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Caffè turco, una versione davvero squisita

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Caffe turco

Cosa ha di speciale il caffè turco?

Il caffè turco è uno dei caffè più apprezzati del mondo. A dispetto del suo nome, è consumato anche in Grecia e nei Balcani. E’ un caffè diverso dal nostro, un po’ più forte ma più lungo. Di norma è anche speziato, ma molti lo apprezzano al naturale, con il solo zucchero ad arricchire la bevanda. Il caffè turco deve essere preparato con un’apposita caffettiera, la cezve o ibrik che dir si voglia. Si tratta di una caffettiera che per certi versi assomiglia alla nostra moka, ma che spicca per un profilo più snello. E’ più potente delle caffettiere nostrane, dunque occorre fare attenzione in quanto l’acqua bolle con una rapidità maggiore.

Particolare è anche la fase finale, ossia quella che precede il consumo del caffè. Infatti, una volta versato nelle tazzine, occorre aspettare qualche secondo, ovvero il tempo necessario affinché la polvere di caffè si depositi sul fondo. A proposito del caffè, esistono miscele ad hoc, ma in linea di massima è possibile utilizzare qualsiasi tipologia di caffè. L’unico accorgimento, da questo punto di vista, riguarda la macinazione, che deve essere “completa” in quanto il caffè deve trasformarsi in una polvere sottilissima, quasi impalpabile.

E’ una preparazione che risale all’antichià  che affonda le sue radici in tempi davvero remoti. Si racconta, infatti, che uno dei primi caffè alla turca fu quello preparato da Allah e offerto dall’Arcangelo Gabriele a Maometto, il quale stremato dal caldo del deserto riuscì a riprendersi e a sconfiggere 40 cavalieri.

Una leggenda, che si tramanda da secoli. Che racconta del valore immenso che questa bevanda ha per la cultura di cui porta il nome, Paese che ha simboleggiato un po’ le “porte dell’Occidente” per questa misteriosa e profumata miscela nera. A metà del 1500 ad Istanbul veniva aperta la prima ca etteria, molto prima che in Europa, luogo di incontro di personaggi.I turchi lo considerano un vero e propriorituale e lo ritengono immancabile in momenti importanti della loro vita  come i matrimoni, le cerimonie religiose, ma anche quando arrivano degli ospiti a casa.

Al caffè turco è legata anche la caffeomanzia, l’arte di leggere i fondi del caffè. È proprio consumando e quindi rovesciando una tazzina di caffè turco che, in passato, si leggeva il futuro nelle figure che risultavano dalla miscela rimasta sul fondo. Oggi quest’arte è quasi del tutto caduta in disuso. L’amore per il caffè invece resiste. Nei millenni.

Come speziare il caffè turco?

Una delle differenze tra il caffè alla turca è il nostro caffè riguarda la possibilità di aggiungere delle spezie. In effetti, vista la grande tradizionale speziale che il Medioriente vanta, molti bevono il caffè speziato. A tal proposito, quali spezie utilizzare? Da questo punto di vista è garantito il massimo margine di discrezione, ma alcune soluzioni sono più frequenti di altre. Di norma si opta per la cannella e il cardamomo. La cannella è una delle spezie più dolcificanti in assoluto, d’altronde viene impiegata soprattutto per le produzioni dolciarie. In questo caso sostituisce o potenzia lo zucchero, pur garantendo un aroma specifico, capace di aumentare la profondità organolettica della bevanda.

Caffe turco

Discorso diverso per il cardamomo, che si caratterizza per un sapore “fresco” e di tipo floreale. Alcune varianti, poi, rievocano il sapore acre del limone. Il cardamomo va quindi impiegato quando si desidera avere un caffè turco con un sentore più forte e acidulo. Quando vanno aggiunte le spezie? Di norma dopo la polvere di caffè e lo zucchero, comunque poco prima di rimettere la caffettiera sul fuoco. In questo modo si favorisce un’amalgama completa e un’efficace commistione di sapori.

Alcuni accorgimenti da seguire

Rispetto al nostro caffè, quello turco pone in essere alcune problematiche. La questione riguarda soprattutto la temperatura dell’acqua. Di norma l’acqua della moka nostrana deve bollire, o in qualche modo arrivarci vicino. Il processo in questo caso è diverso, in quanto è il calore stesso a favorire la commistione dei sapori e le dinamiche di infusione che caratterizzano il caffe turco. Tuttavia, se si esagera e si arriva all’ebollizione, tutti gli ingredienti vanno incontro a una carbonizzazione. Insomma la bevanda perde il suo aroma e acquisisce uno sgradevole sentore amaro.

Come si fa il caffè turco? Fate attenzione anche alle dosi. In genere quando si utilizza una caffettiera italiana, la classica moka, è semplice rispettare le proporzioni: l’acqua deve raggiungere la valvola (o almeno sfiorarla), il caffè, invece, deve riempire la cialda. In questo caso è diverso e occorre “avere occhio”. Per non sbagliare, calcolate 50 ml. di acqua e un cucchiaino di polvere di caffè a persona. Questa bevanda turca sta prendendo piede anche da noi.

Ricetta caffè turco:

Ingredienti per 1 persone:

  • 1 cucchiaino di caffè in grani,
  • 50 ml. di acqua,
  • q. b. di zucchero.

Preparazione caffè turco:

Come si prepara il caffè turco? Per la preparazione del caffè turco iniziate macinando il caffè o, in alternativa, utilizzare direttamente il caffè macinato finissimo “alla turca”. Portate l’acqua ad uno stadio immediatamente precedente all’ebollizione, mettendola nel cezve (una tradizionale caffettiera mediorientale). A fuoco spento aggiungete il caffè e lo zucchero, mescolate e accendete di nuovo la fiamma. In questa fase, se lo desiderate, potete aggiungere anche le spezie.

Continuate così fino a quando la soluzione non aumenta di volume, formando la schiuma. Ora spegnete il fuoco e versate il caffè nelle tazzine, attendendo fino a quando la polvere di caffè non ha raggiunto il fondo. Se si desidera un caffè più corposo si può lasciare raffreddare per qualche secondo per poi rimetterlo sul fuoco per altre due volte, senza far raggiungere l’ebollizione.

4.5/5 (8 Recensioni)
Riproduzione riservata
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2 commenti su “Caffè turco, una versione davvero squisita

  • Ven 3 Mar 2023 | Moretta ha detto:

    Non mi stupisce che il caffé turco, buono com’è, stia prendendo piede anche da noi. L’espresso a mio parere ha rovinato l’arte di preparare il caffé. Lo dico da veneta, cresciuta con il delizioso caffé preparato ancora all’antica maniera dai miei nonni, discendenti di coloro che furono i primi a portarlo in talia e a dare il via alla cultura delle caffetterie come luogo di ritrovo e discussione. Se a Venezia si fossero seduti davanti a un espresso, invece che davanti a un caffé preparato con calma e con cura, dubito fortemente che avrebbero fatto discorsi interessanti.
    A Napoli, dove se ne intendono, si usa la cuccuma, ed è forse l’unico posto in Italia dove si possa trovare un caffé veramente ben fatto.

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