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Caffè alla valdostana, una bevanda suggestiva

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
26/11/2021 alle 07:00

Caffè alla valdostana
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 05 min
cottura
Cottura: 00 ore 10 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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3.6/5 (15 Recensioni)

Il ruolo degli agrumi nel caffè alla valdostana

Uno dei punti di forza del caffè alla valdostana è la sua potenza aromatica, che completa il sentore corposo e “duro” del caffè. L’aroma è dato certamente dalla grappa e dal Génépy, che sono liquori aromatici per eccellenza. Tuttavia, ad insaporire il tutto e a conferire un aroma ulteriore, concorrono gli agrumi. Nello specifico, l’arancia e il limone, le cui scorze vengono aggiunte alla miscela, poco prima di procedere con la fiammata. Ovviamente vanno utilizzati solo piccoli pezzi di scorza, in modo da non sbilanciare troppo la bevanda.

Il ruolo degli agrumi, però, non si limita alla valorizzazione organolettica. Infatti, contribuiscono a rendere meno acido il caffè e molto più digeribile, un aspetto importante vista l’abbondanza di liquore (pari a circa la metà rispetto al caffè). La scorza di arancia e di limone, infatti, contengono sostanze alcalinizzanti, che prevengono l’acidità di stomaco. In ogni caso, proprio come la loro polpa, contengono elevate dosi di vitamina C e di sali minerali.

Ricetta caffè alla valdostana

Preparazione caffè alla valdostana

Iniziate preparando il caffè con il metodo ad infusione diretta, anziché quello espresso. In ogni caso il caffè deve essere abbastanza lungo. Ora versate il caffè bollente nella grolla o coppa (come vedete in foto) e aggiungete un pezzetto di buccia di arancia, di buccia di limone, la grappa e 2 bicchierini di Génépy.

Infine versate sei cucchiaini di zucchero, magari di più se lo preferite dolce, e date una consistente fiammata. Il vostro caffè alla valdostana sarà pronto non appena l’alcol sarà evaporato.

Ingredienti caffè valdostano

  • 4 tazzine di caffè lungo,
  • 2 bicchierini di grappa,
  • 2 bicchierini di Génépy (liquore a base di erbe),
  • 4 cucchiaini di zucchero,
  • 1 arancia,
  • 1 limone.

Grolla dell’amicizia: ricetta del caffè alla valdostana

Grolla dell’amicizia, caffè caldo condiviso in compagnia e profumo di montagna: la tradizione valdostana vive in questa bevanda che scalda il cuore. La grolla valdostana in legno di noce, con beccucci, è il simbolo del rito.

In questo articolo scopriamo storia, usi e come preparare il caffè alla valdostana a casa. Troverai consigli pratici, varianti e note per chi ha esigenze alimentari.

Curiosità e consigli utili
La grolla dell’amicizia non va confusa con la “coppa dell’amicizia”. La prima è un calice alto; la seconda è più bassa e larga. Entrambe nascono dall’artigianato valdostano in legno di noce e invitano a bere “a turno”.

Origini, produzione e significato della grolla

Le grolle sono oggetti tipici della Valle d’Aosta, simboli di convivialità e amicizia. Nascono nelle comunità alpine e vengono realizzate nei laboratori di artigianato locale, in particolare ad Aosta, Cogne, Saint-Vincent e nei paesi della Valgrisenche e della Val d’Ayas.

Tradizionalmente, le grolle valdostane sono costruite in legno di noce, scelto per la sua robustezza e per la capacità di mantenere il calore senza alterare il sapore delle bevande. In passato si utilizzavano anche altri legni locali, come ciliegio o acero, ma il noce è rimasto il più pregiato. Alcuni artigiani decorano le grolle con intagli floreali o geometrici, altri preferiscono una finitura liscia e levigata.

La forma può essere alta e stretta (grolla classica) o bassa e larga con più beccucci (coppa dell’amicizia). Il coperchio serve a mantenere la temperatura e ridurre l’evaporazione, mentre i beccucci permettono di bere a turno, senza usare tazze individuali.

Oggi le grolle della Valle d’Aosta sono anche souvenir turistici, ma restano soprattutto oggetti da regalo, spesso personalizzati con nomi o date. Sono legate indissolubilmente al caffè alla valdostana, bevanda calda e aromatica che si gusta in compagnia, seguendo un rito che unisce tradizione e amicizia.

La grolla è un calice in legno tornito con coperchio. È legata alla convivialità alpina e all’arte dell’intaglio. In Valle d’Aosta è un oggetto identitario, spesso donato e tramandato.

