Patè di fagioli, un’alternativa interessante

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Nella composizione degli alimenti tre sono le fonti di calore a nostra disposi­zione: proteine, grassi e carboidrati. Ma men­tre le proteine hanno essenzialmente una fun­zione plastica, ossia presiedono alla forma­zione o al rinnovamento dei tessuti, i grassi e i carboidrati bruciano per produrre calore o vengono immagazzinati dall’organismo sotto forma di adipe.

Da ciò si deduce che in qualsiasi dieta ad alto valore calorico debbono essere abbon­dantemente rappresentati i carboidrati sotto forma di zucchero, pasta, riso, farinacei, ecc. e i grassi che, come è noto, sono fra tutti gli alimenti quelli a valore calorico più elevato.

Questi ultimi però sono di difficile dige­ribilità e costituiscono un continuo pericolo prima per il fegato e poi per tutti gli organi dell’apparato digerente.

È perciò sempre consigliabile servirsi di grassi crudi o per lo meno di consumare questi sotto forma di alimento e non di condi­mento, cioè anziché condire eccessivamente le pietanze si devono scegliere fra i cibi quelli ad alto contenuto lipoideo (maiale, prosciutto, pesci grassi) e mangiarli nel più semplice e naturale dei modi.

Per quanti poi, sia a causa di scarso appe­tito sia di malattie specifiche, non possono con­sumare né pasti troppo ricchi né troppo abbondanti, è buona norma integrare l’alimen­tazione giornaliera con dello zucchero. Fra i carboidrati è il più semplice e digeribile, sen­za contare che per l’azione epatoprotettiva che svolge è particolarmente indicato a coloro che devono limitare qualità e quantità della loro dieta.

Inoltre, essendo lo zucchero cibo preva­lentemente alcalogeno, esso viene provviden­zialmente a neutralizzare l’acidosi in cui è facile incorrere causa l’abuso di grassi e proteine.

Anche di proteine, infatti, è richiesta una maggior quantità in inverno, poiché il freddo può determinare una usura dei tessuti orga­nici superiore alla normale; ma poiché si è visto che non è nel nostro clima che si possono raggiungere tali misure estreme, un consumo maggiore di proteine è consigliabile soprat­tutto perché gli anticorpi destinati a combat­tere ogni eventuale infezione provengono pro­prio dalle riserve proteiche dell’organismo.

Concludendo, dal momento che molti so­no portati a consumare nella stagione fredda meno verdura cruda e frutta, le carenze ali­mentari più comuni riguardano le vitamine B.

Patè di fagioli IMG 2090 751x1024 Patè di fagioli, unalternativa interessante

Le altre A, D, E, K, essendo liposolubili, si trovano negli alimenti grassi di origine animale e perciò il loro rifornimento viene normalmente assicurato. È consigliabile per­ciò, per quanto riguarda la vitamina C, un consumo costante di agrumi, mentre per sop­perire al fabbisogno del complesso B non c’è metodo più semplice e sicuro che prendere ogni giorno un cucchiaio di germe di grano.

Col primo avvento del caldo invece si verifica immediatamente un’istintiva diminu­zione del senso di appetito e un senso di stanchezza. Come d’inverno, infatti, è neces­sario sopperire a una maggior dispersione di energia anche con la qualità e quantità del cibo che si ingerisce, così d’estate si deve limi­tare la dieta, adattandola nel tempo alle muta­te condizioni ambientali.

Prima regola è quella di affaticare al minimo l’apparato digerente per prevenire dispepsie ed enteriti, malattie che, anche a causa del rallentato funzionamento degli organi digerenti, più facilmente si verificano nella stagione calda.

Per questo motivo sono da evitare i cibi drogati, conditi o piccanti, anche se al mo­mento possono concorrere a dare una sensa­zione di falso appetito. La prima limitazione deve però riguardare i grassi che, oltre a possedere un altissimo valore calorico, sono anche la prima fonte dei disturbi cui ho or ora accennato.

Limitati i grassi e i carboidrati (paste, riso, pane e zuccheri) rimangono signori della mensa estiva, oltre alle proteine sempre indi­spensabili, anche tutta la verdura e la frutta.

Una riserva però deve essere fatta per queste ultime, poiché, se in estate è facile lasciarsi tentare dalla loro varietà e gustosità, spesso abusarne significa andare incontro a lunghi e fastidiosi disturbi di origine intesti­nale (gastrite, enteriti, ecc.).

Un altro inconveniente cui è facile incor­rere con l’insorgere del primo caldo è l’astenia. Benché non si tratti di cosa grave è indubbio che per coloro i quali devono svolgere la loro normale vita di lavoro essa rappresenta un ostacolo non trascurabile.

E dimostrato come causa di tale stato astenico sia l’impoverimento di sali minerali e soprattutto di sodio, cui incorre l’organismo attraverso le abbondanti sudorazioni. Per questo una certa quantità di sale per ristabi­lire la normale concentrazione di sodio nel sangue e di liquidi per compensare la perdita di acqua dovuta al sudore sono i consigli più semplici e più validi che il dietologo possa dare.

Attenzione però a non esagerare con la abitudine del bere, primo, perché qualsiasi bevanda ingerita mangiando diluisce i succhi gastrici e rallenta il processo digestivo, secon­do, perché un eccesso di liquido favorisce a sua volta una sudorazione e urinazione anormali, con le conseguenti perdite di sali.

Consigliabile invece anche per combat­tere lo stato astenico è la vitamina C (reperi­bile in agrumi, pomodori, lattuga, cavoli, ecc.) in quanto la vitamina C, grazie all’azione sti­molante che svolge sulle ghiandole surrenali, favorisce il tono dell’organismo e ne aumenta conseguentemente la forza e la vitalità.

L’alcool, invece, il cui uso è moderata­mente consigliato nella stagione fredda, è da abolire durante l’estate: spesso si ricorre ad esso come ad una droga per ricavarne una illusoria sensazione di forza, ma a causa del suo altissimo valore calorico, non può non aumentare la sensazione di disagio provenien­te dalla temperatura esterna. Oltre a questo, qualsiasi alcoolico, specie se ad alta grada­zione, irrita la mucosa gastrica già in stato di particolare labilità a causa del caldo.

Patè di fagioli, un’alternativa interessante da proporre quando avete a cena un vegetariano. Vi ringrazierà per questa ricetta.

Ingredienti

  • 250 gr. di fagioli borlotti
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 rametti di rosmarino fresco
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 50 g di brandy Vecchia Romagna
  • 1 pizzico di sale e pepe

Preparazione

Ammollate i fagioli per circa 12 ore e lessateli. Quando li scolate tenete un po’ di liquido di cottura.

Tritare lo spicchio d’aglio e il rosmarino, In un tegame fate scaldare un po’ d’olio  e fate soffriggete il trito appena fatto e sfumate con il brandy.  Aggiungete ora i fagioli e fate cuocere per circa 30 minuti.

Ora mettete tutto nel frullatore e se il composto non è cremoso aggiungete un po’ dell’acqua di cottura che avete tenuto da parte e continuate a frullare. Aggiustate di sale se lo ritenete necessario e un filo d’olio

Rivestire uno stampo con la pellicola trasparente lasciandola sbordare. Versate il patè e ricopritelo con la pellicola che avete fatto sbordare. Mettete in frigorifero per qualche ora.Al momento di servire rovesciate lo stampo su un piatto e togliete la pellicola. Potete anche prepararlo direttamente in una terrina con il coperchio pronto all’uso.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

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