bg header
logo_print

Estratto di papaya e albicocca, una ricetta energizzante

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
11/08/2017 alle 08:31

estratto di papaya e albicocca
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 20 min
cottura
Cottura: 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (1 Recensione)

Vitalità e salute ad ogni sorso di estratto di papaya, e albicocca L’estratto di papaya e albicocca costituisce un vero e proprio toccasana per la salute, in quanto ricco di nutrienti essenziali per l’organismo. Questa ricetta dal sapore esotico, infatti, contiene numerose tipologie di vitamine e minerali di cui il corpo non può fare a meno, e vanta di un gusto unico che la rende irresistibile al palato! 

Grazie all’albicocca e alla papaya, questa bevanda naturale assume un aroma dolce piacevolmente contrastato dal sapore selvatico dell’erba perenne Brahmi… Il succo di yumberry, da aggiungere alla fine, dona un tocco di squisitezza in più al preparato oltre a regalare alla ricetta un apporto di minerali e vitamine ancora più ricco! Ma andiamo a scoprire tutte le ragioni per assaporare questo salutare drink…

Ricetta estratto di papaya e albicocca

Preparazione estratto di papaya e albicocca

Nell’estrattore mettete prima la papaya a tocchetti, poi le albicocche tagliate a pezzetti.

Raccogliete il succo ottenuto dai due frutti in una caraffa, aggiungete la polvere di Brahmi e il succo di yumberry.Mescolate bene gli ingredienti e servite.

Ingredienti estratto di papaya e albicocca

  • 5 gr Brahmi in polvere
  • 200 gr succo di papaya
  • 200 gr succo di albicocca
  • 45 gr succo di yumberry Salugea

Le proprietà benefiche di questa fresca bevanda

Questo estratto di papaya e albicocca è dotato di un’elevata quantità di vitamina C, che possiamo trovare sia nel succo di yumberry che nella papaya e nell’albicocca. Questa vitamina ci aiuta non solo a tenere lontani i malanni dovuti al cambio di stagione e all’influenza, ma contribuisce anche a mantenere la nostra pelle sana e i tessuti tonici e giovani. Questa ricetta è inoltre ricca di vitamina A, B ed E, tutte sostanze essenziali per chi vuole fare il pieno di vitalità ed energia. Il Brahmi è una buonissima fonte di bacosidi, ovvero sostanze ad azione antiossidante.

L’estratto di papaya, e albicocca è una ricetta perfetta persino per chi vuole perdere peso in modo naturale e senza rinunciare al gusto. Non a caso, la papaina contenuta nella papaya è in grado di stimolare il metabolismo aiutando il corpo a bruciare più grassi. Questo preparato è utile anche per coloro che desiderano ottenere una sferzata di vitalità…

Infatti, il succo di yumberry è noto da tempo per le sue proprietà stimolanti, che costituiscono un valido aiuto contro stanchezza e stress, e aiutano a ritrovare l’energia psicofisica persa giorno dopo giorno. È un drink perfetto per alleviare i problemi digestivi, in quanto carico di fibre vegetali! Tuttavia, non dimenticate che per preparare una bevanda ottima sotto ogni punto di vista, è opportuno avvalersi di alimenti di prima qualità e, possibilmente, biologici.

Estratto di papaya e albicocca: una ricetta da gustare in qualunque momento

Questo estratto può essere assaporato in diversi momenti della giornata per una pausa energetica, a colazione o comunque durante la mattinata: sarà in grado di donare al corpo la vitalità di cui ha bisogno per arrivare in forma fino all’ora di andare a letto. Mi raccomando però… Per preparare l’estratto di papaya e albicocca, munitevi di un estrattore funzionale e di buona qualità, così da garantirvi un drink perfetto su tutti i fronti!

A mio avviso, la soluzione migliore è puntare su un elettrodomestico che vi permetta di controllare la densità effettiva del succo, grazie a varie funzioni che vi consentano di sceglierne una a vostro piacimento. Alcuni prodotti sono inoltre dotati di speciali modalità di lavorazione e, ad esempio, estraggono il succo molto lentamente tramite una rotazione efficiente.

La tecnologia moderna ci mette a disposizione dei motori da 150 watt, che si rivelano potenti e in grado di offrire notevoli performance e una perfetta elaborazione degli ingredienti. Con un prodotto efficiente e silenzioso, munito di differenti filtri tra i quali scegliere, potrete realizzare degli estratti salutari ogni volta che vorrete, nonché contare su un alleato facile da pulire… I migliori estrattori, grazie al movimento di rotazione e all’aggiunta di acqua, si puliscono automaticamente mentre sono in funzione!

