Papaya, il frutto che aiuta a digerire

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Non si coltiva in Italia, ma si trova nei supermercati: la papaya

La Papaya, pur non essendo un frutto tipicamente italiano, è comunque un alimento noto al pubblico della nostra penisola. Magari non tutti avranno già avuto il piacere di assaggiarlo, ma siamo certi che almeno una volta vi sarà capitato di vederlo in vendita al supermercato.

Essendo una pianta che necessita di un clima tropicale o subtropicale, in Italia non esistono coltivazioni massicce. Qualche fortunato abitante della costa calabrese o siciliana riesce a ottenere un raccolto ogni anno, ma si tratta di casi isolati in luoghi particolarmente favorevoli.

La Papaya un frutto proveniente dall’Asia

La Papaya è una pianta antica coltivata in centroamerica da molti secoli. In Messico, nella lingua nahuatl, era conosciuta anticamente con il nome di Chichihualtzapotl che significa “frutto dolce da balia”.

Il motivo è presto detto: la papaya era un frutto particolarmente connesso con la fertilità. Nonostante la pianta sia originaria di quei luoghi, oggi è in altre zone del mondo che questo frutto prospera.

Richiede un clima caldo e umido con temperature sempre miti e lontane dallo zero, oppure si rischia di perdere il frutto.

Grazie al clima ideale, nelle Filippine questa pianta si coltiva massivamente ed ha assunto un ruolo importante nell’economia del Paese. Di grande pregio sono le coltivazioni sull’isola di Guimaras.

Papaya un frutto che può arrivare a pesare quasi 10 kg 

La Papaya è un albero con un fusto alto, ma poco ramificato che può raggiungere i 10 metri dal terreno. Il tronco è sottile e morbido, facilmente scalfibile.

Tagliandolo, fuoriesce della linfa bianca da cui però bisogna stare alla larga: è infatti tossica per l’uomo al solo contatto con la pelle.

Le ramificazioni si trovano perlopiù in cima, a meno che il tronco non presenti cicatrici: in questo caso è possibile vederne anche ad altezze meno elevate.Le foglie sono large e possono raggiungere i 70 cm di diametro.

Il frutto dell’albero di Papaya può essere di colore verde, giallo, arancione o rosa. Ha una forma oblunga ed una consistenza delicata. Il peso è notevole: infatti il frutto può arrivare anche a pesare quasi 10 kg! Si tratta di casi sporadici, però.

La vasta commercializzazione ha fatto sì che si prediligessero pezzi più facilmente trasportabili e consumabili. Nei mercati, infatti, si trovano esemplari di circa 0.5 kg.

Più il frutto è piccolo, più sarà semplice venderlo. Inoltre, le piante “nane” sono coltivate maggiormente perché sono quelle più produttive.

La Papaya: buona da mangiare e straordinaria per la digestione 

La Papaya nasce come frutto da consumo: si può ingerire intero, oppure frullato. Sono note, infatti, bevande a base di Papaya. Tutto ciò che è legato a questo alimento è di facile assimilazione grazie alla papaina, principio attivo presente nel frutto.

Originariamente si pensava fosse utile per il dimagrimento, ma gli ultimi studi hanno mostrato l’importanza di questo enzima durante la digestione.

Oggi se ne producono oltre 1000 tonnellate annuali e gli usi sono i più disparati: dalla fabbricazione dei cosmetici alla fermentazione della birra, passando per l’industria alimentare.

papaya formosa

£ la Papaya formosa la conosci? : un digestivo naturale

La papaya formosa è un frutto esotico dalle origini non certe, sembra sia stato scoperto nell’area dell’America centrale. Alcuni ritengono che sia originario della Malesia. Di una cosa siamo certi: viene coltivato nei paesi tropicali, in quanto la temperatura calda e umida non ne favorisce il suo sviluppo.

Molto spesso, questo frutto non si trova nei supermercati ma in veri e propri negozi specializzati nella vendita di frutti esotici. La sua polpa di questo è di colore rosso, dal sapore intenso e delicato. El contenuto di zuccheri presenti è abbastanza basso. Per tale ragione, la papaya famosa viene considerata un vero e proprio digestivo: può essere assunta anche dopo un pranzo o una cena piuttosto sostanziosi.

Per via dei suoi colori particolarmente vivaci, la papaya formosa viene anche denominata “il prodotto della vitalità”. Le sue dimensioni possono variare, così come il suo peso, che può arrivare fino a tre chili. Dal suo interno fuoriesce anche un liquido di colore bianco utilizzato per estrarre un importante enzima, la papaiana, impiegata nel settore farmaceutico, ma anche in altri ambiti, come quello dell’alimentazione, tessuti, cuoio e alcuni addirittura ritengono che venga adoperata anche per la produzione della birra. Ma quest’ultimo dato non è certo.

Papaya formosa : ecco le sue principali proprietà benefiche

Circa l’88% della papaya formosa è composto da acqua. Si tratta di un frutto a basso contenuto calorico: in 100 grammi di prodotto, infatti, sono contenute appena 43 kcal. Risulta importante, invece, l’apporto di vitamina C che è in grado di conferire al nostro organismo, a cui si aggiungono anche la vitamina A, vitamina E e la vitamina K. Tra i sali minerali più rilevanti, presenti in maggior misura, ricordiamo il rame, il magnesio e il potassio.

Quando si trova nello stato di perfetta maturazione, all’interno della papaya formosa sono rinvenibili delle sostanze antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi, principale causa dell’invecchiamento delle nostre cellule e dell’insorgenza di diverse forme tumorali e di patologie cardiovascolari. In particolar modo, la papaya può diventare un valido alleato per contrastare la nascita del tumore al colon.

Alcune sostanze contenute nella papaya formosa, inoltre, sono in prima linea nella prevenzione dell’ossidazione del colesterolo. Quando il colesterolo si ossida, infatti, si vengono a formare delle pericolosissime placche considerate le più pericolose determinanti di ictus e infarti.

Il livello del colesterolo cattivo presente nel nostro sangue può essere ridotto quando si mangia la papyia formosa: essa, infatti, contiene tante fibre che sostengono anche l’attività intestinale, garantendone la sua regolarità.

La papaya formosa è un frutto che si presta a diversi utilizzi in cucina. Essa, infatti,  può essere presa in considerazione per la realizzazione di rinfrescanti succhi che svolgono anche un importante ruolo di naturale digestivo, come abbiamo indicato qualche rigo fa. I suoi semi, una volta essiccati, possono diventare dei validissimi aromi naturali che danno sapore alle pietanze a base di carne oppure per condire delle fantasiose insalate.

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16-04-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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