scura e un interno morbido, se la guidiamo bene con un mix sensato.

In questa pagina pilastro trovate tutto quello che serve per usarla senza inciampi: da dove arriva, che differenza c’è tra teff chiaro e scuro, come si comporta negli impasti senza glutine, e come gestirla se avete sensibilità come FODMAP o nichel. L’idea è farvi risparmiare prove buttate e portarvi dritti al risultato.

farina di teff

Farina di teff: guida pratica per impasti

Cos’è il teff e da dove arriva

Il teff è una pianta della famiglia delle graminacee: in pratica, un cereale vero e proprio. In italiano lo trovate spesso scritto anche “tèff” o “tef”, e nasce come alimento di base in Etiopia ed Eritrea. Il bello è che, nonostante il chicco sia piccolo, dà farina e anche “granella” da cuocere come si fa con altri cereali.

Quando lo macinate, non ottenete una farina bianca e impalpabile come il frumento: qui la macinazione lavora un chicco minuscolo e porta in farina un’idea più “intera”. Questo spiega perché, anche in piccole dosi, il teff cambia subito colore e presenza dell’impasto.

Lo sapevi che… il teff viene spesso descritto come uno dei cereali più piccoli. Questo dettaglio, in cucina, si traduce in una farina che “si sente” anche quando la usate in un mix.

Nella cucina etiope il teff è legato all’injera, un grande pane morbido e spugnoso, usato anche come “piatto” e come cucchiaio. Se siete curiosi di vedere com’è fatto, sul sito trovate anche l’injera con farina di teff (così vi fate un’idea visiva di consistenza e colore).

Oggi il teff gira anche nelle nostre cucine perché amplia le scelte senza glutine. E quando una farina entra in dispensa, poi chiede solo una cosa: capire dove rende meglio, senza aspettarsi che faccia “tutto da sola”.

pancakes con farina di teff

Che sapore ha e quale tipo scegliere

Se non l’avete mai assaggiata, la prima cosa da sapere è che la farina di teff non è neutra. Ha un gusto pieno, con una nota che può ricordare la frutta secca e, in certi impasti, anche un’ombra di cacao. Questo la rende molto adatta ai dolci “da credenza” e ai pani dal profilo rustico.

In commercio trovate teff chiaro e teff scuro (spesso chiamato anche rosso). Il chiaro tende a stare più “dolce” e delicato, mentre lo scuro dà un segno più deciso su colore e gusto. Se state iniziando, potete partire dal chiaro nei dolci e usare lo scuro nei pani o nei biscotti.

Un trucco semplice è ragionare per abbinamenti: il teff sta bene con vaniglia, cannella, agrumi, frutti rossi, miele, cioccolato fondente. Nel salato, invece, si sposa con semi, erbe, olio buono, verdure dal gusto pieno come zucca e funghi.

Se in casa avete palati “delicati”, non serve rinunciare: basta usarlo in quota più bassa dentro un mix, così vi prende il gusto senza coprire tutto. La cosa importante è non forzarlo in ricette dove cercate un risultato chiarissimo e neutro: lì vi delude.

impasto per dolci con farina di teff

Come si comporta negli impasti senza glutine

La farina di teff è senza glutine, quindi negli impasti non crea quella rete elastica tipica del frumento. In pratica: da sola tende a sbriciolarsi o a restare “compatta”, a seconda di quanta acqua assorbe e di che tipo di impasto state facendo. Qui entra il lavoro furbo: mix ben pensati, tempi di riposo e leganti adatti.

Nei pani e nelle focacce, il teff dà sapore e colore ma va accompagnato con farine più leggere e con un legante (per esempio psillio o gomma di guar, quando la ricetta lo prevede). Se cercate un esempio collaudato, sul sito c’è un mix di sorgo e teff che mostra bene la logica del blend.

Te lo dico io: nei mix senza glutine, il teff funziona meglio quando non “fa il protagonista”. Usatelo per dare gusto e colore, e lasciate che la struttura la costruisca il mix.

Nei dolci, invece, spesso si comporta in modo più semplice. In torte soffici e muffin potete sostituire una parte della farina principale con teff: vi regala sapore e un colore più caldo. Se l’impasto vi sembra troppo denso, non spaventatevi: il teff beve molto, quindi a volte serve solo un po’ più di liquidi o un riposo di qualche minuto prima di infornare.

Un’altra cosa utile: il teff ama gli impasti che non hanno fretta. Un breve riposo dopo aver mescolato aiuta a “stabilizzare” la consistenza, e vi evita di inseguire l’impasto con aggiunte continue. Piccolo gesto, grande pace.

biscotti con farina di teff

Dove usarla ogni giorno: dolce, salato, addensare

Se volete inserirla davvero nella routine, pensate alla farina di teff come a una spezia “in formato farina”: poca cambia tanto. Una quota in un plumcake, in biscotti rustici, in frolle senza glutine, e vi ritrovate con un sapore più pieno senza complicazioni. Anche le crêpes e i pancake la reggono bene, perché lì la struttura non deve “tirare” come nel pane.

Nel salato potete usarla per piadine più scure, per polpette di verdure, per dare corpo a impasti di burger vegetali, oppure come piccola parte in una panatura che volete più scura e saporita. E quando vi serve addensare una zuppa o una crema di verdure, una punta di teff può fare da sostegno, senza portare il gusto “farinoso” che a volte danno altri addensanti.

