Il calamondino, un agrume poco conosciuto

calamondino

Il calamondino dal punto di vista botanico

Il calamondino è un frutto dalla lunga storia, da sempre utilizzato in cucina (e non solo). Tuttavia, in Italia è poco consumato, in quanto soffre la concorrenza di agrumi certamente più succosi, ma dal gusto meno particolare. Il calamondino, da un punto di vista prettamente botanico, può essere considerato come un ibrido tra il mandarino e il kumquat. Al grande pubblico, almeno in Europa, è però noto come “mandarino nano”, espressione che suggerisce le sue reali dimensioni, che in effetti sono piuttosto contenute. Non è un caso che il calamondino venga confuso con una bacca da chi non lo conosce o lo vede per la prima volta.

La pianta del calamondino è in realtà un arbusto di dimensioni non indifferenti, e infatti può raggiungere i 6 metri di altezza. Mal sopporta il freddo e i terreni poco irrigati, infatti cresce quasi esclusivamente nei climi tropicali e subtropicali. Attualmente è coltivato soprattutto nelle Filippine e nel sudest asiatico. In Italia si segnalano alcune coltivazioni nella Sicilia meridionale. Il calamondino è una specie tutto sommato uniforme, sebbene si registrino alcune varietà. Esse, però, si distinguono soprattutto per l’aspetto della buccia. Abbastanza famoso è il calamondino “a strisce”, che presenta una buccia gialla e striata di colore verde.

Le proprietà organolettiche e nutrizionali di questo agrume

Pur essendo un ibrido tra il mandarino e il kumquat, il calamondino assomiglia a quest’ultimo. Non tanto nell’aspetto, quanto nelle proprietà nutrizionali. Per esempio, a differenza della maggior parte degli agrumi, raramente presenta un sapore acre/acido. Tuttavia, è abbastanza aspro, a tal punto da limitare il consumo a crudo, nella sua forma originale, specie se in grandi quantità. E’ anche piuttosto aromatico, e infatti viene impiegato anche come ornamento per i giardini o per la produzione di essenze.

calamondino

I valori nutrizionali, invece, sono per la maggior parte quelli degli agrumi tradizionali. Il calamondino, così come il kumquat, il mandarino e l’arancia, è ricco di vitamina C, una sostanza che come tutti sanno stimola il sistema immunitario. Il calamondino è anche straordinariamente ricco di fibre, forse più degli altri agrumi. Discorso simile per i sali minerali, soprattutto per quanto riguarda il potassio, presente in quantità davvero rilevanti. Si segnala, inoltre, una certa abbondanza di oli essenziali, che agiscono anche con funzione antiossidante. Del calamondino, infine, si apprezzano le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie.

Il calamondino in cucina

Il calamondino può essere consumato come qualsiasi altro frutto, ovvero può essere semplicemente gustato nella sua forma originale a crudo. Rispetto al kumquat, con il quale è comunque strettamente imparentato, presenta una buccia più commestibile ma comunque coriacea, simile a quella del mandarino, che, in realtà, andrebbe rimossa. Il calamondino è un frutto estremamente aromatico e profumato, e lo stesso si può dire delle sue foglie. Non stupisce, dunque, che venga utilizzato anche come ornamento per il giardino o come risorsa per creare essenze e profumi. Sotto questo aspetto, sostituisce degnamente il limone e il lime, gli agrumi che più degli altri vengono impiegati nella cosmetica.

Per quanto concerne gli usi in cucina, il calamondino è usato soprattutto in pasticceria. Da esso si ottiene un’aromatica marmellata, forse più aspra del solito, ma comunque “intensa” e gradevole al palato. Spesso lo si ritrova nei cocktail in sostituzione del lime, soprattutto quando si intende conferire alla bevanda una resa più intensa. Ben attestata, poi, è la produzione di liquori e sciroppi a base di calamondino. In alcuni paesi del sudest Asiatico, e in particolare le Filippine, il calamondino è l’ingrediente principali di alcuni piatti tipici, come i “pancit”, ossia degli spaghettini al riso agrodolci. Occasionalmente, viene anche utilizzato per preparare delle salse.

01-09-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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