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Liquore di susine gialle, un ottimo digestivo fatto in casa

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
15/08/2021 alle 13:17

Liquore alle susine gialle
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 45 min
cottura
Cottura: 00 ore 30 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.3/5 (7 Recensioni)

Liquore alle susine gialle, un ammazzacaffè all’italiana

Il liquore alle susine gialle rappresenta quasi un unicum nel mondo degli ammazzacaffè, o digestivi che dir si voglia. Le peculiarità riguardano sia la lista degli ingredienti che il metodo di preparazione. Infatti è realizzato con ben due componenti alcoliche: l’alcool alimentare e il Pinot grigio, laddove la maggior parte dei liquori fatti in casa prevede solo l’impiego del primo.

Per inciso il liquore alle susine gialle può essere realizzato anche con un vino rosso, o proveniente da uve scure e molto dolci. Inutile specificare che con il Pinot grigio si ottiene il massimo del gusto e della purezza. La presenza della seconda base alcolica impatta anche sulla ricetta in sé. Essa consiste nella macerazione delle susine nel Pinot, nel filtraggio del liquido e nella bollitura insieme allo zucchero.

Si forma dunque una sorta di sciroppo al gusto di susine e Pinot, dai tratti inediti e in grado di soddisfare tutti i palati. Lo sciroppo va unito all’alcool e lasciato riposare per qualche giorno. Molto lunga è la fase finale, ovvero quella del riposo prima del consumo. In media non dovrebbe durare meno di un mese. Il liquore alle susine gialle così preparato è ottimo come fine pasto, ma può anche fungere da aperitivo alcolico. Può essere utilizzato anche per preparare dei deliziosi cocktail fruttati. A tal proposito, vista la presenza del Pinot, può fungere da sostituto dello spritz.

Ricetta liquore di susine

Preparazione liquore di susine

  • Il liquore alle susine gialle deve essere conservato all’interno di bottiglie completamente sterilizzate, dunque lavate e rendete igieniche prima di iniziare.
  • Lava bene le susine e asciugale. Tagliale a metà e rimuovi il nocciolo.
  • Metti le susine tagliate in un barattolo di vetro grande e pulito.
  • Versa l’alcool puro sulle susine nel barattolo, assicurandoti che siano completamente coperte.
  • Aggiungi il baccello di vaniglia, se lo desideri.
  • Chiudi il barattolo ermeticamente e lascia macerare le susine per 20-30 giorni in un luogo buio e fresco. Agita il barattolo ogni 2-3 giorni.
  • Dopo il periodo di macerazione, filtra l’alcool per separarlo dalle susine.
  • Puoi usare un colino fine o una garza per ottenere un liquido limpido.
  • In una pentola, riscalda il vino bianco e aggiungi lo zucchero.
  • Mescola fino a quando lo zucchero si è completamente sciolto.
  • Se vuoi ridurre la gradazione alcolica, aggiungi l’acqua al vino e zucchero, mescolando bene.
  • Lascia raffreddare lo sciroppo di vino e zucchero a temperatura ambiente.
  • Una volta raffreddato, mescola lo sciroppo con l’alcool filtrato.
  • Mescola bene e imbottiglia il liquore.
  • Chiudi le bottiglie e lascia riposare il liquore in un luogo buio e fresco per almeno 1-2 mesi.
  • Questo passaggio permette ai sapori di amalgamarsi e al liquore di raggiungere la sua piena maturazione.

Ingredienti liquore di susine

  • 1 kg di susine gialle mature
  • 500 ml di alcool puro a 95% vol.
  • 500 ml di vino bianco (preferibilmente un Pinot)
  • 300-500 g di zucchero (a seconda della dolcezza desiderata)
  • 300 ml di acqua (opzionale per ridurre la gradazione alcolica)
  • 1 baccello di vaniglia (opzionale per un tocco aromatico)

Un focus sulle susine

La ricetta del liquore alle susine gialle fa un uso efficace delle susine. Per inciso, le susine non sono altro che le prugne di tipo europeo. Ad ogni modo le susine sono tra i frutti più apprezzati in quanto molto dolci, ma che non stancano mai. L’immaginario collettivo le elegge come frutti lassativi per eccellenza. L’accezione è un po’ esagerata, ma indubbiamente agevolano la digestione. Il merito di ciò va all’abbondanza di fibre, nonché ad alcune sostanze particolari, poco presenti in altri frutti (considerati digestivi).

