La melissa, le sue proprietà e gli usi in cucina

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La melissa, una pianta dalle mille risorse

Quando si parla di melissa in genere si fa riferimento alla sua versione officinale. Non che manchino le varietà alternative, ma in genere queste sono utilizzate solo come ornamento e quindi poco interessanti sul piano organolettico e terapeutico.

La melissa officinale si presenta come un pianta di piccole dimensioni, che raramente supera i 60 cm. Le sue foglie, che rappresentano la componente più importante, si caratterizzano per le dimensioni contenute, il bordo frastagliato e il colore verde smeraldo. Proprio per questo la pianta fa bella mostra di sé negli orti e nei giardini. La melissa presenta anche dei fiori, che sono molto piccoli e passano spesso inosservati.

Coltivare la melissa è relativamente facile, dal momento che la pianta non è molto esigente. Preferisce i terreni freschi e profondi, per questo è complicato coltivarla in vaso. Predilige, inoltre, i climi freschi e temperati in quanto soffre il caldo e l’aridità.

La semina dovrebbe essere effettuata da aprile a maggio, mentre la raccolta avviene in tarda estate. Per quanto concerne l’irrigazione, la melissa richiede acqua regolarmente e in misura medio-abbondante, soprattutto durante i mesi estivi. La coltivazione in vaso è possibile, ma è necessario rinnovare il terriccio con una certa frequenza, proprio come avviene più o meno con il basilico e la menta.

Le proprietà nutrizionali di questa pianta aromatica

In quanto pianta erbacea a foglia verde, la melissa vanta una certa abbondanza e varietà di vitamine e sali minerali. Stesso discorso per gli antiossidanti, che esercitano una funzione di contrasto sui radicali liberi e contribuiscono a ridurre il rischio di contrarre il cancro.

Tra gli antiossidanti più abbondanti della melissa troviamo i flavonoidi e i tannini. I flavonoidi impattano positivamente anche sulla salute del sistema vascolare. Tuttavia, la composizione biochimica non è l’aspetto più interessante della melissa.

Lo è invece l’insieme di funzioni terapeutiche e pseudo-terapeutiche che la melissa svolge. Il riferimento è in particolar modo all’effetto rilassante, quasi sedativo, utile ad alleviare gli stati di tensione, ansia e agitazione. Se consumata con regolarità, la melissa è in grado anche di risolvere i disturbi del sonno meno gravi.

La melissa, al pari di tante piante officinali e aromatiche, è anche un formidabile digestivo. E’ una risorsa in caso di digestione difficile, meteorismo, flatulenza e stitichezza. A suo modo è anche un buon analgesico, sebbene “funzioni” soprattutto quando i dolori sono di origine nervosa o mestruale.

La melissa è ricca di acido rosmarinico, una sostanza che abbonda in molte specie aromatiche (ad esempio nel rosmarino). Alcuni studi assegnano all’acido rosmarinico una funzione regolatrice sugli ormoni della tiroide, in particolare sono stati osservati effetti benefici nei pazienti affetti da ipertiroidismo.

Il mio ginecologo mi aveva prescritto la tintura madre di salvia con 2 gocce di olio essenziale di melissa da assumere con regolarità per placare le vampate di calore dovute alla menopausa.

La melissa come medicina naturale

La melissa è conosciuta principalmente come pianta officinale. In questa veste è stata impiegata per secoli, se non addirittura millenni. D’altronde le sue proprietà nutrizionali sfociano in ambito terapeutico. La modalità di consumo primaria della melissa è la tisana.

Ho già affrontato l’argomento qui su Nonnapaperina.it, quindi vi invito a leggere la ricetta completa, che è comunque molto semplice da realizzare. Basta, infatti, far bollire dell’acqua, spegnere il fuoco e integrare le foglie di melissa. Si attende dieci minuti, poi si filtra il liquido et voilà il gioco è fatto. Per quanto concerne le proporzioni, in genere occorre un cucchiaio di foglie di melissa per ogni litro di acqua.

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Giunti a questo punto, è utile chiarire la differenza tra la tisana e il decotto, bevanda con cui viene spesso confusa. Alcuni credono che siano la stessa cosa, ma in realtà si differenziano per molti aspetti. La tisana si basa sul concetto di infusione, ossia l’ingrediente viene immerso per qualche minuto nell’acqua bollente a fuoco spento.

Il decotto, invece, prevede la bollitura dell’ingrediente insieme all’acqua. Il sapore è molto più forte, a tal punto che viene considerata alla stregua di una medicina, più che una bevanda. La trasmissione dei principi attivi, però, è più efficace, e con essa anche gli effetti sulla salute.

La melissa aiuta a disintossicare l’organismo delle persone intolleranti al nichel.

Alcune bevande davvero sfiziose

La melissa può giocare un ruolo di primo piano anche in cucina. Certo, le sue capacità curative sono importanti e può fregiarsi con merito della qualifica di pianta officinale. Tuttavia, alla luce di un sapore molto particolare che ricorda una variante “selvatica” del limone, può essere impiegata per realizzare bevande saporite e persino condimenti complessi. Di seguito vi elenco alcune delle ricette che mi hanno colpito maggiormente.

Acqua aromatizzata alla malva e melissa. E’ un’acqua aromatizzata che vede come protagoniste due specie aromatiche: la malva e la melissa. La prima contribuisce anche con un apporto cromatico che tende al blu brillante. La seconda contribuisce soprattutto a livello organolettico, in virtù di un chiaro sentore agrumato. La ricetta è semplice, infatti basta far riposare la melissa e la malva in acqua per qualche ora. Dopodiché la bevanda va filtrata con un colino a maglie strette.

Bevanda analcolica alla melissa. Viene dolcificato dal miele, quindi possiede un indice glicemico basso. La lista degli ingredienti comprende anche il lime, l’acqua tonica e l’immancabile ghiaccio. Dunque stiamo parlando di una bevanda dal gusto composito, benché adatta a tutti.

Liquore alla melissa. E’ uno dei liquori più facili che possiate preparare. E’ necessario porre a macerare tutti gli ingredienti . Il processo di macerazione dovrebbe durare tre settimane, un periodo in cui il contenitore va agitato regolarmente. A fine preparazione il liquido va filtrato prima di essere servito.

Sciroppo di melissa. E’ uno sciroppo tutto sommato classico, sebbene preveda una fase di macerazione, che non va oltre i cinque giorni. Può essere impiegato come ingrediente da bevanda (basta aggiungere un po’ d’acqua), ma anche come ingrediente per glasse, panne cotte, dessert al cucchiaio e persino impasti.

Le ricette con la melissa

Come già accennato, la melissa può fungere da ingrediente vero e proprio. A tal proposito ecco alcune ricette molto interessanti.

Pesto di melissa. E’ un condimento molto particolare, che rievoca in parte il classico pesto alla genovese. La ricetta non è troppo diversa dal pesto originale, sebbene in questo caso il basilico viene sostituito dalla melissa. Inoltre, oltre ai pinoli, si utilizzano anche gli anacardi. E’ presente anche il ghiaccio, che viene frullato insieme agli altri ingredienti per impedire che il pesto annerisca.

Penne al pesto di melissa. E’ più ricco di quanto ci si possa aspettare, infatti il pesto viene aggiunto in seconda battuta, quando la pasta è stata saltata con il prosciutto crudo passato in padella a mo’ di pancetta. Chiudono la ricetta delle gradevoli nocciole tostate, che si abbinano alla perfezione con il pesto in termini organolettici e di texture, oltre all’immancabile sventagliata di formaggio grattugiato.

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Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

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La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

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03-09-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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