bg header
logo_print

Latte alla camomilla e lavanda, una coccola serale

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
03/10/2022 alle 07:13

Latte alla camomilla e lavanda
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (1 Recensione)

Latte alla camomilla e lavanda, come chiudere la giornata all’insegna del relax

Il latte alla camomilla e lavanda è una bevanda perfetta per chiudere la giornata all’insegna del relax e della tranquillità. Immaginate di aver trascorso una giornata stressante al lavoro, in questo caso una coccola che aiuta a favorire il sonno è senz’altro gradita! E proprio questo lo scopo di una bevanda così buona, delicata e dal carattere floreale. Anzi, questo latte aromatizzato concilia il sonno in virtù dei suoi ingredienti, ovvero la camomilla e la lavanda. Senza dimenticare il ruolo del latte caldo. A tal proposito, quale utilizzare? Se siete intolleranti al lattosio optate per una versione delattosata. In questo caso un latte delattosato di qualità presenta minime differenze rispetto alla versione “normale”.

Tuttavia, evitate qualsiasi tipo di latte vegetale in quanto i suoi sentori possono essere in contrasto con quelli della camomilla e della lavanda. Per esempio il latte di mandorla risulterebbe troppo dolce, creando un contrasto sgradevole con gli altri ingredienti. Per quanto concerne la scelta tra latte scremato e latte intero, vi consiglio quello scremato, che ha un sapore meno accentuato ed è più leggero. Infondo il latte intero si utilizza soprattutto per la preparazione dei dolci.

Ricetta latte alla camomilla e lavanda

Preparazione latte alla camomilla e lavanda

Per preparare il latte alla camomilla e lavanda dovrete innanzitutto mettere a scaldare il latte senza portarlo ad ebollizione. Quando è molto caldo, spegnete la fiamma e integrate la camomilla essiccata e la lavanda.

Lasciate infondere per 5 minuti, senza coperchio per non far “cuocere” del tutto il latte. Infine filtrate il tutto e versatelo nelle tazze. A questo punto sta a voi dolcificarlo. Potete aggiungere a piacimento zucchero o miele di acacia. In alternativa la bevanda è eccellente anche così.

Ingredienti latte alla camomilla e lavanda

  • 450 ml. di latte consentito
  • 1 cucchiaio di fiori di camomilla essiccati
  • 2 cucchiai di fiori di lavanda essiccati.

Un focus sulla camomilla e sulla lavanda

Arriviamo al vero piatto forte di questo latte aromatizzato: ovvero alla camomilla e alla lavanda. Partiamo col dire che la camomilla va essiccata, mentre i fiori di lavanda vanno utilizzati così come sono. Anche in questa forma, i fiori di lavanda riescono a trasmettere sentori e nutrienti al latte. La camomilla ha un sapore delicato e dolce per natura, mentre la lavanda è un po’ più aromatica e sa decisamente di “floreale”. I due ingredienti, inoltre, impattano anche sul colore. In particolare la lavanda trasmette un po’ del suo proverbiale indaco.

Per preparare il latte alla camomilla e alla lavanda, occorre lasciare in infusione per qualche minuto i due tipi di fiori senza far bollire il latte. Infine va filtrato il tutto e versato nelle tazze. In questo modo la camomilla e la lavanda trasmettono le loro proprietà al latte. In particolare la camomilla ha proprietà sedative, carminative (rilassa i nervi) e persino antinfiammatorie. La lavanda, invece, è anche antispastica e antimicrobica. Inoltre aiuta a mantenere basso il colesterolo cattivo, responsabile di infarti, ictus e altre patologie acute.

Il latte alla camomilla e lavanda va dolcificato?

Per quanto riguarda il latte alla camomilla e lavanda il dubbio se aggiungere un dolcificante o meno è lecito, tuttavia dovrete essere voi a rispondere a questa domanda. Se siete abituati a dolcificare il latte, allora fatelo anche con questo tipo di bevanda. A tal proposito avete numerose soluzioni, ad esempio utilizzando il classico zucchero bianco. Invece vi sconsiglio di utilizzare lo zucchero bruno di canna in quanto presenta note di caramello, che potrebbero coprire il sapore delicato dei fiori. Un’idea alternativa è quella di utilizzare il dolcificante naturale per eccellenza, ossia il miele.

Latte alla camomilla e lavanda

Se optate per questo alimento vi consiglio il miele di acacia, che dolcifica in modo delicato e senza coprire troppo gli altri ingredienti. Con il classico miele millefiori, invece, rischiereste di coprire gli altri sentori di questa bevanda. Tra l’altro il miele, a prescindere dalla varietà, è un toccasana per l’organismo. A fronte di un apporto calorico tutto sommato contenuto, apporta vitamine, sali minerali e funge da medicina naturale in caso di mal di gola e raffreddore lieve.

Come essiccare i fiori?

Per la preparazione di questo latte alla camomilla e lavanda vanno utilizzati i fiori di camomilla essiccati. Ciò dà l’occasione di parlare dell’essiccazione dei fiori, un trattamento che da un lato preserva la loro integrità e dall’altro li rende più versatili. I fiori essiccati, infatti, possono essere aggiunti alle preparazioni più svariate quando si intende conferire un sentore floreale. Come essiccare i fiori? L’essiccazione è un processo lungo, ma non complicato. Il metodo più semplice consiste nello stendere i fiori (senza accavallarli) su una superficie piana, posta in un luogo fresco e al riparo dalla luce del sole. In genere sono necessari 7-8 giorni per ottenere una essiccazione completa.

Una alternativa ancora più pratica prevede l’uso dell’essiccatore. In questo caso è necessario impostare a una temperatura bassa, non oltre i 40 gradi. La durata dell’essiccatura è suscettibile alle proprietà dei fiori, quindi può durare qualche ora o un giorno intero. Infine esiste un metodo molto più rapido per essiccare i fiori, ovvero il passaggio in forno. In questo caso va impostata la temperatura più bassa possibile e va preriscaldato il forno per ridurre al minimo l’umidità al suo interno. In genere basta una mezz’ora scarsa per essiccare i fiori al forno, ma fate attenzione in quanto il confine tra essiccazione e bruciatura è davvero minimo.

Ricette con la camomilla ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Smoothie di asparagi e ananas

Smoothie di asparagi e ananas, una bevanda alternativa

In breve: lo smoothie di asparagi e ananas è una bevanda cremosa e fresca che unisce il gusto verde degli asparagi alla dolcezza naturale di ananas e banana. È una proposta adatta a chi cerca...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda

Gin Fizz al mirtillo e lavanda, una gradita...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda in breve: pronto in circa 15 minuti, difficoltà bassa, per 2 bicchieri. Il segreto è una purea di mirtilli ben filtrata e lo sciroppo di lavanda dosato con mano...

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...