La verbena, una pianta officinale dalle mille proprietà

verbena

Le principali caratteristiche della verbena

La verbena è una pianta perenne appartenente alla categoria delle verbenacee, che si trova spesso allo stato selvatico ed ha dimensioni contenute (in genere non supera i 60 cm). Il fusto è piccolo ma molto resistente, infatti sostiene un fogliame abbondante e agglomerati floreali di un certo peso.

I fiori, che rappresentano la componente più pregiata, si caratterizzano per il colore lilla chiaro. Alcune varietà presentano tonalità tra il bianco e il rosa pastello e il tenue. Anche la verbena fruttifera, ma i suoi frutti – privi di particolare interesse – sono molto piccoli e delle dimensioni di un seme.

La verbena è  una pianta conosciuta e coltivata da millenni. Attualmente le sue applicazioni sono di natura erboristica e – più raramente – gastronomica. In passato, però, veniva impiegata soprattutto per i riti sacri.

In questo ruolo poteva dire la sua, in virtù di un impatto visivo straordinario, grazie alle splendide tonalità lilla. L’impiego erboristico è attestato anche in età classica, ma ha preso piede soprattutto con l’abbandono della ritualità pagana, quindi dall’alto Medioevo in poi.

E una pianta tutto sommato semplice da coltivare. Non è un caso che rappresenti spesso una delle prime sfide degli appassionati di giardinaggio, una sorta di passaggio obbligato, ma alla portata dei principianti. Può essere coltivata con relativa facilità in vaso, d’altronde non ha esigenze complesse in termini di terreno o di clima.

E’ comunque consigliato dedicare alla verbena un suolo ben drenato e privo di ristagno. Preferisce i luoghi raggiunti dalla luce solare ma non troppo caldi. In questa posizione può difendersi facilmente da funghi e parassiti.

Richiede acqua con estrema regolarità e frequenza, ma il consiglio è di non esagerare con la quantità, anche perché è dotata di una buona resistenza e all’occorrenza è in grado di sopportare periodi circoscritti di siccità.

Le proprietà nutrizionali e terapeutiche di questa pianta

Si declina in molte varietà, tuttavia vale la pena decantare le proprietà della sua varietà più diffusa: la verbena officinalis o verbena comune.

I suoi utilizzi sono attestati in ambito terapeutico, o per meglio dire afferenti alla medicina naturale. Si distingue, al pari di molte altre piante floreali, per le proprietà sedative e moderatamente ansiolitiche.

Insomma, può essere considerato un buon calmante e un eccellente antistress. In particola l’aroma dell’olio essenziale di verbena favorisce anche il buonumore e la concentrazione.

Ma le capacità terapeutiche della verbena non finiscono qui, infatti si fa apprezzare per le sue proprietà antinfiammatorie e antisettiche, che risultano utili per il contrasto alle affezioni dell’apparato respiratorio superiore, come il mal di gola.

Le sue capacità analgesiche sono  nella media, ma comunque utili in caso di artrite. L’impiego della verbena rappresenta un rimedio tradizionale anche per il prurito e persino per le bruciature leggere.

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Le principali varietà di verbena

Come già accennato, esistono molte varietà di verbena. Al di là della verbena comune, o verbena officinalis, troviamo altre specie:

Verbena canadese. A dispetto del nome è originaria negli Stati Uniti. Pur essendo una pianta perenne è collegata all’estate, dal momento che fiorisce soprattutto a fine giugno. E’ una varietà molto colorata.

Oltre al lilla, infatti, i fiori della verbena canadese possono assumere un colore rosa, bianco e persino giallo. E’ utilizzata principalmente come decorazione, ma da essa si ricavano anche delle essenze, infatti è la più profumata.

Verbena peruviana. E’ la varietà più diffusa nel sud America ed è particolarmente apprezzata in Brasile, Argentina, Perù, Venezuela e Uruguay. I fiori spiccano per il colore viola acceso, che spesso assumono tonalità scarlatte.

