Paccheri con asparagi e caviale: un primo raffinato

Paccheri con asparagi e caviale
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Asparagi violetti e caviale: un abbinamento azzeccato

I paccheri con asparagi violetti e cavale sono un primo raffinato e allo stesso tempo gustosissimo. Questa ricetta si caratterizza per un sapore delicato e tuttavia dotato di una forte personalità. Il merito va senz’altro alla scelta degli ingredienti, che si rivela azzeccatissima. La raffinatezza e la sobrietà degli asparagi violetti si sposano perfettamente con il sapore forte e deciso del caviale. La patata, poi, dona al piatto una certa corposità.

I paccheri con asparagi violetti e caviale, inoltre, costituiscono un primo molto semplice da preparare, nonostante la quantità considerevole di ingredienti. E’ sufficiente porre la massima attenzione ai tempi di cottura, che differiscono da materia prima a materia prima.

L’ Asparagus officinalis è una pianta indigena dell’Europa e dell’Asia in zone dal clima temperato; in Italia viene comunemente coltivato negli orti. Gli asparagi erano molto apprezzati dai Romani, tra i quali sono da ricordare Giulio Cesare e il poeta satirico Giovenale. Gli asparagi possono essere coltivati dal seme oppure darizomi (detti zampe) da cui si originano i polloni carnosi e muniti di squamette alla estremità, che si usano come ortaggi di primavera. A seconda del modo di coltivazione si hanno asparagi verdi o asparagi bianchi (cresciuti interrati), che sono tanto più apprezzati quanto più estesa è la parte tenera e commestibile. Si hanno numerose varietà di asparagi, da raggruppare nel modo seguente: asparago verde o asparago comune; asparago violetto o rosato, fra cui il bianco d’Olanda, che ha per prototipo assai pregiato l’ Argenteuil; l’asparago d’Alemagna o di Milano.

Negli Stati Uniti sono state ottenute delle varietà giganti quale la colossale di Connovers, ancora poco diffusa in Italia. Le varietà precoci si trovano già a febbraio, ma la massima produzione si ha in maggio/giugno.

La varietà più comune di asparagi è di colore verde chiaro. Scegliete cime diritte, di dimensioni uniformi, con punte compatte. Le cime rotonde e piene sono generalmente più tenere di quelle piatte. Dopo avere avvolto le basi in un panno umido, si conserva in frigorifero in una busta di plastica.

Gli asparagi sono una buona fonte delle vitamine A e C, sono inoltre ricchi di calcio, fosforo, potassio, ferro e tianina.

Perché i paccheri ?

L’ingrediente principale è rappresentato dai paccheri. D’altronde, si tratta di un primo piatto. Dunque, fate attenzione alla qualità e al tipo di paccheri. Il mio consiglio è di optare per i paccheri di Nativa Food, che si fanno apprezzare per il gusto genuino e per gli elevati valori nutrizionali. I paccheri di Nativa Food, come tutti i prodotti di questa italianissima azienda, sono infatti senza glutine, il ché è sinonimo di elevata digeribilità.

Paccheri con asparagi e caviale

Chi non soffre di intolleranza al glutine, in genere storce il naso di fronte ai cibi gluten-free, che vengono considerati meno gustosi, quasi fossero un surrogato. Nativa Food confuta questa credenza, e infatti produce deliziosi alimenti gluten-free, che sono indirizzati tanto ai celiaci quanto ai non celiaci. Glutine a parte, dei prodotti Nativa Food e in particolare dei paccheri, si apprezza il sapore, l’elevata digeribilità, le proprietà nutrizionali e l’origine 100% biologica.

Il segreto dei paccheri con asparagi violetti e caviale

Il segreto dei paccheri con asparagi violetti e caviali sta paradossalmente nella patata, o, per meglio dire, nell’interazione tra la patata e gli asparagi. La prima infatti rilascia l’amido, i secondi rilasciano la classica acqua da verdura. Insieme, formano una salsina molto buona, della giusta densità, in grado di riequilbrare un piatto che altrimenti rischierebbe di essere troppo asciutto.

Tra l’altro, il sapore della patata e quello dell’asparago violetto si sposano benissimo. Non si coprono a vicenda, e anzi si esaltano l’un l’altro.

Ecco la ricetta dei paccheri con asparagi violetti e caviale

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr. di paccheri Nativafood
  • 1 cipolla viola
  • 10 asparagi violetti
  • 1 patata
  • 2 foglie di basilico fresco
  • qualche foglia di menta fresca
  • 50 gr. di caviale
  • 40 gr. di burro chiarificato

Preparazione

Per prima cosa occupatevi della salsa. Tagliate la cipolla e la patata alla julienne e rosolateli in una padella in cui precedentemente avete fatto riscaldare un filo d’olio e sciogliere il burro. Nel frattempo sbiancate gli asparagi: tagliateli grossolanamente e gettateli nell’acqua bollente. Appena possibile rimuovete i filamenti, che in genere risultano fastidiosi alla masticazione e rovinano l’estetica del piatto. Trascorsi cinque minuti di bollitura, recuperate gli asparagi e metteteli dentro una ciotola di acqua fredda. Questa è un’operazione necessaria per fermare la cottura e preservare il colore vivace degli asparagi.

Una volta che gli asparagi si sono intiepiditi, riponeteli nella padella con le cipolle e le patate, che nel frattempo dovrebbero essere a metà cottura (che corrisponde a circa 15 minuti). Continuate a cuocere per un altro quarto d’ora. In questo lasso di tempo si formerà una salsina deliziosa, in quanto l’acqua rilasciata dagli asparagi andrà ad amalgamarsi con l’amido delle patate. Adesso è il turno dei paccheri. Semplicemente fateli cuocere in acqua bollente per circa dieci minuti. Scolateli e versateli nella padella che contiene la salsa e mescolate. Impiattate e aggiungete il caviale e la menta.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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