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Gin tonic analcolico al melograno, una bevanda rinfrescante

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
11/11/2023 alle 07:41

Gin tonic analcolico al melograno
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 15 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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Gin tonic analcolico al melograno, il mocktail che piace a tutti

Oggi prepariamo il gin tonic analcolico al melograno, una bevanda che rientra a pieno titolo nella categoria dei mocktail, ovvero dei “falsi cocktail”. Si chiamano così in quanto, come suggerisce il nome, non sono analcolici e quindi possono essere bevuti da chiunque e a qualsiasi ora del giorno. Sono buoni e scenografici, dunque possono essere preparati in occasione di aperitivi, apericene o anche solo per una merenda differente dal solito.

Il mocktail che vi presento oggi vanta alcuni elementi suggestivi. Tanto per cominciare la base è formata dal gin tonic analcolico, che trasmette i sapori della bevanda originale ma spicca per una gradazione alcolica inferiore al grado. In secondo luogo questo cocktail analcolico propone abbinamenti particolari ma azzeccati, come quello tra lime, melograno e menta. E’ quindi una bevanda leggera, fresca e gustosa, che può essere sorseggiata sia come accompagnamento di snack salati sia in solitaria.

Ricetta gin tonic analcolico

Preparazione gin tonic analcolico

Per preparare il gin tonic analcolico al melograno seguite questi semplici passaggi.

  • Tagliate il melograno in due ed estraete i chicchi.
  • In un tumbler alto versate il gin e l’acqua tonica.
  • Aggiungete il succo di lime e qualche foglia di menta, poi mescolate per bene.
  • Versate il ghiaccio fino a riempire il tumbler.
  • Infine aggiungete i chicchi di melograno e servite nei bicchieri da cocktail.

Ingredienti gin tonic analcolico

  • 2 dl. di gin tonic analcolico
  • 6 dl. di acqua tonica
  • 1 lime
  • qualche fogliolina di menta
  • 1 melograno

Com’è fatto il gin tonic analcolico?

Il gin tonic analcolico è il vero protagonista di questo cocktail. E’ una bevanda particolare, in quanto offre tutti i sentori del gin senza il retrogusto alcolico che lo caratterizza. Com’è fatto il gin tonic analcolico? Cosa c’è dentro? In realtà la risposta a questa domanda è legata alla tipologia e al metodo di produzione. Alcuni gin tonic analcolici sono realizzati mescolando una quantità minima di gin all’acqua tonica. Sono in genere molto leggeri, benché gli aromi del liquore riescono comunque ad emergere.

Altri gin tonic analcolici, invece, sono realizzati con l’acqua tonica e con una versione alcol-free del gin. Quest’ultima si ottiene mediante la bollitura delle erbe da utilizzare per il gin, a cui però non segue la distillazione. Ciò gli consente di conservare pienamente i sentori del gin senza produrre alcol.

Tutto il gusto del lime

Realizzare il gin tonic analcolico al melograno è molto semplice, basta mescolare tra di loro gli ingredienti, utilizzando magari un tumbler alto. Il tumbler è il classico bicchiere da cocktail, che può fungere sia da strumento di preparazione che da contenitore per il servizio. Ovviamente tutto è legato alla sua lavorazione ed al pregio estetico che riesce ad esprimere.

Nonostante la relativa abbondanza degli ingredienti, in questo cocktail analcolico emerge il gin e il succo di lime. Attorno al lime gravitano alcune false convinzioni, come quella secondo cui sarebbe un limone di piccole dimensioni e acerbo. A trarre in inganno sono proprio le dimensioni e il colore, che punta decisamente al verde. Si tratta in realtà di un agrume a sé stante con un suo sapore specifico, che – per inciso – è più forte di quello del limone.

Dal punto di vista nutrizionale il lime è paragonabile agli altri agrumi. E’ quindi ricco di vitamina C, potassio e acido citrico. L’apporto calorico è invece trascurabile, viste anche le ridotte quantità utilizzate.

