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Savoiardi vegan, un’alternativa per il tiramisu

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Biscotti savoiardi vegan
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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Savoiardi vegan, dei biscotti davvero speciali

I biscotti savoiardi vegan sono una gradevole alternativa ai classici biscotti. La caratteristica principale, come suggerisce il nome, è l’assenza di prodotti di origine animale. Nello specifico mancano gli albumi, sostituiti dall’aquafaba. Un’altra caratteristica importante, che segna una differenza rispetto ai savoiardi classici, è la presenza della farina di riso, che sostituisce la farina di frumento. Si tratta di un ingrediente particolare in quanto è privo di glutine e quindi adatto anche ai celiaci.

Questo non è però l’unico pregio dalle farina di riso, infatti si caratterizza anche per la sua leggerezza e per il gusto. Inoltre è meno grassa e contiene dosi più elevate di sali minerali e vitamine. D’altro canto, però, ha un apporto di proteine inferiore rispetto alle altre farine. Questo tipo di farina vanta buone capacità di panificazione, tuttavia è opportuno aggiungere un po’ di amido di mais e una bustina di lievito. La ricetta dei biscotti savoiardi vegan è semplice, vi basterà seguire le indicazioni passo passo per non sbagliare. I savoiardi vegan, come i savoiardi classici, potete mangiarli in solitaria o utilizzarli per altre ricette, ad esempio per preparare il tiramisù.

Ricetta Savoiardi vegan

Preparazione Savoiardi vegan

Per i biscotti savoiardi vegan iniziate preparando l’aquafaba con 500 gr. di ceci secchi. Lasciate in ammollo i ceci per 24 ore, avendo cura di cambiare l’acqua un paio di volte. Trascorso questo lasso di tempo, trasferiteli in una pentola, copriteli con l’acqua e lessateli per 90 minuti circa (a partire dal bollore); in questo modo diventeranno molto morbidi. Poi scolate i ceci, filtrateli e conservate l’acqua di cottura (aquafaba).

Mescolate l’aquafaba a 100 grammi di zucchero a velo e montate il tutto fino ad ottenere una crema molto ferma (dovrebbero bastare 10 minuti). Unite l’olio di semi e frullate il tutto. Ora foderate due o tre vassoi con la carta da forno e portate la temperatura a 180 gradi. Intanto unite la farina di riso con l’amido di mais e mescolate il tutto con il lievito. Versate il mix di farine sull’acquafaba poco alla volta e mescolate continuamente.

Ora trasferite il composto in una sac à poche, agendo velocemente per evitare che si smonti, e componete delle strisce sottili di crema sui vassoi, lunghe una decina di centimetri. Infine date una spolverata con lo zucchero di canna. Cuocete al forno a 180 gradi per 10 minuti, i biscotti sono pronti non appena risulteranno dorati. Non sottovalutate questa fase in quanto i biscotti tendono a bruciarsi rapidamente.

Ingredienti Savoiardi vegan

  • per 20-25 savoiardi
  • 125 gr. di farina di riso
  • 125 gr. di amido di mais
  • 200 gr. di aquafaba
  • 500 gr. di ceci secchi
  • 100 gr. di zucchero a velo
  • 60 gr. di olio di semi
  • q. b. di zucchero di canna
  • 1 bustina di lievito.

Che origine hanno i savoiardi?

Oggi vi parlerò di un dolce che, sebbene noto con il nome francese “biscuits de Savoie”, ha trovato fama e fortuna soprattutto in Italia, dove è diventato un ingrediente fondamentale di alcuni dei dessert più amati al mondo, come il tiramisù. Sto parlando dei savoiardi, quei biscotti leggeri e soffici che spesso fanno da base ai nostri dessert preferiti.

La storia dei savoiardi ha inizio nel XVII secolo, nella regione francese della Savoia, da cui prendono il loro nome. Inizialmente, erano conosciuti come “biscuits de Savoie” e venivano preparati in quella zona. La loro consistenza leggera e il loro sapore delicato li resero un successo a corte, soprattutto alla corte di Luigi XIV, il Re Sole. In Francia, questi biscotti erano un simbolo di raffinatezza e buon gusto.

Tuttavia, la storia dei savoiardi prende una svolta interessante quando attraversa i confini francesi e arriva in Italia. L’introduzione dei savoiardi in Italia avvenne durante il periodo del Regno di Savoia, quando il paese era ancora diviso in vari stati. Fu solo con l’unificazione dell’Italia nel 1861 che questi biscotti divennero parte integrante della cultura dolciaria italiana. Da allora, i savoiardi sono diventati un elemento chiave in numerosi dolci tradizionali italiani.

Oltre al tiramisù, i savoiardi sono utilizzati in molte altre ricette italiane, come la charlotte, la zuppa inglese e la torta diplomatica. Questi biscotti sono noti per la loro versatilità e la loro capacità di adattamento a una vasta gamma di dessert.

La storia dei savoiardi è un esempio di come un dolce possa attraversare i confini nazionali e diventare un elemento essenziale della cultura culinaria di un altro paese. Questi biscotti leggeri, nati in Savoia, sono diventati un simbolo del gusto italiano e un ingrediente prezioso per i dessert che amiamo. La loro storia è un viaggio dolce e affascinante tra la Francia e l’Italia che continua a deliziare il palato di persone in tutto il mondo.

