Strudel alle pesche, un dolce rustico per una merenda unica
Strudel alle pesche, una perfetta combinazione di ingredienti
Lo strudel alle pesche è un dolce squisito, che fa un uso intelligente tanto della frutta secca quanto della frutta fresca. Si differenzia dallo strudel originale per l’assenza delle mele, che vengono sostituite dalle pesche e dalla loro confettura. Una scelta che punta a introdurre un elemento acidulo, senza cedere nulla in quanto a dolcezza. A dir la verità mancano anche altri ingredienti come i pinoli e l’uvetta, sostituiti dalle noci e da alcuni aromi. Il risultato è diverso dallo strudel originale, pur riuscendo a conservarne lo spirito e i principi di base.
Lo strudel si presta a tante variazioni. E’ un dolce popolare che viene realizzato in Austria, in Ungheria, in Germania e persino in Italia nel Triveneto. Proprio per la sua diffusione è spesso oggetto di innovazioni e modifiche. Nell’immaginario collettivo lo strudel è stato inventato in Austria, infatti la versione moderna – che ha dato vita a tutte le altre – è stata “codificata” proprio dai cuochi austriaci nel XVII secolo.
Tuttavia lo strudel deriva dal baklava, un dolce simile preparato in Turchia fin dai tempi più antichi. Tra le componenti dello strudel che più variano da una ricetta all’altra spicca la pasta sfoglia. In origine si utilizzava una normale frolla, mentre oggi va per la maggiore la pasta sfoglia, che è più facile da gestire e consente una certa rapidità nella preparazione.
Ricetta strudel di pesche
Preparazione strudel di pesche
- Per preparare lo strudel alle pesche con noci e amaretti procedete in questo modo. Ricavate un trito grossolano dalle noci, utilizzando un banale coltello da cucina.
- Poi lavate, sbucciate e fate a tocchetti le pesche.
- Infine ponetele in una ciotola grande con acqua acidula al limone, un passaggio fondamentale per evitarne l’annerimento.
- Intanto ricavate un trito grossolano anche dagli amaretti.
- In una padella riscaldate leggermente il burro e il miele, poi cuoceteci un po’ le pesche fino a quando non si ammorbidiscono (circa 10 minuti).
- Ora versate le pesche in una ciotola e aggiungete pangrattato, confettura di pesche, noci, amaretti e cannella. Infine mescolate con cura il tutto.
- Stendete il rotolo della pasta sfoglia su una teglia coperta con carta forno. Distribuite nel modo più uniforme possibile la farcitura, lasciando liberi i bordi fino a 3 – 4 centimetri.
- Ora ripiegate i bordi e arrotolate la sfoglia partendo dal lato lungo e aiutandovi con la stessa carta da forno.
- Poi applicate dei tagli obliqui superficiali e date una bella spennellata di tuorlo d’uovo.
- Infine cuocete al forno a 180 gradi per 30 minuti. Mi raccomando, il forno deve essere già caldo e impostato in modalità statica.
- Terminata la cottura sfornate lo strudel, fatelo intiepidire e copritelo con lo zucchero a velo. Tagliate a fette e servite.
Ingredienti strudel di pesche
- 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare consentita
- 3 pesche
- 1 limone
- 3 cucchiai di miele bianco del Kirghizistan
- 50 gr. di pangrattato consentito
- 30 gr. di burro chiarificato
- 50 gr. di noci
- 50 gr. di amaretti consentiti
- 4 cucchiai di confettura di pesche
- un pizzico di cannella in polvere
- 1 tuorlo d’uovo
- q. b. di zucchero a velo
Un focus sulle pesche
Le protagoniste di questa peculiare variante del classico strudel sono le pesche, che vengono ammorbidite nel burro e nel miele, in modo che acquisiscano una texture più adatta alla farcitura. Le pesche sono tra i frutti più amati in assoluto in virtù del perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, inoltre hanno un sapore leggermente aromatico e sono molto succose. Le pesche fanno anche bene alla salute. A fronte di un apporto calorico non elevato, pari a 50 kcal per 100 grammi, forniscono ottime dosi di vitamina A, essenziale per la vista e per la salute della pelle. Contengono anche il betacarotene ed una buona quantità di sali minerali, come il potassio, il magnesio e il manganese.
