Una bevanda calda tutta da riscoprire: la barbajada.

Tempo di preparazione:

Barbajada, ed è subito Milano! Una bevanda calda tutta da riscoprire: la barbajada.

 Nelle giornate in cui il termometro segna temperature sempre più basse, ricordandoci che l’inverno non è poi così lontano, mi vien voglia di regalarvi una dolce coccola, capace di scaldare il cuore e rinfrancare lo spirito. Per questo motivo, oggi ho scelto di proporvi una ricetta dal sapore tipicamente milanese e dalle origini che si perdono nel tempo. In questa stagione, caratterizzata da giornate ventose e piogge frequenti, non c’è niente di meglio che fare dell’angolo cucina il proprio rifugio, caldo e accogliente. E qui, da sole o in compagnia, potrete deliziarvi preparando un dolce dal sapore cioccolatoso e antico, la barbajada.

Caffè, cacao amaro, zucchero e panna montata: basteranno pochi ingredienti per rivivere, anche a casa propria, l’atmosfera tipica delle caffetterie della vecchia Milano. Un dolce al cucchiaio e, allo stesso tempo, un golosissimo mangiabevi.

Un dolce-bevanda nato grazie ad una fortunata intuizione

Dovete sapere che la barbajada furoreggiava nella capitale lombarda nella prima metà dell’800, dove rimase in voga fino agli anni ’30 del secolo scorso.

A quei tempi, naturalmente, non esisteva ancora la moda dell’aperitivo. Le dame e i signorotti distinti s’incontravano piuttosto nelle caffetterie per sorseggiare con gusto la barbajada, che accompagnava la degustazione di torte e dolci.

Fu un impresario teatrale meneghino, di nome Domenico Barbaja, ad avere la fortunata intuizione e a lanciare quella che restò, per molto tempo, la bevanda preferita dalla Milano per bene.

Barbaja, che prima del colpo grosso, aveva lavorato come garzone presso alcuni importanti caffè milanesi, si rese presto conto di che cosa ingolosiva maggiormente i palati e i sensi della clientela. Fu così che aprì il Caffè dei Virtuosi, a pochi metri dal Teatro La Scala. Il Caffè di Barbaja diventò in poco tempo uno dei locali più ambiti. Insomma, sbarcò il lunario e da cameriere di caffè, “il Barbaja” divenne uno degli uomini più̀ influenti dell’Europa ottocentesca alla guida di numerose imprese: dalla La Scala stessa, al San Carlo, al Teatro di Cannobiana (ora Teatro Lirico).

La barbajada : sconosciuta a molti

Al Caffè dei Virtuosi ci si dava appuntamento nel corso del pomeriggio, intorno alle ore cinque, per discutere e approfondire temi di interesse generale, argomenti sociali, culturali, economici e politici. Si chiacchierava, certo, ma al contempo i clienti si deliziavano con una bevanda nuovissima, il non plus ultra, se accompagnato a torte e leccornie calde da forno.

Purtroppo, la barbajada è per molti un ricordo lontanissimo, in alcuni casi mai vissuto sulla propria pelle, ma tramandato di generazione in generazione. Sta a tutti e a tutte noi, quindi, riportarlo in vita e dargli lustro, come in fondo merita.

Lo chef stellato Tommaso Arrigoni di Innocenti Evasioni l’ha presentata con delle varianti alla Festa del Paese di Cavenago Brianza il 7 di ottobre. Un onore per il nostro paese avere una figura come lui.

 

Ingredienti per 8/10 persone

  • 410 gr. di caffè
  • 400 gr. di  panna
  • 420 gr. di  cioccolato fondente Lindt

Preparazione

Scaldare la panna a 80° circa e versarla sul cioccolato sminuzzato in tre differenti momenti avendo cura di stemperare bene. Aggiungere il caffè tiepido e amalgamare il tutto. Versare il composto nel sifone, inserire 2 cariche e mantenere al caldo a bagnomaria.

Nella fondina di servizio schiumare la barbaiada e decorare a piacere con della panna montata. Buon dessert!

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