Ma i pregi delle susine non finiscono qui. Spiccano, infatti, per l’abbondanza di vitamine e sali minerali. Contengono ottime dosi di vitamina A (che fa bene alla vista), di vitamina C e di vitamina B6, che regolarizza molti meccanismi dell’organismo. Inoltre le susine contengono sostanze che aiutano a contrastare il tumore, oltre a potassio e magnesio.

L’apporto calorico delle susine è rilevante se paragonato a quello degli altri frutti, ma misero in senso assoluto: siamo sulle 45 kcal per 100 grammi. In occasione di questa ricetta devono essere preparate a dovere. Vanno immerse nell’acqua bollente per pochi minuti, in modo da facilitare la pelatura, poi vanno sbucciate, tagliate in due, denocciolate e fatte a pezzetti.

Liquore alle susine gialle

Il ruolo del Pinot grigio nel liquore di susine

Vale la pena spendere qualche parola per un altro ingrediente principale del liquore alle susine gialle: il Pinot grigio. Come ho già detto, si tratta di una presenza tutt’altro che scontata in una ricetta di liquore fatto in casa. E’ una seconda base alcolica che contribuisce a smorzare ad aumentare il grado alcolico, ma allo stesso tempo insaporisce. In virtù del contributo del Pinot grigio, infatti, il liquore di susine gialle può superare anche i 35-40 gradi.

Il Pinot grigio, nonostante il senso comune, non è un vino solo italiano. Di base è realizzato in Francia e nel Triveneto, ma varianti altrettanto buone si segnalano in Svizzera, Germania e persino in Slovenia. E’ realizzato con un vitigno di tipo “grigio”, che regala uve simili a quelle rosse, ma più chiare e decisamente tendenti al viola. Ciononostante, il vino che se ne ricava è spesso ramato o addirittura chiaro. Molto particolari e soprattutto vari sono gli abbinamenti. Il Pinot si sposa molto bene con gli antipasti, specie se a base di affettati, ma fa la sua figura anche in compagnia di pesci e carni bianche. Non è molto alcolico, sicché può essere servito come aperitivo (raramente va oltre i 13 gradi).

Quale zucchero utilizzare?

Lo zucchero è una componente fondamentale del liquore alle susine gialle. D’altronde tutti i liquori fatti in casa richiedono la preparazione dello sciroppo. In questo caso lo sciroppo è decisamente alcolico, in quanto frutto dell’azione del Pinot grigio. Tuttavia, un dubbio rimane: quale zucchero utilizzare per questo tipo di liquore? La scelta è in genere tra zucchero bianco e zucchero bruno di canna, semolato o fine.

Ebbene, il consiglio è di andare sul sicuro e di optare per lo zucchero bianco semolato. Il motivo è semplice, il suo sapore è più neutro, mentre quello bruno di canna sa di caramello a causa dei residui di melassa. Inoltre, per quanto possa sembrare strano, lo zucchero semolato si amalgama meglio ed è più solubile dello zucchero fine. Fate attenzione alle dosi: bastano 200 grammi per un due litri di liquore. In ogni caso, una volta padroneggiata la ricetta, sarete in grado di calibrare il grado di dolcezza in assoluta autonomia.

Il contributo della vaniglia nel liquore di susine

La vaniglia gioca un ruolo importante per questa ricetta, nello specifico viene utilizzata per aromatizzare l’alcol con cui macerare le susine. La presenza della vaniglia impatta radicalmente sul sapore del liquore.