La pesca ha una lunga storia alle spalle, infatti è stato uno dei primi frutti ad essere importato dall’Asia grazie ad Alessandro Magno, che lo portò dalla Persia. Non a caso il nome deriva dalla parola “persica”, anzi in alcuni dialetti viene chiamata ancora in questo modo.
Un miele particolare per lo strudel alle pesche
L’ingrediente più “strano” tra quelli proposti nella ricetta dello strudel alle pesche è senz’altro il miele bianco del Kirghizistan. Questo tipo di miele è ottenuto dai fiori della lupinella selvatica, che cresce in abbondanza allo stato selvatico in Asia centrale. Questo miele è particolare in quanto dotato di una consistenza cremosa e non viscosa. Il sapore è molto dolce ma esprime anche intense note selvatiche capaci di una certa delicatezza.

Sul piano nutrizionale il miele bianco del Kirghizistan non pone differenze di sorta rispetto al millefiori o ad altri tipi di miele. E’ ricco di sali minerali e di antiossidanti, sostanze che riducono l’impatto dei radicali liberi e riducono la probabilità di sviluppare il cancro. Il miele bianco del Kirghizistan non è facile da trovare. In alternativa vi consiglio di utilizzare un miele leggero come quello di acacia.
Il miele bianco non è l’unico compatibile con la farcitura dello strudel di pesche, infatti esistono tante altre tipologie che potete utilizzare per la farcitura. Su tutti spicca il miele di zagara, che emette un profumo agrumato e una dolcezza floreale, tale da esaltare la delicatezza della pesca senza coprirne il gusto.
Discorso simile per il miele di acacia, che spicca per la leggerezza e per il sapore neutro. Esso funge da dolcificante discreto e leggero, perfetto per chi desidera uno strudel più sobrio. Se invece amate le sfumature più intense potete optare per il miele di castagno, con un retrogusto amarognolo che contrasta il sapore della frutta e crea un equilibrio intrigante.
In realtà anche il classico miele millefiori è una buona opzione, soprattutto se volete aggiungere una nota complessa e variegata, in grado di riflettere il carattere rustico dello strudel preparato in casa. Se volete saperne di più leggete A prova di Miele, il libro che ho scritto con l’amico ed esperto Marco Negri. E’ un vero tesoro di curiosità sul nettare degli dei, nonché una raccolta di ricette suggestive e creative.
Come preparare la farcitura?
La vera novità di questo strudel alle pesche è ovviamente la farcitura, che segue canoni diversi dallo strudel classico. Di base è frutto dell’unione tra pesche, confetture di pesche, cannella, amaretti, noci tritate e pangrattato. Questa combinazione è essenziale per rendere la farcitura più corposa e meno liquida. Preparare la farcitura di questo strudel non è difficile, ma richiede comunque alcuni passaggi, come la cottura delle pesche. Le pesche vengono tagliate a tocchetti e cotte leggermente in una soluzione di burro e miele, in questo modo saranno più morbide e meno croccanti.
Le pesche vanno poi unite agli altri ingredienti, fino a formare un composto granuloso, morbido e ricco di sapore. Molto importante è anche l’aroma, che viene fornito dalla cannella, una spezia perfetta per i dolci, in quanto dolcifica e aromatizza allo stesso tempo.
Cosa bere con lo strudel di pesche?
Lo strudel alla confettura di pesche è perfetto a colazione e a merenda, o come protagonista di aperitivi dolci. Come accompagnarlo in quest’ultimo caso?
Gli amanti dei liquori possono puntare al Passito di Pantelleria o a un Recioto di Soave: entrambi si reggono su una struttura dolce e intensa che si sposa perfettamente con la frutta matura. Chi preferisce qualcosa di più secco, ma pur sempre aromatico, può optare per il Moscato giallo vinificato secco, che disegna un interessante contrasto.
Chi invece ama i cocktail può preparare un semplice Bellini, magari con pesca bianca e prosecco, o un Mimosa a base di succo d’arancia e spumante brut. Anche i cocktail analcolici possono andare bene, magari a base di succo di pesca, acqua frizzante e decorati con un rametto di menta.
