Papaya, il frutto che aiuta a digerire

papaya
Commenti: 0 - Stampa

Non si coltiva in Italia, ma si trova nei supermercati: la papaya

La Papaya, pur non essendo un frutto tipicamente italiano, è comunque un alimento noto al pubblico della nostra penisola. Magari non tutti avranno già avuto il piacere di assaggiarlo, ma siamo certi che almeno una volta vi sarà capitato di vederlo in vendita al supermercato.

Essendo una pianta che necessita di un clima tropicale o subtropicale, in Italia non esistono coltivazioni massicce. Qualche fortunato abitante della costa calabrese o siciliana riesce a ottenere un raccolto ogni anno, ma si tratta di casi isolati in luoghi particolarmente favorevoli.

La Papaya un frutto proveniente dall’Asia

La Papaya è una pianta antica coltivata in centroamerica da molti secoli. In Messico, nella lingua nahuatl, era conosciuta anticamente con il nome di Chichihualtzapotl che significa “frutto dolce da balia”.

Il motivo è presto detto: la papaya era un frutto particolarmente connesso con la fertilità. Nonostante la pianta sia originaria di quei luoghi, oggi è in altre zone del mondo che questo frutto prospera.

Richiede un clima caldo e umido con temperature sempre miti e lontane dallo zero, oppure si rischia di perdere il frutto.

Grazie al clima ideale, nelle Filippine questa pianta si coltiva massivamente ed ha assunto un ruolo importante nell’economia del Paese. Di grande pregio sono le coltivazioni sull’isola di Guimaras.

Papaya un frutto che può arrivare a pesare quasi 10 kg 

La Papaya è un albero con un fusto alto, ma poco ramificato che può raggiungere i 10 metri dal terreno. Il tronco è sottile e morbido, facilmente scalfibile.

Tagliandolo, fuoriesce della linfa bianca da cui però bisogna stare alla larga: è infatti tossica per l’uomo al solo contatto con la pelle.

Le ramificazioni si trovano perlopiù in cima, a meno che il tronco non presenti cicatrici: in questo caso è possibile vederne anche ad altezze meno elevate.Le foglie sono large e possono raggiungere i 70 cm di diametro.

Il frutto dell’albero di Papaya può essere di colore verde, giallo, arancione o rosa. Ha una forma oblunga ed una consistenza delicata. Il peso è notevole: infatti il frutto può arrivare anche a pesare quasi 10 kg! Si tratta di casi sporadici, però.

La vasta commercializzazione ha fatto sì che si prediligessero pezzi più facilmente trasportabili e consumabili. Nei mercati, infatti, si trovano esemplari di circa 0.5 kg.

Più il frutto è piccolo, più sarà semplice venderlo. Inoltre, le piante “nane” sono coltivate maggiormente perché sono quelle più produttive.

La Papaya: buona da mangiare e straordinaria per la digestione 

La Papaya nasce come frutto da consumo: si può ingerire intero, oppure frullato. Sono note, infatti, bevande a base di Papaya. Tutto ciò che è legato a questo alimento è di facile assimilazione grazie alla papaina, principio attivo presente nel frutto.

Originariamente si pensava fosse utile per il dimagrimento, ma gli ultimi studi hanno mostrato l’importanza di questo enzima durante la digestione.

Oggi se ne producono oltre 1000 tonnellate annuali e gli usi sono i più disparati: dalla fabbricazione dei cosmetici alla fermentazione della birra, passando per l’industria alimentare.

papaya formosa

E la Papaya formosa la conosci? : un digestivo naturale

La papaya formosa è un frutto esotico dalle origini non certe, sembra sia stato scoperto nell’area dell’America centrale. Alcuni ritengono che sia originario della Malesia. Di una cosa siamo certi: viene coltivato nei paesi tropicali, in quanto la temperatura calda e umida non ne favorisce il suo sviluppo.

Molto spesso, questo frutto non si trova nei supermercati ma in veri e propri negozi specializzati nella vendita di frutti esotici. La sua polpa di questo è di colore rosso, dal sapore intenso e delicato. El contenuto di zuccheri presenti è abbastanza basso. Per tale ragione, la papaya famosa viene considerata un vero e proprio digestivo: può essere assunta anche dopo un pranzo o una cena piuttosto sostanziosi.

