Coda di vitello stufata al vino rosso, un piatto gourmet

Coda di vitello stufata al vino rosso
Commenti: 0 - Stampa

Coda di vitello stufata al vino rosso, piatto rustico

La coda di vitello stufata al vino rosso è un secondo piatto che si pone a metà strada tra la cucina popolare e quella gourmet. Gli ingredienti e i sapori sono quelli della tradizione più pura e antica, mentre la gestione degli stessi fa riferimento ad un approccio elegante e da ristorante d’alta classe. Il risultato è spettacolare e rivela un secondo che si fa apprezzare da tutti i palati, bello a vedersi grazie a dei particolari abbinamenti cromatici, inoltre è davvero squisito e tutto sommato leggero. Tra l’altro, la ricetta non è nemmeno così complessa. Certo, occorre cuocere la carne a più riprese, con metodi diversi, ma è sufficiente seguire alla lettera le indicazioni che vi darò per non sbagliare.

Nello specifico la coda di vitello va prima marinata insieme alle spezie, dopodiché va rosolata. Successivamente si sfuma con il vino rosso e poi si prosegue la cottura, coprendo con il brodo e integrando con la polpa di pomodoro. Al momento dell’impiattamento il fondo cottura (davvero saporito) viene frullato in modo da trasformarsi in una salsa densa e squisita; in questo modo i liquidi della carne valorizzano il pomodoro, le spezie e il brodo. L’ingrediente principe della ricetta è ovviamente la coda di vitello. Si tratta di un quinto quarto tra i più famosi della cucina italiana, che piace per il sapore gradevolmente pungente ma allo stesso tempo dolciastro. Inoltre è un tipo di carne che l’abbonda di proteine e vitamine, e possiede un apporto calorico niente affatto eccessivo.

Perché abbiamo optato per le bacche di ginepro?

Le spezie ricoprono un ruolo importante nella coda di vitello stufata al vino rosso. In primis contribuiscono alla marinatura e, in un secondo momento, accompagnano la coda di vitello durante tutto il processo di cottura. Tra le spezie emergono in modo rilevante le bacche di ginepro. Si tratta di bacche che valorizzano la carne con il loro sapore dolciastro e con un retrogusto gradevolmente acre. In virtù di ciò, conferiscono alla pietanza una straordinaria profondità organolettica.

Coda di vitello stufata al vino rosso

Ciò che pochi sanno è che le bacche di ginepro sono un coacervo di sostanze nutritive, come raramente si registra nel mondo vegetale. Infatti contengono elevatissime dosi di vitamine, sali minerali e antiossidanti. Le bacche di ginepro esercitano funzioni pseudo-terapeutiche, che giovano alla salute dell’organismo. Inoltre, possono essere considerate moderatamente analgesiche, antisettiche, antinfiammatorie e depurative.

Le eccellenti proprietà nutrizionali del cavolo nero

La ricetta della coda di vitello stufata al vino rosso comprende anche un accompagnamento che conferisce maggiore sapore e un impatto visivo gradevole; il tutto in modo equilibrato dal punto di vista organolettico. Mi riferisco in particolare al cavolo nero, che per l’occasione viene tagliato a julienne e stufato con un po’ di olio e con le acciughe. Queste ultime si sciolgono dopo pochi secondi, rendendo la verdura cremosa e gradevole al palato.

Il cavolo nero presenta una colorazione tendente al verde molto scura. Il merito di ciò risiede nell’abbondantissima presenza di sostanze antiossidanti, che contrastano i radicali liberi, sostengono i processi di rigenerazione cellulare e aiutano a prevenire il cancro. Per il resto conserva le medesime proprietà del cavolo “standard”, ossia è ricco di vitamine e sali minerali, ed è povero di grassi e calorie. Per la precisione un etto di cavolo nero apporta solo 32 kcal. Certo, le acciughe aggiungono un po’ di grassi in più, ma si tratta di grassi buoni, ossia gli acidi grassi omega tre, che giovano alla salute dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.

Ecco la ricetta della coda di vitello stufata al vino rosso:

Ingredienti per 6 persone:

  • 1,2 kg. di coda di vitello,
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche (rosmarino, timo e alloro),
  • 2 gr. di bacche di ginepro,
  • 300 gr. di sedano, carote e cipolle,
  • 400 ml. di vino rosso corposo,
  • q. b. di brodo vegetale,
  • 100 gr. di polpa di pomodoro,
  • 400 gr. di cavolo nero,
  • 20 gr. di acciughe dissalate,
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione della coda di vitello stufata al vino rosso iniziate riducendo la carne a pezzi piccoli. Poi trasferitela in una bacinella e aggiungete le erbe aromatiche, il sedano, le cipolle spezzettate, le bacche di ginepro, le carote e il vino rosso. Fate marinare così per circa 12 ore. Trascorso questo lasso di tempo, prelevate la coda e scolatela per bene. Intanto fate imbiondire le verdure in una casseruola unta con poco olio, unite ancora un po’ di erbe aromatiche e la coda di vitello.

Fate rosolare un po’, sfumate con il vino rosso e versate il brodo per coprire il tutto. Poi aggiungete anche la polpa di pomodoro, regolate di sale e cuocete a fiamma bassa per 3 ore. Intanto occupatevi del cavolo nero, fatelo a julienne e stufatelo in padella con l’olio e le acciughe (mi raccomando fate in modo che rimanga croccante). Ora prelevate la carne dalla pentola, togliete il mazzetto di erbe aromatiche e frullate per bene il fondo cottura. Adesso impiattate: adagiate il cavolo nero sui piatti di portata, poi mettete la coda di vitello e guarnite con il fondo di cottura che avete frullato. Servite e buon appetito.

5/5 (423 Recensioni)

Seguimi sui social

Mi trovi su quasi tutti canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Ho intenzione di creare una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte da voi e non abbiate paura. Non sono una chef professionista e non mi permetterò di non criticare niente e nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta! E se hai bisogno di qualche consiglio non esitare.

CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Spezzatino di cervo

Spezzatino di cervo, un secondo tradizionale e rustico

Spezzatino di cervo, un piatto tradizionale e rustico Lo spezzatino di cervo è un secondo piatto che appartiene alla tradizione più rustica della cucina italiana. D’altronde si base su una carne...

Triglie al cartoccio

Triglie al cartoccio, un classico secondo a base...

Triglie al cartoccio, una ricetta semplice e gustosa Le triglie al cartoccio sono un secondo piatto di pesce molto semplice e tutto sommato classico, che punta ad offrire sapori suggestivi. A fare...

Coquilles St. Jacques

Coquilles Saint Jacques ai funghi, un piatto ai...

Coquilles Saint Jacques, una preparazione di alta cucina Le Coquilles Saint Jacques ai funghi sono una ricetta della cucina francese. Possono essere considerati come un secondo di pesce o un...

Pernice rossa con uva e polenta

Pernice rossa con uva e polenta, un secondo...

Pernice rossa con uva e polenta bianca, una lista di ingredienti diversa dal solito La pernice rossa con uva e polenta è una di quelle ricette ascrivibili alla categoria “gourmet”, ma allo...

Petto di piccione con gamberi

Petto di piccione con gamberi, un secondo agrodolce

Petto di piccione con gamberi e salsa di frutti di bosco, un piatto gourmet adatto a tutti Il petto di piccione con gamberi e salsa di frutti di bosco è un secondo che vi lascerà stupefatti....

Polpettone con pioppini e porri

Polpettone in crosta con pioppini e porri, singolare

Polpettone in crosta con pioppini e porri, connubio tra carne e frutta secca. Il polpettone in crosta con pioppini e porri è un secondo piatto molto particolare, sia per l’impatto visivo che per...


Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


28-02-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti