Canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio
Canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio: sapore di montagna in versione senza glutine e lattosio
I canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio sono una rivisitazione creativa di un classico della cucina alpina. Questa versione senza glutine e lattosio rende il piatto accessibile a chi segue diete specifiche, senza compromettere il gusto ricco e autentico.
I canederli, palline saporite di pane e spezie, sono un pilastro della cucina di montagna. La loro versione con finferli (un tipo di fungo selvatico), cavolfiore e formaggio offre un equilibrio perfetto tra la ricchezza del fungo e la leggerezza del cavolfiore, arricchito dal sapore delicato del formaggio.
I canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio in versione senza glutine e senza lattosio sono un piatto che porta il sapore della tradizione in una chiave moderna e inclusiva. È una ricetta che celebra i sapori della montagna, adatta a tutti coloro che desiderano gustare un piatto tipico senza preoccuparsi di glutine e lattosio.
Ricetta canederli ai finferli
Preparazione canederli ai finferli
Fate bollire i canederli nel brodo per circa 10 minuti, un quarto d’ora al massimo. Intanto cuocete a vapore le cimette di cavolfiore finché non saranno diventate croccanti, infine fatele saltare per uno o due minuti nel burro fuso. Mescolate per bene la besciamella ed il formaggio cremoso creando una sorta di cremina.
Adesso componete il piatto: su una pirofila adagiate gli ingredienti in quest’ordine: uno strato di crema di besciamella e formaggio, i canederli, un altro strato di crema, le cimette di cavolfiore, un terzo strato di crema. Spolverate un po’ di parmigiano grattugiato e infornate a 180 gradi fino a quando non avrete ottenuto una bella doratura.
Ingredienti canederli ai finferli
- 8 canederli ai finferli
- 175 gr. di formaggio cremoso Exquisa
- 400 gr. di cimette di cavolfiore multicolore
- 250 ml. di besciamella senza lattosio non molto densa
- 100 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi
- 80 gr. di burro chiarificato
- 1 litro di brodo
Cosa sono i canederli ai finferli
I canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio rappresentano una interessante variazione su un tema “tradizionale”, quello dei canederli ai finferli. La ricetta originaria getta le sue radici nella cultura culinaria alpina e danubiana, e in particolare in quella austriaca e altoatesina. Non a caso, le conifere presenti in entrambi i paesi abbondando di finferli. Realizzare i canederli ai finferli è tutto sommato semplice: si crea un impasto di uova, pane raffermo e, appunto, finferli già cotti, e si formano delle palline, le quali infine vengono cotte nel brodo.
Questa ricetta specifica però vede come protagonista almeno altri due ingredienti: il formaggio e il cavolfiore. Inoltre, è il procedimento a essere diverso o, per meglio dire, composito. Si tratta infatti di creare una sorta di gratin proprio a partire dai canederli ai finferli, e ovviamente previa l’integrazione del formaggio e delle cimette di cavolfiore. La ricetta, in realtà, è molto più semplice di quanto sembra, dunque vi invito caldamente a provarla.

Il Formaggio Cremoso Senza Lattosio Exquisa
Uno dei segreti dei canederli ai finferli con cavolfiore e formaggio è il formaggio. Non uno qualsiasi, bensì il Formaggio Cremoso Senza Lattosio di Exquisa. Come suggerisce il nome, è completamente delattosato, quindi può essere consumato anche dagli intolleranti al lattosio o da chi soffre di disturbi legati all’assorbimento di questo zucchero.
Non dovete pensare al processo di rimozione del lattosio come a un qualcosa di artificioso o di chimico. Tutt’altro, Exquisa impiega una metodologia completamente naturale, che non incide minimamente sulle qualità organolettiche del formaggio, né sul sapore. Anzi, il gusto è eccellente, persino superiore alle varianti di formaggio cremoso “normali”, ovvero contenenti glutine. Il Formaggio Cremoso Senza Lattosio Exquisa, quindi, dimostra l’attenzione che questa azienda presta alle tematiche del gusto, dell’accessibilità e del valore nutrizionale.
Le cimette di cavolfiore
Un altro ingrediente fondamentale di questa ricetta è rappresentato dalle cimette di cavolfiore. Con il termine “cimette” si indica, nello specifico, la parte superiore dell’ortaggio, quella che forma una sorta di capello. La cimetta è la parte più buona del cavolfiore, più tenera e saporita. In genere, è questa ad essere preferita nelle preparazioni che prevedono una composizione a strati o l’elaborazione di un gratin.
Il cavolfiore viene oggi largamente coltivato in Italia, specialmente nelle regioni centrali. È un tipo di cavolo selezionato piuttosto che per le foglie per i fiori, che diventano carnosi e sono commestibili. Il cavolfiore può venire surgelato con ottimi risultati; perciò è possibile raccogliere e conservare anche le infiorescenze che non vengono utilizzate immediatamente prima che vadano a seme. Si trova tutto l’anno; l’apice della produzione va da novembre a febbraio. Scegliete cavolfiori bianchi, non anneriti in superficie e con il fiore ben serrato. Un segno di freschezza è dato dalla presenza di qualche foglia verde. Conservatelo avvolto in un sacchetto di plastica nel cassetto delle verdure del frigorifero. Lavatelo accuratamente prima dell’uso.
Nel suo complesso, il cavolfiore è un alimento salutare. L’apporto calorico è ridotto (25 kcal per 100 grammi) così come quello dei grassi, che anzi è nullo. In compenso il cavolfiore contiene vitamina C, minerali e svariati antiossidanti.
Conosciamo i finferli e come riconoscerli.
I finferli sono funghi tra i più deliziosi e, per fortuna, abbondanti. Sono inoltre facilmente riconoscibili, vista la loro forma particolare: sono dotati di un grande cappello irregolare e di un gambo molto sottile. Il colore è piuttosto vario e, a seconda dell’umidità raccolta, va dal giallo tiepido al dorato. I finferli crescono soprattutto nei boschi di conifere e latifoglie, che caratterizzano soprattutto la dorsale appenninica. Crescono da giugno a ottobre e non è difficile scorgerli dopo lunghi e intensi periodi di pioggia.
I finferli si caratterizzano per un sapore delizioso e molto forte. Anche il profumo, particolarmente aromatico, è intenso. La carne è soda, tendente allo spugnoso, e piuttosto bianca. Viste queste caratteristiche, si prestano alle più svariate preparazioni. Non a caso, sono tra i funghi più apprezzati della cucina italiana.
Una delle caratteristiche dei finferli, comunque condivisa con la maggior parte dei funghi, è rappresentata dalle esigenze di conservazione e pulizia, che sono piuttosto stringenti. Sono ovviamente commestibili, tuttavia anche durante le prime fasi della putrefazione, quando appaiono ancora buoni al palato e gradevoli all’olfatto, cominciano a produrre sostanze che non fanno bene all’organismo. In parole povere, vanno consumati molto freschi. Se non si ha la possibilità di consumare i finferli freschi, è possibile congelarli (per non più di tre mesi però).
Ricette con finferli ne abbiamo? Certo che si!
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