Tortelloni di borragine, generatrice di buonumore a tavola e non solo

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Tortelloni di borragine MiriaOnesta

I mille volti di un ingrediente antico e dalle molteplici proprietà benefiche, capace di incidere positivamente sul nostro umore e sulla rigenerazione dei tessuti. Dall’olio di semi alle foglie saltate in padella. Attenzione però alle controindicazioni

Immagini e testo di Elisa Di Rienzo

La borragine, in botanica chiamata Borago officinalis, è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Boraginaceae. Originaria del vicino Oriente, è stata introdotta in Spagna e da lì si è diffusa in tutta l’area mediterranea, dove nasce spontaneamente.

La pianta è alta dai 15 ai 80 centimetri, con foglie di colore verde scuro, alterne, ovali, con i margini ondulati, ricoperte da una ruvida peluria, tanto che il suo nome pare derivare dalla parola latina “burra” che significa lana grezza, ad indicare proprio la peluria che ricopre le foglie.

La borragine è facilmente riconoscibile per la presenza dei suoi caratteristici fiori a 5 petali, disposti a stella, di colore blu-viola, che compaiono tra aprile e ottobre. Per i Greci e Romani questa pianta era simbolo di coraggio, ed era nota per indurre gioia e vitalità, tanto che alcuni fanno derivare il nome della pianta dal termine celtico “borrach” che significa, appunto, coraggio.

Carlo Magno la descriveva come “generatrice di buonumore” e Plinio, nei suoi scritti, sosteneva che il decotto di borragine aveva la proprietà di allontanare la tristezza. Ecco perchè la borragine viene anche chiamata la pianta del buonumore. È molto preziosa per le sue virtù, tanto da essere impiegata sia per uso cosmetico e medicinale, oltre che in cucina.

borragine-@ElisaDiRienzo

Proprietà: Questa pianta (e i suoi semi in particolare) vanta moltissime proprietà.

I semi di borragine sono ricchi di due acidi grassi polinsaturi, l’acido gamma linolenico, che è molto raro, e l’acido linoleico: entrambi presentano importanti proprietà per la rigenerazione dei tessuti cellulari e sono considerati utili per la prevenzione cardiovascolare.

Dalla loro spremitura a freddo viene ricavato un olio, considerato “il depurativo del sangue”: ricco di omega 6, aiuta la riduzione del rischio cardiovascolare, il controllo del colesterolo alto, l’ipertensione e l’azione antinfiammatoria coadiuvante nella cura dell’artrite reumatoide.

L’olio è un vero e proprio elisir di bellezza, da impiegarsi in qualsiasi fase della vita: dai neonati fino agli anziani, tutti possono trovare un valido aiuto in questa sostanza naturale, per combattere acne, rughe, smagliature e dermatiti. Si usa, infine, per rinforzare le unghie fragili.

La borragine è chiamata anche l’amico delle donne perché è un valido alleato contro i disturbi connessi al sistema ormonale femminile: dal malumore ai dolori legati al ciclo mestruale fino ai problemi correlati alla menopausa.

Inoltre vanta una grande azione depurativa, grazie all’alto contenuto di sali di potassio che favoriscono l’eliminazione delle scorie attraverso la sudorazione.

Come dicevamo, la borragine era considerata molto utile per combattere la malinconia. E ancor oggi le vengono attribuite proprietà antidepressive, anche se non ancora scientificamente comprovate.

Particolarmente ricca di vitamina C, la borragine era un noto rimedio della medicina popolare e naturale contro i piccoli problemi a bronchi e gola, anche se oggi il suo uso terapeutico e medicinale è sconsigliato sia per l’insufficienza delle evidenze mediche che, soprattutto, perchè i petali delle foglie conterrebbero, in quantità ancora non ben definita, sostanze con caratteristiche epatotossiche e cancerogene.

borragine@ElisaDiRienzo

Controindicazioni: La borragine non è priva di effetti collaterali e controindicazioni. Bisogna conoscerla bene per utilizzarla nella maniera più corretta. Come molte altre piante contiene effettivamente alcaloidi pirrolizidinici, sostanze con un certo livello di tossicità che possono creare lesioni e tumori al fegato.

Questo non significa che sia una pianta tossica, ma vanno comunque limitate le preparazioni di decotti e tisane e ne è sconsigliato l’uso in forma cruda, evitandone, soprattutto, un utilizzo continuativo e in dosi importanti: come dicevano gli antichi “la dose è veleno”. Ha effetti collaterali anche in caso di emofilia o se si assumono anticoagulanti, in quanto tende a fluidificare il sangue.

L’olio di semi di borragine è invece considerato un prodotto sicuro, non contiene alcaloidi ed è inserito nella lista del Ministero della Salute che riguarda le piante utilizzabili come ingredienti di integratori alimentari. La borragine resta perciò un effettivo sostegno alla purificazione e alla riattivazione dei nostri organi all’arrivo della bella stagione, ma a patto che non venga consumata cruda, che non si soffra di problemi epatici, che non ci sia una gravidanza in corso e non si stia allattando.

In cucina: La borragine è una pianta selvatica molto impiegata in cucina, soprattutto nella tradizione ligure. Si utilizzano i fiori, ma soprattutto le foglie, in genere dopo una bollitura per eliminare la peluria.

Vengono spesso impiegate per aromatizzare diverse pietanze in virtù del loro sapore un po’ asprigno, che ricorda vagamente il cetriolo. Le foglie si consumano anche saltate in padella, come verdura di contorno o per risotti, minestre, zuppe, frittate e come ripieno per torte salate: rappresenta ad esempio un ingrediente tipico della torta pasqualina.

Tra le ricette più apprezzate, sicuramente, la pasta ripiena, i Tortelloni di borragine oppure le foglie passate in pastella e fritte. Si usano anche i fiori, bellissimi: per guarnire i piatti, nelle insalate, oppure canditi per decorare le torte o congelati all’interno di cubetti di ghiaccio per dare un tocco colorato alle bevande estive. Si usano anche nella grappa e per colorare l’aceto.

La ricetta e la foto del piatto sono di Miria Onesta

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:

  • 100 gr di farina di riso
  • 100 gr di farina di tapioca
  • 2 uova
  • Sale q.b.

Per il ripieno:

  • 200 gr di ricotta Accadi
  • 20 gr di Parmigiano Reggiano 36 mesi
  • 20 gr di borragine
  • Sale q.b.

Per condire:

  • Burro chiarificato
  • Parmigiano Reggiano 36 mesi
  • Fiori di borragine

Preparazione:

Lavate le foglie di borragine e scottatele in acqua bollente leggermente salata per 2-3 minuti.

Scolate le foglie e tamponatele con carta da cucina, tritatele finemente.

Mettete la ricotta in una ciotola, unite il parmigiano grattugiato, le foglie di borragine tritata e mescolate bene.

Su un piano da lavoro fate la fontana con le farine, unite un pizzico di sale e le uova, impastate finché non otterrete un impasto liscio ed omogeneo.

Stendete la pasta e tagliate dei quadratini da 4 cm di lato, su metà mettete un cucchiaino di ripieno.

Bagnate i bordi con dell’acqua e coprite con i quadratini di pasta rimasti, pressate con i rebbi di una forchetta per sigillare bene.

In una padella fate fondere il burro chiarificato a fiamma lieve.

Tuffate i ravioli in abbondante acqua salata, fate cuocere per 2 minuti, scolateli con un mestolo forato e passateli nella padella con il burro chiarificato, aggiungete del parmigiano grattugiato e fate insaporire un minuto.

Impiattate, cospargete con altro parmigiano reggiano e decorate con i fiori di borragine.

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