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Okonomiyaki: frittella giapponese su piastra, anche senza glutine

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
22/07/2026 alle 07:34

Okonomiyaki giapponese con salsa e maionese
Italiana , Ricette per intolleranti, Giapponese
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Okonomiyaki: sapore giapponese che si adatta alla cucina inclusiva

L’okonomiyaki è una frittella salata giapponese cotta su piastra, piena di cavolo, soffice dentro e ricca di salse in superficie. È uno di quei piatti che raccontano lo street food nipponico ma che funzionano benissimo anche a casa, perché nascono per essere adattati. Possiamo servirlo in una cena a tema, in un brunch salato o come piatto unico, soprattutto se lo arricchiamo con carne, pesce o germogli.

Il nome ci guida: “okonomi” vuol dire “come piace a te”, “yaki” significa “cotto alla piastra”. Quindi è un piatto dichiaratamente personalizzabile. Ed è proprio questo che lo rende perfetto per la cucina inclusiva: la struttura è elastica, accoglie farine senza glutine, salse fatte in casa, maionesi vegetali, e resta comunque riconoscibile come okonomiyaki. Chi è intollerante al lattosio o al glutine non deve rinunciare al gusto.

Base tradizionale
Farina di frumento, cavolo, uova, dashi e topping saporiti. Da qui partono tutte le varianti.

Versione inclusiva
Sostituisci la farina con un mix gluten free, usa salsa di soia senza glutine e maionese senza lattosio.

Stili giapponesi
Osaka: tutto mescolato. Hiroshima: a strati con noodles. Entrambi buonissimi.

Un altro vantaggio è la cottura: basta una buona padella antiaderente o una piastra liscia. Si forma un disco spesso, si gira con la spatola e poi si veste con salsa okonomiyaki, maionese giapponese, aonori e katsuobushi. Il risultato è scenografico e fa subito “Giappone”. E se vogliamo spiegare ai lettori le basi della cucina nipponica possiamo linkare anche la pagina sul dashi o quella sul sushi fatto in casa per dare un contesto.

Ricordiamo infine che ogni famiglia giapponese ha la propria versione. Quindi non esiste un okonomiyaki unico e intoccabile. Esiste uno stile, una forma, un modo di condire. Per questo possiamo trasformarlo in okonomiyaki senza glutine o in okonomiyaki “alla milanese” senza perdere il legame con la ricetta originale. L’importante è mantenere cavolo, piastra e salse.

Ricetta Okonomiyaki

Preparazione Okonomiyaki

  • Mettete la farina in una ciotola ampia e versate a filo il dashi (oppure il brodo vegetale), mescolando con una frusta per evitare grumi.
  • Unite le uova e amalgamate fino a ottenere un composto liscio e abbastanza denso.
  • Tagliate molto sottile il cavolo cappuccio e i cipollotti.
  • Unite cavolo, cipollotti e lo zenzero tritato alla pastella.
  • Se li usate, aggiungete anche i gamberetti oppure le striscioline di maiale.
  • Mescolate bene in modo che cavolo e pastella siano ben distribuiti.
  • Scaldate una padella antiaderente larga (o una piastra liscia) e ungetela con poco olio di semi.
  • Tenete la fiamma medio-bassa: l’okonomiyaki deve cuocere dentro senza bruciare fuori.
  • Versate in padella un quarto dell’impasto e dategli la forma di un disco spesso.
  • Adagiate sopra 2-3 fette di pancetta. Lasciate cuocere per 4-5 minuti, finché i bordi si fissano e la base risulta dorata.
  • Girate l’okonomiyaki con una spatola larga (oppure aiutandovi con un piatto) e cuocete dall’altro lato per altri 4-5 minuti.
  • Se serve, coprite con un coperchio per far arrivare il calore al centro e mantenere l’interno morbido.
  • In una ciotolina mescolate ketchup, salsa Worcestershire senza glutine, salsa di soia senza glutine e zucchero.
  • Lavoratela finché diventa lucida e omogenea.
  • Spennellate l’okonomiyaki caldo con la salsa preparata.
  • Disegnate sopra le tipiche righe di maionese giapponese (o senza lattosio), poi completate con aonori o sesamo, katsuobushi e cipollotto fresco.
  • Servite subito.

Ingredienti base Okonomiyaki

  • 200 g di farina di frumento
    (oppure 200 g di mix senza glutine per pastelle),
  • 200 ml di dashi tiepido,
    (oppure brodo vegetale leggero, se ci sono allergie/pesce),
  • 2 uova medie,
  • 300-350 g di cavolo cappuccio tagliato molto sottile,
  • 2 cipollotti freschi,
  • 40 g di gamberetti sgusciati oppure striscioline di maiale (facoltativo),
  • 1 cucchiaio di zenzero in salamoia tritato (facoltativo),
  • 2-3 fette di pancetta o bacon per ogni okonomiyaki,
  • Olio di semi dal gusto neutro per la cottura.