Gin tonic analcolico al melograno

Le proprietà del melograno

Anche il melograno gioca un ruolo importante per la preparazione di questo gin tonic analcolico. Il melograno insaporisce e impreziosisce la bevanda in virtù dei suoi sentori dolci-aciduli e del suo colore rosso-granata. Questo frutto aggiunge anche una certa varietà sulla texture: i suoi chicchi morbidi e croccanti creano un bel contrasto al palato.

Il melograno impatta anche dal punto di vista nutrizionale, infatti è ricco di vitamina C (che fa bene al sistema immunitario)  e supporta l’assorbimento del ferro. E’ anche ricco di potassio, che regolarizza la pressione del sangue. In generale il melograno fa bene al sistema cardiocircolatorio in quanto contribuisce a ridurre il colesterolo cattivo. Infine, funge da antiossidante e quindi aiuta a prevenire alcune forme tumorali.

Per quanto concerne l’apporto calorico siamo su livelli leggermente superiori a quelli degli altri frutti, circa 80 kcal per 100 grammi.

Il contributo della menta nel gin tonic analcolico

Il contributo della menta nel gin tonic analcolico al melograno è importante, in quanto trasmette una certa freschezza alla bevanda. La menta impatta anche sul colore con il suo verde brillante, inoltre il suo sapore aromatico impreziosisce la bevanda adattandosi al meglio con gli altri ingredienti.

Della menta si apprezza anche il suo potere nutrizionale che sfocia nel terapeutico. Oltre al classico bagaglio di vitamine e sali minerali, che è tipico di tutte le erbe aromatiche, apporta molti antiossidanti che agiscono in funzione antitumorale. Il più importante è il mentolo, che tra le altre cose determina anche l’aroma.

La menta è apprezzata anche per la capacità di ridurre la nausea e risolvere gli stati di indigestione, riequilibrando lo stomaco e l’intestino. La menta è anche analgesica, ovvero contribuisce alla diminuzione del dolore fisico e al contenimento degli stati infiammatori.

Gin tonic analcolico al melograno: come si prepara senza acqua tonica

La lista degli ingredienti del gin tonic analcolico comprende l’acqua tonica, che d’altronde è una presenza ricorrente anche nei cocktail a base di gin standard. Tuttavia ad alcuni l’acqua tonica non piace, sia per il sapore leggermente amaro che reca con sé, sia per l’assenza di aromi significativi. Si può sostituire con qualche altra bevanda? Ovviamente si, per esempio, con della soda aromatizzata al limone o con una bevanda gassata al pompelmo rosa.

Chi desidera il salto di qualità per questa bevanda può optare per dei succhi di frutta di carattere estremamente esotico. Per esempio il succo di guava, che spicca per la sua dolcezza equilibrata e la sua consistenza soave, capace di offrire un’intensa nota tropicale, ideale per cocktail analcolici dal gusto morbido e vellutato.

Stesso discorso per il succo del frutto della passione, che trasmette un aroma agrumato e pungente, tale da conferire al drink una vivacità esotica e un retrogusto piacevolmente acidulo. Per inciso dà il meglio di sé con ingredienti come zenzero e cannella, anche se quest’ultima potrebbe stonare con il resto.

Queste alternative permettono di conservare una nota frizzante, aggiungendo allo stesso tempo sapore e freschezza senza il retrogusto amaro tipico dell’acqua tonica classica. Inoltre si sposano alla perfezione con il melograno, che è probabilmente il più “tropicale” dei frutti mediterranei.

Gin tonic analcolico, ecco alcune varianti sfiziose

Il gin tonic analcolico che vi presento qui viene realizzato con i chicchi di melograno, che vengono semplicemente uniti alla bevanda. Tuttavia si può pensare a qualche variante che sostituisca i chicchi di melograno. A tal proposito le soluzioni sono numerose.

Per esempio si possono utilizzare fettine sottili di cetriolo, che si rivelano perfette per chi cerca un sapore delicato e rinfrescante. Stesso discorso per i lamponi freschi, che conferiscono un tocco più dolce e aromatico.

