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Come fare l’Aperol Spritz a casa senza errori

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
20/02/2022 alle 07:19

Primo piano di un bicchiere di spritz con arancia e ghiaccio
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 15 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.6/5 (5 Recensioni)

Aperol Spritz: il cocktail che accende l’aperitivo

L’Aperol Spritz è uno di quei drink che fanno subito atmosfera. Basta vederne il colore nel bicchiere per capire che l’aperitivo è iniziato davvero. Negli anni ho imparato che rende al meglio quando resta fedele alla sua idea di base: prosecco, Aperol, soda, tanto ghiaccio e una fetta di arancia che dia profumo e freschezza.

Va bene per un aperitivo in casa, per un brindisi fatto senza troppo preavviso e per quelle sere in cui si vuole qualcosa di semplice ma curato. Sul sito trovate anche idee vicine, come lo spritz al mirto e prosecco o lo sgroppino, ma la forza dell’Aperol Spritz resta la sua formula chiara.

Quando preparo l’Aperol Spritz per gli ospiti, metto i calici in frigo per pochi minuti. È un gesto semplice, ma aiuta il drink a restare più fresco fin dal primo sorso.

Chi lo fa spesso sa che basta poco per rovinarlo: un prosecco versato male, poca effervescenza, troppo bitter o un bicchiere piccolo. In una cucina inclusiva, poi, serve anche un po’ di attenzione in più se il drink deve arrivare a persone con esigenze diverse.

Per questo ho rimesso in ordine il pezzo con un taglio più utile: dosi chiare, scelta degli ingredienti, servizio, abbinamenti e una nota semplice per chi cerca un aperitivo senza lattosio e vuole muoversi con cura anche sul fronte del glutine.

Tirando le somme lAperol Spritz è un cocktail da aperitivo fatto con 3 parti di prosecco, 2 parti di Aperol e 1 parte di soda. Si prepara in 15 minuti, ha una difficoltà molto bassa e nella ricetta base non usa latte o derivati. Il segreto è tutto qui: ghiaccio abbondante, calice ampio, arancia fresca e mano leggera quando si mescola.

Ricetta aperol spritz

Preparazione aperol spritz

  • Preparare l’Aperol Spritz è semplicissimo.
  • Riempite 4 calici da vino con il ghiaccio.
  • Versate 90 ml di prosecco in ogni bicchiere.
  • Unite 60 ml di Aperol per calice.
  • Aggiungete 30 ml di soda o uno spruzzo di seltz.
  • Mescolate con un cucchiaino con un solo movimento dal basso verso l’alto.
  • Completate con una fetta di arancia e servite subito.

Ingredienti aperol spritz

  • 360 ml di prosecco
  • 240 ml di Aperol
  • 120 ml di soda o seltz
  • 12 cubetti di ghiaccio
  • 4 fette di arancia.

Aperol Spritz: dosi, ingredienti e servizio

Che cos’è davvero l’Aperol Spritz

L’Aperol Spritz fa parte della grande famiglia degli spritz e porta con sé tutta la cultura dell’aperitivo del Nord Est. Oggi lo troviamo ovunque, ma il suo fascino resta legato a una cosa molto semplice: mette insieme la spinta viva del prosecco, la nota amarognola dell’Aperol e la freschezza della soda.

La sua fortuna dipende anche dal fatto che non chiede tecniche lunghe. Non va shakerato e non richiede una lista infinita di bottiglie. Si costruisce direttamente nel bicchiere, con pochi passaggi fatti bene, e si serve subito.

Proprio per questo è entrato nelle abitudini di tanti. Ha un gusto facile da capire, un aspetto bello da portare in tavola e si sposa bene con stuzzichi salati, olive, focacce e piccoli assaggi da buffet.

Le dosi dell’Aperol Spritz da ricordare

La regola da tenere a mente è quella del 3-2-1. Vuol dire 3 parti di prosecco, 2 parti di Aperol e 1 parte di soda. Con questa base il cocktail resta fresco, netto e ben bilanciato.

Per un bicchiere singolo potete pensare a 90 ml di prosecco, 60 ml di Aperol e 30 ml di soda. Se dovete servire più persone, moltiplicate le dosi e tenete tutto ben freddo, così il ghiaccio si scioglie più piano e il drink tiene meglio.

