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Filetto tartufato in crosta con pasticcio di patate, piatto gourmet

Filetto tartufato in crosta
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Filetto tartufato in crosta, perché è così buono

Il filetto tartufato in crosta è una splendida idea per un secondo diverso dal solito, ricco di ingredienti e quindi di gusto, ma che si caratterizzi allo stesso tempo per una certa eleganza. Il filetto tartufato risponde a questo identikit. Per capirlo, è sufficiente dare un’occhiata alla lista degli ingredienti, che oltre a essere piuttosto lunga, ospita alcuni cibi molto particolari e per loro stessa natura pregiati, come la pasta tartufata.

Il filetto tartufato in crosta non è però un secondo molto calorico. Certo, non è nemmeno dietetico, ma gli ingredienti non possono essere definiti grassi, se si escludono il burro chiarificato e il prosciutto cotto. L’aggiunta di grassi, poi, è ridotta al minimo visto che non c’è nemmeno l’olio! Realizzare il filetto tartufato in crosta, poi, non è complicato. Il processo è lungo, è vero, ma non prevede passaggi granché complicati, se si esclude l’operazione di riduzione del vino, che risulta un’operazione delicata a cui dedicare molta attenzione (è sufficiente ridurlo un po’ di più o un po’ di meno per cambiare completamente il sapore).

Le caratteristiche della carne di manzo

La protagonista di questo filetto tartufato in crosta, comunque ricchissima di ingredienti, è la carne di manzo. Molto probabilmente, è la carne più consumata, forse seconda solo a quella di maiale. Eppure, in genere si sa poco su di essa. E’ una carne salutare? E’ grassa? Vanta buone proprietà nutrizionali? Partiamo dall’apporto calorico: esso è mediamente (dipende dal taglio) piuttosto contenuto, e pari a 182 calorie per 100 grammi. La quantità di grassi è inferiore al 20%, in media, dunque più che sopportabile.

Filetto tartufato in crosta

La carne di manzo, e in particolare il filetto, è un’eccellente fonte di proteine, pari a ben il 22% (un valore molto alto persino tra le carni). Ottimo l’apporto di vitamine, in particolare la B12, che è fondamentale per la crescita e piuttosto difficile da trovare nei vegetali, la vitamina E e B6. La carne di manzo, poi, è una fonte importante di sali minerali e in particolare di potassio, fosforo e magnesio. Purtroppo, è anche una fonte di colesterolo quindi, come tutti gli alimenti animali, non si dovrebbe farne un uso eccessivo.

Cos’è la pasta tartufata?

La pasta tartufata, utilizzata nel nostro filetto tartufato in crosta, serve a dare un vero tocco di classe e a rendere questa ricetta quasi un secondo degno dei migliori ristoranti. Un piatto capace di impreziosire un secondo che già di suo sarebbe stato buonissimo. Ma cos’è la pasta tartufata? In breve, è un concentrato della salsa di tartufo. Ora, il tartufo è un alimento pregiato, è vero, ma in alcune sue varianti (come quelle impiegate per la salsa) è comunque alla portata di tutte le tasche.

I prodotti, a dire il vero, variano molto e si differenziano non solo in termini di qualità ma anche di composizione. Sicché la pasta tartufata spesso vanta l’aggiunta di altri ingredienti, a mo’ di condimento. Da questo punto di vista non ci sono grandi limitazioni e vincoli, potete scegliere quella che più vi aggrada, l’importante è seguire le istruzioni alla lettera e rispettare le dosi consigliate. Ma entriamo nel vivo della ricetta…pronti ai fornelli?

Ecco la ricetta del filetto tartufato in crosta:

Ingredienti per 6 persone:

  • 900 gr. di filetto di manzo;
  • 40 gr. diSalsa tartufata senza glutine Delizie al tartufo;
  • 100 gr. di prosciutto crudo;
  • 300 g di pasta sfoglia consentita;
  • 1 uovo;
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • q. b. di sale e pepe.

Per il pasticcio di patate:

  • 900 gr. di patate;
  • 60 gr. di burro chiarificato;
  • 60 gr. di parmigiano reggiano 24 mesi grattugiato;
  • 100 gr. di prosciutto cotto;
  • 200 gr. di mozzarella consentita;
  • un pizzico di noce moscata;
  • 100 gr. di pane grattugiato consentito;

per la riduzione al vino rosso:

  • 5 dl. di vino rosso;
  • 1 arancia;
  • 2 chiodi di garofano;
  • 30 gr. di miele di acacia;
  • 1 stecca di cannella;

Preparazione:

Per la preparazione del filetto tartufato in crosta iniziate aggiungendo sale e pepe alla carne, poi rosolatela in una padella con abbondante olio, infine cuocetela al forno per 10 minuti a 190 gradi. Fatela riposare in un luogo asciutto, in modo che diventi tiepida.

Cuocete le patate (con la buccia) in forno per 50 minuti a 190 gradi. Una volta pronte, estraetele, rimuovete la buccia, schiacciatele con una forchetta e unite in una ciotola capiente con il burro, il parmigiano, il prosciutto cotto, la mozzarella tagliata a dadini, la noce moscata, il sale e il pepe.

Mescolate accuratamente, poi versate il composto così ottenuto in 6 stampini monoporzione che avete precedentemente imburrato e cosparso di pane grattugiato. Cuocete il tutto al forno per 15 minuti a 180 gradi. Applicate la pasta tartufata sulla carne, coprite interamente con il prosciutto crudo e la pasta sfoglia, date una spennellata di uovo sbattuto e cuocete in forno a 190 gradi per 14 minuti.

Nel frattempo, versate in una pentola il vino rosso, la scorza grattugiata, il succo di arancia, i chiodi di garofano, il miele e la cannella. Accendete il fuoco e fate ridurre il liquido fino a quando non avrà perso il 75% del suo volume. Filtrate  e mettete da parte.

A questo punto impiattate: tagliate la carne a fette, disponetela insieme agli sformati di patate e concludete con la riduzione di vino, succo d’arancia e spezie. Servite e buon appetito!


Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e agli intolleranti al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


23-02-2018
Scritto da: Tiziana Colombo
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