Un’altra idea potrebbe essere quella di impiegare pezzetti di ananas o mango, che producono un risultato esotico e dolcemente fruttato. Il segreto sta nel personalizzare facilmente la bevanda, rendendola ancora più originale e perfetta per qualsiasi occasione.

Per i cocktail è meglio il Martini bianco o rosso?
Dipende dal tipo di cocktail che si vuole ottenere. Il Martini bianco è più delicato, dolce e floreale, quindi funziona bene con frutta fresca, agrumi, mela verde, pesca e preparazioni leggere da aperitivo. Il Martini rosso, invece, ha un profilo più intenso, speziato e amaro, adatto a cocktail più strutturati e decisi. Non esiste una scelta migliore in assoluto, tuttavia il Martini bianco valorizza la freschezza e il profumo, mentre il Martini rosso la profondità e dona più carattere.

Con quale altra frutta si possono fare i cocktail al Martini

L’Apple Martini è un cocktail raffinato, gustoso e perfetto per gli aperitivi di un certo calibro. Ma può essere visto come un punto di partenza, più che come un punto di arrivo. Ovvero può essere l’occasione per sperimentare cocktail simili a base di Martini, ma arricchiti con altri frutti. Ecco tre esempi.

Il primo esempio è il Martini alla pesca. La pesca ha un profilo dolce, morbido e molto profumato, quindi si presta bene ai cocktail eleganti ma facili da bere. Può essere utilizzata sotto forma di purea, succo o nettare, purché non sia troppo zuccherata. In comunione al Martini bianco crea un drink delicato, rotondo e adatto soprattutto alla bella stagione. Per evitare un risultato eccessivamente dolce conviene aggiungere qualche goccia di limone (o di lime), in modo da restituire freschezza e rendere il cocktail più equilibrato.

Il secondo esempio è il Martini ai frutti rossi. Fragole, lamponi, ribes e more possono dare al drink colore, profumo e una nota acidula molto piacevole. I lamponi, in particolare, funzionano bene perché hanno una dolcezza contenuta e un’acidità naturale che contrasta la parte più morbida del Martini. Si possono pestare leggermente nello shaker, filtrare con cura e completare con ghiaccio. Il risultato è un cocktail scenografico e non per forza pesante, ideale quando si vuole proporre qualcosa di fruttato e più vivace.

Il terzo esempio è il Martini agli agrumi. Penso all’arancia, al pompelmo e al mandarino, che possono trasformare la base in un cocktail fresco, aromatico e meno dolce. L’arancia dà un risultato più morbido, il mandarino aggiunge profumo, mentre il pompelmo introduce una nota amarognola e più adulta. Naturalmente non tutta la frutta funziona allo stesso modo. I frutti molto acquosi, come anguria e melone, possono dare cocktail piacevoli ma meno strutturati. Quelli molto dolci, come banana o mango, richiedono più attenzione perché rischiano di appesantire il drink. I frutti più interessanti sono spesso quelli capaci di unire dolcezza, profumo e acidità, come mela verde, pesca, lampone, arancia, pompelmo, passion fruit e ananas.

Quali altri cocktail possono essere arricchiti con la mela verde?

La mela verde è un ingrediente molto interessante per i cocktail perché unisce freschezza, acidità e una dolcezza moderata. A differenza di altri frutti più zuccherini non appesantisce il drink e non lo rende stucchevole. Inoltre ha un profumo riconoscibile, pulito e quasi croccante, che funziona bene sia nei cocktail eleganti sia nelle preparazioni più semplici e dissetanti. Uno dei cocktail che può essere arricchito con la mela verde è il Gin Tonic. In questo caso non serve stravolgere la ricetta, infatti basta qualche fettina sottile di mela verde e poche gocce di succo. La mela aggiunge una nota fresca e fruttata, che si abbina molto bene ai gin più erbacei o agrumati. Anche una guarnizione con mela e rosmarino può dare un risultato elegante e aromatico.