Conosci l’aquafaba?

L’aquafaba è un ingrediente a base di acqua di cottura dei legumi, in particolare dei ceci o dei fagioli. Il termine “aquafaba” deriva dalla parola latina “aqua” (acqua) e “fabaceae” (fagiolo).

Questo liquido, ottenuto dalla cottura dei legumi, è diventato popolare come sostituto delle uova in molte ricette vegane o per persone con allergie alle uova. L’aquafaba ha dimostrato di avere alcune delle proprietà di legame e montatura delle uova, il che lo rende un ingrediente versatile in cucina.

Ecco alcune delle principali caratteristiche dell’aquafaba:

  • Montatura: L’aquafaba può essere montata a neve, proprio come le uova, e può essere utilizzata per dare consistenza a ricette come meringhe, creme e dolci al forno.
  • Emulsionante: Può essere utilizzato come emulsionante in salse e condimenti, proprio come il tuorlo d’uovo, per creare una consistenza cremosa.
  • Legante: Funziona come agente legante in ricette come hamburger vegani o polpette, supportando a mantenere gli ingredienti uniti.
  • Senza grassi e senza colesterolo: L’aquafaba è una scelta a basso contenuto calorico ed è priva di grassi saturi e colesterolo, il che lo rende una scelta salutare per chi cerca alternative alle uova.

Per utilizzare l’aquafaba, è possibile raccogliere il liquido di cottura dei ceci o dei fagioli quando si scola la lattina o si cuociono i legumi in casa. Questo liquido può essere conservato in frigorifero per alcuni giorni o in congelatore per un utilizzo futuro.

In cucina, l’aquafaba è diventato un ingrediente amato per la sua versatilità e il suo ruolo nella creazione di piatti vegani deliziosi. È diventato un elemento chiave nelle cucine vegane e vegetariane, nonché per coloro che cercano alternative alle uova per motivi di salute o etici.

Quale zucchero usare per questi savoiardi?

Per preparare i biscotti savoiardi vegan, dovete utilizzare due tipi di zucchero. Prima di tutto, usa lo zucchero a velo per trasformare l’aquafaba in un perfetto sostituto degli albumi montati. Inoltre, impiegate lo zucchero di canna per comporre l’impasto vero e proprio, composto da farina, amido e lievito, che dovete versare gradualmente nell’aquafaba. Dopo aver creato l’impasto, che è naturalmente molto morbido, mettetelo rapidamente nella sac à poche per evitare che si disintegri.

In alternativa all’uso del semplice zucchero bianco, vi consigliamo di optare per lo zucchero bruno di canna. Questo zucchero conferisce un leggero sapore caramellato che arricchisce i savoiardi e si sposa gradevolmente con il sapore leggermente rustico dell’impasto realizzato con l’aquafaba.

Dove posso utilizzare i savoiardi?

I savoiardi sono biscotti leggeri e croccanti di forma rettangolare spesso utilizzati in cucina per creare dolci deliziosi. Ecco alcune delle modalità più comuni per utilizzare i savoiardi:

  • Tiramisù: Il tiramisù è uno dei dessert più famosi al mondo e utilizza i savoiardi come ingrediente chiave. Per prepararlo, intingete i savoiardi nel caffè (o una miscela di caffè e liquore come il marsala) e alternali con strati di crema di mascarpone dolce. Riponete in frigorifero per qualche ora o durante la notte per far sì che i sapori si amalgamino.
  • Charlotte: Una torta Charlotte è un dessert elegante che usa i savoiardi come rivestimento esterno. Questi biscotti vengono posizionati intorno all’interno di uno stampo per torte e successivamente riempiti con una crema al cioccolato, alla frutta o con una mousse.
  • Zuppa Inglese: Questo dessert è simile al tiramisù ma usa una crema alla vaniglia o al cioccolato al posto della crema di mascarpone. I savoiardi vengono anch’essi intinti nel caffè o in una miscela di liquori.
  • Trifles: In alcune versioni dei trifles, i savoiardi sono utilizzati come strato tra creme e frutta. Questi dolci sono spesso serviti in bicchieri trasparenti per mostrare i colori dei vari strati.
  • Torte a strati: In alcune torte, soprattutto quelle al formaggio, i savoiardi possono essere utilizzati come strato tra le fette di torta per aggiungere una croccantezza extra.
  • Spuntino semplice: I savoiardi possono essere gustati da soli come snack, inzuppati nel tè o nel caffè, oppure utilizzati come base per creare dolci al cucchiaio, come il budino.
  • Crostata di frutta: Schiacciate i savoiardi per creare una base per la crostata di frutta. Questa base croccante può essere poi ricoperta con una crema pasticcera e frutta fresca.
  • Decorazioni: I savoiardi possono essere usati come decorazioni per torte o dessert. Posizionateli in modo artistico sopra la glassa o la crema per un tocco elegante.

Ricordate di adattare l’uso dei savoiardi in base alla vostra decorazione personale e alle ricette specifiche che state preparando. Sono un ingrediente molto versatile che può essere utilizzato in molte preparazioni dolci, e la loro croccantezza li rende ideali per creare strati e texture interessanti nei vostri dessert.

Ricette con savoiardi ne abbiamo? Certo che si!

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