Conta anche l’ordine. Prima il ghiaccio, poi il prosecco, poi l’Aperol e alla fine la soda. In questo modo le bolle restano vive e non siete costretti a girare troppo il contenuto.

Quando preparo l’Aperol Spritz per più persone, tengo prosecco e Aperol già freddi. Così il ghiaccio serve a mantenere la temperatura e non a rincorrerla.

Come scegliere il prosecco

Nel bicchiere conta molto più di quanto sembri. Un Prosecco DOC secco o extra dry regge bene l’incontro con l’Aperol e lascia spazio alla soda. Se il vino è troppo dolce, il drink si appesantisce già dal primo sorso.

Non serve una bottiglia costosa a ogni costo. Serve una bottiglia pulita nel gusto, con bolle fini e con una bella freschezza. In questo cocktail il prosecco non fa da sfondo: è una base vera e si sente.

Chi vuole capire meglio la parte del vino può leggere il disciplinare del Consorzio Prosecco DOC. È utile anche per orientarsi tra zona di produzione, uva Glera e stili diversi.

A casa mi regolo così: prosecco ben freddo, bottiglia aperta all’ultimo e nessuna fretta nel versarlo. Se fa troppa schiuma, il risultato perde subito tono.

Soda, seltz o acqua frizzante?

Qui entra in gioco il vostro gusto. La soda dà una spinta netta e tiene il drink agile. Il seltz porta bolle forti e un sorso più asciutto. L’acqua frizzante, invece, ha un passo più morbido e va bene se volete un risultato più semplice.

Nella pratica di casa, la soda è la via più lineare. Se usate il sifone, fermatevi a uno spruzzo piccolo. Aggiungerne troppa allunga il cocktail oltre il dovuto e toglie spazio agli altri sapori.Anche il ghiaccio ha il suo peso. Cubi grandi e compatti tengono il freddo più a lungo. Il ghiaccio tritato, invece, annacqua il drink in poco tempo e lo rende meno netto.

Aperol Spritz e cucina inclusiva: cosa sapere

Nella versione base l’Aperol Spritz non usa latte, panna o altri derivati, quindi per chi cerca un aperitivo senza lattosio è una delle idee più facili da portare in tavola. Basta restare sulla ricetta essenziale e non aggiungere creme o sciroppi fuori tema.

Per il senza glutine io seguo una regola chiara: se il drink è per una persona celiaca, leggo sempre l’etichetta del bitter e lavoro con bicchieri, pinze e piano di lavoro ben puliti. In casa sembra un dettaglio, ma non lo è.

Per orientarsi meglio vi consiglio due letture AIC: una sulle bevande alcoliche e una su come leggere le etichette. Questo è il senso della cucina inclusiva anche nei drink: non complicare, ma fare scelte chiare. Pochi ingredienti, etichette lette bene e servizio pulito valgono più di tante trovate da bar.

Primo piano di un bicchiere di spritz con arancia e ghiaccio

Gli errori che rovinano l’Aperol Spritz

Il primo errore è usare poco ghiaccio. Sembra il contrario, ma più il bicchiere è pieno di cubi, meno il contenuto si allunga. Con poco ghiaccio il drink si scalda in fretta e perde vivacità. Il secondo errore è mescolare troppo. Basta un giro leggero con il cucchiaino. Non state preparando un drink da shaker: qui serve solo unire i sapori senza far scappare le bolle.

Il terzo errore è scegliere un bicchiere piccolo. L’Aperol Spritz chiede spazio. Un calice da vino ampio accoglie il ghiaccio, lascia respirare l’arancia e rende il servizio più bello anche a tavola. Infine c’è la guarnizione. Una fetta di arancia fresca basta e avanza. Non serve riempire il bicchiere di frutta o zuccheri: il pregio di questo cocktail sta proprio nella sua misura.

Se volete un colore più vivo, non aumentate l’Aperol. Meglio usare prosecco molto freddo e arancia appena tagliata: il bicchiere resta fresco e il gusto non si sbilancia.