Per i pani, la chiave è il mix: se vi interessa restare nel mondo dei cereali “parenti”, potete leggere anche la guida alla farina di sorgo, perché teff e sorgo spesso stanno bene insieme nei blend senza glutine.

E non dimenticate una cosa pratica: il teff scurisce in cottura. Quindi, se state preparando un dolce chiaro con frutta gialla o crema, tenetelo in conto. A volte è meglio usarlo in piccola quota e lasciare che il colore lo facciano gli ingredienti sopra.

crostata di mirtilli con farina di teff

Teff e intolleranze: cosa sapere (glutine, FODMAP, nichel)

Partiamo dal punto più comune: il teff è un cereale senza glutine. Se siete celiaci o dovete evitare il glutine, la regola resta quella dell’etichetta “senza glutine”, perché è lì che trovate la garanzia utile in cucina di casa. Per un riferimento chiaro e aggiornato sui cereali ammessi, potete approfondire qui.

Sul lattosio, invece, la farina di teff non pone problemi: è una farina vegetale, quindi il tema semmai è cosa ci mettete dentro. Questo è un vantaggio comodo, perché potete costruire impasti senza lattosio con bevande vegetali, yogurt delattosato o acqua, senza che il teff vi “chieda” per forza latte e burro.

Per chi segue un approccio FODMAP, la questione è sempre di porzioni e fase del percorso. Se siete in dubbio, vi conviene usare il teff in quantità moderate e osservare la vostra tolleranza, come fate con tanti altri cereali. Se vi serve una bussola pratica, qui trovate la guida FODMAP del sito.

E il nichel? Qui serve prudenza: per molti alimenti la tolleranza è personale e dipende anche dal resto della giornata. Il mio consiglio è semplice: se avete sensibilità al nichel già “capita”, introducete il teff a piccole dosi e annotate come va, senza cambiare mille cose insieme. In cucina, la calma vince.

crackers con farina di teff

Come comprarla e conservarla senza sprechi

La farina di teff si trova nei negozi specializzati, nei reparti senza glutine ben forniti e online. Se la usate spesso, potete prenderne una confezione più grande; se siete all’inizio, meglio una piccola: così la finite fresca e capite se vi piace davvero.

Una volta aperta, tenetela in un contenitore ben chiuso, al riparo da luce e calore. Le farine “più intere” tendono a perdere profumo prima delle farine bianche: non succede in un giorno, ma vale la pena proteggerle come si fa con la frutta secca.

Consiglio della nonna: se usate la farina di teff ogni tanto, potete conservarne una parte in freezer in un sacchetto ben chiuso. Tirate fuori solo la quantità che vi serve e richiudete subito.

Quando la farina “sa di vecchio”, non è un dramma da buttare tutto: spesso basta annusare e capire se l’odore è ancora buono. Se vi sembra stanca, usatela in piccole quote dentro impasti ricchi (con cacao, spezie, frutta secca), dove non deve reggere da sola il gusto.

E ricordate l’ultimo dettaglio: il teff assorbe liquidi. Quindi, quando provate una ricetta nuova con teff, non cambiate dieci ingredienti insieme. Fate una prova pulita, così capite davvero come si comporta nel vostro forno e con la vostra farina.

FAQ sulla farina di teff

La farina di teff è sempre senza glutine?

Il teff nasce senza glutine, ma per chi deve evitarlo la sicurezza passa dalla confezione: cercate la dicitura “senza glutine” e scegliete prodotti affidabili, così cucinate sereni.

Meglio teff chiaro o teff scuro?

Il chiaro tende a essere più delicato, lo scuro più deciso su gusto e colore. Se state iniziando, provate il chiaro nei dolci e lo scuro nei pani, poi scegliete in base al vostro palato.

Posso usare solo farina di teff per fare il pane?

Nel pane, da sola, fa più fatica perché manca la rete elastica del frumento. Di solito rende meglio in un mix senza glutine, con un legante e una gestione attenta dei liquidi.

Con cosa si abbina bene nei dolci?

Sta bene con cacao, vaniglia, cannella, agrumi e frutti rossi. È una farina che dà “calore” al gusto: anche una quota piccola cambia l’impasto.

È adatta anche a chi evita il lattosio?

Sì, perché è una farina vegetale. L’attenzione va agli altri ingredienti della ricetta: scegliete latte delattosato o bevande vegetali e siete a posto.

Come capisco se la farina di teff è ancora buona?

Guardate e annusate: deve profumare di farina, non di stantio. Se la usate di rado, meglio contenitore chiuso e, se serve, una parte in freezer per mantenerla più fresca.

Ricette crepes ne abbiamo? Certo che si!

Riproduzione riservata
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5 commenti su “Farina di teff – un cereale senza glutine poco conosciuto

  • Lun 16 Mar 2015 | Letizia ha detto:

    Molto interessante

    • Lun 16 Mar 2015 | Tiziana ha detto:

      grazie Letizia e a breve anche qualche ricetta per voi

  • Mer 26 Dic 2018 | Margherita ha detto:

    Buongiorno Tiziana,
    mi sa dire se nel teff è presente il nichel?
    La ringrazio e buone feste!
    Margherita

    • Mer 26 Dic 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve , il teff è un cereale che per ora non ha ancora trovato controindicazioni per gli intolleranti al nichel

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