Caponata con pesce spada e sesamo, un secondo unico
Caponata con bocconcini di pesce spada e sesamo nero, un piatto davvero particolare
La caponata con bocconcini di pesce spada e sesamo nero si ispira alla classica caponata siciliana. In un certo senso la reinterpreta, modificando la lista degli ingredienti e soprattutto l’impiattamento. Anche perché non si può parlare di impiattamento vero e proprio in quanto la pietanza va servita nei bicchieri. Può essere considerato uno sfizioso antipasto, viste le porzioni necessariamente ridotte.
E’ un modo per stupire i commensali e proporre ingredienti della cucina italiana in una versione gourmet. L’impatto visivo è dunque tra i pregi di questa ricetta, ma non è certo l’unico. La caponata con bocconcini di pesce spada è semplicemente buona, inoltre l’abbinamento terra-mare è ben riuscito e si fa apprezzare da tutti i palati.
La protagonista di questa ricetta rimane comunque la melanzana, un ortaggio popolare e molto versatile, tanto da non sfigurare nemmeno nelle preparazioni gourmet. Si caratterizza per l’abbondante presenza di acqua e di fibre, grazie alle quali esercita una funzione regolatrice e depurativa per l’apparato digerente. Inoltre la melanzana è ricca di antocianine, degli antiossidanti responsabili del colore violaceo e in grado di agire in una prospettiva anticancro. Buono è anche l’apporto di sali minerali e vitamine, il tutto ad un basso apporto calorico. In occasione di questa ricetta le melanzane vengono fritte, poi passate in padella con gli altri ortaggi e le altre verdure. Infine, vengono poste nei bicchieri insieme al pesce spada.
Ricetta caponata con pesce spada
Preparazione caponata con pesce spada
- Per la preparazione della caponata con bocconcini di pesce spada e sesamo nero iniziate lavando le melanzane, poi asciugatele e tagliatele a dadini.
- Friggete le melanzane in un bel po’ di olio, poi scolatele sulla carta assorbente a aggiungete un po’ di sale.
- Versate i pinoli in una padella e tostateli, poi pelate la cipolla e affettatela finemente.
- Ora scaldate un po’ di olio in una padella antiaderente, poi aggiungete una foglia di alloro, le cipolle affettate, i datterini a spicchi e il sedano fatto a dadini.
- Fate cuocere il tutto per 5 minuti, poi aggiungete le melanzane, i pinoli tostati, le olive denocciolate, l’aceto e i capperi dissalati.
- Portate a termine la cottura e aggiustate con un pizzico di sale e di pepe.
- Ora amalgamate il pesce spada (a cubetti) con il sesamo nero e scaldatelo per qualche minuto in una padella con un po’ di olio.
- Infine regolate con un po’ di pepe e di sale. Ora mettete la caponata nei bicchierini da portata e servite insieme al pesce spada. Buon appetito!
Ingredienti caponata con pesce spada
- 500 gr. di filetto di pesce spada
- 80 gr. di cipolla
- 1 foglia di alloro
- 100 gr. di sedano
- 400 gr. di melanzane
- 100 gr. di pomodori datterini
- 40 gr. di capperi dissalati
- 100 gr. di olive nere snocciolate
- 1 mazzetto di basilico
- 80 gr. di pinoli
- mezzo dl. di aceto di vino bianco
- q. b. di olio per friggere
- q. b. di sesamo nero
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- q. b. di sale e di pepe
Le proprietà del pesce spada
L’altro protagonista di questa caponata con bocconcini di pesce e sesamo nero è il pesce spada. E’ una delle specie ittiche più apprezzate in cucina, anche da chi non mangia molto pesce. Il suo sapore lineare, corposo e mediamente sapido, infatti, ricorda quello della carne rossa. Inoltre è anche molto nutriente e apporta una buona quantità di grassi che giovano alla salute. Il riferimento è agli acidi grassi omega tre, che esercitano un impatto positivo sull’apparato cardiovascolare, sulla funzione visiva e sul sistema nervoso centrale. L’apporto calorico del pesce spada è sostenuto, ma abbastanza equilibrato in senso assoluto. Per la precisione, è pari a 172 kcal per 100 grammi.

