Coniglio in agrodolce alla siciliana

coniglio in agrodolce
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Coniglio in agrodolce, un secondo speziato al punto giusto

Il coniglio in agrodolce, detto anche cunigghiu a’ stampirata, è un secondo piatto della tradizione siciliana, e nello specifico della cittadina di Gela. E’ una pietanza di carne dal sapore forte ma non pungente, che valorizza una delle carni più buone e allo stesso tempo più “difficili” da valorizzare: il coniglio. La carne di coniglio, per quanto l’animale sia di piccole dimensioni, è considerata come rossa, quindi alla stregua del manzo. D’altronde le sue proprietà nutrizionali sono più simili a questo tipo di carne, piuttosto che al pollo o ai volatili. Ad ogni modo il coniglio ha un buon apporto proteico. Si attesta, infatti, sui 20 grammi di proteine per 100 grammi. Ottimo è anche il contenuto di sali minerali, come il potassio, il fosforo, il calcio e il magnesio. Il sodio è presente, ma in dosi limitate (0,06 grammi ogni 100).

L’apporto calorico del coniglio è davvero misero, infatti siamo sulle 120 kcal per 100 grammi. Il merito va alla limitata presenza dei grassi, che non rappresentano più del 4% della sua struttura. Il consiglio, in occasione di questa ricetta, va cosparso di farina, rosolato e cotto nel soffritto; infine va sfumato con il vino e – all’occorrenza – integrato con il brodo vegetale. E’ essenziale evitare che la carne si asciughi, in quanto il coniglio tende a diventare stopposo, soprattutto se il tempo di cottura è piuttosto lungo.

L’importanza delle olive verdi

Il coniglio in agrodolce ha una particolarità, ossia richiede l’impiego di molte olive. Queste, più che un ingrediente di supporto, si rivelano uno dei ingredienti principali. E non potrebbe essere altrimenti, vista l’importanza che la coltura dell’oliva ricopre nel territorio di Gela. Le olive hanno un apporto calorico abbastanza equilibrato, infatti siamo sulle 120 kcal per 100 grammi, una valore simile a quello degli altri frutti (esatto, l’oliva è un frutto). Ciò nondimeno, le olive sono ricche di acidi grassi benefici, che esercitano un ruolo di supporto alle attività del sistema vascolare.

coniglio in agrodolce

Le olive sono ricche di sostanze antiossidanti. Il riferimento è ai fitosteroli, ai polifenoli e al β-carotene. Tra l’altro, quest’ultima sostanza aiuta l’organismo a metabolizzare la vitamina A, che fa bene agli occhi e non solo. Ricco è anche l’apporto di vitamina E, anch’essa capace di esercitare una funzione antiossidante. Buono, infine, è l’apporto di sali minerali, e in particolare di potassio e ferro. Quest’ultima sostanza favorisce la corretta ossigenazione del sangue ed è presente in genere nelle carni rosse.

Le principali qualità dell’alloro

L’alloro, utilizzato nel coniglio in agrodolce, è una pianta aromatica molto diffusa nella cucina mediterranea, e in particolare in quella campana, calabrese e siciliana. L’alloro insaporisce i primi di carne e di pesce, valorizzando i piatti in modo discreto e senza mai esagerare. Di base è un ingrediente da erboristeria, consumato anche sotto forma di tisana o di decotto, d’altronde si distingue per le proprietà nutrizionali.

In particolare l’alloro contribuisce a risolvere i problemi intestinali riguardanti le coliche. E’ un formidabile rilassante, capace di agevolare il sonno. Inoltre, essendo ricco di vitamina A, supporta le funzioni visive. L’alloro è anche un eccellente depurativo, soprattutto nei confronti dei reni e del fegato. Infine equilibra la pressione sanguigna e contrasta l’alitosi.

I capperi fanno male?

Il coniglio in agrodolce (cunigghiu a’ stampirata) si fregia anche della presenza dei capperi, che del resto sono tra gli ingredienti più ricorrenti della cucina siciliana. Attorno al consumo dei capperi ruotano alcuni pregiudizi, come quelli secondo cui farebbero male alla salute in quanto molto salati. In effetti i capperi sono per natura ricchi di sodio, e in più vengono di solito conservati sotto sale. Ciò non significa, però, che facciano male. Infatti, prima di essere impiegati nelle ricette, vanno dissalati. Per il resto, i capperi sono un concentrato di elementi benefici. A partire dal potassio, che risulta  abbondante. Stesso discorso per gli antiossidanti, che come abbiamo visto agiscono in funzione preventiva sul cancro.

I capperi, poi, sono considerati dei buoni analgesici. Inoltre favoriscono la corretta composizione del sangue, soprattutto per quanto concerne la formazione di aggregati piastrinici. L’apporto calorico, infine, è piuttosto misero. In questa ricetta i capperi vanno aggiunti al soffritto dopo che le verdure si sono imbiondite, di conseguenza fungono da elemento di supporto per la cottura definitiva del coniglio.

Ecco la ricetta del coniglio in agrodolce:

Ingredienti per 6 persone:

  • 800 gr. di coniglio a pezzi,
  • mix per soffritto (sedano, cipolle, carote),
  • 1 bicchiere di vino rosso,
  • 2 cucchiai di aceto di vino,
  • 1 cucchiaino di zucchero,
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • 30 olive verdi denocciolate,
  • 2 foglie di alloro,
  • 2 cucchiai di capperi,
  • q. b. di brodo vegetale,
  • q. b. di sale e pepe.

Preparazione:

Per la preparazione del coniglio in agrodolce iniziate lavando e asciugando il coniglio con della carta da cucina. Poi tagliate il coniglio a pezzetti e sciacquate nell’aceto. Riducete a fettine sottili la cipolla, il sedano e tagliate le carote a rondelle.

Infine lavate i capperi e dissalateli. Cospargete i pezzi di coniglio con la farina e soffriggeteli in un tegame con poco olio usando una fiamma medio-alta per qualche minuto.

Quando la carne ha acquisito una tonalità dorata versate il vino e salate. Continuate la cottura fino alla completa sfumatura del vino. A questo punto prelevate il coniglio e mettetelo da parte  in caldo.

Nel medesimo tegame versate un altro cucchiaio di olio d’oliva e il mix per il soffritto. Una volta che le verdure si sono ammorbidite, integrate le olive e i capperi. Quando le verdure sono cotte (circa 15 minuti), recuperate il coniglio e ponetelo di nuovo nel tegame, infine inumidite con l’aceto e aggiungete un po’ di pepe, lo zucchero e l’alloro.

Ora abbassate la fiamma e lasciate cuocere il coniglio per circa un’ ora, mescolando di tanto in tanto. Se notate che la carne si sta asciugando troppo, integrate il tutto con un po’ di brodo. Al termine della cottura aggiungete un po’ di sale se lo ritenete necessario. Servite il coniglio in agrodolce ben caldo.

5/5 (1 Recensione)

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04-10-2021
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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