bg header
logo_print

Margarita al basilico, un cocktail aromatico

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
27/06/2025 alle 07:32

Margarita al basilico
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 15 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (1 Recensione)

Margarita al basilico, una variante fresca e aromatica

Oggi prepariamo il margarita al basilico, una versione del famoso cocktail che vi stupirà per il carattere aromatico, per la freschezza e per la sinfonia di colori che riesce a trasmettere. Si tratta di una versione decisamente meno alcolica rispetto all’originale, poiché manca del tutto il Cointreau, che è un liquore ad alta gradazione. Dunque questo specifico margarita può essere bevuto anche in contesti più rilassati, magari durante il classico aperitivo serale che precede la cena.

Come tutti i cocktail di questo tipo, anche il margarita al basilico è facile da preparare. Si tratta di macerare all’interno di un bicchiere le foglie di basilico affinché sprigionino tutto il loro sapore e gli oli essenziali, poi si uniscono gli altri ingredienti e un po’ di ghiaccio. Per inciso la lista degli ingredienti comprende anche lo sciroppo d’agave, fondamentale per contrastare il sapore forse un po’ troppo intenso del basilico.

Lo sciroppo d’agave spicca per la sua dolcezza, che è più delicata rispetto a quella dello zucchero tradizionale. Viene estratto dall’agave blu, la stessa pianta da cui si ricava la tequila, inoltre possiede un indice glicemico inferiore rispetto ad altri dolcificanti. Lo sciroppo d’agave vanta una consistenza fluida e si scioglie facilmente, dunque risulta perfetto per i cocktail. Inoltre ha un gusto neutro e leggermente floreale, che non altera l’equilibrio del drink ma ne accompagna le note aromatiche.

Ricetta margarita

Preparazione margarita

  • Per preparare il margarita al basilico seguite questi passaggi. Schiacciate le foglie di basilico dentro un bicchiere in modo da sprigionare sapori, aromi e oli essenziali.
  • Poi unite la tequila, il succo di lime e lo sciroppo d’agave.
  • Infine riempite il bicchiere con il ghiaccio e mescolate con cura.
  • Ora aggiungete la soda o l’acqua frizzante.
  • Poi guarnite con una foglia di basilico e, se gradite, un po’ di sale e di pepe.

Ingredienti margarita

  • 10 foglie di basilico fresco
  • 50 ml. di tequila
  • 20 ml. di succo di lime
  • 10 ml. di sciroppo di agave
  • 30 ml. di soda o acqua frizzante
  • q. b. di ghiaccio
  • q. b. di sale e pepe (opzionale)

Una versione aromatica del cocktail margarita grazie al basilico

Il basilico è l’elemento distintivo di questo cocktail margarita. E’ un’erba mediterranea per eccellenza, simbolo della cucina italiana e alquanto versatile, al punto che i suoi usi vanno oltre i classici piatti salati. Proprio per questo la sua presenza in questo cocktail è pienamente giustificata.

Il basilico è anche un alleato per la salute, infatti è ricco di antiossidanti, ha proprietà antinfiammatorie e favorisce la digestione. Contiene anche vitamine A, C e K, oltre a minerali come ferro, calcio e manganese. E’ noto per la sua capacità di stimolare il buon umore grazie ai composti aromatici che influenzano positivamente il sistema nervoso. Il basilico è quindi un ingrediente utile non solo al palato, ma anche al benessere.

Margarita al basilico

Un approfondimento sulla tequila

Non esiste margarita senza tequila, e questa versione al basilico non fa eccezione, dunque è bene spendere qualche parola al riguardo.

La tequila è un distillato ottenuto dalla fermentazione e distillazione del succo dell’agave blu. Esistono diverse tipologie di tequila: la Blanco (giovane e trasparente) è perfetta per i cocktail in quanto é neutra e secca, invece la Reposado viene invecchiata in botti di legno per alcuni mesi ed offre un gusto più rotondo e complesso. Per questo margarita al basilico vi consiglio la tequila bianca, così da lasciare più spazio alle note erbacee del basilico e alla freschezza del limone.

Il margarita e gli altri cocktail alla tequila

Ovviamente il margarita non è l’unico cocktail in cui compare la tequila. Ecco altri famosi cocktail in cui compare questo ingrediente.

