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Bloody Mary, la ricetta di un cocktail leggendario

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Bloody Mary
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Perché si chiama così questo cocktail?

Oggi parliamo di uno dei classic cocktails più famosi al mondo, il Bloody Mary o Bloody cocktail. Viene servito praticamente in tutti i pub anglosassoni, ma non manca nemmeno dalle nostre parti. A primo acchito può apparire “strano”. Che razza di cocktail è una bevanda realizzata con spezie piccanti, limone, sale e pomodoro? In realtà si tratta di un mix molto buono, dal colore rosso vivo, che stuzzica il palato con sentori insoliti, inoltre è alcolico al punto giusto e non è troppo pesante. Il Bloody Mary è un cocktail più giovane di quanto possiate credere. Il nome fa riferimento alla sovrana Maria I d’Inghilterra, che ha regnato nel XV secolo ed è stata famosa per la sua malvagità. Tuttavia, il cocktail è stato inventato nel 1939 dall’attore George Jessel ma poi rielaborato da un bartender (o barista) di New York dal nome Fernand Petiot.

Ricetta Bloody Mary cocktail

Preparazione bloody mary

Per preparare il Bloody Mary iniziate dal succo di pomodoro, che verserete nello skaker. Poi aggiungete il succo di limone e in rapida successione la salsa Worcester e il tabasco. Mi raccomando, poche gocce per ognuno. Aggiungete un po’ di sale, un po’ di pepe e agitate il tutto nello shaker, utilizzando un bar spoon. Poi unite la vodka con un jigger, ossia un dosatore che vi consente di controllare con accuratezza la quantità degli ingredienti.

Incorporate qualche cubetto di ghiaccio nello skaker e mescolate delicatamente con la tecnica di miscelazione del throwing, che consiste nel versare il liquido da uno shaker all’altro più volte. Rimuovete il ghiaccio per mezzo di uno strainer (un utensile da bar) e filtrate la bevanda in un tumbler (bicchiere da cocktail). Infine, decorate con un gambo di sedano e servite.

Ingredienti bloody mary

  • 45 ml. di vodka
  • 90 ml. di succo di pomodoro
  • q. b. di succo di limone fresco
  • qualche goccia di salsa Worcester
  • qualche goccia di tabasco
  • un pizzico di sale e pepe
  • q. b. di sedano per decorare
  • q. b. di ghiaccio

Alcune leggende però anticipano la nascita del Bloody Mary drink sun decennio prima e la localizzano in Francia. A dire il vero non vengono ritenute molto credibili dagli storici, visto che gli ingredienti parlano più della tradizione inglese e americana, piuttosto che di quella francese. A prescindere dalle sue origini, il Bloody Mary cocktail ha acquisito subito una certa fama grazie ai suoi particolari abbinamenti, ma anche alla capacità di accompagnare piatti molto diversi rispetto ai cocktail più ordinari. Per esempio, è ottimo insieme ai formaggi stagionati, come anche con le carni rosse alla griglia. Come vedete dalle immagini il colore del cocktail Bloody Mary è di un bel rosso acceso.

What is a Bloody Mary? Quanto è alcolico?

Cos’è il Bloody Mary ? Non solo un cocktail pomodoro e vodka! E’ la domanda che molti si pongono quando si trovano davanti ad un aperitivo che non hanno mai assaggiato prima di quel momento. Quanto è alcolico l’aperitivo Bloody Mary? In realtà non è tanto, sebbene si utilizza la vodka, che nella sua forma base raggiunge i 40 gradi. Tuttavia, le dosi non vanno oltre i 45 ml per bicchiere, che è l’equivalente di uno shot scarso. Va detto, poi, che in genere la componente alcolica è alimentata dalla presenza di sostanze zuccherine. The Bloody Mary non contiene zucchero e gli alimenti vegetali con cui è realizzato appartengono sostanzialmente alla famiglia degli agrumi. Dunque, è anche meno alcolico di quanto i suoi 45 ml di liquore facciano pensare. Va comunque trattato alla stregua di un cocktail, dunque va consumato con moderazione.