Ingredienti salsa okonomiyaki veloce

  • 3 cucchiai di ketchup,
  • 1 cucchiaio di salsa Worcestershire ,
  • 1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine,
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna.

Per la finitura

  • Maionese giapponese oppure maionese senza lattosio/vegana,
  • Aonori (alghe in scaglie) oppure semi di sesamo tostati,
  • Katsuobushi (fiocchi di tonnetto essiccato), facoltativo,
  • Cipollotto fresco a rondelle.

Origini e significato dell’okonomiyaki

L’okonomiyaki nasce in Giappone come risposta semplice a un’esigenza molto pratica: nutrire più persone con ingredienti comuni. Nel dopoguerra le piastre erano un mezzo rapido per cucinare e condividere, e questo piatto si è imposto proprio perché poteva ospitare ciò che si aveva in casa. Non era cucina “alta”, ma cucina buona, calda, adatta alle famiglie.

Il termine “okonomi” racconta bene la filosofia del piatto: metti quello che preferisci. Poteva essere maiale, gamberi, calamari, ma poteva essere anche solo cavolo e cipollotto. Questo spirito libero è arrivato fino ai ristoranti specializzati di Osaka, che oggi sono famosi proprio per i menù lunghi e personalizzabili. Ogni cliente sceglie la propria combinazione.

Col tempo l’okonomiyaki è diventato anche un piccolo orgoglio regionale: Osaka lo ha eletto a piatto cittadino, mentre Hiroshima lo ha reinterpretato a strati. Due stili diversi ma stessa anima. E qui entra in gioco la nostra cucina inclusiva: se il piatto nasce per cambiare, noi possiamo cambiarlo ancora, controllando farine, salse pronte, brodi e condimenti. Chi cerca okonomiyaki spesso cerca anche yakisoba, katsu, ramen e dashi

Ingredienti base e varianti più comuni

La base più diffusa dell’okonomiyaki prevede farina di frumento, uova, cavolo cappuccio tagliato finissimo, acqua o dashi e poco zenzero in salamoia. Alcune famiglie aggiungono yamaimo grattugiato per dare sofficità. In Italia possiamo ottenere un effetto simile con una piccola percentuale di fecola o con un mix per pastella senza glutine, soprattutto quando cuciniamo per ospiti celiaci.

Il bello arriva coi ripieni: petali di maiale, piccoli gamberi, anelli di calamaro, mais, cipollotti, funghi shiitake, persino formaggio. In Giappone si vedono spesso versioni giovanili con formaggio filante e maionese a zig zag. Ogni ingrediente modifica un po’ la cottura e il peso finale, ma la forma rimane quella della frittella spessa.

Fondamentali sono le salse: salsa okonomiyaki (dolce-sapida, simile alla tonkatsu), maionese giapponese, aonori e katsuobushi. Sono loro che trasformano una semplice frittata di cavolo in un okonomiyaki autentico alla vista. Senza la stratificazione di salse in superficie, il piatto perderebbe molta della sua personalità.

Per chi fa cucina per intolleranze, basta mettere sotto controllo 3 punti: farina (sceglierla gluten free), salsa di soia (usare quella senza glutine) e maionese (sceglierla senza lattosio o vegetale). Il resto può rimanere com’è. E se vogliamo una panoramica sulle salse giapponesi possiamo rimandare a una pagina esterna, per esempio qui trovi altre specialità giapponesi.

okonomiyaki con cavolo viola, germogli di soia, maionese e cipollotto fresco

Okonomiyaki e intolleranze: glutine, lattosio, FODMAP

Dal punto di vista del glutine, l’okonomiyaki classico non è adatto. Però è uno di quei casi in cui la sostituzione è poco traumatica. Un buon mix di riso, mais e fecola, con un pizzico di xantano se serve, regge bene la cottura alla piastra perché il cavolo dà già struttura. Più cavolo mettiamo e più possiamo alleggerire la parte amidacea.

Sul versante lattosio siamo messi meglio: il piatto di base non ne contiene. Il rischio sta nelle aggiunte moderne, specialmente formaggi e maionesi industriali. Se usiamo una maionese senza lattosio o vegana, il piatto resta inclusivo. Anche la salsa okonomiyaki di solito non ha latte, ma va sempre letta l’etichetta, perché alcune versioni pronte usano addensanti o aromi.

Per chi segue dieta a basso contenuto di FODMAP bisogna solo bilanciare il cavolo e fare attenzione a cipolla e aglio nelle salse. Si può inserire una parte di carote a julienne e soprattutto i germogli di soia saltati, che stanno molto bene e sono già “autorizzati” dalla versione di Hiroshima. Così manteniamo volume senza appesantire.

Se in famiglia c’è anche chi chiede attenzione al nichel, allora conviene ragionare caso per caso e valutare l’uso di alcune verdure o salse. Ma la buona notizia è che la forma dell’okonomiyaki non cambia: è un piatto permissivo. E questo, per le nostre tavole miste, è oro.