E’ la tipica pianta da fiori, visto che ne produce in grandi quantità.

Verbena brasiliana. Assomiglia alla verbena comune, ma è molto più produttiva. I fiori sono più abbondanti e si presentano con un lilla più acceso. E’ la pianta più resistente, infatti sopravvive anche alle elevate altitudini in cui è in grado di affrontare indenne il freddo.

Verbene ibride. Più che una varietà si tratta di un gruppo di varietà. Le verbene ibride sono le verbene frutto dell’ingegno dei botanici, che incrociano specie diverse per ottenere piante particolari, soprattutto dal punto di vista estetico.

Alcune verbene ibride si caratterizzano per i colori ancora più sgargianti, mentre altre presentano addirittura due tonalità.

Gli utilizzi in erboristeria

La pianta della verbena vanta proprietà antistress, rilassanti, antinfiammatorie, analgesiche. Nella medicina naturale può essere impiegata come infuso o tisana. La ricetta della tisana depurativa alla verbena è molto semplice, come potete evincere dalla pagina che le ho dedicato.

Basta immergere le foglie della verbena nell’acqua bollente e attendere dieci minuti. La tisana va bevuta calda, come tutte le tisane, ma all’occorrenza potete trasformarla in una bevanda fredda.

Per farlo vi basta arricchirla con del ghiaccio e con un po’ di menta. Per ottimizzare gli effetti di questa tisana, viene consigliato di berla due o tre volte al giorno. In questo modo risulta efficace soprattutto per combattere lo stress cronico e le condizioni di ansia. Non superate mai le dosi consigliate.

Sempre nell’ambito della medicina naturale, la verbena può essere trasformata in decotto. Qual è la differenza tra tisana e decotto? Per quanto alcuni possano considerare i due termini come sinonimi, in realtà indicano due preparazioni differenti.

La tisana si basa sul processo di infusione, ovvero nell’immersione dell’ingrediente principale nell’acqua bollente a fuoco spento. Il decotto prevede, invece, la cottura in acqua per un determinato periodo di tempo.

Il sapore è davvero forte, per questo viene considerato più come una bevanda medicinale che di consumo. Tale procedimento, però, consente il rilascio di una quantità maggiore di principi attivi.

La verbena in cucina

L’uso della verbena in cucina si è diffuso di recente, ovvero da quando è nata la tendenza a valorizzare i piatti con ingredienti sui generis, provenienti dal mondo della medicina naturale. D’altronde è sempre stata utilizzata come pianta curativa e come risorsa per gli ornamenti.

In ambito gastronomico vengono impiegate le foglie e i fiori. Le foglie hanno un sapore leggermente agrumato, dunque di sovente partecipano alla guarnizione o condimento di carni particolarmente delicate. L’applicazione maggiore è però in pasticceria.

A tal proposito è in grado di spezzare il sapore eccessivamente dolce di certi ingredienti. L’uso della verbena è attestato nella produzione di marmellate, torte alla frutta, cheesecake e panne cotte.

Anche i fiori di verbena vengono utilizzati ampiamente nella pasticceria come guarnizione, sebbene possano occasionalmente partecipare agli impasti e ai composti. Per poter impiegare i fiori della verbena è spesso necessario essiccarli.

Per poterlo fare il metodo di base prevede l’esposizione a testa in giù della pianta in un luogo secco e abbastanza areato, possibilmente al buio o al riparo dalla luce del sole. In questo modo i fiori non perderanno del tutto il proprio colore.

In alternativa è possibile procedere con metodi meno complessi, come la semplice esposizione dei fiori su un piano orizzontale. A tal proposito è bene che i fiori formino un unico strato, senza sovrapporli l’uno sull’altro.

C’è anche chi fa essiccare i fiori al microonde. In questo caso occorre calcolare in maniera estremamente precisa il tempo di permanenza e la potenza del forno.

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