Il pesce spada è anche ricco di oligoelementi, in particolare di fosforo, che sostengono le performance cognitive. Le proteine abbondano e non fanno rimpiangere le carni rosse. In questa ricetta il pesce viene tagliato a cubetti e “quasi” impanato nel sesamo nero. Infine, dopo una rapida cottura in padella, viene posto nei bicchieri da portata.
Il pesce spada può essere sostituito con tonno fresco, che offre consistenza e sapore analoghi, o con pesci bianchi carnosi come la ricciola o il palombo. Anche l’orata o il dentice, tagliati a cubetti e scottati, funzionano bene se si desidera una versione più leggera. L’importante è scegliere specie con carne compatta, capace di resistere alla cottura senza sfaldarsi e di legarsi al profumo intenso del sesamo.
Le mille proprietà del sesamo nero
Come suggerisce il nome, il sesamo nero gioca un ruolo fondamentale in questa ricetta della caponata con pesce spada. Nello specifico il sesamo viene unito al pesce spada, quasi a formare una leggera panatura. A colpire è soprattutto l’effetto estetico, in quanto il bianco del pesce viene spezzato da tanti pois neri. A colpire è però soprattutto il sapore. Il sesamo nero, con il suo aroma pungente e allo stesso tempo delicato, esalta la corposità del pesce spada.
Ma il sesamo nero impatta anche dal punto di vista nutrizionale, infatti è ricco di grassi benefici che giovano al cuore e alla circolazione. Allo stesso tempo contiene quantità importanti di sali minerali come selenio, zinco e fosforo, che fanno bene al sistema immunitario, alle ossa ed alle facoltà cognitive. Non mancano poi le vitamine del gruppo B, che intervengono a vario titolo nel metabolismo energetico e nelle dinamiche di crescita dei tessuti.
L’impiego del sesamo nero potrebbe far storcere il naso ai più salutisti in quanto si caratterizza per un apporto calorico importante, pari a 600 kcal per 100 grammi. Va detto, però, che le calorie sono dovute ai grassi benefici appena citati. In ogni caso basta davvero poco sesamo per impreziosire qualsiasi alimento; per questa ricetta ci si può limitare a due cucchiaini.
La dolcezza dei pomodori datterini
A dare un tocco di dolcezza alla caponata con tranci di pesce spada e sesamo nero è il pomodoro datterino, che sostituisce i pomodori standard della classica caponata. Il pregio dei datterini è proprio quello di avere un retrogusto vagamente dolce, che non intacca la loro sapidità e la capacità di valorizzare le preparazioni salate. Il datterino non è particolarmente carico di sugo, proprio per questo si utilizza soprattutto nelle ricette che non richiedono salse (come in questo caso). Nello specifico, viene soffritto insieme alle cipolle e al sedano, per poi amalgamarsi con i pinoli tostati e le melanzane fritte.
Il datterino è valido anche dal punto di vista nutrizionale. Come tutti i pomodori rossi, è ricco di licopene, un antiossidante che al pari delle antocianine contrasta i radicali liberi ed esercita una funzione preventiva rispetto a molti tipi di tumori. I datterini sono ricchi di vitamine, e in particolare di vitamina C (quasi quanto gli agrumi) e di vitamina K. Stesso discorso per i sali minerali, infatti abbondano di potassio e fosforo. In virtù della presenza di folati e alcuni amminoacidi essenziali, i pomodori datterini giocano un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiache. L’apporto calorico, infine, è del tutto trascurabile.
Quali melanzane utilizzare nella caponata con pesce spada?
