Caffè greco, ideale per una pausa

Caffe greco
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Caffè greco, in cosa differisce dal nostro?

In Italia, si sa, il caffè è un’istituzione. Gli italiani sono affezionati al classico espresso, ma ciò non toglie che anche varianti diverse possono essere apprezzate. In cima alle preferenze, tra i caffè “stranieri”, c’è il caffè lungo americano. Sarebbe però un peccato fermarsi solo al nostro caffè, infatti esistono tanti “altri caffè” che meritano apprezzamento, tra questi spicca proprio il caffè greco, che non è solo una variante ma un modo diverso di intendere il caffè. Esso differisce molto dall’espresso come dalle varianti statunitensi.

In primis è decisamente più “lento”, a tal punto da risultare adatto più alla colazione che a un fine pasto o per una classica pausa. Secondariamente, per quanto possa sembrare un paradosso, vanta un sapore più intenso e decisamente aromatico. Ciò è dovuto sia al particolare metodo di preparazione sia alle aggiunte che, pur facoltative, caratterizzano il caffè greco. Il riferimento è alle spezie, di cui parlerò nel prossimo paragrafo. Ad ogni modo vi consiglio di preparare e assaggiare il caffè greco, magari facendo riferimento alla ricetta tradizionale. E’ anche questo un modo per entrare in contatto con la cultura gastronomica ellenica.

L’importanza delle spezie nel caffè greco

Come già anticipato, uno degli elementi di differenziazione del caffè greco è proprio la presenza delle spezie. Presenza che, ci tengo a precisare, è facoltativa. Potreste scegliere di evitare qualsiasi altra aggiunta, e il caffè greco rimarrebbe comunque tale. Certo, l’utilizzo di spezie caratterizza ancora di più la ricetta e la avvicina all’ideale della tradizione ellenica. Ma a quali spezie sto facendo riferimento? Anche in questo caso le varie tradizioni regionali greche propongono le soluzioni più disparate. Nella maggior parte dei casi, però, la scelta è tra cardamomo e cannella.

Caffè greco

Si tratta di due specie ampiamente diffuse in Occidente, per quanto in Italia non vengono utilizzate in questi termini. La cannella, infatti, è impiegata soprattutto nei dolci, di certo non per insaporire bevande. Ad ogni modo, la cannella aggiunge un tocco di dolcezza in più al caffè, in una prospettiva che comunque rimane “aromatica”. Discorso diverso per il cardamomo, che è una spezia decisamente più piccante, per quanto abbia poco a che fare col peperoncino. Se desiderate un caffè dal sapore allo stesso tempo deciso e “stuzzicante” optate anche per il cardamomo. Entrambe le spezie, comunque, si caratterizzano per valori nutrizionali elevati che sfociano nel terapeutico. Il riferimento è soprattutto alla presenza degli antiossidanti, qui particolarmente abbondanti.

Cos’è il briki e a cosa serve?

Spulciando la ricetta del caffè greco, avrete sicuramente scorto un termine insolito: il briki. Ovviamente non si tratta di un ingrediente, bensì di uno strumento, o meglio di un utensile da cucina. Utensile che in realtà non fa parte della tradizione italiana ma piuttosto di quella ellenica e, più in generale, dei Balcani. Ma cos’è il briki? Perché è importante ai fini di una corretta preparazione del caffè Greco?

Il briki è tecnicamente un pentolino, un contenitore di metallo che serve a riscaldare un liquido. Non è un pentolino qualunque, e per capirlo è sufficiente dargli un’occhiata. A risultare strana è infatti la forma, che è decisamente allungata verso l’alto. Il briki si presta a molti usi, tra cui spicca proprio quello della preparazione del caffè greco. E’ proprio la sua forma a garantirne la perfetta riuscita, grazie ad essa infatti si ha un’uniforme trasmissione del calore favorendo il deposito sul fondo dei residui del caffè. Inoltre fa sì che la schiuma emerga in maniera più omogenea, donando al caffè una maggiore “morbidezza”.

Ecco la ricetta del caffè greco:

Ingredienti:

  • 2 cucchiaini di caffè macinato per ogni tazza,
  • una tazza d’acqua per ogni porzione,
  • zucchero,
  • spezie (cannella o cardamomo).

Preparazione:

Per la preparazione del caffè greco iniziate inserendo l’acqua nel briki. Poi versate il caffè macinato nell’acqua e mescolate con un cucchiaio. Aggiungete lo zucchero (facoltativo) e portate ad ebollizione a fuoco lento. La “cottura” è terminata quando dalla miscela emerge una schiuma densa e scura. A questo punto versate il caffè nelle tazzine e fate riposare per un paio di minuti. Questo passaggio è necessario in quanto il caffè all’inizio non è solo caldo, ma anche bollente. Inoltre, è necessario affinché la polvere residua si posizioni sul fondo. Servite e buon break!

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16-07-2020
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del web, mi conoscono come Nonnapaperina.

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