La vaniglia contribuisce ad ammorbidire i sentori più aspri del frutto, donando al prodotto finito una delicatezza gustativa che lo rende particolarmente gradevole. Si ottiene così un bel contrasto tra la dolcezza calda e avvolgente della vaniglia e l’acidità naturale delle susine, preludio di un profilo aromatico equilibrato.

Insomma la vaniglia rende il liquore ideale sia come digestivo che come ingrediente per cocktail raffinati, da gustare a temperatura ambiente o leggermente fresco. In aggiunta, o in alternativa alla vaniglia, potete utilizzare anche la cannella o l’anice stellato.  Entrambe queste spezie conferiscono al liquore un tocco distintivo: la cannella aggiunge una nota speziata, mentre l’anice stellato disegna una sfumatura più fresca e pungente, che si sposa bene con la dolcezza delle susine mature.

Chi ama le note più dure può sperimentare anche con piccole quantità di chiodi di garofano o noce moscata, ma sempre senza esagerare per non coprire la delicatezza del frutto.

Le susine gialle sciroppate: un altro modo per valorizzare il frutto

Le susine danno il meglio di sé anche in altre preparazioni, per esempio nella ricetta delle susine gialle sciroppate. Per realizzarle è necessario partire da frutti sodi ma maturi, da lavare accuratamente e privare del nocciolo. Le susine vanno poi immerse in uno sciroppo classico, a base solo di zucchero e acqua, eventualmente aromatizzato con scorza di limone, vaniglia o spezie a piacere.

Poi si porta tutto a cottura e si procede con la finitura. Nello specifico le susine vengono sistemate in vasetti sterilizzati e coperte completamente dallo sciroppo bollente, quindi vengono sigillate e lasciate riposare sottosopra per creare il sottovuoto. 

Si ottiene così uno snack dolce che può essere gustato da solo, magari freddo di frigo, oppure utilizzato per arricchire yogurt, gelati, dolci al cucchiaio o cheesecake. Può apparire fuori dal comune, ma si rivela un’ottima soluzione per portare il sapore di un frutto estivo anche in pieno inverno.

FAQ sul liquore di susine

Che differenza c’è tra susine gialle e susine viola?

Le susine gialle hanno una polpa soda, succosa e leggermente acidula, mentre le susine viola sono generalmente più dolci e morbide, con un sapore pieno e zuccherino. Anche l’aroma varia: le susine viola tendono ad avere note più mature e intense, mentre le susine gialle conservano una freschezza fruttata più spiccata.

Che differenza c’è tra susine e prugne?

Il termine “prugna” si usa spesso come sinonimo di “susina”, ma tecnicamente indica il frutto essiccato. La susina è il frutto fresco dell’albero del genere Prunus, mentre la prugna è il risultato del processo di essiccazione, durante il quale il frutto perde acqua, concentra gli zuccheri e sviluppa un sapore più intenso.

A cosa fanno bene le susine?

Le susine sono una fonte preziosa di vitamine e sali minerali. Contengono vitamina C, vitamina K, potassio e fibre alimentari. Inoltre hanno proprietà diuretiche e leggermente lassative, grazie alla presenza di sorbitolo e fibre insolubili. Infine aiutano a regolare il transito intestinale, sostengono il sistema immunitario e contribuiscono a mantenere la pelle luminosa.

Cosa si può fare con le susine?

Le susine sono molto versatili in cucina. Si possono gustare fresche, in macedonia o come spuntino, oppure possono essere impiegare in ricette più elaborate: crostate, torte, muffin, confetture, chutney e composte. Si prestano molto bene per essere sciroppate o essiccate, trasformandosi così in prugne. Inoltre con le susine si possono preparare degli ottimi liquori artigianali, proprio come in questo caso.

Ricette con susine ne abbiamo? Certo che si!