Tecniche di cottura, consistenza e piccoli trucchi

L’okonomiyaki vive di una cottura controllata. Se la padella è troppo calda, la superficie scurisce subito e l’interno rimane crudo. Se è troppo fredda, si asciuga e diventa stopposo. L’ideale è una piastra o una padella larga, ben calda ma non fumante, leggermente unta con olio neutro. La pastella va compattata, non versata liquida: dev’essere un piccolo “monte” di cavolo e uova.

Dopo averlo disposto in padella, si possono adagiare sopra le fette di pancetta o il pesce. Quando i bordi si fissano e il fondo è dorato, si gira con una spatola larga o con l’aiuto di un piatto. È il momento scenografico, quello che nei locali di Osaka fanno davanti al cliente. A casa basta andare con calma.

Dopo la girata, spesso si copre con un coperchio per un paio di minuti: il vapore cuoce il cuore e rende l’impasto soffice. Questo passaggio è importante soprattutto quando usiamo farine senza glutine o quando abbiamo aggiunto molti ingredienti. Una volta cotto, si passa subito alla decorazione.

Salsa okonomiyaki spalmata a cucchiaio, maionese a zig zag, aonori e katsuobushi che si muove col calore. In alternativa, sesamo e cipollotto. Possiamo anche finire con qualche germoglio di soia appena saltato, così uniamo la tradizione giapponese con il nostro modo di fare cucina inclusiva. L’effetto visivo resta quello dell’okonomiyaki tradizionale.

‘Okonomiyaki Osaka e okonomiyaki Hiroshima a confronto

Versioni regionali (Osaka e Hiroshima) e condimenti

La versione di Osaka è quella che vediamo più spesso: si mette tutto nella ciotola, si mescola e si cuoce. È equilibrata, non troppo alta e si presta subito alle sostituzioni. Chi deve fare okonomiyaki senza glutine parte da qui, perché la struttura è più semplice e non ci sono noodles da sostituire.

La versione di Hiroshima è più teatrale. Non si mescola ma si stratifica: pastella sottile, cavolo, germogli, carne o pesce, noodles e, spesso, un uovo. Si cuoce tutto a strati e alla fine si condisce. È bellissima da fotografare e da portare in tavola quando abbiamo ospiti curiosi. Per i celiaci basta sostituire i noodles con quelli di riso o di grano saraceno certificato.

I condimenti danno personalità. La salsa okonomiyaki si trova anche online, ma si può fare in casa con ketchup, salsa Worcestershire senza glutine, salsa di soia gluten free e un filo di zucchero. La maionese giapponese dà acidità e rotondità. Katsuobushi e aonori danno il tocco giapponese che fa dire subito “è lui, è l’okonomiyaki!”.

Okonomiyaki in stile NonnaPaperina (con germogli e verdure)

Nello stile NonnaPaperina l’okonomiyaki si veste un po’ di verde. Dopo la cottura, oltre alle salse, possiamo aggiungere germogli di soia leggermente saltati, sottili fili di cavolo viola, rondelle di cipollotto e un filo di olio extravergine dal gusto delicato. Non è la versione ortodossa, ma è coerente con la nostra cucina alleggerita e inclusiva.

Un’idea carina per le cene è preparare 2-3 basi neutre e mettere in tavola i topping: maionese vegetale, sesamo tostato, aonori, germogli, pancetta croccante, salmone scottato. Ognuno si compone il proprio piatto senza sentirsi diverso. Così chi è celiaco o intollerante al lattosio non deve giustificarsi.

Se vogliamo dare un tocco ancora più giapponese, possiamo accompagnare con una piccola ciotola di riso al vapore e con tsukemono (verdure in salamoia). Se invece vogliamo “italianizzarlo”, basta servire una insalatina di carote e cetrioli. In tutti i casi il cuore del piatto resta fedele.

Faq su okonomiyaki

Cos’è l’okonomiyaki?

È una frittella salata giapponese cotta su piastra, con cavolo, pastella e salse in superficie. È personalizzabile, nasce proprio per essere adattata.

Si può fare un okonomiyaki senza glutine?

Sì. Basta usare un mix di farine senza glutine e controllare salsa di soia e salsa okonomiyaki. La struttura regge grazie al cavolo.

L’okonomiyaki contiene lattosio?

Di base no. Attenzione però a formaggi e maionesi pronte. Con maionese vegetale o delattosata il piatto resta leggero.

Qual è la differenza tra Osaka e Hiroshima?

Osaka: ingredienti tutti mescolati. Hiroshima: a strati, spesso con noodles. Quello di Hiroshima è più scenografico.

Che salse si usano per l’okonomiyaki?

Salsa okonomiyaki, maionese giapponese, aonori e katsuobushi. In casa si può fare una salsa con ketchup e Worcestershire senza glutine.

Con quali piatti posso abbinarlo?

Con insalate fresche, tsukemono, riso al vapore o altre ricette giapponesi del blog come sushi e dashi. Così il menù è completo.

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