Per via dei suoi colori particolarmente vivaci, la papaya formosa viene anche denominata “il prodotto della vitalità”. Le sue dimensioni possono variare, così come il suo peso, che può arrivare fino a tre chili. Dal suo interno fuoriesce anche un liquido di colore bianco utilizzato per estrarre un importante enzima, la papaiana, impiegata nel settore farmaceutico, ma anche in altri ambiti, come quello dell’alimentazione, tessuti, cuoio e alcuni addirittura ritengono che venga adoperata anche per la produzione della birra. Ma quest’ultimo dato non è certo.

Vi elenco qualche idea per utilizzare la papaya

L’acqua aromatizzata alla papaya è un’ottima soluzione per l’estate anche per via dei benefici che questo frutto porta alla digestione. A cosa sono dovuti? Alla presenza di una sostanza conosciuta con il nome di papaina. Questo enzima ha un comportamento molto simile a quello dei succhi gastrici e per questo favorisce la digestione, rendendo un po’ più facile la situazione nei casi in cui, per esempio, capita di mangiare un po’ pesante durante le tipiche cene estive in compagnia, momenti in cui convivialità e buon cibo si incontrano per dare vita a quel mix speciale che rende la bella stagione un momento unico per rigenerarsi e per riscoprire la bellezza degli affetti.

Uno degli usi più frequenti di questa papaya essiccata è proprio come spezza-appetito. Quando abbiamo un attacco di fame, ma non vogliamo abbandonarci alle tentazioni più caloriche, la papaya soddisfa efficacemente questa esigenza. Uno sfizio senza sensi di colpa, perché mangiando frutta essiccata facciamo solo del bene al nostro organismo. Tutti gli elementi nutritivi vengono, infatti, conservati anche dopo l’essiccazione e questo frutto, come vedremo, ne contiene davvero moltissimi.

Un altro apprezzabile e possibile utilizzo della papaya essiccata è l’infuso. I pezzetti di papaya, infatti, possono essere utilizzati per arricchire tisaneinfusi e , con un risultato in termini di profumi, sapori e proprietà nutritive davvero sorprendente! Un tè classico può essere reso speciale ed esotico con l’aggiunta dei pezzetti di papaya. Questa papaya essiccata sarà un vero tocco di classe per il vostro english breakfast!

La salsa di papaya e mango è una soluzione molto particolare, esotica si potrebbe dire, per valorizzare piatti di vario genere. Si configura come un condimento di pregio, e coloratissimo, da applicare a carne e pesce, magari per produrre sentori agrodolci spiccati. Certo, si tratta di un approccio ardito, ma va preso in considerazione e provato, anche perché la salsa è davvero facile da preparare!

Ovviamente, anche consumata da sola, è molto buona. D’altronde sia la papaya che il mango sono frutti dolcissimi e molto gustosi, per giunta valorizzati (in questo caso) da spezie ed erbe aromatiche. Il riferimento è in particolare allo zenzero, che esercita una funzione equilibrante e, con il suo gusto amarognolo, contribuisce ad attenuare le noti dolciastre.

Papaya formosa : ecco le sue principali proprietà benefiche

Circa l’88% della papaya formosa è composto da acqua. Si tratta di un frutto a basso contenuto calorico: in 100 grammi di prodotto, infatti, sono contenute appena 43 kcal. Risulta importante, invece, l’apporto di vitamina C che è in grado di conferire al nostro organismo, a cui si aggiungono anche la vitamina A, vitamina E e la vitamina K. Tra i sali minerali più rilevanti, presenti in maggior misura, ricordiamo il rame, il magnesio e il potassio.

Quando si trova nello stato di perfetta maturazione, all’interno della papaya formosa sono rinvenibili delle sostanze antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi, principale causa dell’invecchiamento delle nostre cellule e dell’insorgenza di diverse forme tumorali e di patologie cardiovascolari. In particolar modo, la papaya può diventare un valido alleato per contrastare la nascita del tumore al colon.