La caponata con pesce spada e sesamo è una evidente variante, ma conserva un legame stretto con la caponata originale, infatti anche in questo caso le melanzane vengono utilizzate in abbondanza. Nello specifico vengono prima tagliate a cubetti, poi fritte e rosolate con gli altri ingredienti vegetali. Una domanda sorge spontanea: quale melanzane utilizzare? D’altronde le varietà di melanzane non mancano.
A tal proposito vi consiglio di andare sul sicuro con le classiche melanzane da caponata, ossia le melanzane ovali nere. Esse si caratterizzano per le dimensioni spiccate, per la forma tondeggiante e per la buccia scura. Inoltre, si fanno apprezzare per il sapore intenso ma non amarognolo, dunque sono perfette per le preparazioni abbondanti, che prevedono l’impiego di molti ingredienti.
A prescindere dalle varietà, le melanzane vantano un ottimo profilo nutrizionale. L’apporto calorico è molto basso, in quanto non va oltre le 25 kcal per 100 grammi. In compenso sono ricche di vitamine e sali minerali, infatti troviamo la vitamina C, il potassio, il calcio e persino tracce di ferro. Le melanzane sono anche ricche di antocianine, degli antiossidanti responsabili del colore viola e capaci di fungere da anti-tumorali.
Tanti aromi per questa caponata
La caponata di pesce spada e sesamo spicca anche per l’abbondanza di aromi. Stiamo parlando dunque di un secondo che esprime eleganza, ma anche una certa pluralità di sapori. Troviamo per esempio il basilico, che con la sua freschezza compensa la corposità del pesce spada e il sapore spiccato delle melanzane fritte. Sono presenti anche i capperi, che fungono da supporto, quasi come se fossero un’erba aromatica. I capperi aggiungono sapidità e rendono il piatto ancora più saporito. Ovviamente non esagerate con le quantità, se non volete rischiare di ritrovarvi con un piatto troppo salato, a tal proposito 40 grammi di capperi per l’intera ricetta dovrebbero andare bene.
Nella veste di aromi, benché siano classificabili come ingredienti “corposi”, troviamo poi le olive nere e i pinoli. Le olive nere aggiungono una nota speziata ma tutto sommata delicata. I pinoli, invece, impattano soprattutto sulla texture, d’altronde vengono tostati prima di essere uniti agli altri ingredienti. Tutti questi ingredienti aggiuntivi valorizzano la caponata anche sul piano estetico, inoltre apportano diverse tonalità di colori, conferendo alla ricetta un carattere scenografico.
Quale cipolla usare per la caponata di pesce spada con sesamo?
La cipolla gioca un ruolo fondamentale nella caponata di pesce spada perché è il primo ingrediente a entrare in padella e dona il gusto aromatico all’intero piatto. Ma questa versione di caponata, lo avrete capito. aggiunge con il sesamo una nota tostata e lievemente amarognola; l’equilibrio si costruisce partendo dalla scelta della cipolla giusta. E qual è la più indicata? Semplice, la cipolla rossa di Tropea, che risulta dolce, succosa e con un aroma delicato ma persistente.
Vanta una dolcezza naturale, che contrasta l’acidità del pomodoro e del condimento, esaltando il sapore del pesce spada senza interferire con la sua compattezza. Inoltre, la cipolla rossa di Tropea mantiene una consistenza piacevole anche dopo la cottura, inoltre resta tenera ma non si sfalda, regalando quella consistenza vellutata che lega gli altri ingredienti. Un piccolo trucco: per ottenere una dolcezza ancora più accentuata si può lasciare la cipolla rossa a bagno in acqua fredda e un pizzico di sale per dieci minuti prima di cuocerla. Questo processo la rende più digeribile e la priva dell’eventuale nota sulfurea residua, permettendo al sapore del sesamo e del pesce di emergere in modo netto e bilanciato.