Nel tempo è diventata emblema di amicizia. La bevuta “a la ronde” rinsalda i legami e dà valore al momento condiviso.

Se vuoi approfondire storia e artigianato locale, visita il portale turistico della Valle d’Aosta e la pagina dedicata agli oggetti in legno.

Diete, intolleranze ed esigenze particolari

  • Senza glutine: la ricetta è naturalmente priva di glutine. Usa caffè, zucchero e liquori certificati. Evita additivi non chiari.
  • Lattosio: non sono previsti latticini.
  • Nichel: valuta la tolleranza personale. In alternativa al caffè, prova cicoria o orzo solubile e riduci le scorze di agrumi. Approfondisci la gestione del nichel qui: alimenti e nichel.
  • Alcol: ricetta alcolica; non adatta a minori, gravidanza, allattamento e chi deve evitare alcol. Puoi fare una versione “analcolica” con sciroppi di erbe.
  • Caffeina: se sensibili, usa caffè decaffeinato o bevande alternative.

La grolla dell’amicizia è perfetta a fine pasto, in baita o dopo una cena invernale. Si abbina a dolci secchi, crostate di frutta, paste di meliga e torte di nocciole (per chi le tollera).

Per un tema di montagna, accompagna con formaggi locali e confetture. Mantieni le porzioni piccole: la bevanda è calda e profumata.

Ora che conosci origini, rito e accorgimenti, passa alla preparazione completa del caffè alla valdostana nella tua cucina. Segui la ricetta passo passo nella sezione dedicata e goditi il momento con chi ami.

Cosa ha di speciale il caffè alla valdostana?

Il caffè alla valdostana è sicuramente il caffè più “suggestivo” che possiate mai sorseggiare. E’ particolare sia il gusto che la preparazione. Inoltre è unico, o per lo meno insolito, anche il modo bere il caffè. Infatti, il caffè alla valdostana si beve e si prepara nella grolla dell’amicizia o grolla valdostana. Si tratta di una specie di caraffa chiusa, decorata con legno intarsiato e molto bella da vedersi.

E’ un vero pezzo di artigianato della tradizione valdostana, per quanto sia in uso anche in Piemonte e in Liguria. Ha sei beccucci e un buco al centro. Una volta preparato il caffè, viene scaldato con una vera e propria fiammata (un po’ come si fa con certi cocktail), poi viene fatta girare “ à la ronde” tra i commensali, che bevono dalla stessa “enorme tazza”. E’ un’usanza tipica di costume della cucina valdostana, nata tra il XVI e il XVIII secoloche è arrivata integra ai giorni nostri.

Non vi preoccupate, nessuno poggia le labbra dove le hanno poggiate gli altri, infatti la grolla dell amicizia o coppa dell amicizia ha quattro o più “bocche”. Ad ogni modo il suo nome evoca proprio la condivisione. Anche il caffè presenta tratti peculiari, infatti, oltre ad essere realizzato con una specie di “flambè”, è frutto di un mix di caffè lungo, grappa e Génépy (un liquore tipico). Non di rado si aggiungono anche altre spezie e aromi. Tuttavia abbastanza preponderante è il sentore di grappa, che si contamina con quello del caffè per produrre una bevanda dal sapore forte e aromatico allo stesso tempo.

Cos’è il Génépy?

Il Génépy, utilizzato nel caffè alla valdostana, è un liquore molto particolare che appartiene alla tradizione del Piemonte e della Val d’Aosta. Di recente (nel 2012) ha ottenuto il marchio IG, Indicazione Geografica, a testimonianza di un’origine ben radicata nel territorio. Le ricette di Génépy sono però numerose, e cambiano a seconda degli ingredienti. Il liquore viene realizzato con le artemisie, delle piante particolari che crescono sulle Alpi. Nello specifico si utilizzano i fiori, che vengono impiegati per aromatizzare l’etanolo.

Caffè alla valdostana

Il Génépy ha un sapore decisamente aromatico e delicato allo stesso tempo. Inoltre è moderatamente dolce e viene impiegato sia come digestivo che come aperitivo. Viene prodotto per mezzo di una infusione prolungata a freddo, o in alternativa previa distillazione di un infuso di steli floreali, a cui si aggiunge lo sciroppo di zucchero. In base ai differenti tipi di artemisie si hanno liquori diversi, infatti il Génépy nero si ottiene con l’artemisia spicata, invece quello bianco con l’artemisia umbelliformis.

Ricette con caffè ne abbiamo? Certo che si!

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La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. 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