Alcune sostanze contenute nella papaya formosa, inoltre, sono in prima linea nella prevenzione dell’ossidazione del colesterolo. Quando il colesterolo si ossida, infatti, si vengono a formare delle pericolosissime placche considerate le più pericolose determinanti di ictus e infarti.

Il livello del colesterolo cattivo presente nel nostro sangue può essere ridotto quando si mangia la papayia formosa: essa, infatti, contiene tante fibre che sostengono anche l’attività intestinale, garantendone la sua regolarità.

La papaya formosa è un frutto che si presta a diversi utilizzi in cucina. Essa, infatti,  può essere presa in considerazione per la realizzazione di rinfrescanti succhi che svolgono anche un importante ruolo di naturale digestivo, come abbiamo indicato qualche rigo fa. I suoi semi, una volta essiccati, possono diventare dei validissimi aromi naturali che danno sapore alle pietanze a base di carne oppure per condire delle fantasiose insalate.

I colori e i sapori della smoothie bowl con papaya e banana

La smoothie bowl con papaya e banana è un dessert a base di frutta fresca e colorata, ideale per i mesi estivi ma non solo. Offre molto in termini di gusto, anche perché la scelta degli ingredienti si è basata sui canoni dell’armonia, sicché i tanti sapori che la ricetta propone si valorizzano a vicenda e non si coprono. Tra l’altro è una ricetta davvero semplice, alla portata di tutti e non richiede una grande manualità. Ad ogni modo, vi consiglio di seguire le indicazioni, soprattutto per quanto riguarda le dosi.

Tra gli ingredienti principali di questa preparazione, come suggerisce il nome, spicca proprio la papaya. E’ un frutto ovviamente conosciuto in Italia, benché non sia tra i più consumati. Viene coltivato soprattutto nelle zone tropicali caratterizzate da un caldo umido, che rappresentano le condizioni perfette per questo frutto. Oltre che buona e incredibilmente dolce, la papaya fa bene alla salute. E’ ricca di vitamina C, quasi più degli agrumi, ma anche di vitamina A e acido folico. E’ anche una fonte eccellente di sali minerali. Presenta, poi, parecchi antiossidanti che recano beneficio all’organismo a più livelli.

Grazie alla papaina, inoltre, giova all’apparato digerente e regolarizza il metabolismo. Questa sostanza, infatti, agisce un po’ come i succhi gastrici. Un effetto simile è dato dalle fibre, che nella papaya sono presenti in grandi quantità. ll frutto, infine, si caratterizza per un apporto calorico minimo, si parla di appena 43 kcal per 100 grammi.

La banana, un’eccellente fonte di potassio e non solo

L’altro ingrediente principale della smoothie bowl con papaya e banana è, appunto, la banana. E’ uno dei frutti più amati dagli italiani, per quanto nel nostro paese sia consumata quasi esclusivamente solo una delle tante varianti. Oltre che buona, la banana è anche un elemento in grado di fare molto bene all’organismo. Il riferimento è in particolare alla quantità di potassio, che raggiunge livelli davvero significativi, una sola banana apporta il 30% del fabbisogno di potassio giornaliero. Per inciso, questo minerale apporta benefici all’apparato cardiocircolatorio, alle ossa e ai muscoli, favorendo la rigenerazione cellulare.

Smoothie bowl con papaya

Ottimo è anche l’apporto in termini di vitamine. Il riferimento è in particolare alla vitamina B2, che esercita una funziona depurativa, e alla vitamina B6, che regola gli ormoni. Le banane, poi, si caratterizzano per l’elevato contenuto di fibre, che facilitano come già specificato l’attività digerente. Per quanto riguarda le calorie va sfatato un mito, le banane non sono ipercaloriche, per quanto apportino più calorie rispetto a molti altri frutti.

Gli insospettabili pregi delle fragole

Anche le fragole sono frutti molto apprezzati, a tal punto da essere l’ingrediente principale di molti dolci. Proprio come le banane e la papaya, sono anch’esse piuttosto salutari. Il riferimento, qui, è alla quantità di sostanze antiossidanti, in particolare di flavonoidi, che contrastano efficacemente l’azione dei radicali liberi e rallentano l’invecchiamento cellulare. Delle fragole si apprezza anche l’apporto in termini di vitamine, per esempio la C, la cui concentrazione non ha nulla da invidiare a quella degli agrumi.

