Trippa saporita con i ceci, una ricetta milanese

La Trippa saporita con i ceci, o busecca è il piatto lombardo per antonomasia ed è considerato uno dei piatti forti della cucina milanese tanto è vero che i milanesi, che l’apprezzavano molto, in passato erano chiamati anche “buseconi”.

Essendo un cibo della tradizione, la trippa è preparata, in modi diversi, in un po’ tutte le  regioni d’Italia e un po’ tutti ne rivendicano la paternità.  Della trippa vi sono, quindi,  moltissime ricetta a seconda dei gusti, delle tradizioni regionali  e locali.

Di umili e antiche origini, la trippa, piatto molto economico e nutriente,   era spesso presente sulle tavole contadini; anche la Notte di Natale, quando i contadini si riunivano nelle stalle, di ritorno dalla Messa di Mezzanotte,   ne mangiavano un bel piatto caldo per riscaldarsi e per festeggiare insieme il Natale.

In famiglia si discuteva parecchio quando arrivava in tavola

A Milano la trippa viene chiamata “busecca” e l’ origine di questa parola è riconducibile al tedesco “butze” (viscere) divenuto poi in dialetto “busa” (pancia)..

In casa mia la si preparava spesso nel periodo invernale quando sulla “stufa economica”,  che era sempre accesa per riscaldare la casa, si metteva la pentola di rame con la trippa e i fagioli  e si sfruttava il suo calore per cucinarla.

In commercio oggi troviamo trippe pulite e pre-lessate, comode da utilizzare, che però, hanno, secondo me,  hanno il  difetto di lasciar scivolare un po’ troppo il sugo.

La trippa ha il  pregio di essere un alimento  povero di grassi, molto ipocalorico ma ricco di proteine e dall’alto valore nutrizionale. Contiene, inoltre, ottime quantità di ferro e molte vitamine del gruppo B, ma pare contenga alti livelli di purine, quindi non è adatta a chi soffre di  iperuricemia e di attacchi gottosi.

Sapete perchè si usa il detto “Non c’è trippa per gatti” ?

Si sa che i gatti vanno matti per la trippa e questa è la frase che il Sindaco di Roma, Ernesto Nathan, alle prese con le ristrettezze finanziarie del Comune,  ha pronunciato per annunciare il taglio della somma che veniva stanziata per l’acquisto del cibo per sfamare i gatti, delle colonie feline  che vivono tra gli antichi ruderi della capitale.

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg, di trippa
  • 200 gr di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 2 foglie di alloro
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe
  • Preparazione

    Mettete in ammollo i ceci in acqua fredda in una terrina, la sera precedente. Il livello dell’acqua dovrà essere almeno il doppio di quello dei fagioli.

    Lavate ripetutamente la trippa sotto il getto dell’acqua corrente, tagliatela a pezzi e fatela bollire per 3 ore circa in acqua leggermente salata con 2 foglie di alloro. Se preferite, per accorciare notevolmente i tempi, potete acquistare, dal macellaio, la trippa già cotta.Tagliate a listarelle la trippa cotta. Lavate e tritate finemente cipolla, carote, sedano.

    In una casseruola di terracotta fate soffriggere, con l’olio evo d’oliva, le verdure per circa 15 minuti. Aggiungete la trippa e fatela insaporire per 10 minuti circa.

    Unite il vino bianco e lasciatelo evaporare del tutto. Aggiungete il concentrato di pomodoro, sale, pepe e 4 mestoli d’acqua. Lasciate bollire a fuoco lento per circa l ora. Aggiungete poi i ceci, 2 mestoli d’acqua e fate bollire per un’altra ora.Alla fine, la trippa dovrà risultare morbida ed i fagioli teneri e ben cotti.
    A questo punto trasferite il tutto in una bella zuppiera, portate in tavola e servite ben caldo.

    Nota per celiaci o sensibili al glutine

    Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

    Nota per gli intolleranti al lattosio

    Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

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