Prepariamo un liquore di accompagnamento per lo strudel alle pesche
Lo strudel alle pesche può essere accompagnato non solo con i vini, come abbiamo visto, ma anche con un liquore delicato, magari molto profumato e non troppo alcolico, che è capace di valorizzare la dolcezza della frutta senza coprire il gusto della sfoglia e della farcitura. L’idea migliore? Un ipotetico liquore alla pesca e cannella, non privo di una piccola nota agrumata. In questo modo si crea continuità con il dolce, ma si aggiunge anche un elemento da fine pasto, adatto a rendere il servizio più completo.
Per prepararlo si possono usare pesche mature ma ancora sode, alcol alimentare, zucchero, acqua, scorza di limone e una stecca di cannella. Le pesche vanno lavate, asciugate, tagliate a pezzi e inserite in un barattolo capiente insieme alla scorza di limone e alla cannella. Poi si coprono con l’alcol e si lasciano macerare per circa due settimane in un luogo fresco e buio, agitando il contenitore ogni due o tre giorni.
Terminata la macerazione si prepara uno sciroppo con acqua e zucchero, lasciandolo raffreddare completamente prima di unirlo all’alcol filtrato. A questo punto il liquore va imbottigliato e lasciato riposare ancora per almeno due settimane. Il risultato sarà più armonico se non viene consumato subito, infatti il periodo di riposo permette alla pesca di emergere meglio e alla cannella di diventare meno pungente.
Il liquore andrebbe servito freddo, ma non ghiacciato. Una temperatura troppo bassa rischierebbe di spegnere i profumi, mentre una temperatura leggermente fresca permette di percepire al meglio la frutta. Si può versare in piccoli bicchieri da liquore, accanto a una fetta di strudel tiepida, o a temperatura ambiente. Per una variante più morbida si può aggiungere una punta di vaniglia. Per una versione più fresca, invece, si può sostituire parte della scorza di limone con la scorza d’arancia. L’importante è non rendere il liquore troppo dolce, infatti lo strudel è già ricco, quindi l’accompagnamento deve chiudere il pasto con eleganza senza appesantirlo.
Strudel alle pesche, immaginiamo una versione dolce-salata
La versione dolce-salata dello strudel alle pesche non solo ha ragion d’essere, ma può essere molto interessante se viene pensata non come dessert, ma come antipasto, piatto da buffet o proposta per un brunch estivo. Le pesche, infatti, hanno una dolcezza naturale e una leggera acidità, che si prestano bene all’incontro con ingredienti sapidi, formaggi freschi, erbe aromatiche e frutta secca. Il segreto è non trasformare lo strudel in una preparazione confusa, ma deve restare equilibrato, con una parte dolce riconoscibile e una parte salata ben dosata.
Una prima idea consiste nell’abbinare le pesche a un formaggio morbido, come la robiola, il caprino fresco o la ricotta ben scolata. Il formaggio crea una base cremosa e leggermente acidula, capace di bilanciare la succosità della frutta. Le pesche possono essere tagliate a fettine sottili e saltate per pochi minuti con pochissimo burro chiarificato o olio delicato, in modo da ammorbidirle senza farle diventare una composta.
Per la parte sapida si può aggiungere speck, prosciutto crudo o bresaola, sempre in quantità moderata. Lo speck offre una nota affumicata più intensa, il prosciutto crudo crea un contrasto classico e rotondo, mentre la bresaola rende la preparazione più asciutta e leggera. E la frutta secca? Beh, quest’ultima gioca un ruolo importante nella versione salata, a tal proposito vanno bene noci, mandorle e pistacchi. Se vengono tritati grossolanamente conferiscono croccantezza e aiutano ad assorbire parte dell’umidità del ripieno. Al posto degli amaretti, invece, si potrebbe usare poco pangrattato tostato, magari aromatizzato con timo o rosmarino. Sullo sfondo troviamo le erbe aromatiche, a tal proposito il timo, la maggiorana e il basilico si abbinano bene alle pesche e rendono il profilo più mediterraneo.