Ovviamente non mancano le alternative. Se si desidera un gusto più deciso si può optare per la cipolla dorata, che dona una base più caramellata e corposa, ideale se la caponata viene servita a temperatura ambiente. Meno adatta, invece, la cipolla bianca, il cui sapore pungente risulterebbe troppo invasivo e comprometterebbe l’armonia del piatto.
Come friggere correttamente le verdure
La frittura rappresenta uno dei passaggi più delicati nella preparazione della caponata. Un errore comune è friggere in fretta o con poco olio, compromettendo la consistenza e il colore. Per ottenere un risultato ottimale bisogna scegliere un olio con punto di fumo alto, come quello di semi di arachide o, per chi preferisce un gusto più mediterraneo, un extravergine d’oliva leggero.
La temperatura ideale è compresa tra 170 e 180 gradi: a questo livello si forma immediatamente una sottile crosta che impedisce all’olio di penetrare all’interno, mantenendo la polpa morbida ma non unta. Altrettanto importante è la quantità di olio, che deve essere sufficiente a coprire completamente i pezzi in cottura, in modo che vengano dorati uniformemente. Il trucco dei professionisti consiste nel friggere pochi pezzi per volta, evitando di abbassare troppo la temperatura dell’olio. Ogni volta che si aggiungono nuovi ingredienti, infatti, la temperatura cala e la frittura diventa più lenta e pesante. Per questa ragione è meglio asciugare con cura ogni pezzo prima di tuffarlo nell’olio, così da evitare schizzi e ottenere una doratura più omogenea.
Una volta raggiunto il colore desiderato, bisogna scolare immediatamente le verdure e lasciarle riposare su carta assorbente o su una griglia, per eliminare l’olio in eccesso. In questa fase si può già aggiungere un pizzico di sale, che aiuterà a mantenere la superficie croccante. A differenza di altre preparazioni, la frittura della caponata non deve diventare croccante come una chips, serve solo a “sigillare” e a sviluppare aromi tostati che si integreranno con il resto del condimento.
Una buona frittura, infatti, è tale solo se conserva colore, profumo e struttura, regalando alla caponata quella sensazione di leggerezza e complessità che la distingue. Per completare il processo le verdure fritte andrebbero infine lasciate raffreddare completamente prima di essere unite al sugo. Questo permette ai sapori di stabilizzarsi e di amalgamarsi meglio.
La presenza del sesamo e del pesce spada richiede un vino bianco strutturato ma non invadente. E’ ottimo un Grillo siciliano o un Vermentino di Sardegna, entrambi con freschezza e note floreali in grado di pulire il palato dopo ogni boccone. Chi preferisce le bollicine può scegliere un metodo classico a base di Chardonnay, che aggiunge eleganza e contrasta l’untuosità residua della frittura. Anche una birra chiara artigianale, non troppo amara, si abbina perfettamente.
FAQ sulla caponata con pesce spada
Perché la caponata si chiama così?
L’etimologia è incerta. Alcuni credono che derivi da “capone”, un termine dialettale che indica il pesce lampuga. Il riferimento sarebbe alla salsa di accompagnamento della lampuga classica, che ricorderebbe il sapore della caponata.
Che vino bere con la caponata?
La caponata classica suggerisce come accompagnamento un vino rosso intenso e corposo. Tuttavia, la presenza del pesce in questa caponata permette l’impiego di un buon vino bianco frizzante.
A cosa fa bene il pesce spada?
Il pesce spada fa bene al cuore in quanto è ricco di acidi grassi omega tre. E’ comunque un pesce nutriente, infatti apporta un’ottima quantità di proteine e di sostanze nutritive.
Quando non mangiare il pesce spada?
Il pesce spada contiene dosi di mercurio superiori a quelle degli altri pesci, dunque andrebbe consumato con estrema prudenza dalle donne in gravidanza e dai bambini molto piccoli.
Ricette di caponata ne abbiamo? Certo che si!
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