Cosa servire con l’Aperol Spritz

Con l’Aperol Spritz funzionano bene piccoli assaggi salati: olive, mandorle tostate, chips artigianali, crostini con hummus, focacce leggere e bocconi con ortaggi grigliati. Il cocktail chiede cibo snello, non sapori troppo forti.

Se volete restare sul tema agrume, potete prendere spunto anche dal vostro aperitivo con arancia, che richiama la stessa nota fresca del bicchiere. Per chi ama le bolle a tavola, è utile dare un’occhiata anche allo sgroppino. Io lo vedo bene nei buffet di casa, quando si vuole aprire il pasto con qualcosa di facile ma fatto bene. Il trucco è non riempire il tavolo: due o tre stuzzichi curati bastano per dare il tono giusto.

Come arricchire l’Aperol Spritz

L’Aperol Spritz è un cocktail con una identità riconoscibile: base amaricante, componente frizzante, note agrumate e un colore che richiamano immediatamente al conceto stesso di aperitivo. Insomma è un cocktail semplice ma ben codificato, delle caratteristiche perfette quando si vuole arricchire il drink, magari con piccoli interventi aromatici ma senza perdere identità. L’importante è non trasformarlo in un cocktail troppo complesso. Gli ingredienti aggiuntivi devono accompagnare e non coprire.

Una prima possibilità è lavorare sugli agrumi. La fetta d’arancia è la guarnizione più classica, ma si può sperimentare con scorza di pompelmo rosa, lime, mandarino o bergamotto. Il pompelmo aggiunge una nota più amaricante e adulta, il mandarino rende il profilo più dolce e profumato, il bergamotto dona un carattere più elegante e mediterraneo. Basta una scorza ben tagliata, strizzata leggermente sopra il bicchiere, per valorizzare il drink senza modificarne troppo il gusto.

Un’altra soluzione è quella delle erbe aromatiche. Menta, basilico, rosmarino e timo limonato possono essere inseriti con cautela. La menta rende lo Spritz più fresco, il basilico lo porta verso un registro estivo e quasi gastronomico, mentre il rosmarino aggiunge una nota resinosa che funziona bene con l’arancia. Il timo limonato, infine, è più discreto e può essere usato quando si vuole un profumo insolito ma non invadente.

Ma si può intervenire anche con spezie leggere. Bastano una bacca di pepe rosa, una punta di zenzero fresco o un piccolo frammento di cannella per dare profondità, soprattutto nelle versioni servite in autunno. Anche qualche goccia di bitter aromatico può rendere il cocktail più complesso, ma va dosata con attenzione. Infine si può giocare con la frutta fresca, che va tagliata a fettine sottili, Per l’occasione vi consiglio di usare pesca, fragola, melograno e mela verde. In questo caso lo Spritz diventa più scenografico e conviviale, pur restando riconoscibile.

Proviamo a farlo analcolico

La preparazione dell’Aperol Spritz analcolico è una buona idea e una sfida. Si tratta di  ricreare l’equilibrio del drink originale senza utilizzare né Aperol né prosecco.  Ma non basta mescolare una qualsiasi bibita colorata con acqua frizzante, bisogna cercare di riprodurre tre elementi fondamentali, ovvero la nota amaricante, la freschezza agrumata e la componente frizzante. Solo così si ottiene una bevanda davvero simile nello spirito, ma adatta anche agli astemi o ai bambini. A tal proposito ecco la mia proposta.

La base è costruita con un bitter analcolico, ormai abbastanza facile da trovare, oppure con una miscela casalinga a base di succo d’arancia, infuso di karkadè, scorza di pompelmo e una piccola quantità di tonica. Il karkadè aiuta a dare colore e acidità, il pompelmo porta una nota amara, mentre l’arancia mantiene il legame con il gusto classico dello Spritz. Se si desidera un risultato più secco conviene usare più tonica e meno succo di frutta.

Al posto del prosecco si può usare uno spumante analcolico secco, oppure una semplice acqua tonica non troppo dolce. Anche la soda funziona, ma produce un risultato più leggero e meno strutturato. Una buona soluzione consiste nel combinare bitter analcolico, tonica e soda, in modo da ottenere un drink frizzante, fresco e non eccessivamente zuccherino.