Tequila Sunrise. Cocktail iconico e visivamente accattivante, che viene preparato con la tequila, il succo d’arancia e la granatina. Per primi si versano la tequila e il succo d’arancia, poi si aggiunge delicatamente la granatina, che scende e crea un effetto sfumato. Si serve in un bicchiere highball con ghiaccio e con una fetta d’arancia come guarnizione.

Paloma. Un cocktail fresco e leggermente amaro, nonché uno dei drink più popolari in Messico. Si prepara mescolando la tequila, il succo di lime fresco e la soda al pompelmo (o succo di pompelmo e soda). Il bordo del bicchiere può essere salato e si serve con ghiaccio in un bicchiere alto e con una fettina di lime.

Tequila Mule. Una variante del Moscow Mule in cui si sostituisce la vodka con la tequila. Si realizza con tequila, ginger beer e succo di lime. Viene servito nel classico bicchiere di rame colmo di ghiaccio, inoltre può essere guarnito con menta e fettina di lime per un tocco aromatico.

Come comporre l’aperitivo perfetto

Il margarita al basilico è un cocktail molto interessante, particolare e allo stesso tempo versatile. Può essere utilizzato per comporre aperitivi sfiziosi a base di stuzzichini salati e leggeri, che ne valorizzino il gusto senza coprirlo.

In questo caso sono ottime le tartine con hummus di ceci e paprika dolce, stesso discorso per i crostini con formaggio di capra e scorza di limone. Da valutare anche piccoli spiedini di mozzarella, pomodorini e olive, oppure chips di verdure croccanti fatte in casa.

A chi vuole osare qualcosa in più vi suggerisco i mini tacos vegetariani con avocado e basilico fresco, oppure dei fagottini di pasta fillo con ricotta e menta. In ogni caso puntate su preparazioni aromatiche e leggere, in grado di creare un dialogo suggestivo ma equilibrato con la freschezza del cocktail.

FAQ sul margarita al basilico

Cosa c’è dentro il margarita?

Il margarita è un cocktail a base di tequila, triple sec (solitamente Cointreau) e succo di lime fresco. Gli ingredienti vengono shakerati con ghiaccio e serviti in una coppa bordata di sale. La ricetta tradizionale prevede proporzioni bilanciate tra parte alcolica e parte acida per un gusto fresco, agrumato e piacevolmente secco.

Quanto è alcolico il margarita?

Il margarita ha una gradazione alcolica che si aggira tra il 25% e il 30% prima della diluizione con ghiaccio. Una volta servito la gradazione effettiva si abbassa leggermente, rientrando in una media di circa 15-20% in volume. L’intensità alcolica varia a seconda delle proporzioni e della qualità degli ingredienti.

Come rendere più leggero il margarita?

Per rendere più leggero il margarita si può ridurre la quantità di tequila, oppure sostituire il triple sec con succo d’arancia naturale. Un’altra opzione è allungarlo con acqua frizzante o soda. Utilizzare più succo di lime e meno alcol mantiene il sapore fresco, ma abbassa il tenore alcolico complessivo del cocktail.

A cosa fa bene il basilico?

Il basilico fa bene per le sue proprietà antinfiammatorie, digestive e antiossidanti. Favorisce la digestione, contrasta i radicali liberi e aiuta a ridurre lo stress grazie ai suoi oli essenziali. È ricco di vitamina K, ferro e manganese. Il basilico è utile anche per alleviare il mal di testa e per stimolare il sistema immunitario.

Ricette di cocktail ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...

il cardinale

Cardinale cocktail: storia, ricetta e perché resta l’aperitivo...

Origine romana e immaginario della Dolce Vita Il cocktail Cardinale sboccia nella Roma internazionale degli anni Cinquanta. Tra Via Veneto e l’Excelsior il bar è un teatro di incontri: attori,...

Calimero

Calimero: con questo freddo torna la bevanda calda...

Calimero bevanda calda: la tazza “vintage” che sta tornando adesso Quando l’inverno si fa sentire davvero, succede una cosa semplice: tornano le tazze. Quelle che si tengono tra le mani, che...