Latte di asina, una scoperta straordinaria!

Latte di asina
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Latte di asina, una scoperta straordinaria! Vecchie abitudini consigliavano il ricorso al latte di asina, nel caso di una mamma impossibilitata ad allattare.Retaggi d’un tempo che fu ma in realtà più che mai validi, ora che certe credenze hanno superato il vaglio della controprova scientifica.

Numerosi studi infatti identificano il latte d’asina come il più vicino per caratteristiche al latte materno.

Se il latte artificiale è assimilabile a quello materno per molti aspetti, non lo è per quanto riguarda la presenza di anticorpi e agenti battericidi, essenziali per lo sviluppo del bambino come la lisozima, riscontrabile anche nel latte d’asina.

Non solo. Il latte d’asina è adatto ai bambini perché facilmente digeribile e tollerato dalla maggior parte dei bimbi che soffrono di intolleranze alimentari al latte materno o al latte vaccino.

Ma non è necessario essere bambini per godere delle proprietà benefiche del latte d’asina, che per esempio è caratterizzato da un’alta digeribilità e nel contempo aiuta a rafforzare la flora batterica.

Latte di asina, una scoperta straordinaria!

Ideale da assumere in alcune fasi della vita come l’adolescenza o la menopausa, utile anche per la dieta delle persone anziane perché ha effetti positivi sul assorbimento intestinale del calcio e può essere d’aiuto nella cura dell’osteoporosi.

Gli esperti consigliano il latte d’asina anche agli sportivi, sotto forma di integratore, perché costituisce una valida fonte energetica, aiutando a mantenere un adeguato metabolismo energetico.

Il latte asinino contiene pochi grassi ed è più nutriente di quello vaccino. E’ consigliabile anche a chi ha subito un infarto cardiaco e in generale a chi deve affrontare un periodo di convalescenza.

In cucina poi il latte d’asina, bevanda godibile grazie al suo sapore particolare, dolce, può essere utilizzato per la preparazione di innumerevoli ricette, frullati, dessert, prodotti da forno e da pasticceria.

Per capire pregi e potenzialità di questo latte è possibile guardare alla esperienza dell’allevamento Honky Donky di Garessio in provincia di Cuneo, nato da un’idea di un gruppo di amici che ha messo in piedi l’attività avvalendosi dei maggiori esperti del settore.

Recuperando le antiche stalle della Corriera del castello reale di Casotto, è nata una florida realtà che si occupa di allevare asini ragusani affiancando al lavoro artigiano, quello dei caseari, un sistema di sviluppo tecnologico avanzato. Per il benessere degli animali e per offrire un prodotto buono, sano e sicuro.

Latte di asina

Latte d’asina, un elisir di lunga vita tutto da scoprire

Il latte d’asina è un alimento passato alla storia più per i famosi bagni di Cleopatra in questo liquido pieno di qualità che per le effettive proprietà in campo nutrizionale.

Il latte d’asina è una valida alternativa al latte vaccino, pur contenendo un alto livello di lattosio e lo hanno dimostrato numerose ricerche e viene consigliato proprio in caso in cui ci sia intolleranza al lattosio. Ricchissimo di omega 3, di probiotici, fornisce invece un basso apporto lipidico e proteico.

I benefici che deriverebbero dal consumo di questo latte sono un immediato riflesso delle proprietà che contiene: la scarsità di lipidi rende questo alimento particolarmente indicato per le diete ipocaloriche, gli omega 3 aiutano a proteggere l’apparato cardiovascolare, i probiotici mantengono attiva la flora intestinale, e il grande apporto di lattosio fornisce una buona fonte energetica a persone debilitate, per gli anziani e per gli sportivi.

In aggiunta va detto che, poiché il lattosio aiuta l’organismo ad assorbire maggiormente il calcio, questo latte dal sapore particolarmente dolce e delicato è consigliato alle donne in menopausa o in soggetti affetti da osteoporosi.

Recenti studi indicano che il latte d’asina e quello materno sono incredibilmente simili dal punto di vista nutrizionale, e in alcuni casi viene utilizzato addirittura per sostituirlo.

Se lo trovate assaggiatelo!

Nella storia, anche recente, nel caso in cui i neonati necessitassero di latte che la madre non poteva fornire, veniva dato loro proprio il latte d’asina.

Il vantaggio di questo alimento naturale è che, contrariamente al latte artificiale che viene frequentemente somministrato ai neonati, contiene anticorpi e sostanze battericide utilissime all’apparato intestinale e a quello respiratorio.

Questi elementi sono difficilmente riproducibili in laboratorio e di cui il latte materno, ad esempio, è ricco.

Il latte vaccino, nei soggetti che non possono assumerne per questioni di intolleranza o allergia alle proteine di questo specifico latte, viene spesso sostituito dal latte di soia o da quello di capra.

Purtroppo anche questi due tipi di latte possono, a loro volta, sviluppare intolleranze o allergie, ma questa eventualità non si verifica con il consumo di latte d’asina.

Latte d’asina in cucina

Potrebbe risultare bizzarro, ma il latte d’asina può essere tranquillamente utilizzato al posto del latte vaccino anche in cucina, nella preparazione di dolci, prodotti da forno, creme, frullati, formaggi freschi…

Non vanno sottovalutate anche le grandi proprietà cosmetiche di questo latte, che nutre,idrata e decongestiona la pelle.

E particolarmente indicato per lievi irritazioni cutanee dovute a reazioni allergiche o a eccessiva esposizione al sole, al freddo e al vento.

E’ però ancora un prodotto che non si trova facilmente, data la richiesta ancora relativamente bassa.

Una buona soluzione per procurarsi questo alimento, che somiglia molto ad un elisir di lunga vita, è rivolgersi al proprio farmacista di fiducia e farselo procurare. E’ anche possibile, in alternativa, rivolgersi agli allevamenti di asini.

Bavarese al miyagawa, un dessert diverso dal solito

La bavarese al miyagawa è un dessert molto gustoso e dal buon impatto visivo, in grado di rendere al palato sensazioni diverse dal solito. Si differenza dalla classica bavarese per la presenza della vaniglia e del miyagawa, un agrume che ricorda il mandarancio. Non è difficile preparare questa bavarese al miyagawa, per quanto il procedimento consti di parecchie fasi. In primo luogo, è necessario scaldare il latte insieme alla crema di vaniglia e alla buccia grattugiata dell’agrume. Successivamente, va integrato un composto di tuorli e zucchero. La soluzione va scaldata e poi unita, a fuoco spento, con la colla di pesce ben ammollata e strizzata.

Infine, si aggiunge il succo dell’agrume e la panna montata. Per quanto concerne la guarnizione, essa è data da qualche fetta di miyagawa e una fogliolina di menta. La bavarese al miyagawa è il classico dessert per stupire i propri ospiti. Si tratta di rivisitare in chiave leggermente esotica un classico della pasticceria francese, senza per questo tradirne lo spirito. La bavarese al miyagawa è una bavarese a tutti gli effetti, semplicemente aggiunge un sentore più agrumato, ma comunque in grado di farsi apprezzare da tutti i palati.

Cosa sono i miyagawa?

Cosa sono esattamente i miyagawa, che compaiono nella nostra bavarese? Molti di noi non li hanno mai sentiti nominare. Ebbene, possono essere considerati come una variante del mandarancio. Rispetto al mandarancio classico, però, sono leggermente dolci e presentano una buccia allo stesso tempo più rigida e più sottile, che può essere prelevata usando semplicemente le mani (l’albedo è quasi inesistente). Una caratteristica molto apprezzata di questi agrumi è la totale assenza di semi, che rende più pratico il consumo. In quanto al sapore, esso è simile al mandarancio ma un po’ più acidulo. I miyagawa sono praticamente un’istituzione nella gastronomia cinese, in cui vengono utilizzate tutte le parti dell’agrume, bucce comprese. Con queste, per esempio, si ricavano dei gradevoli canditi, inoltre la buccia essiccata viene utilizzata come aroma per gli intingoli.

Bavarese al miyagawa

 

Le proprietà nutrizionali dei miyagawa sono eccezionali, come quelle di tutti gli agrumi del resto. Con le arance e i mandarini ha in comune la presenza piuttosto accentuata di vitamina C, che esercita una funzione antiossidante e impatta positivamente sul sistema immunitario. Ottimo è anche l’apporto di sali minerali, e in particolare di potassio. Essendo un agrume mediamente dolce, è ricco di zuccheri, tuttavia si caratterizza per un indice glicemico minimo. Tutta la dolcezza del miyagawa, infatti, è data dal fruttosio. L’apporto calorico, infine, è molto basso, pari a 50 kcal per 100 grammi.

Il contributo della vaniglia

Un’altra variazione, presente in questa bavarese al miyagawa, è data dalla presenza della vaniglia, anzi della crema di vaniglia. Qual è la sua funzione in questa ricetta? Ebbene, le funzioni sono due. In primis, garantisce una consistenza leggermente più densa, in modo che il dessert (anche grazie al contributo della colla di pesce) assomigli più ad un budino. In secondo luogo, conferisce una maggiore dolcezza, particolarmente utile in un dessert che contiene comunque un agrume (fermo restando che il miyagawa è tutt’altro che aspro).

Un certo impatto può essere notato anche dal punto di vista cromatico, in quanto la crema di vaniglia potrebbe donare una colorazione leggermente giallognola. Ad ogni modo, se pensate che la crema di vaniglia faccia lievitare l’apporto calorico, vi sbagliate. In primis, perché l’ingrediente non è poi così calorico, in quanto contiene circa 100 kcal per 100 grammi. In secondo luogo, perché la crema va inserita in quantità limitate. Basta, infatti, un cucchiaio per valorizzare otto bicchierini di bavarese. Insomma, massima resa ad un costo calorico davvero molto basso.

Ecco la ricetta della bavarese al miyagawa:

Ingredienti per 8 persone:

  • 8 miyagawa,
  • 4 fogli di colla di pesce,
  • 400 ml. di panna da montare consentita,
  • 150 ml. di latte di asina o latte intero consentito,
  • 3 tuorli d’uovo,
  • 150 gr. di zucchero semolato,
  • 1 cucchiaio di crema di vaniglia.

Preparazione:

Per la preparazione della bavarese iniziate lavando i miyagawa, poi asciugateli e grattugiate la buccia. Ricavate dalla polpa il succo, dovreste ottenere circa 250 ml. Ora mettete il latte a bollire e aggiungete la buccia grattugiata di miyagawa e la crema di vaniglia. Intanto ammollate la colla di pesce nell’acqua fredda. In una ciotola versate i tuorli d’uovo e lo zucchero semolato, poi montate il tutto fino a quando non ottenete una spuma abbastanza soffice. Infine, incorporate il latte caldo senza smettere di mescolare.

Ora cuocete a fiamma bassa questo composto, mescolando di continuo e facendo attenzione a non rovinarlo. Poi spegnete il fuoco e aggiungete la colla di pesce ben strizzata (fate attenzione a non formare grumi). Infine, fate intiepidire e integrate il succo di miyagawa e la panna montata. Ora inumidite i bicchieri con un po’ d’acqua e versate la bavarese. Fate raffreddare il tutto per un paio d’ore in frigo, poi servite i bicchieri con la bavarese e guarnite con una foglia di menta e una fetta di miyagawa.

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12-02-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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