E se la vodka non piace? E’ possibile sostituirla con un altro liquore? Il consiglio è di non provare esperimenti simili in quanto il cocktail si regge su un delicato equilibrio di sapori. Liquori “neutri” come la vodka sono rari, dunque si rischia semplicemente di rovinare la bevanda alterando la ricetta originale.

Il sapido tocco della salsa Worchester

Tra gli ingredienti principali dei cocktails Bloody Mary spicca la salsa Worcester (o salsa Worcestershire). E’ quasi sconosciuta dalle nostre parti, ma è una specie di istituzione nel mondo anglosassone, Regno Unito in primis. Si tratta di una salsa “nobile”, nel senso che non può essere in alcun modo associata al junk food, come di tanto in tanto accade con il ketchup. Inoltre ha ben duecento anni di storia ed è frutto di una processo di produzione lungo e complesso. Pensate un po’, è soggetta a una fase di fermentazione che dura settimane.

Bloody Mary

Ad ogni modo, la lista degli ingredienti necessari alla preparazione della salsa Worcester sono numerosi. Sappiate che i sapori che emergono più chiarimente sono quelli del pomodoro, dell’aceto e delle acciughe. La salsa Worcester è utilizzata come una normale salsa, ovvero può condire panini e sandwich, ma a livello gourmet è impiegata per valorizzare carni complesse, zuppe e secondi di pesce.

Gli utensili per preparare un buon Bloody Mary

Il drink Bloody Mary non è difficile da fare, tuttavia dovreste dotarvi di alcuni utensili specifici per avere un risultato fedele all’originale. Ovviamente non può mancare lo shaker, che permette di mescolare gli ingredienti senza rovinarli. Lo shaker, tra l’altro, consente il throwing, una tecnica che permette di mescolare rapidamente gli ingredienti, passando la miscela da un bicchiere all’altro in rapida successione. Per mescolare il cocktail in modo lieve, rispettando l’integrità delle varie componenti, è anche necessario un bar spoon, una sorta di cucchiaio molto piccolo dal manico  allungato. L’uso del bar spoon permette di risparmiare tempo e di ottenere un risultato ottimale.

Infine, dovreste dotarvi anche dello jigger e dello strainer. Lo jigger è un dosatore per cocktail, che permette la massima precisione, necessaria soprattutto quando si inserisce la vodka. La forma è particolare ma lo strumento è molto semplice da utilizzare. Lo strainer, invece, è fondamentale per gestire il ghiaccio. In alcuni cocktail, come il Bloody Mary appunto, il ghiaccio a un certo punto va tolto. Se si utilizza un cucchiaio, si rischia di trascinare anche parte della bevanda. Lo strainer pratica una semplice opera di filtraggio, in modo da risolvere questo inconveniente.

I miei preferiti sono: il Moscow Mule, il Black Russian e il Liquore al caffè. E il tuo?

Una variante romantica: il Bloody Mary analcolico per San Valentino

Il Bloody Mary analcolico si trasforma in un’opzione romantica e sofisticata perfetta per San Valentino. Con i suoi colori vivaci e il sapore intrigante, questo mocktail si adatta meravigliosamente all’atmosfera di questa festa dedicata all’amore.

La versione analcolica del Bloody Mary mantiene il fascino dell’originale, con un tocco di leggerezza e freschezza. Sostituendo la vodka con una base gassata, si ottiene una bevanda frizzante e appagante, ideale per brindare alla coppia.

Servire il Bloody Mary analcolico durante la cena di San Valentino o come aperitivo è un modo originale per celebrare. La sua presentazione, con fragole a bordo bicchiere e una spruzzata di tabasco per regolare la piccantezza a piacere, lo rende non solo un piacere per il palato ma anche per gli occhi.

Ricette cocktail ne abbiamo? Certo che si!

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