4.3/5 (7 Recensioni)
Riproduzione riservata

11 commenti su “Liquore di susine gialle, un ottimo digestivo fatto in casa

  • Sab 16 Lug 2022 | daniele ha detto:

    ciao.
    volevo sapere se ho letto bene:solo due decilitri di pinot per 800gr di susine?
    Se si,più o meno quanto liquore ottengo da questa ricetta?
    Grazie

    • Mar 19 Lug 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

      Daniele sono andata a ricercare la ricetta scritta a mano durante la preparazione e gli ingredienti sono corretti. Ne è uscita una bottiglia

  • Sab 22 Giu 2024 | Roberto Merialdo ha detto:

    Ma è obbligatorio sbucciarle?

    • Lun 8 Lug 2024 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Roberto non è obbligatorio sbucciare le susine gialle per fare il liquore, ma dipende un po’ dal tipo di risultato che vuoi ottenere. Se le lasci con la buccia, il tuo liquore avrà un sapore più complesso e un colore più intenso, grazie agli aromi e ai pigmenti della buccia. Inoltre, le bucce rilasciano tannini che aggiungono una leggera astringenza, simile a quella del vino rosso.

      D’altra parte, sbucciare le susine porta a un sapore più dolce e pulito, senza le note leggermente amare dei tannini. Certo, sbucciarle richiede un po’ più di lavoro, soprattutto se ne stai preparando una quantità considerevole. Un trucco per facilitarlo è immergere le susine in acqua bollente per 30-60 secondi e poi trasferirle subito in acqua ghiacciata. Così la buccia si stacca più facilmente.

      Alla fine, sia che tu decida di sbucciarle o no, l’importante è che le susine siano ben mature e lavate.

  • Lun 5 Ago 2024 | ERMANNO PIERONI ha detto:

    Senza aggiungere acqua! Di liquidi solamente pinot ed alcool? Avrà una gradazione troppo alta?!

  • Mar 6 Ago 2024 | ERMANNO ha detto:

    Ho un dubbio. È sicuro che non va aggiunta acqua tra gli ingredienti? Grazie.

    • Ven 16 Ago 2024 | Tiziana Colombo ha detto:

      Ermanno ho riscritto la ricetta mettendo l’acqua come opzionale. Aggiungendo acqua puoi facilmente abbassare la gradazione del tuo liquore alle susine e renderlo più equilibrato e piacevole da bere. Ricorda sempre di aggiungere l’acqua gradualmente e di assaggiare frequentemente per raggiungere il risultato desiderato.

  • Gio 3 Lug 2025 | Renato ha detto:

    cosa succede se lo si lascia macerare per 60 giorni inveve dei 40 giorni circa consigliati?
    Renatp

    • Dom 6 Lug 2025 | Tiziana Colombo ha detto:

      La ricetta tradizionale consiglia 40 giorni, ma prolungare la macerazione fino a 60 giorni non è un errore: anzi, può dare un liquore più intenso, profumato e strutturato.

      L’unica accortezza è assaggiare durante il processo:

      Se il gusto si fa troppo tannico o amarognolo (succede se ci sono noccioli o bucce molto mature), meglio fermarsi.

      Altrimenti, i 60 giorni regalano più colore e complessità aromatica.

      Insomma, ogni macerazione è un piccolo esperimento… e a volte le migliori scoperte arrivano proprio così

  • Mer 24 Set 2025 | Chiara ha detto:

    Ciao posso chiederti se le susine macerate si possono usare o vanno buttate?

    • Dom 28 Set 2025 | Colombo Tiziana ha detto:

      Ciao Chiara sì, di solito le susine macerate si possono usare. Controlla solo che non abbiano muffe o odore “acetoso”. Assaggia un pezzetto: se è semplicemente alcolico va bene; se è molto amarognolo/mandorlato (colpa dei noccioli), meglio scartarle o usarne poca quantità e solo cotte.
      Idee rapide: confettura “ubriaca” (40–50% di zucchero, 10–15 minuti di bollore per far svaporare l’alcol), torta rovesciata, chutney salato, oppure frullate con poco sciroppo caldo per una coulis. Se risultano legnose o amarissime, butta. Niente per bimbi o gravidanza; conserva in frigo e consumale a breve.

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La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. 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