La mela verde può funzionare anche nel Mojito, soprattutto in una versione più fruttata. Lime, menta e mela verde condividono una certa freschezza, quindi il risultato resta coerente. Si può aggiungere mela a cubetti (o un piccolo quantitativo di succo) senza coprire la menta. Il cocktail diventa così più profumato e leggermente più dolce, ma conserva il suo carattere dissetante.

Un’altra idea è inserire la mela verde nel Moscow Mule. In questo caso zenzero e mela verde si sposano molto bene: lo zenzero apporta una nota piccante e pungente, mentre la mela verde aggiunge acidità e freschezza. Si può usare anche un po’ di succo di mela verde insieme a lime e ginger beer, ottenendo una variante vivace e molto piacevole. La guarnizione ideale è una fettina sottile di mela, magari con una piccola scorza di lime.

Anche lo Spritz può accogliere la mela verde, soprattutto in versioni più leggere e fruttate. Non si tratta di sostituire completamente l’identità del drink, ma di aggiungere una sfumatura fresca. Una piccola quantità di succo o qualche fettina nel bicchiere può rendere lo Spritz più profumato. L’abbinamento funziona meglio con versioni meno amare e più delicate, in cui la mela non viene soffocata. La mela verde è adatta anche ai cocktail analcolici. Può essere unita a lime, menta, acqua tonica, soda, cetriolo o zenzero per creare mocktail freschi e molto gradevoli. In questo caso è importante usare un succo non troppo zuccherato, oppure centrifugare direttamente la mela per ottenere una base più naturale, meno carica e più vicina al sapore del frutto.

Infine la mela verde può valorizzare anche cocktail a base di vodka. La vodka disegna un profilo neutro, quindi lascia spazio alla mela e permette di costruire drink puliti, moderni e facili da personalizzare. Si può aggiungere succo di lime per aumentare l’acidità, oppure una piccola quantità di sciroppo per rendere il risultato più morbido. Anche qui il segreto è non esagerare, infatti la mela verde deve dare freschezza senza trasformare il cocktail in un succo alcolico.

FAQ sul gin tonic analcolico

Come si fa il gin tonic analcolico?

Ci sono vari metodi per produrre il gin tonic analcolico. Di solito basta diluire una quantità minima di gin all’interno dell’acqua tonica, in modo da preservare l’aroma senza immettere alcol nella bevanda. In alternativa si procede bollendo in abbondante acqua le erbe che danno vita al gin, senza eseguire alcuna distillazione.

Che gradazione ha un gin tonic?

Il gin tonic normale ha una gradazione pari a circa 17 gradi, quindi è abbastanza alcolico. Il gin tonic analcolico, invece, non supera gli 0,5 gradi.

A cosa fa bene il melograno?

Il melograno è un frutto molto benefico per la salute, ricco di antiossidanti, vitamine C e K. Inoltre contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e a combattere l’invecchiamento cellulare. È noto anche per le proprietà antinfiammatorie e per migliorare la salute cardiovascolare, riducendo il colesterolo cattivo e la pressione del sangue. È inoltre idratante e favorisce la digestione.

A cosa abbinare il melograno in un cocktail?

Il melograno in un cocktail si abbina perfettamente a ingredienti come il lime, il limone o l’arancia per un equilibrio agrumato e fresco. Si sposa bene anche con erbe aromatiche come la menta o il rosmarino, che aggiungono una nota sofisticata. Inoltre si combina efficacemente anche con spezie delicate come la cannella o lo zenzero, creando sapori piacevolmente speziati.

Cosa usare al posto dei liquori nei cocktail analcolici?

Per sostituire i liquori nei cocktail analcolici si possono usare sciroppi naturali come quello di agave, lo sciroppo di fiori di sambuco o il miele diluito. Anche succhi freschi di frutta e infusi aromatici di erbe, come la camomilla o la verbena, rappresentano ottime alternative. In questo caso, però, ho optato per una semplice quanto efficace acqua tonica.

Ricette di mocktail ne abbiamo? Certo che si!

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