Sinceramente, queste sono le qualità dell’apparecchio che uso e, ogni volta, riesco a preparare un succo in grado di soddisfare ogni esigenza e preferenza. Insomma, ora che vi ho detto tutto, non vi resta altro che preparare e gustare il vostro estratto di papaya e albicocca. In estate, se servito freddo e accompagnato da qualche cubetto di ghiaccio, sarà capace di rigenerarvi completamente! A questo proposito, ecco la lista completa degli ingredienti e le modalità di preparazione.

Brahmi

Due piante curative e un solo nome: Brahmi

Brahmi è un termine utilizzato per descrivere due piante molto note tra i trattamenti ayurvedici: la Centella Asiatica e la Bacopa Monnieri (anche se si usa più volte per denominare la seconda).

Si tratta infatti di una parola sanscrita che è stata scelta per descrivere queste due piante in quanto hanno la capacità di migliorare il funzionamento del cervello e di sostenere e proteggere il sistema nervoso Ma questo, ovviamente, non è tutto.

Infatti, queste piante hanno moltissime altre qualità che le rendono molto simili anche se in realtà sono molto diverse. A questo proposito, ecco tutto quello che dovreste sapere su Centella Asiatica e Bacopa Monnieri.

Brahmi, due vegetali con importanti poteri terapeutici

Sia la Centella che la Bacopa sono dotate di potenzialità molto interessanti e da anni vengono usate per trattare numerose problematiche di salute. Le loro azioni sono molto simili e questo crea ancora più confusione intorno ad esse.

Entrambe queste erbe provocano una serie di effetti molto utili per promuovere la salute del corpo e della mente e, per quanto riguarda l’Ayurveda, si dice che influenzino positivamente anche la coscienza.

Ayurvedic Doctor

Nello specifico, le piante Brahmi possono aiutare ad aprire la mente e fare chiarezza, a rafforzare la memoria e a sviluppare l’intelligenza. Sono erbe ottime persino per migliorare la concentrazione, i livelli di energia, l’umore, il sonno e la salute generale delle cellule, ma anche della pelle e dei capelli.

In pratica, sia la Centella Asiatica che la Bacopa agiscono a livello psicofisico, donando benessere sotto diversi punti di vista.

Anche chi non crede nei principi dell’Ayurveda può usufruire delle potenzialità di queste due piante e godere di tutti gli effetti positivi fisici e fisiologici.

Dovreste sapere inoltre che numerosi studi hanno rivelato che la Centella Asiatica è ottima per ridurre gli inestetismi della cellulite e per riparare, elasticizzare e illuminare la pelle.

Questo accade soprattutto grazie alla sua potenzialità di stimolare la produzione di collagene e migliorare la microcircolazione cutanea.

Come usare questa pianta nella propria vita quotidiana

In commercio, possiamo trovare degli oli o delle pomate a base di Bacopa e Centella, adatti per l’applicazione esterna.

Questi possono ovviamente promuovere la salute della pelle, la guarigione dalle ferite e la funzionalità delle articolazioni.

Se usati per massaggiare il cuoio capelluto, gli oli possono stimolare la crescita dei capelli e influenzare positivamente il sistema nervoso.

Per quanto riguarda la somministrazione orale delle erbe Brahmi, è utile sapere che sono disponibili anche sotto forma di polvere, tavolette o estratti liquidi.

La polvere è solitamente la forma più economica e anche la più versatile per quanto riguarda l’utilizzo.

Il suggerimento è di preparare un infuso con acqua calda o una semplice bevanda fredda, entrambi da bere ogni giorno.

Molti aggiungono la polvere al latte o anche a delle diverse sostanze vettore, in quanto si pensa che ogni bevanda o alimento possa aiutare a dirigere l’erba ad uno specifico tessuto o organo, o magari verso un particolare apparato.

Ad ogni modo, parlare con un medico ayurvedico potrà aiutare a comprendere qual è la migliore modalità di assunzione in base alla situazione o all’eventuale problematica da risolvere.

Ricette estratti ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Smoothie di asparagi e ananas

Smoothie di asparagi e ananas, una bevanda alternativa

In breve: lo smoothie di asparagi e ananas è una bevanda cremosa e fresca che unisce il gusto verde degli asparagi alla dolcezza naturale di ananas e banana. È una proposta adatta a chi cerca...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda

Gin Fizz al mirtillo e lavanda, una gradita...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda in breve: pronto in circa 15 minuti, difficoltà bassa, per 2 bicchieri. Il segreto è una purea di mirtilli ben filtrata e lo sciroppo di lavanda dosato con mano...

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...