Hamburger, un sandwich apprezzato e famoso ovunque

hamburger

L’ hamburger è un sandwich apprezzato e famoso in tutto il mondo, che ci è pervenuto dalla città di Amburgo (in tedesco « hamburgers » è il nome dei suoi abitanti), in Germania.

E’ un sandwich composto all’origine solo di pane, polpetta di carne macinata bovina (cotta evidentemente!), insalata, pomodori e salsa.

La ricetta dell’hamburger arrivo’ negli Stati Uniti probabilmente grazie a marinai tedeschi che immigrarono nel XIX esimo secolo. Il panino, costando poco ed essendo ricco di calorie, si serviva durante le traversate sull’Atlantico, dove spesso i viaggiatori poveri, tentando la strada verso una vita migliore, avevano patito la fame.

Oggi, l’hamburger è un prodotto fondamentale di certe famosissime multinazionali statunitense come McDonald (una delle più importanti), ed europee di ristorazione veloce (ovvero i fast food).

Hamburger,  una parola conosciuta in tutto il mondo

L’hamburger è ormai anche simbolo della mondializzazione e della connivenza esistente tra diversi stili di vita ispirati dalla cultura occidentale, presente in numerosi paesi…

Quelli che lo denigrano considerano l’hamburger come un alimento appartenente alla categoria « junk-food », il cibo spazzatura… bisogna sottolineare che rispetto all’antica ricetta tedesca che combinava tanti alimenti ed era nutriente, gli hamburgers preparati nei fast-food hanno molti zuccheri in più e contengono numerose vitamine non necessarie che ci raggiungono lipidi in più ! Un hamburger solo « costa » 500 calorie !!

Hamburger e peperoni

Il recordman del mondo di mangiatore di hamburger (un giapponese di 26 anni e pesando 60 chili) è riuscito ad ingoiare in tutto 69 hamburgers in una sola volta !! E se fate un giro in Pennsylvania (Usa), potrete ordinare i più grossi hamburgers mai esistiti, pesando 6,75 chili l’uno !

  • Puoi utilizzare quasi qualsiasi tipo di carne macinata per fare gli hamburger, compreso la carne di maiale, pollo, tacchino, agnello, bufalo, daino o simili struzzo, o simili, o anche con del sostituto di carne.
  • Se le polpetta si apre, può essere utile per farlo restare unito aggiungere un uovo. Comprare della carne trita stesa può essere utile per risolvere questo problema.
  • Vi è la possibilità di provare diverse varianti, ad esempio poi provare a mettere del formaggio al centro della polpetta prima di cuocerla.
  • Tra le spezie che bene si adattano gli hamburger ci sono il pepe nero, il chili (sia fresco che in polvere), la salsa di Worcestershire e la salsa di soia. Puoi provare a trovare delle buone combinazioni.
  • Quasi tutte le erbe aromatiche possono andare bene, compreso il basilico, l’origano e il prezzemolo.
  • Le polpette possono anche essere affumicate sula griglia. Le polpette affumicate appariranno all’esterno rosse e laccate, ma marroni all’interno. Affumicare la polpetta prima di grigliarla è un ottimo metodo per sigillare i succhi gustosi.

Con cosa li possiamo abbinare gli hamburger?

Si accompagnano bene con patate fritte, purea di patate, spinaci, fagiolini al burro, insalata di patate e prezzemolo tritato. Servono anche per farcire, con foglie di lattuga e fette di pomodoro crudo, panini «giganti » e per gli intolleranti al glutine o i celiaci devono usare il pane consentito. Volendo potrete mettere al centro di ogni hamburger un cucchiaio di salsa ketchup, e unire alla carne macinata un cucchiaio di cipolla tritata finemente, o pepe appena macinato, o un cucchiaio di senape.

Ovviamente in base alla propria intolleranza fate i giusti abbinamenti. Per gli intolleranti e allergici al nichel ci sono delle padelle o delle  piastre in ghisa perfette per questo scopo!

Ingredienti per 4 persone

  • 550 gr di polpa di vitello macinata
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe

Preparazione

Ponete la carne in una terrina e spolverizzatela di sale e pepe. Amalgamate bene, mescolando con un cucchiaio di legno. Suddividete l’impasto in quattro porzioni, alle quali darete la forma di medaglioni del diametro di circa dieci centimetri.

Meglio se potete adoperare gli appositi anelli, dentro ai quali comprimerete la carne, ottenendo degli hamburgers di forma regolare. Questi anelli si vendono nei negozi di casalinghi e offrono anche una speciale piccola pressa per modellare e comprimere la carne

Ungete gli hamburgers con un leggero filo d’olio da entrambe le parti.

Fateli cuocere sulla piastra rovente per tre minuti per parte, o più, a seconda dei gusti. Serviteli caldissimi, su piatti precedentemente riscaldati.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


14-06-2011
Scritto da: Tiziana Colombo
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