Le fragole, poi, sfatano il mito del “se è buono fa ingrassare”. Sono senz’altro buone, ma anche ipocaloriche: 100 grammi di fragole contengono infatti solo 27 kcal. Elevato è anche il quantitativo di fibre, che come abbiamo visto facilita la digestione. Le fragole, poi, contengono anche svariate sostanze che favoriscono la produzione di collagene, una proteine che rallenta l’invecchiamento della cute. Infine, questo frutto fa persino bene ai denti, dal momento che contengono molto xilitolo, una sostanza che previene l’insorgenza della placca dentale.

Ecco la ricetta della smoothie bowl con papaya e banana:

Ingredienti per 4 bowl:

Per lo smoothie:

  • 4 banane,
  • 1 grossa papaya,
  • 100 ml bevanda di cocco,
  • 3 cucchiai di miele,
  • 1/2 cucchiaino di cannella,
  • cubetti di ghiaccio.

Per la bowl:

  • 100 gr. di chips di cocco,
  • 100 gr. fragole,
  • 2 banane,
  • 100 gr di lamponi.

Preparazione

Per la preparazione degli smoothie bowl con papaya iniziate con lo smoothie (che servirà a riempire le bowl). Rimuovete la buccia da 4 banane, affettatele e congelatele (le toglierete dal freezer 10 minuti prima di utilizzarle). Dopo il congelamento, sciacquatele in acqua fredda e utilizzate la carta assorbente per asciugarle. Stendete la papaya su un tagliere e dividetela in due. Eliminate tutti i semi, che sono al centro del frutto aiutandovi con un cucchiaio. Se rimangono dei filamenti, rimuovete anche questi.

Inserite nel bicchiere del frullatore la papaya, le banane tagliate a fette, il miele, la cannella e la bevanda di cocco. Frullate fino a ottenere una purea abbastanza densa. Ora prendete una padella antiaderente e dorate a secco (senza aggiungere grassi) le chips di cocco. Prendete le fragole e i lamponi e lavateli sotto l’acqua corrente. Rimuovete la buccia dalle altre 2 banane e tagliatele a fette sottili. Versate lo smoothie (ovvero la purea) in 4 bowl (ciotole) e posizionate sopra le chips di cocco, i lamponi, le fette di banane e le fragole nell’ordine che volete. Servite e buon appetito!

5/5 (785 Recensioni)
CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Ginkgo Biloba

Ginkgo Biloba: una lunga storia di salute

Il Ginkgo Biloba è noto come un “fossile vivente” Il Ginkgo Biloba è un albero dalle grandi potenzialità, che ha una storia lunga secoli e secoli. Infatti, è una delle specie di alberi più...

Shatavari

Shatavari: una pianta che regala giovinezza e salute

Qualche cenno di storia e alcune curiosità sullo Shatavari Lo Shatavari è una pianta molto particolare, il cui nome scientifico è Asparagus Racemosus. è stata usata per secoli come un rimedio...

Tribulus

Tribulus: tutte le potenzialità di questa pianta

Tante spine e altrettante proprietà: ecco il Tribulus Il Tribulus è una pianta fuori dal comune, sia per quanto riguarda il suo aspetto che per le sue potenzialità. Infatti, è quasi...

He Shou Wu Fu Ti

He Shou Wu Fu Ti: giovinezza e longevità

Un nome particolare per una pianta dalla radice molto speciale: He Shou Wu Fu Ti La pianta He Shou Wu Fu Ti è molto utilizzata nell’ambito della Medicina Cinese. È usata da migliaia di anni e...

Epimedium

Epimedium (Horny Goat Weed): una pianta afrodisiaca

Un vegetale davvero speciale: l’ Epimedium L' Epimedium , Chiamato anche Horny Goat Weed,  fa parte della numerosa famiglia del Berberidaceae. Chi sa cosa significa “Horny Goat Weed”,...

Chaga

Il Chaga, un fungo unico e speciale

Un fungo strano, ma importante per la salute: il Chaga Ultimamente, si sente molto parlare di funghi benefici e sicuramente il Chaga è uno di questi. Non è molto affascinante e a prima vista non...


Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


16-04-2016
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti