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Gin sour, e il tuo cocktail è pronto in poco tempo

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
25/04/2021 alle 13:00

Gin sour
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 05 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Volete organizzare un aperitivo conviviale e glam? Il Gin sour è il cocktail base gin che fa sicuramente per voi! La ricetta che vi propongo oggi saprà sorprendervi per la sua semplicità e velocità di preparazione. Non solo, il sapore rinfrescante e unico di questo drink potrà rigenerarvi dopo una lunga giornata di lavoro o d’impegni fuori di casa. Una curiosità: il Gin sour appartiene alla famiglia dei sour, categoria di cocktail formati da una base di distillato, succo di limone (o di lime) e un dolcificante (un liquore come il triple sec o anche succhi). I sour sono caratterizzati dal gusto acidulo del limone che si fonde con un distillato come il whisky, il brandy, il gin, o altri alcolici.

Ricetta Gin sour

Preparazione Gin sour

Riempite con cubetti di ghiaccio lo shaker.

Aggiungete tutti gli ingredienti nelle dosi indicate.

Agitate e filtrate in un bicchiere riempito con cubetti di ghiaccio.

Decorate con il limone e una ciliegia al maraschino.

Buon drink!

Ingredienti Gin sour

  • 6/9 di gin
  • 2/9 di succo di limone
  • 1/9 di succo d’arancia
  • un cucchiaino di zucchero
  • 1una fettina di limone
  • 1 ciliegia al maraschino
  • q.b. ghiaccio

Cosa puo’ bere un celiaco senza problemi?

Gin sour, e il tuo cocktail è pronto in poco tempo. I distillati che derivano dal processo di distillazione del liquido zuccherino fermentato di un ingrediente specifico non contengono glutine. Sono distillati grappa, cognac, brandy, acquavite, rum, cognac, calvados, il gin e il whiskey e altri.

Anche il whiskey e la vodka, anche altri distillati che derivano da cereali che contengono glutine, come orzo e segale, e sono consentiti ai celiaci e a chi deve eliminare il glutine, perché nel processo produttivo di distillazione il glutine si degrada nell’alcool.

I problemi possono sorgere se, oltre all’ingrediente principale, i distillati vengono aromatizzati, o trasformati, ad esempio in creme , come la crema di whiskey o le grappe e vodke aromatizzate ai vari frutti. In questo caso è assolutamente necessario leggere gli ingredienti e verificare che non ci sia glutine.

I liquori, diversamente dai distillati, sono bevande spiritose a base di zucchero, alcol e sostanze aromatiche che sono trattate attraverso macerazione, infusione o percolazione. Possono essere ricavati di una serie infinita di ingredienti: erbe, semi, piante, foglie, fiori, frutta, succhi di frutta, caffè, cioccolato ed anche uova e panna

Fanno parte di questa categoria ad esempio il mirto, l’amaretto, il nocino.

In generale, i liquori si prestano ad essere aromatizzati, colorati, miscelati e in questo caso aumenta il rischio della presenza di glutine negli ingredienti, per cui è obbligatorio leggere le etichette e conoscere il prodotto. I liquori sono anche molto usati come ingrediente nei cocktail.

Il vino invece è naturalmente senza glutine, mentre per la birra esistono ottime birre industriali e artigianali senza glutine.

L’ora degli aperitivi è anche il regno della mixology, ovvero della ricerca del cocktail perfetto.

È una tendenza relativamente recente, che cerca di far diventare il cocktail una bevanda d’autore, ricca di esperienze sensoriali.

Se andate in un locale che propone happy hour troverete tantissime proposte innovative, oltre i classici cocktail. Ma qui si insidia il pericolo.

È sempre più comune trovare pub o cocktail bar che addizionano le loro creazioni anche il con aromi, purè di frutta già preparati, sciroppi e altri ingredienti che potrebbero contenere glutine.

Il bartender dovrebbe conoscere alla perfezione nella formulazione tutti gli ingredienti che usa e quindi dovrebbe sapere se sono gluten free, ma non sempre le queste competenze sono così capilarmente diffuse.

Nel dubbio, a meno che non sappiate che il vostro bartender sia un vero esperto anche di intolleranze alimentari, buttatevi su qualcosa di semplice e sicuro, come un buon prosecco o una birra senza glutine.

Gin, ossia l’alcol che, se bevuto con moderazione, può farci bene…

Potrei stupirvi con quest’affermazione ma, se ci pensate, non è nulla d’inaudito. Infatti, c’è chi ha perfino stilato una lista con i 5 benefici del gin. Come dimostrano recenti studi pare che gli ingredienti di questo distillato aiuterebbero a contrastare l’invecchiamento cellulare, a combattere alcuni piccoli malanni e a rinforzare le ossa.

Gin sour

Berlo con moderazione, rappresenterebbe quindi un beneficio per il nostro organismo. Buono a sapersi! Ma vediamo, molto, brevemente i 5 plus di questo “superalcolico salutare”:

  • Il gin contiene diverse proprietà naturalmente ringiovanenti (ginepro, camomilla, tè verde, ortica);
  • Il gin è tra le bevande alcoliche che contengono meno calorie; è quindi consigliato a chi segue una dieta, però ogni tanto vuole concedersi una piccola trasgressione;
  • Le erbe, le radici, le piante utilizzate per il gin, sono utili anche per combattere la ritenzione idrica;
  • Le bacche di ginepro vantano anche proprietà antinfiammatorie e, in abbinamento all’uva, riescono a ridurre i dolori ossei;
  • E, infine, fa bene all’umore (presenza di flavonoidi)!

Come preparare il Gin sour in 4 semplici mosse.

L’aperitivo fatto in casa è un vero e proprio must da curare nei minimi dettagli. Dosando sapientemente i vari ingredienti – gin, succo di limone, succo di arancia e zucchero – in poche mosse potrete muovervi fra i vostri ospiti come dei provetti bartender. L’arte della mixologia, seguendo le mie ricette di preparazione dei cocktail, non avrà più segreti. Testare per credere! Non vi resta che immaginarvi un nuovo Jerry Thomas!

Cocktail ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
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Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. 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La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

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