L’oca arrosto, un secondo legato alla tradizione

oca arrosto
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Oca arrosto, un classico caduto nell’oblio

Oggi vi presento un secondo legato saldamente alle tradizioni, sebbene sia sempre meno preparato, ossia l’oca arrosto. Colgo inoltre l’occasione per parlare di intolleranze alimentare e dei meccanismi biologici che stanno alla base delle manifestazioni cliniche. Tornando all’oca arrosto, possiamo affermare che si tratti di una ricetta estremamente semplice. Essa consiste nella pulizia della carne e nella sua farcitura con aglio e altre spezie, come la maggiorana e la salvia. Infine, la si cuoce al forno in due fasi, prima ad elevata temperatura, poi a temperatura più bassa.

L’oca arrosto si prepara sempre meno in virtù di un semplice fatto, questo tipo di carne è consumata raramente. Eppure è una carne che può offrire molte soddisfazioni, soprattutto per le elevate concentrazioni di proteine. Il quantitativo di grassi è strettamente legato all’oca, infatti alcune sono più grasse di altre. In linea di massima, un’oca media apporta tra il 10 e il 12% di lipidi. Ciononostante, l’apporto calorico è contenuto: un etto di carne di oca apporta circa 160 kcal.

Perché abbiamo scelto l’aceto di mele?

L’aceto di mele gioca un ruolo importante nell’oca arrosto. Nello specifico, non condisce a fine preparazione bensì all’inizio. Va infatti distribuito sulla carne prima di procedere alla cottura. Nella fattispecie, l’aceto di mele serve ad inumidire la carne e a far sì che si cuocia meglio. In secondo luogo, conferisce alla stessa un tenue, ma suggestivo, sentore agrodolce.

Per inciso, l’aceto di mele è il frutto della fermentazione del sidro, altro termine con cui viene definito il succo di mela, che in questo caso deve essere filtrato attentamente. Presenta, inoltre, alcune interessanti proprietà, è infatti un ottimo remineralizzante, un blando antinfiammatorio e un buon antiossidante. Infine, è meno calorico rispetto agli aceti classici.

Cosa sapere sulle intolleranze

Per un attimo lasciamo da parte l’oca arrosto e dedichiamo un breve approfondimento alle intolleranze alimentari. Cosa sono le intolleranze alimentari? Il modo più corretto per definirle è infiammazione da cibo, una situazione che si crea nell’organismo del paziente quando sono assunti troppo frequentemente determinati tipi di alimenti. L’infiammazione da cibo è confermata con esami ematici. La causa che scatena l’infiammazione da cibo è un’alimentazione monotona e troppo povera. Se facciamo un’analisi del cibo che acquistiamo al supermercato ci renderemmo conto che, nonostante la grande varietà, si tratta in fin dei conti di frumento, per di più raffinato, quindi impoverito di sostanze essenziali.

I cibi industriali, già solo per questo aspetto, hanno effetti infiammatori. I sintomi dell’infiammazione da cibo non sono specifici, cioè non sono riconducibili necessariamente a questa patologia. Un mal di testa potrebbe essere il sintomo di un’infiammazione da cibo, ma anche di molte altre patologie, per questo è importante una diagnosi medica. I sintomi, come sappiamo, sono tantissimi e molto diversi tra di loro: stanchezza, sonnolenza, ritenzione idrica, gonfiori alle mani e ai piedi, aumento delle sudorazione, cefalea, ansia, depressione, irritabilità, scarsa memoria, asma, tosse, muco eccessivo ecc..

Al di fuori del periodo autunnale e natalizio, l’oca è difficile da reperire. L’oca ha carni rosse, più chiare di quelle dell’anatra. I tagli più richiesti sono il petto e la coscia. Raramente si cucina intera e se proprio si prepara arrosto oppure ripiena come si farebbe con il tacchino del giorno del Ringraziamento. Il petto è ottimo rosolato in padella, ripieno o anche a tagliata, passato in forno per 5 minuti. L’oca si usa anche per la cassoeula e il ragù.

Dell’oca si utilizza tutto: dalle piume che vengono utilizzate per le imbottiture di vario tipo alla carne, al grasso. Quest’ultimo, poi, è particolarmente abbondante, tanto è vero che l’oca viene generalmente arrostita, senza alcun condimento, punzecchiandone ripetutamente la pelle, proprio per farne uscire il grasso che, raffreddato e conservato in barattoli, può servire come condimento per cuocere altre vivande.

La carne dell’oca è piuttosto delicata ma non è consigliabile cuocerla al sangue.

Ecco la ricetta dell’oca arrosto:

Ingredienti per 4/6 persone:

  • 1 oca già pulita di circa 2 kg.,
  • 1/4 di lt. di aceto di mele,
  • 2 arance non trattate,
  • q. b. di brodo,
  • 4/5 spicchi di aglio,
  • q.b. di maggiorana,
  • 1 foglia di alloro, salvia e rosmarino,
  • q.b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione dell’oca arrosto iniziate lavando l’oca con l’aceto, poi asciugatela con un panno e farcitela con le arance, l’aglio, la maggiorana, l’alloro, la salvia, il rosmarino e il sale. Infine, salate anche l’esterno.

Ora mettete l’oca in una pirofila con il coperchio e fatela cuocere in forno (preriscaldato) a 200° C per circa un ora, poi abbassate la temperatura a 150° e continuate la cottura per altre due ore , bagnandola di tanto in tanto con il il brodo. Terminata la cottura, servite l’oca arrosto su un ampio vassoio.

5/5 (1 Recensione)

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03-04-2015
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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