Infine, prima di chiudere lo strudel vi consiglio di lasciare liberi i bordi e non eccedere con la farcitura, perché le pesche rilasciano liquido. Dopo la cottura si può completare con qualche goccia di miele di acacia o con una riduzione leggera di aceto balsamico. In questo modo si ottiene uno strudel diverso dal solito, elegante, profumato e adatto anche a una cena estiva.
Con quali altri frutti si può fare lo strudel?
Lo strudel è una preparazione molto versatile, perché la sua struttura permette di accogliere frutti diversi, purché siano gestiti nel modo giusto. La sfoglia o la pasta da strudel hanno bisogno di un ripieno profumato, non troppo liquido e capace di reggere la cottura. Per questo motivo non tutti i frutti si comportano allo stesso modo: alcuni vanno usati quasi al naturale, altri devono essere asciugati, addensati o accompagnati da pangrattato, biscotti sbriciolati o frutta secca.
Il frutto più classico resta la mela. Le mele sono perfette perché mantengono una buona consistenza, rilasciano un’umidità controllabile e si abbinano bene alla cannella, all’uvetta, ai pinoli, alle noci e al limone. Le varietà più adatte sono quelle leggermente acidule e compatte, capaci di non disfarsi completamente in forno. Molto interessanti sono anche le pere, che rispetto alle mele danno vita a uno strudel più morbido, dolce ed elegante. Interagiscono bene con cioccolato fondente, noci, mandorle, zenzero e cannella. Bisogna però fare attenzione alla maturazione, se sono troppo morbide rischiano di rendere il ripieno eccessivamente umido.
Un’altra ottima alternativa sono le albicocche, che emanano un profumo intenso, una leggera acidità e un colore molto invitante. Possono essere tagliate a spicchi e abbinate a mandorle, amaretti o miele delicato. Anche le prugne si prestano bene, soprattutto se si desidera un dolce più rustico e autunnale. In questo caso conviene aggiungere un ingrediente asciutto, perché le prugne possono rilasciare molto succo.
Sono ottimi anche i frutti di bosco, che permettono di preparare uno strudel più vivace e colorato. Anche i mirtilli, le more e i lamponi sono ottimi, ma vanno dosati con prudenza. I lamponi, in particolare, tendono a rompersi e a bagnare molto la pasta, per questo è utile mescolarli con pangrattato, biscotti secchi sbriciolati o farina di mandorle. Infine si possono usare ciliegie, fichi e frutta esotica. Le ciliegie danno uno strudel profumato e scenografico, i fichi una versione più dolce e intensa, mentre il mango e l’ananas permettono varianti più insolite.
FAQ sullo strudel di pesche
Chi ha inventato lo strudel?
Lo strudel ha origini che risalgono all’Impero austro-ungarico, ma le sue radici si intrecciano con la baklava turca, portata in Europa durante l’invasione ottomana. Nel tempo si è evoluto diventando un dolce tipico della cucina mitteleuropea, in particolare in Austria, Germania e in alcune zone del nord Italia come il Trentino-Alto Adige.
Come farcire gli strudel dolci?
Per gli strudel dolci, oltre alle classiche mele, si possono usare pesche, pere, ciliegie, albicocche, frutti di bosco o prugne. È possibile arricchire la farcitura con frutta secca come noci, mandorle o pinoli, oltre a spezie come cannella e zenzero. A volte si aggiunge anche un po’ di pangrattato tostato con burro per assorbire l’umidità della frutta. In questo caso ho optato per amaretti e confettura di pesca.
Come farcire gli strudel salati?
Gli strudel salati si prestano a moltissime varianti: spinaci e ricotta, zucca e speck, patate e formaggio, funghi e noci. La pasta può essere la stessa di quello dolce, oppure si può usare una sfoglia salata o la pasta fillo. Si servono tiepidi o a temperatura ambiente, e sono perfetti come antipasto o secondo piatto.
Quante calorie hanno gli strudel?
Uno strudel dolce medio (circa 100 grammi) può contenere dalle 250 alle 350 calorie. Le versioni salate, in base agli ingredienti, variano tra le 200 e le 400 calorie. Utilizzare confetture senza zuccheri aggiunti o ridurre i grassi può abbassarne l’apporto calorico.
Ricette di strudel ne abbiamo? Certo che si!
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