Ci tengo a precisare che la preparazione preserva tutta la sua semplicità. Si riempie un calice con ghiaccio e si versa la base bitter analcolica, poi si aggiunge la componente frizzante e si completa con una fetta d’arancia. Per renderlo più aromatico si può inserire anche una scorza di pompelmo o un rametto di rosmarino. Il vantaggio dello Spritz analcolico è che mantiene la ritualità dell’aperitivo, ma senza alcol. È adatto a chi guida, a chi preferisce bevande leggere o a chi desidera un drink fresco da servire anche durante un pranzo estivo.

Il fantastico mondo degli spritz

Lo Spritz è un cocktail, ma anche una classe di cocktail. La sua forza sta nella struttura: una base aromatica o amaricante, una parte frizzante, ghiaccio e una guarnizione semplice. Questo schema permette molte variazioni, alcune molto note, altre più creative. Per l’occasione si agisce un po’ su tutto: il bitter, il vino, la soda o gli aromi, con cui si ottengono cocktail diversi per colore, intensità e occasione di consumo.

Alcune varianti sono famose, per esempio il Campari Spritz. È un cocktail più amaro, più secco e più intenso. Esprime un colore rosso acceso e si rivolge a chi preferisce un aperitivo meno dolce e più deciso. Funziona bene con una fetta d’arancia e con stuzzichini sapidi.

Si segnala anche il Select Spritz, un’altra versione molto interessante, legata alla tradizione veneziana ma poco conosciuta al di là dei confini regionali. Il Select è un liquore dal profilo più speziato e amaricante rispetto all’Aperol, ma meno aggressivo del Campari. Il risultato è uno Spritz elegante, equilibrato e adatto a chi vuole restare vicino alla ricetta classica ma con un carattere più marcato.

C’è poi l’Hugo Spritz, molto diverso per impostazione. Qui entrano in gioco lo sciroppo di sambuco, il prosecco, la soda, il lime e la menta. È più floreale, più fresco e meno amaro. Si presta bene alle giornate calde e agli aperitivi estivi, soprattutto quando si cerca qualcosa di profumato ma leggero.

Peculiare è il Limoncello Spritz, un cocktail vivace e dal carattere mediterraneo. Unisce limoncello, prosecco e soda, creando un cocktail agrumato, dolce-acidulo e molto aromatico. Va servito ben freddo con scorza di limone e magari qualche foglia di basilico. Infine si può citare il Cynar Spritz, preparato con un liquore al carciofo. Esso dona un gusto erbaceo, amaricante e più complesso. È meno immediato, ma molto interessante se abbinato a piatti rustici, formaggi, olive e preparazioni dal sapore deciso.

FAQ

Quali sono le dosi giuste dell’Aperol Spritz?

Le dosi più usate sono 3 parti di prosecco, 2 parti di Aperol e 1 parte di soda. È la formula più facile da ricordare e quella che dà un risultato ben bilanciato.

Si può fare l’Aperol Spritz senza seltz?

Sì, potete usare la soda oppure una semplice acqua frizzante. Il seltz dà più spinta alle bolle, ma non è l’unica strada possibile.

Quale prosecco usare per l’Aperol Spritz?

Meglio un Prosecco DOC secco o extra dry, servito ben freddo. Un vino troppo dolce rischia di rendere il drink più pesante del necessario.

L’Aperol Spritz è senza lattosio?

Nella ricetta base non ci sono latte o derivati. Per il glutine, invece, conviene controllare l’etichetta del bitter e lavorare con utensili e bicchieri puliti se il drink è per una persona celiaca.

Come servire l’Aperol Spritz a più persone?

Il modo migliore è prepararlo bicchiere per bicchiere. Così le bolle restano vive, il colore è più bello e il ghiaccio non si scioglie troppo in fretta.

Quali stuzzichi abbinare all’Aperol Spritz?

Funzionano bene olive, frutta secca tostata, focacce leggere, crostini con creme vegetali e piccoli finger food salati. Meglio evitare sapori troppo forti o troppo dolci.

Ricette per aperitivo ne abbiamo? Certo che si!

4.6/5 (5 Recensioni)
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